Di Enrico Presti. La rinascita degli organi storici: 40 anni di concerti nell’Appennino bolognese. Quest’anno 27 concerti in dieci comuni. Nasce Premio per giovani talenti.

Il recupero filologico di uno strumento musicale antico non è mai un’operazione puramente nostalgica, ma un atto di restituzione culturale e una riscoperta di storie straordinarie. Lo dimostra la rassegna “Itinerari Organistici Giorgio Piombini”, che quest’anno festeggia il quarantesimo anniversario dal suo primo storico concerto, tenutosi il 31 agosto 1986 a Montorio di Monzuno. Quella che era nata come una scommessa estiva attorno a un singolo organo ottocentesco si è trasformata in quattro decenni in una delle testimonianze per la salvaguardia organaria e valorizzazione del territorio bolognese.

Il festival, strettamente legato alla memoria del suo fondatore scomparso nel 2007, mette in luce un legame profondo tra la ricerca musicologica, il fascino dei beni storici e il rilancio culturale delle comunità montane.

CINQUE SECOLI DI GRANDE MUSICA RACCHIUSI NEI BORGHI

La missione principale della rassegna è stata fin dall’inizio il contrasto all’oblio del patrimonio organistico come beni materiali. Un lavoro metodico che ha permesso finora di restaurare ben 28 organi storici, coprendo un arco temporale immenso che va dal XVI al XX secolo. Molti di questi strumenti, spesso costruiti nei secoli passati grazie ai sacrifici economici delle comunità locali, sono stati destinati a parrocchie rimaste sprovviste di strumenti funzionanti o inseriti in un circuito di tutela attiva.

Questa mappatura musicale non valorizza solo la grande letteratura per organo, ma genera un virtuoso indotto di turismo culturale. Il festival sposta l’asse dei flussi fuori dai grandi centri urbani, guidando gli appassionati e i curiosi alla scoperta di frazioni e piccoli borghi appenninici come Gabbiano e Barbarolo attraverso l’esperienza unica dell’ascolto dal vivo. L’iniziativa contribuisce così in modo concreto a consolidare il prestigio di Bologna come Città della Musica UNESCO.

IL CARTELLONE DEL FESTIVAL E LA DIDATTICA SUL CAMPO

L’edizione di quest’anno 2026 conta ben 27 appuntamenti distribuiti in 10 diversi comuni della montagna bolognese. Tra gli eventi cardine della stagione spiccano due importanti inaugurazioni di strumenti appena restituiti alla comunità: l’organo ottocentesco di Pieve di Roffeno (Vergato), che tornerà a suonare mercoledì 5 agosto, e la voce settecentesca di San Biagio di Savigno, prevista per domenica 6 settembre.

Accanto alla dimensione concertistica, la rassegna conferma la sua forte vocazione formativa con il progetto “Tre giorni in Appennino”. L’iniziativa, organizzata in sinergia con il Conservatorio Rossini di Pesaro, permette a docenti e studenti delle classi di organo e pianoforte di tenere lezioni-concerto negli istituti scolastici del territorio, creando un ponte diretto tra l’alta formazione musicale e le nuove generazioni.

DALLA LEGGENDA DI MONTSERRAT TORRENT AL FUTURO DEI GIOVANI TALENTI

L’evento di maggior respiro internazionale è fissato per giovedì 16 luglio 2026 presso il suggestivo Santuario della Madonna delle Grazie a Boccadirio. La rassegna ospiterà la decana delle organiste spagnole, Montserrat Torrent Serra, leggendaria artista che ha da poco compiuto cento anni. In questa sede d’eccezione, il presidente dell’Accademia Filarmonica di Bologna, Piero Mioli, le conferirà il prestigioso Diploma di Accademica d’Onore.

Se la memoria storica e il restauro sono le fondamenta del festival, lo sguardo è decisamente rivolto al futuro dei giovani musicisti. Il pomeriggio di mercoledì 26 agosto a Monzuno, in occasione delle celebrazioni ufficiali del quarantennale, verrà infatti istituito il primo “Premio Giorgio Piombini”. Un riconoscimento esplicitamente dedicato ai giovani talenti all’inizio della propria carriera artistica, a testimonianza del fatto che l’arte organaria appenninica continua a essere un patrimonio vivo, dinamico e proiettato verso il domani.

La rassegna organistica “Itinerari organistici Giorgio Piombini” è organizzata da Ida Zanini in collaborazione con il gruppo di studi Savena Setta Sambro (presieduto da Daniele Ravaglia) e i redattori che aiutano fattivamente la rassegna, i Comuni di Grizzana Morandi, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro, la Curia, i Parroci, le Associazioni, i Comitati Locali.

Di Enrico Presti
Giugno 2026

ITINERARI ORGANISTICI GIORGIO PIOMBINI 2026
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