Museo Archeologico Regionale: 120 opere focalizzate sul messaggio biblico e ricerca del sacro, nella grande mostra in collaborazione con Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza.
Una grande mostra che raccoglie 120 opere tra dipinti, sculture, gouache, disegni, incisioni, libri e ceramiche, realizzate tra il 1922 e il 1980, provenienti dal Musée National Marc Chagall, alcune mai esposte in Italia, che consentono di analizzare il percorso di Marc Chagall attraverso una rinnovata lettura del suo rapporto con il sacro spesso problematico e fortemente attuale anche nel contesto di oggi.
Al Museo Archeologico Regionale di Aosta, il 19 giugno alle ore 18.00 inaugura “Marc Chagall. Tra poesia e spiritualità”. La mostra, a cura di Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz è visibile dal 20 giugno al 25 ottobre 2026.
La rassegna è realizzata dalla Struttura attività culturali, espositive e politiche identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta in partenariato con il Musée National Marc Chagall di Nizza, l’unica istituzione pubblica dedicata esclusivamente al maestro russo che riunisce il suo imponente lavoro sul Messaggio Biblico ed è visitata ogni anno da oltre 200 mila persone.
CHAGALL E LA BIBBIA: LA MOSTRA
La mostra offre un’occasione unica in Italia per analizzare il legame tra la straordinaria ricerca artistica di Marc Chagall e il Testo Sacro, attraverso una selezione esemplare di opere provenienti dal ricco patrimonio del Museo Nazionale Marc Chagall:
Chagall è stato affascinato dalla Bibbia sin dalla giovane età e ha iniziato a studiarla con dedizione dagli anni Trenta affermando che «La Bibbia è la più grande fonte di poesia di tutti i tempi. Fin dall’infanzia ho cercato di ritrovarne il riflesso nella vita e nell’arte. La Bibbia è come una risonanza della natura, e ho cercato di trasmetterne il segreto».
Il primo incarico nell’ambito del sacro è stata una serie di acqueforti su temi biblici commissionate nel 1930 dall’editore e mercante francese Ambroise Vollard per il quale aveva già illustrato Le anime morte di Gogol’ e Le Favole di La Fontaine, ma ci vollero ventisei anni prima che le 105 incisioni venissero pubblicate nel 1956 dall’editore Tériade.
La rassegna, divisa in otto sezioni, analizza con chiarezza l’evoluzione stilistica di Chagall che prosegue la sua relazione con l’Antico Testamento per tutta la vita tanto da diventare un tema pressoché esclusivo della sua ricerca sin dalla metà degli anni Cinquanta quando inizia il ciclo del Messaggio Biblico destinato a confluire nel Musée National Marc Chagall di Nizza inaugurato nel 1973, il primo museo dedicato a un artista vivente in Francia.
«Questi quadri, a mio avviso, non rappresentano il sogno di un solo popolo, ma quello dell’umanità», ha affermato Chagall che nelle sue opere esprime un messaggio universale teso verso una rigenerazione simbolica dell’umanità.
La Bibbia rappresenta una straordinaria metafora per descrivere i temi che hanno reso celebre l’artista tra cui l’amore come simbolo di trascendenza, la componente onirica e immaginifica, la memoria e i ricordi dell’infanzia nel villaggio di Vitebsk in Russia dov’è nato, così come la sua relazione con la Francia, la sua seconda patria. Tutto ciò nell’ambito di una ricerca dalle forme uniche, libera da condizionamenti, che attraversa le avanguardie (orfismo, cubismo, futurismo e soprattutto surrealismo) senza mai aderire ad alcun movimento.
Accanto all’opportunità di approfondire aspetti spesso poco indagati come quello inerente la scultura (tre le opere esposte compaiono Cristo in croce e Mosé, due rare opere plastiche del 1952-1954), è presente uno spazio specifico dedicato alle vetrate con una serie di maquette che consentono agli spettatori d’immergersi nell’atmosfera dei grandi lavori su vetro realizzati da Chagall per le Cattedrali di Assy, Rheims, Metz o Chichester, in un contesto dove assumono una particolare rilevanza i lavori creati per la sinagoga dell’ospedale Hadassah a Gerusalemme dove Chagall ha illustrato le dodici tribù d’Israele distribuendole sulle dodici finestre, senza figurazioni e utilizzando esclusivamente lettere ebraiche, animali e fiori. Tutti i luoghi delle vetrate nel mondo appaiono poi riprodotti su uno spettacolare tappeto al centro della sala principale del Museo che diventa così una mappa e un luogo magico di esplorazione.
La mostra concilia la componente spettacolare e divulgativa con l’indagine scientifica e filologica valorizzando così l’opera di uno dei più grandi protagonisti del Novecento nell’ambito di un progetto destinato ad accogliere un vasto pubblico nazionale e internazionale.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue italiano e francese, edito da Allemandi, con testi di Grégory Couderc, Conservatore del Musée national Marc Chagall, di Anne Dopffer, Direttrice dei Musées nationaux du XXe siècle des Alpes-Maritimes, di Daria Jorioz, Dirigente della Struttura attività culturali, espositive e politiche identitarie, e del critico d’arte Alberto Fiz.
C.S.M.F.
Tratto da comunicati: ufficio stampa 20 maggio e Regione Valle d’Aosta 9 giugno 2026
MARC CHAGALL
TRA POESIA E SPIRITUALITÀ
20 giugno – 25 ottobre 2026
(Inaugurazione 19 giugno, ore 18.00)
Museo Archeologico Regionale
Piazza Roncas 12 – Aosta
Tel. 0165.275902
www.regione.vda.it

