Museo Nino Caruso: percorso espositivo (con fruizione tattile) di oltre 100 sculture e manufatti che furono donati alla città dall’artista, esponente dell’arte ceramica del Novecento.

Dopo il successo della giornata inaugurale dello scorso 12 giugno, il Museo delle Arti Ceramiche Nino Caruso apre alle visite del pubblico. Realizzato dal Comune di Comiso (Ragusa) e completato grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura nell’ambito del Piano per l’Arte Contemporanea del 2024, espone oltre cento sculture e manufatti dono dell’artista alla città che è sempre stata la sua patria dell’anima.

Opere rappresentative della ricerca e del contributo alla ceramica contemporanea del Maestro che ha inteso affidare alla comunità a cui era fortemente legato un patrimonio capace di testimoniare il suo percorso creativo di rilievo internazionale e, al contempo, di generare nuove opportunità di crescita culturale per il territorio.

Figura centrale nel rinnovamento della ceramica del secondo Novecento, Nino Caruso (Tripoli 1928 – Roma 2017) ha contribuito al superamento della dicotomia tra arte e artigianato, collocando il materiale ceramico nel campo della ricerca plastica, architettonica e urbana, nonché nel dialogo con il design contemporaneo. La sua attività – dal ruolo nel World Crafts Council alla fondazione del Centro Internazionale di Ceramica a Roma, fino all’impegno didattico e seminariale in Europa, Stati Uniti e Giappone – testimonia una concezione dell’arte come pratica condivisa e come trasmissione strutturata del sapere.

Nino Caruso ha esposto in tantissime mostre e realizzato importanti interventi di arte pubblica in Italia e all’estero. Affermò il suo ruolo sulla scena internazionale già negli anni Sessanta, con importanti esposizioni, tra le quali una mostra nel 1964 in occasione delle Olimpiadi di Tokyo in Giappone, Paese che gli ha dedicato una grande retrospettiva dopo la scomparsa. Stessa cosa ha fatto il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza.

La Presidenza della Repubblica Italiana, nell’ambito del progetto Quirinale Contemporaneo, ha acquisito nel 2022 la scultura Memorie di Sicilia, esposta nei giardini della Tenuta presidenziale di Castelporziano.


IL PERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso espositivo del Museo è articolato in tre grandi sale in cui le opere sono esposte con un criterio cronologico e tematico. In ognuna di esse, in linea con gli indirizzi del Ministero della Cultura in materia di accessibilità, si avvia un percorso di fruizione tattile che consente ai visitatori di esplorare direttamente alcune opere originali.

Sala 1. La serie Arcaica presenta opere realizzate con la tecnica a colombino, caratterizzate da immagini di esseri umani e altre creature viventi rifinite con uno smalto grezzo. Forme e decorazioni antropomorfe che traggono ispirazione da antiche anfore greche, da manufatti etruschi e dalla consistenza delle rocce dell’Addaura, in Sicilia. La serie Design presenta invece una serie di oggetti d’uso, dove le maioliche superano la funzione decorativa, realizzata attraverso l’applicazione dell’originale tecnica del colaggio frutto della sperimentazione che Caruso aveva sviluppato in ambito architettonico.

Sala 2. Opere realizzate perfezionando la tecnica del colaggio per esplorare lo spazio e realizzare sculture e opere murali legate a temi mitologici, topografici e all’architettura del Mediterraneo. Testimoniano il passaggio dalla dimensione dell’oggetto a quella dell’ambiente, segnando una fase in cui la ceramica diventa strumento per costruire relazioni tra superficie, luce e architettura. Le Lucerne, invece, reinterpretano forme della tradizione in un linguaggio essenziale.

Sala 3. Presenta testimonianze di come la ricerca di Caruso lo condusse a concepire lo spazio come sistema costruttivo, applicato in architettura e nella produzione industriale, approccio al design che trova espressione in numerose installazioni in contesti internazionali.
Esposti alcuni elementi della collezione “Marazzi Forme”, primo esempio di industrializzazione dei moduli ceramici tridimensionali, che superarono la distinzione tra piastrelle per pavimenti e rivestimenti per diventare vere e proprie strutture architettoniche e arredi.

A chiudere il percorso espositivo i Feticci, testimonianza dell’ultima stagione della ricerca di Nino Caruso, in cui sembra tornare alle domande essenziali che hanno attraversato tutta la sua produzione, la presenza umana, la memoria, il simbolo. Nella loro essenzialità, i Feticci appaiono come figure sospese tra antico e contemporaneo, affidando alla materia il compito di custodire ciò che resta dell’esperienza umana.

C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 17 giugno 2026
Immagini allestimento: foto Press Civita Sicilia

Museo della Arti ceramiche Nino Caruso
Piazza delle Erbe 13 – 97013 Comiso (RG) · Sicilia
https://museoninocaruso.it