Recensione di Olivier Horn. Da documenti, fotografie, incisioni, libri, emerge la vita della prima Regina d’Italia, benefattrice, amava l’alpinismo le macchine, la cultura, la musica.
In occasione del centenario della scomparsa di Margherita di Savoia (1851-1926), i Musei Reali di Torino presentano due mostre dossier dedicate al percorso della prima regina d’Italia: una presso la Biblioteca Reale (dov’è conservata la collezione di libri della sovrana), l’altra presso il Medagliere Reale, entrambe aperte fino al 6 gennaio 2027. Libri, documenti, medaglie e collezioni numismatiche ricostruiscono la sua immagine pubblica e la sua cultura.

La prima mostra è intitolata Margherita, prima Regina d’Italia. Storia, cultura e stile tra Palazzo e Biblioteca Reale. Ideata da Lorenza Santa, Fabio Uliana e Maria Luisa Ricci attraverso una selezione di libri a stampa, documenti d’archivio, incisioni e fotografie – per lo più inediti e di grande valore patrimoniale – la mostra ci permette di farci un’idea dei gusti e degli interessi di Margherita di Savoia che nulla predestinava a diventare la prima sovrana d’Italia dal 1878 al 1900. Non aveva infatti ancora 10 anni quando suo zio Vittorio Emanuele II fu proclamato re d’Italia dopo aver conquistato la penisola nel 1861. Ed è proprio al suo matrimonio con il cugino di primo grado, il principe ereditario Umberto I – una decisione dal Re in ultima istanza – che lei deve l’accesso al trono.
Seppur ultraconservatrice – era favorevole a una monarchia forte, sostenitrice dell’espansione coloniale e contraria alle idee socialiste – Margherita di Savoia era anche moderna e indipendente. Appassionata di alpinismo e di velocità, fu la prima donna a viaggiare in macchina. Fondò diverse associazioni culturali, tra cui la Società del Quartetto e la Casa di Dante, e fu benefattrice di numerose opere, come la Croce Rossa. Per tutti questi motivi, era molto popolare tra la grande maggioranza degli italiani, ne è la prova la famosissima pizza ai tre colori, simbolo dell’Italia in tutto il mondo, alla quale è stato dato il suo nome.
Vetrine tematiche disposte nelle sale della Biblioteca Reale consentono di immergersi nei momenti salienti della sua storia: dalla nascita della principessa a Palazzo Chiablese di Torino nel 1851– allora capitale del Regno sabauda – alle sontuose feste organizzate a Torino, Firenze e Genova nel 1868 in occasione del suo matrimonio con il futuro Umberto I, fino all’assassinio di quest’ultimo nel 1900.

Altre vetrine dimostrano il suo impegno nella cultura del suo tempo: innanzitutto un testo autografo di Alessandro Manzoni, relativo ai lavori della commissione da lui presieduta sull’unificazione linguistica nazionale e fondamentale per capire le sfide di un’unità italiana in fase di realizzazione: Dell’unita della lingua e dei mezzi per diffonderla.
Un’altra è dedicata a Giosuè Carducci: presenta un manoscritto miniato di componimenti del poeta, diversi volumi con dedica autografa a Margherita per la quale Carducci compose l’ode Alla regina d’Italia.
Per quanto riguarda la musica, occupava un posto di rilievo nella vita di Margherita: appassionata di musica esperta, allieva di Francesco Paolo Tosti, celebre compositore della Belle Époque, lei era circondata da musicisti. Una teca espone la partitura originale della Sinfonia in re per grande orchestra di Giovanni Sgambati
Tutti questi documenti danno un’idea di una sovrana che fu una protettrice delle arti e delle lettere, finanziando scrittori (Giosué Carducci) e giovani artisti (Puccini), promuovendo la cultura come strumento di unificazione del Paese.

Uno dei pregi della mostra è anche di farci percepire i cambiamenti della sua epoca e le modifiche del gusto nella vita quotidiana: il passaggio all’Art Deco, lo sviluppo veloce delle arti applicate e dell’artigianato in Italia alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX secolo, quando gli oggetti di uso quotidiano, prodotti in serie, si ispiravano a raffinati motivi ornamentali.
In occasione della mostra, l’Appartamento abitato da Margherita al primo piano di Palazzo Reale è eccezionalmente aperto al pubblico e permette di ripercorrere la vita privata e quella pubblica della prima Regina d’Italia. Tra le altre cose, si può ammirare il grande ritratto dalla sovrana dipinto da Michele Gordigiani e la stupenda culla del figlio Vittorio Emanuele III, concessa in prestito dalla Reggia di Caserta fino al 29 settembre.
La seconda esposizione nel Medagliere Reale è dedicata a Il Volto delle donne. L’altra faccia della Storia. Ideata da Elisa Panero in collaborazione con Patrizia Petitti e Daniela Speranza, la mostra analizza la rappresentazione delle figure femminili attraverso le collezioni numismatiche dei Musei Reali, composte da circa 60.000 pezzi tra monete, medaglie e sigilli, di cui circa un terzo raffigura soggetti femminili.
Il percorso abbraccia un arco cronologico che va dall’antichità all’età moderna, con figure quali Cleopatra VII, Messalina, Giulia Domna, Galla Placidia, Beatrice del Portogallo e Caterina di Russia, fino a Margherita di Savoia. La mostra mette in luce la costruzione dell’immagine pubblica della donna attraverso la tradizione medaglistica e numismatica.
Dal 12 al 14 novembre 2026 si terrà inoltre un convegno di studio dedicato a Margherita di Savoia, organizzato da istituzioni accademiche e culturali, in collaborazione con i Musei Reali di Torino, il Palazzo Reale di Milano e la Villa Reale di Monza.
Al termine di questo percorso dedicato a Margherita di Savoia, ci si rende conto che, a modo suo, fu una regina fortemente impegnata nella costruzione della nazione italiana
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Recensione Olivier Horn
Torino giugno 2026
Foto dell’allestimento : O.H.
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MARGHERITA, PREMIÈRE REINE D’ITALIE. HISTOIRE, CULTURE ET STYLE ENTRE LE PALAIS ET LA BIBLIOTHÈQUE ROYALE
MUSÉES ROYAUX DE TURIN
21 MAI 2026 – 6 JANVIER 2027
À l’occasion du centenaire de la disparition de Marguerite de Savoie (1851-1926), les Musées royaux de Turin présentent deux expositions thématiques consacrées au parcours de la première reine d’Italie : l’une à la Bibliothèque royale (où est conservée la collection de livres de la souveraine), l’autre au Musée royal des médailles. Livres, documents, médailles et collections numismatiques retracent son image publique et sa culture.
La première exposition s’intitule « Margherita, première reine d’Italie. Histoire, culture et style entre le Palais et la Bibliothèque royale ». Conçue par Lorenza Santa, Fabio Uliana et Maria Luisa Ricci à partir d’une sélection d’ouvrages imprimés, de documents d’archives, de gravures et de photographies – pour la plupart inédits et d’une grande valeur patrimoniale –, l’exposition nous permet de nous faire une idée des goûts et des centres d’intérêt de Marguerite de Savoie, que rien ne prédestinait à devenir la première souveraine d’Italie de 1878 à 1900.
Elle n’avait en effet pas encore 10 ans lorsque son oncle Victor-Emmanuel II fut proclamé roi d’Italie après avoir conquis la péninsule en 1861. Et c’est précisément à son mariage avec son cousin au premier degré, le prince héritier Humbert Ier – une décision prise en dernier ressort par le roi – qu’elle doit son accès au trône.
Bien qu’ultraconservatrice – elle était partisane d’une monarchie forte, de l’expansion coloniale et opposée aux idées socialistes –, Marguerite de Savoie était également moderne et indépendante. Passionnée d’alpinisme et de vitesse, elle fut la première femme à voyager en voiture. Elle fonda plusieurs associations culturelles, dont la Società del Quartetto et la Casa di Dante, et fut une bienfaitrice de nombreuses œuvres caritatives, telles que la Croix-Rouge. Pour toutes ces raisons, elle était populaire auprès de la grande majorité des Italiens, comme en témoigne la très célèbre pizza aux trois couleurs, symbole de l’Italie dans le monde entier, à laquelle on a donné son nom.
Des vitrines thématiques disposées dans les salles de la Bibliothèque royale permettent de se plonger dans les moments marquants de son histoire : de la naissance de la princesse au Palazzo Chiablese de Turin en 1851 – alors capitale du royaume de Savoie – aux somptueuses fêtes organisées à Turin, Florence et Gênes en 1868 à l’occasion de son mariage avec le futur Umberto Ier, jusqu’à l’assassinat de celui-ci en 1900.

D’autres vitrines témoignent de son engagement en faveur de la culture de son époque, avec tout d’abord, un texte autographe d’Alessandro Manzoni relatif aux travaux de la commission qu’il présidait sur l’unification linguistique nationale, un document essentiel pour comprendre les défis d’une unité italienne en cours de réalisation : *Dell’unità della lingua e dei mezzi per diffonderla*.
Une autre vitrine, consacrée à Giosuè Carducci, présente un manuscrit enluminé de ses poèmes, ainsi que plusieurs volumes comportant une dédicace autographe à Marguerite pour qui Carducci composa l’ode *Alla regina d’Italia*.
Quant à la musique, celle-ci occupait une place prépondérante dans la vie de Marguerite : mélomane experte, élève de Francesco Paolo Tosti, célèbre compositeur de la Belle Époque, elle était entourée de musiciens. Une vitrine expose la partition originale de la Symphonie en ré pour grand orchestre de Giovanni Sgambati
Tous ces documents donnent l’dée d’une reine protectrice des arts et des lettres, finançant des écrivains (Giosué Carducci), de jeunes artistes et musiciens (Puccini), promouvant la culture comme un outil d’unification du pays au-delà des dispartiés régionales.
L’un des atouts de cette exposition est aussi de nous faire percevoir les changements de son époque et l’évolution des goûts intervenue dans la vie quotidienne : le passage à l’Art déco, le développement rapide des arts appliqués et de l’artisanat en Italie à la fin du XIXe siècle et au début du XXe siècle, avec des objets du quotidien produits en série et inspirés de motifs ornementaux raffinés.

À l’occasion de l’exposition, l’appartement qu’elle occupa au premier étage du Palais royal est exceptionnellement ouvert au public et permet de retracer la vie privée et publique de la première reine d’Italie. On peut notamment y admirer son grand portrait peint par Michele Gordigiani et le magnifique berceau de son fils Victor-Emmanuel III, prêté par le palais royal de Caserte jusqu’au 29 septembre.
La deuxième exposition du Musée royal des médailles est consacrée au « visage des femmes. L’autre facette de l’Histoire».. Conçue par Elisa Panero en collaboration avec Patrizia Petitti et Daniela Speranza, cette expo analyse la représentation des figures féminines à travers les collections numismatiques des Musées Royaux, composées d’environ 60 000 pièces, dont des pièces de monnaie, des médailles et des sceaux, et dont environ un tiers représente des sujets féminins.
Le parcours couvre une période allant de l’Antiquité à l’époque moderne, avec des figures telles que Cléopâtre VII, Messaline, Julia Domna, Galla Placidia, Béatrice du Portugal et Catherine de Russie, jusqu’à Marguerite de Savoie. L’exposition met en lumière la construction de l’image publique de la femme à travers la tradition médaillistique et numismatique.
Du 12 au 14 novembre 2026 se tiendra également un colloque consacré à Marguerite de Savoie, organisé par des institutions universitaires et culturelles, en collaboration avec les Musées royaux de Turin, le Palais royal de Milan et la Villa royale de Monza.
On se rend compte à l’issue de ce parcours consacré à Marguerite de Savoie qu’elle fut à sa manière une reine fortement dédiée à la création de la nation italienne.
Critique d’Olivier Horn
Turin, Jiuin 2026
Photo: O.H.
Annonce de l’exposition, avec plusieurs images, à lire ici
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MARGHERITA, PRIMA REGINA D’ITALIA. STORIA, CULTURA E STILE TRA PALAZZO E BIBLIOTECA REALE
21 maggio 2026 – 6 gennaio 2027
IL VOLTO DELLE DONNE. L’ALTRA FACCIA DELLA STORIA
21 maggio 2026 – 6 gennaio 2027
Musei Reali di Torino | Biblioteca Reale | Medagliere Reale
Piazzetta Reale, 1 Torino
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