Recensione-approfondimento di Barbara Baroni. MantovaMusica: dalla musica colta ai ritmi popolari. Un viaggio musicale eclettico che ha alternato stili e atmosfere differenti e coinvolgenti.

Il fascino fantastico degli ottoni e l’originalità del gruppo nella atmosfera incantevole del Giardino di San Cristoforo di Mantova, sotto il romantico nespolo e con bianche lucine evocavano la banda, la danza, la musica jazz facendo pensare e divertire. Evento svoltosi per MantovaMusica – Le bellezze ritrovate col noto insieme “Canaja Brass Quintet” formato da Erika Patrucco e Michele Tarabbia tromba, Federico Armari corno, Nicolò Bombelli trombone e Marina Boselli euphonium (strumento detto anche tuba tenore e simile alla “tuba wagneriana”) della sottofamiglia dei flicorni.

Un programma vasto ed eclatante ha dunque rallegrato e coinvolto il pubblico il 27 giugno 2026. Si iniziava con David Short assi ironico Polka Miseria, brano scherzoso, nel mezzo popolaresco spagnoleggiante e poi come bandistico. Poi Tango con sonorità particolare ed evocativa dai bassi importanti. Di Corrado Maria Saglietti, noto cornista e compositore, Any time Brass Quintet, ben Dieci quadri Any time Brass quintet, alternati ad altro, formati come tessere in cui si specchiavano Romantic time n.4 vario ed espressivo e Blues time n.8, con dissonanze e meraviglioso insieme.

Iniziava con Opening time, due minuti intensi per questo insieme affascinante. Poi Melacholy Time n.2 triste disegno per ottoni con variazioni, Dancing time n.3 danza in un breve schizzo. L’importanza del respiro negli ottoni veniva esplorata con delicatezza e senso melodico ritmico sorprendente. Seguiva André Lafosse con Suite breve in tre parti, la seconda molto complessa Entrelacs, jazzistico e cantabile, molto originale e che coinvolgeva il pubblico, capace di interloquire finemente e di dare emozioni. Una bella elaborazione tematica, echi in lontananza, Choral, melodia gemma splendente, vero e proprio corale nostalgico, come un viaggio e un caleidoscopio trasportava in un mondo sognante e ricercato, intenso e Rondò Fantastique vivacissimo “concertante” molto inventivo, dialogo misterioso e ricco di interventi interessanti. Osserviamo altre parti di Anytime con Old time n.5, Ending time n.6 conclusione tipica e Rag time n.7 inserisce questo stile nel brano.

Notiamo che la formazione usuale del quintetto d’ottoni è formata (come ci ricorda anche Wikipedia) da due cornette, un corno francese, un trombone e una tuba. Spesso però gli artisti sono polistrumentisti e varia l’orchestrazione. I cornettisti usano trombe, trombini o flicorni; al trombone si sostituisce l’eufonio; la tuba può essere sostituita dal trombone basso. In certi casi possono essere necessarie delle percussioni, ad esempio rullanti o piatti. Il genere per quintetto di ottoni è abbastanza recente, i primi pezzi sono della metà dell’800 e vi erano solo musiche sperimentali e semplici. Da circa 40 anni l’insieme si è diffuso a livello internazionale. L’eufonio si trova in questi pezzi famosi, anche bandistici e assolo importanti, con presenze nella musica orchestrale e solistica. Il quintetto di ottoni è un insieme musicale a volte col contrabbasso (come nel quintetto famoso op.77 di Dvořák). I musici hanno così una sonorità potentissima e variabile col timbro che come in questo concerto passa dalla veste brillante ad una più morbida con molte modulazioni attraverso mezzi tecnici qui usati nel migliore dei modi.

Seguiva, gradevole, Enrique Crespo con l’ampia Suite americana (Bossa nova e Vals peruano). E infine il pregiato bis George Gershwin Four Hits For Five arrangiamento famoso e notevole di Lew Gillis, importante nel repertorio del Quintetto, dal bel suono molto ispirato, prima più mosso poi col famoso tema ben realizzato. Il gruppo sapeva dunque alternare momenti intensi e giocosi. Ci sono rare impressioni musicali così corpose e toccanti come la potenza dell’Ensemble di ottoni. Dalla parata bandistica al corale, questi strumenti echeggiano l’aria e coinvolgono l’anima. Gli ottoni suscitavano sentimenti contrastanti, ma anche segno di fratellanza e immaginativa ricca. Ricordiamo che dall’ultimo tempo di Any Time Encore for brass il gruppo ha ispirato il primo disco “Un”. Notiamo la presenza delicata di un’ombra coreutica in Old time n.5 e segnaliamo anche Brilliant pièce n.9. Un gruppo affiatato che ha toccato il vertice di effetti ed affetti anche col secondo bis di Duke Ellington dalla Suite con in rilievo il corno francese.

                                                                        Recensione / approfondimento di Barbara Baroni
MantovaMusica, Giardino di San Cristoforo 27 giugno 2026
Foto Guido Mario Pavesi

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