Di Renzo Gabriel Bonizzi: ‘Radici Nomadi’ nel Parco di Monte Verità: due progetti artistici si intrecciano nelle radici profonde e l’eredità culturale di questo luogo.  

Pensieri, talenti artistici e personaggi lo hanno attraversato nell’arco della prima metà del 1900: Monte Verità si conferma un territorio ancora vivo, dove pratiche artistiche contemporanee e memorie sedimentate continuano a interrogarsi reciprocamente.

LA MOSTRA

La Rada, spazio culturale no-profit per l’arte contemporanea fondato nel 1996 a Locarno, presenta Deep Roots, a cura di Yimei Zhang. Nell’esposizione, aperta a Monte Verità (Ascona, Svizzera) dal 4 luglio fino al 22 agosto 2026, cinque artiste e artisti internazionali e intergenerazionali, provenienti da diverse aree linguistiche, alcuni con radici ticinesi, si confrontano con quell’estetica primitiva e con la tensione spirituale che hanno reso il Monte Verità un luogo di ricerca, visione e trasformazione.

Attraverso installazioni audiovisive, scultura e disegno, le opere intrecciano mito, memoria e paesaggio, entrando in dialogo con l’eredità culturale della collina: dal pensiero di Ida Hofmann alle risonanze letterarie di Hermann Hesse, fino alle molteplici utopie che hanno valicato questo laboratorio permanente.

In Casa Selma, Manuela Morales Délano Lisa Lurati presentano due nuove produzioni site-specific dedicate alla dimensione del femminile, che per tradizione abita questa capanna aria-luce. Le opere evocano la figura della fondatrice del Monte Verità, Ida Hofmann, muovendosi tra memoria e materia, tra le radici che lei ha lasciato sulla collina e lo spirito che ancora sembra abitarla.

In Casa dei Russi, Giorgio Zeno Graf e Kaspar Ludwig indagano il rapporto tra memoria, materia e territorio attraverso approcci differenti ma complementari. Ludwig lavora sulla stratificazione del tempo e sulla trasformazione di forme archetipiche tra reperto e invenzione, mentre Graf esplora le qualità ecologiche, storiche e simboliche dei materiali e delle tradizioni artigianali, entrambi muovendosi lungo la linea passato – presente. 
Carlos Casas richiama invece la figura di Hermann Hesse con ”Grotta”, un progetto realizzato durante la sua residenza ticinese del 2023. Il film collega suono e immagine in modo asincrono e imprevedibile, fondendo documentario e cinema sperimentale in un linguaggio post-strutturalista. L’opera rende omaggio alla grotta e al persistente richiamo spirituale che questo spazio continua a custodire.

LO SPETTACOLO

Nella serata inaugurale è stato proposto, in una nuova configurazione, Wanderer, spettacolo creato da Lisa Lurati e da Giordano Rush e presentato in anteprima al LAC lo scorso maggio.
Co- produzione dell’Associazione Museika e LAC- Lugano Arte e Cultura – e in collaborazione con la Fondazione Monte Verità, Wanderer è un progetto interdisciplinare di arte totale che fonde musica, performance einstallazione in uno spazio immersivo.

Abbattendo le barriere tra pubblico e performer, il lavoro riflette su nomadismo, identità e viaggio. Concepito con una scenografia per un teatro che evocava la natura, qui Wanderer è stato realizzato utilizzando come palco una radura aperta nel mezzo della foresta.

I parallelismi tra Wanderer e Monte Verità sono molteplici e sorprendenti. Uno di questi riguarda la natura stessa di Wanderer, che opera come una micro-collettività utopica animata da una duplice tensione poetica: da un lato, creare un contesto capace di sviluppare una propria vita autonoma; dall’altro, favorire una possibile anamnesi, tanto nei performer quanto nel pubblico. Un’esperienza che sottrae, anche solo temporaneamente, alle preoccupazioni del quotidiano e alla visione materialistica dell’esistenza, per ricondurre alla memoria di una dimensione più profonda e condivisa dell’essere.

Proprio ad Ascona – dapprima nel parco della Fondazione Eranos e successivamente a Monte Verità – Giordano e Lisa sono entrati per la prima volta in contatto con l’idea di Genius Loci. Come se fino a quel momento mancasse un tassello essenziale, la scoperta si è rivelata decisiva per comprendere e praticare la musica, la performance e la pittura secondo un paradigma differente: non più come forme da governare o controllare, ma come linguaggi attraverso cui mettersi in ascolto e al servizio di forze, presenze e dinamiche invisibili, in larga parte ancora sconosciute.

Il progetto Wanderer ha favorito la lettura della collina asconese come una soglia, anche per temporaneità delle presenze che l’hanno animata lungo la sua storia: pochi sono restati a lungo, molti sono transitati. Ci si incontrava, si sperimentava, si falliva, si ripartiva. Questo continuo movimento di persone è stato uno degli elementi che hanno permesso a Monte Verità di continuare, ben oltre il suo tempo storico, a influenzare pratiche artistiche, pensiero ecologico, esperienze pedagogiche e spirituali. 

Di Renzo Gabriel Bonizzi+m
(da comunicato stampa 30 giugno 2026)

DEEP ROOTS
4 luglio – 22 agosto 2026

Fondazione Monte Verità
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