Di Renzo Gabriel Bonizzi+m. RAI Cinema partecipa alla kermesse cinematografica internazionale. Premi anche a Isabella Rossellini e Asia Argento. L’Italia del pop nelle notti d’anteprima.

È stata svelata agli inizi di luglio, in una conferenza stampa tenutasi a Zurigo, la selezione ufficiale della 79a edizione del Locarno Film Festival, che include 103 prime mondiali e otto prime internazionali. Titoli attesi firmati da voci emergenti e nomi affermati animano le tre competizioni principali, al fianco della ricca offerta delle sezioni non competitive. Presente anche Rai Cinema con sette film (vedi di seguito in questo stesso articolo)

Dal 5 al 15 agosto 2026 Locarno torna ad accogliere cineasti, professionisti e appassionati, riuniti per celebrare un cinema originale, audace e capace di cogliere le complessità del tempo presente. A partire da un record di 7.759 iscrizioni ricevute, il programma di Locarno79 unisce scoperta e consacrazione delle nuove voci del cinema, confermando il ruolo del Festival quale piattaforma essenziale per il cinema indipendente, i grandi nomi internazionali e le forme cinematografiche del futuro.

Con 233 film, di cui 103 prime mondiali, la selezione offre un panorama articolato in cui il grande cinema popolare incontra la ricerca e la sperimentazione.
Sono 11 i film eleggibili per lo Swatch First Feature Award, mentre 19 titoli concorrono per il Pardo for Change, assegnato al miglior film che affronta questioni ambientali, etiche o culturali di ampia rilevanza sociale.

La selezione, che include opere prodotte e co-prodotte da 69 paesi, conferma la posizione del Festival all’interno del panorama internazionale come un luogo in cui l’arte cinematografica viene celebrata nella sua capacità di dare visibilità alle forme, alle voci e alle storie del futuro, e di mettere in dialogo i talenti emergenti e le prospettive indipendenti con un pubblico appassionato.

Giona A. Nazzaro, direttore artistico: «Una selezione avventurosa e ricca di sorprese che affronta le sfide del presente senza rinunciare mai al piacere del racconto e del divertimento. Una selezione di titoli calata consapevolmente nelle complessità del tempo presente che pensa e riflette le trasformazioni in atto nel cinema e nell’audiovisivo. Il cinema, dunque, in tutte le sue forme e possibilità, che spazia curioso attraverso generi e linguaggi alla ricerca di quella scintilla di futuro di cui tutti abbiamo bisogno».


[© Courtesy of Park Circus_Cohen Film Collection]

APERTURA IN MUSICA CELEBRANDO I 100 ANNI DEL CAPOLAVORO DI BUSTER KEATON

Un anniversario d’eccezione segna l’atteso cine-concerto di apertura, che si svolge come di consueto il primo pomeriggio del Locarno Film Festival. The General (Come vinsi la guerra, 1926), film culto diretto da Buster Keaton e Clyde Bruckman, è accompagnato dal vivo con le musiche composte da Carl Davis ed eseguite dall’Orchestra della Svizzera italiana, sotto la direzione del Maestro Philippe Béran.

Il capolavoro di Buster Keaton, che ha segnato la storia del cinema con le sue mirabolanti acrobazie e il suo antimilitarismo in anticipo sui tempi, inaugura la 79esima edizione del Locarno Film Festival. Tra gli appuntamenti più emozionanti e attesi dal pubblico, il cine-concerto si svolge mercoledì 5 agosto alle 15:30 al Palexpo (FEVI).

Il film, che ha influenzato profondamente cineasti come Jackie Chan e gli autori della nouvelle vague, segue le vicende di Johnnie Gray, macchinista di locomotive che, nel corso della guerra di secessione americana, cerca di recuperare il suo treno – “The General” – e di riconquistare la donna amata.

Giona A. Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival: «Un’opera geniale e visionaria. Uno degli apici della poetica comica di Buster Keaton che si offre come il più spericolato, audace e divertente manuale del perfetto stuntman. Un film che non dimostra minimamente la sua età e che ha influenzato in profondità non solo la commedia e la comicità, ma tutto il cinema d’azione: da Hollywood a Hong Kong. Poeta della distruzione involontaria, cantore delle conseguenze esilaranti delle gaffe più assurde, Keaton firma un manifesto di antimilitarismo umanista, oltre che un capolavoro della storia del cinema».


[Isabella Rossellini © Paola Kudacki_Trunk Archive]

A ISABELLA ROSSELLINI L’EXCELLENCE AWARD

Il Locarno Film Festival consegna l’Excellence Award alla leggendaria attrice, modella e regista italiana Isabella Rossellini durante la serata inaugurale, mercoledì 5 agosto 2026.
Titolare di un master in Comportamento animale e Conservazione all’Hunter College di New York, Isabella Rossellini partecipa a una conversazione aperta al pubblico e presenta un programma di proiezioni che include la web serie Green Porno (2008-9), in cui ha interpretato in costume i rituali di accoppiamento degli animali con una vena comica irresistibile, e i cortometraggi My Dad is 100 Years Old (Guy Maddin, 2005), Seduce Me (2010), Mammas (2013), Darwin, What? e Darwin, What? What? (co-diretto con Paul David Magid, entrambi 2020), oltre a un estratto da Animals Distract Me (2011).

Giona A. Nazzaro, direttore artistico: «Isabella Rossellini è una vera leggenda del cinema contemporaneo. È un talento unico che ha sempre abbracciato senza timore il brivido del rischio artistico, della reinvenzione e della trasformazione creativa. Anticonformista in modo giocoso, costantemente brillante nelle sue scelte e nelle sue interpretazioni, Rossellini ha reso l’imprevedibilità una delle sue cifre artistiche. Il Locarno Film Festival è onorato di dare il benvenuto a Isabella Rossellini e di conferirle l’Excellence Award. Interprete impareggiabile e dalla spiccata auto-ironia, ha lasciato un segno indelebile nel cinema contemporaneo grazie al suo talento senza limiti e alla sua profonda umanità».

Nel corso di una carriera decennale e multiforme, Isabella Rossellini ha saputo coniugare la maestria tecnica di Hollywood a un’audacia artistica di stampo europeo, distinguendosi come un’icona nel mondo del cinema, della televisione e della moda. Affermatasi inizialmente come modella, Rossellini è rimasta impressa nell’immaginario collettivo grazie all’interpretazione di Dorothy Vallens nel capolavoro di David Lynch Blue Velvet (1986), una performance che ha saputo fondere fascino, vulnerabilità e un’intensità rara.

Figlia d’arte, Rossellini ha lasciato un segno profondo nella storia del cinema lungo una carriera che l’ha vista collaborare con autori del calibro di Robert Zemeckis, David O. Russell, Taylor Hackford, Marjane Satrapi, Guy Maddin, Paolo e Vittorio Taviani, e David Lynch, offrendo performance in grado di dare voce a ciascuna delle loro visioni. Dai grandi classici ai trionfi più recenti – come La Chimera (2023) di Alice Rohrwacher o Conclave (2024) di Edward Berger, che le è valso una candidatura all’Oscar come Miglior attrice non protagonista – la sua travolgente presenza scenica occupa un posto imprescindibile nel cinema contemporaneo.


[Sigurjón Joni Sighvatsson ph © Kjartan Þorbjörnsson_Golli]

AL PRODUTTORE SIGURJÓN “JONI” SIGHVATSSON IL RAIMONDO REZZONICO AWARD

Il produttore islandese, noto per aver promosso un cinema visionario e aver prodotto serie e video musicali che hanno definito un’epoca, riceverà il Raimondo Rezzonico Award in Piazza Grande la sera di giovedì 6 agosto. Per l’occasione presenta, come parte del programma di Locarno79, due titoli rappresentativi della sua carriera: Wild at Heart (1990) di David Lynch e ZidaneA 21st Century Portrait (2006) di Philippe Parreno e Douglas Gordon, che celebra il suo ventesimo anniversario.

Giona A. Nazzaro, direttore artistico: «A partire dalla metà degli anni Ottanta, Sigurjón “Joni” Sighvatsson ha contribuito a rinnovare radicalmente l’idea di cinema indipendente. Caratterizzato da uno sguardo profondamente europeo ma calato dentro le articolazioni del sistema statunitense, Sighvatsson ha dato vita a una vera e propria politica del produttore, permettendo a cineasti come David Lynch di creare in piena libertà e ad autrici come Kathryn Bigelow di realizzare alcuni dei film più personali della sua carriera. Il suo fiuto di produttore ha caratterizzato in profondità gli anni Novanta, mentre la sua attitudine a privilegiare sempre l’originalità e l’indipendenza ne ha fatto un punto di riferimento per tutta una generazione di cineasti che hanno guardato al lavoro di Sighvatsson come a un modello di audacia, integrità, creatività e visione».

Cofondatore di Propaganda Films nel 1986, Sigurjón “Joni” Sighvatsson ha segnato l’industria dell’audiovisivo producendo un terzo di tutti i video musicali negli Stati Uniti tra gli anni Ottanta e Novanta, compresi i primi lavori di Zack Snyder, Spike Jonze, Gore Verbinski, Michael Bay e del cofondatore David Fincher. Al cinema, tra gli altri ha prodotto Wild at Heart, il film con cui David Lynch ha vinto la Palma d’Oro, e l’innovativo biopic Basquiat (1996) di Julian Schnabel, assumendo un ruolo cruciale nella ricerca di nuovi talenti e nel plasmare l’estetica pop dell’era moderna.

Nel corso della sua straordinaria carriera ha prodotto oltre 60 lungometraggi e serie televisive, tra cui Twin Peaks (1990-91) e Beverly Hills 90210 (1990-2000), oltre ad aver sostenuto progetti guidati da autori audaci e sperimentali. Le collaborazioni di Sighvatsson con registi come Nicolas Winding Refn e Jim Sheridan, senza dimenticare quelle con artisti come Douglas Gordon e Philippe Parreno, hanno dato vita a classici di culto che continuano a influenzare i giovani registi di tutto il mondo.

[Virginie Efira © Rudy Marmet]

A VIRGINIE EFIRA IL LEOPARD CLUB AWARD

Il Festival rende omaggio all’attrice Virginie Efiraconsegnandole il Leopard Club Award in Piazza Grande la sera di venerdì 7 agosto. Nel corso del Festival, Efira presenta Soudain (2026) di Ryusuke Hamaguchi, per il quale ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile durante l’ultimo Festival di Cannes.

Giona A. Nazzaro, direttore artistico: «Virginie Efira incarna l’essere interprete e attrice con una sensibilità unica. Audace e riflessiva, istintiva e ironica, la sua presenza ha offerto al cinema mondiale uno sguardo unico e capace di reinventarsi continuamente. Da Verhoeven ad Hamaguchi e oltre, non ha mai smesso di interrogare le sue possibilità d’artista, permettendo a noi di gioire di un talento in movimento costante e liberissimo. Virginie Efira incarna la bellezza audace di essere attrice, oggi».

Negli ultimi dieci anni, Virginie Efira si è affermata come una delle figure più importanti del cinema in lingua francese. Vincitrice del premio César come Migliore attrice nel 2023 per Revoir Paris (2022) di Alice Winocour, ha preso parte a numerosi progetti sorprendenti e formalmente innovativi diretti da alcuni degli autori più originali del cinema contemporaneo. Durante l’ultimo Festival di Cannes ha lasciato il segno con il ruolo di protagonista nel nuovo lungometraggio di Ryusuke Hamaguchi, Soudain, il primo film del regista giapponese realizzato in lingua francese e ambientato prevalentemente al di fuori del suo paese d’origine. Un ruolo per il quale Efira ha imparato a recitare in parte in giapponese e ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile. È stata inoltre presente in concorso a Cannes con Histoires parallèles (2026) di Asghar Farhadi, in cui ha recitato al fianco di Isabelle Huppert e Vincent Cassel.

Oltre ai titoli di maggiore successo, la carriera di Efira è segnata da collaborazioni che l’hanno consacrata come una delle attrici emergenti più promettenti del cinema europeo contemporaneo. In Elle (2016) e in Benedetta (2021), diretti dal regista e produttore olandese Paul Verhoeven, si è calata nei panni di personaggi complessi e provocatori, difficili da classificare in modo univoco. Sotto la direzione di Justine Triet, regista e sceneggiatrice acclamata per Anatomia di una caduta (2023), Efira si è distinta per le sue interpretazioni in Victoria (2016) e Sibyl (2019).


[Rick Baker ph © Guinness World Records]

AL TRUCCATORE ED EFFETTISTA RICK BAKER IL VISION AWARD

Il Locarno Film Festival omaggia lo straordinario truccatore e artista degli effetti speciali Rick Baker con il Vision Award, presentato da Ticinomoda, la sera di mercoledì 12 agosto, in Piazza Grande.

Nel corso del Festival, Baker presenta due celebri film tratti dalla sua carriera: An American Werewolf in London (1981) e The Nutty Professor (1996).

Giona A. Nazzaro, direttore artistico: «Rick Baker è l’autore di una rivoluzione copernicana cinematografica. Con il suo lavoro, visionario e rivoluzionario, ha aperto nuove strade all’immaginario di intere generazioni che finalmente hanno potuto scoprire cosa significasse vedere una trasmutazione al cinema. La sua filmografia conta, fra le tante, collaborazioni con George Lucas e David Cronenberg, Brian De Palma e Joe Dante, Tim Burton e Peter Jackson, John Carpenter e Mike Nichols. Conferire il Vision Award a Locarno al lavoro di un pioniere e di un innovatore come Rick Baker, un genio assoluto e un artigiano incomparabile, è un onore che ci permette di festeggiare le infinite possibilità del cinema e dei suoi ‘trucchi’ per creare nuovi mondi».

Rick Baker ha dato vita a una nuova grammatica visiva della metamorfosi cinematografica. Nel corso di una lunga carriera, che dai primi lavori da artista del trucco in film di genere degli anni ’70 l’ha condotto alla creazione di sofisticate creature per le più grandi produzioni hollywoodiane, si è aggiudicato sette Premi Oscar per il Miglior Trucco e si è imposto come un punto di riferimento per intere generazioni di truccatori.

Sfidando continuamente il confine tra reale e immaginario nella percezione del pubblico, Rick Baker ha trasformato Michael Jackson in uno zombie e Jim Carrey nel Grinch, ha realizzato lupi mannari indimenticabili e gorilla tra i più realistici mai creati per una produzione cinematografica. Attraverso il Vision Award, il Festival rende omaggio al talento dietro alla creazione di alcune tra le creature più stupefacenti della storia del cinema.


[Asia Argento © Sopa Images Limited Alamy]

AD ASIA ARGENTO IL LIFE ACHIEVEMENT AWARD

Il Locarno Film Festival rende omaggio all’attrice, cineasta e musicista italiana con il Life Achievement Award sul palco di Piazza Grande giovedì 13 agosto. Nel corso di Locarno79, Argento presenta La Muerte No Tiene Dueño di Jorge Thielen Armand, presentato alla Quinzaine des cinéastes durante l’ultimo Festival di Cannes.

Giona A. Nazzaro, direttore artistico: «Un’artista che ha saputo sempre andare al di là degli schemi, mettendosi ostinatamente in discussione e rischiando in prima persona. Animata da una vocazione artistica radicale, attraverso la quale ha saputo esplorare i limiti e le possibilità del cinema, sia come interprete sia come regista, Asia Argento incarna un’inquietudine vitale e generosa che si offre come la rappresentazione più icastica di tutto quel che il cinema può ancora offrire».

A partire dal debutto sul grande schermo da giovanissima nel film cult Demoni 2… L’incubo ritorna (1986), diretto da Lamberto Bava, e dalla partecipazione a Palombella rossa (1989) di Nanni Moretti, Asia Argento ha costruito un’ampia carriera che include titoli di genere amatissimi, film d’autore, e una ricerca espressiva profondamente personale. Affermatasi come una delle interpreti più audaci e originali della sua generazione, ha vinto due David di Donatello come Migliore attrice protagonista, con Perdiamoci di vista (1994) di Carlo Verdone e Compagna di viaggio (1996) di Peter Del Monte. Prendendo parte a una serie di film diretti dal padre Dario Argento – primo fra tutti Trauma (1993) – ha contribuito alla ridefinizione del canone del leggendario regista, in particolare con La Sindrome di Stendhal (1996).

Nel corso della sua carriera ha collaborato con celebri registe e registi, tra cui Patrice Chéreau (La regina Margot, 1994), Abel Ferrara (New Rose Hotel, 1998 e Go Go Tales, 2007)Gus Van Sant (Last Days, 2005), George A. Romero (La terra dei morti viventi, 2005)Sofia Coppola (Marie Antoinette, 2006), Olivier Assayas (Boarding Gate, 2007), Catherine Breillat (Une vieille maîtresse, 2007), Bertrand Bonello (De la guerre – Della guerra, 2008), Tizza Covi e Rainer Frimmel (Vera, 2022).Muovendosi con disinvoltura tra produzioni italiane e internazionali, ha vestito di sensibilità cinefila ogni sua interpretazione, da quelle in blockbuster come xXx (2002), diretto da Rob Cohen, ai thriller di culto come Red Siren (2002) di Olivier Megaton. Attiva anche come regista, ha tracciato un percorso creativo instancabile fatto di sperimentazione e libertà espressiva, dal suo debutto con Scarlet Diva (2000), a Ingannevole è il cuore più di ogni cosa (2004), a Incompresa (2014).


[Darren Aronofsky ph credit Niko Tavernise]

DARREN ARONOFSKY RICEVE IL PARDO D’ONORE

Il Festival omaggia con il Pardo d’Onore presentato da Manor il regista statunitense Darren Aronofsky la sera di venerdì 14 agosto in Piazza Grande. Nel corso di Locarno79, Aronofsky presenta anche due dei suoi film più rappresentativi: The Fountain (2006) e Mother! (2017).

Giona A. Nazzaro, direttore artistico: «Sin dal suo indimenticabile esordio, il sorprendente e misterioso π (Pi), Darren Aronofsky si è affermato come una delle energie più vitali e imprevedibili del cinema statunitense del nuovo millennio. Autore che ha fatto dell’imprevedibilità la sua cifra espressiva, ha sempre sfidato convenzioni e aspettative, non tentando mai di compiacere né il pubblico né tantomeno l’industria. Singolare, unico, radicale e visionario, Darren Aronofsky è riuscito nell’impresa di creare un’opera inconfondibile, tale da permettere la creazione dell’aggettivo ‘aronofskiano’, profondamente personale, ancorata in temi e ossessioni che ha sviscerato instancabilmente. Autore di titoli chiave come Requiem for a Dream, The Wrestler e Black Swan, ha firmato anche opere inclassificabili come Noah Mother!. Darren Aronofsky incarna il piacere del cinema come rischio e sfida; e celebrarne il lavoro a Locarno, accogliendolo in Piazza Grande, è un modo per onorare la bellezza e la necessità della creatività».

Grazie a titoli come π (1998), Requiem for a Dream (2000), The Wrestler (2008; vincitore del Leone d’Oro alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia), Black Swan (2010), Noah (2014) e The Whale (2022), che è valso a Brendan Fraser l’Oscar come miglior attore, Darren Aronofsky ha segnato un’epoca e si è ritagliato uno spazio unico nel cinema contemporaneo. Provocatori, spirituali e formalmente audaci, i suoi film hanno esplorato per oltre due decenni i confini estremi della fede, del desiderio e dell’ossessione. Per celebrare l’unicità della sua forza artistica, il Locarno Film Festival è onorato di assegnare il Pardo d’Onore a Darren Aronofsky.


IL MANIFESTO UFFICIALE

Il manifesto ufficiale della 79a edizione del Locarno Film Festival è creato in esclusiva dalla rinomata artista statunitense Cindy Sherman, che ha reinterpretato il leopardo, simbolo del Festival, tramite la lente del suo inconfondibile linguaggio fondato su trasformazione e messinscena. Sherman rende così omaggio – “un grande onore”, nelle parole dell’artista – all’immaginario storico della manifestazione: una figura di finzione, ritratta in bianco e nero, è avvolta da un drappo leopardato di un giallo vivido e brillante, evocando al tempo stesso un senso di eleganza e dissimulazione.


[© Locarno Film Festival Ti-Press]

ENRICO RUGGERI COMPLETA LA LINE-UP DELLA ROTONDA
SUONANO ITALIANO LE NOTTI DI LOCARNO79

La Rotonda torna a dare vita alle serate di Locarno79 con un programma ricco di musica dal vivo, attività per famiglie e proposte culinarie da tutto il mondo. In uno spazio inclusivo e accessibile liberamente, la programmazione abbraccia generi e atmosfere per tutti i gusti.

Ideata dal Locarno Film Festival in collaborazione con la Mobiliare e progettata da atelier oï, la Rotonda si trasforma dal 30 luglio al 15 agosto in un luogo d’incontro. Tutte le sere a partire dalle 18:00, l’arena a cielo aperto anima le serate con concerti, DJ set, installazioni artistiche e proposte gastronomiche.

Pop, cantautorato, elettronica, rock, folk e musica orchestrale: il programma conferma la volontà di proporre un’offerta eterogenea, in grado di intrattenere e intercettare gusti e generazioni diverse.

Tra le voci più riconoscibili della musica italiana, il cantautore Enrico Ruggeri è solo l’ultimo nome ad aggiungersi a una line-up ricca di personalità e percorsi artistici differenti. Tra queste, Ditonellapiaga, che porta la sua energia sul palco dopo il successo di “Che Fastidio!”; Merk & Kremont, duo di DJ e producer che ha influenzato tutta la scena dance europea e che vanta collaborazioni con Marracash, Tananai e Jovanotti; il duo britannico The Stickmen Project, che offre uno show travolgente fuori dagli schemi; Roy Paci & Aretuska, Matthew Lee, e AnimaLucio, band composta dai musicisti che hanno accompagnato Lucio Battisti nelle tappe più importanti della sua carriera e che all’autore laziale dedicano un omaggio in una serata arricchita anche dai Perturbazione.

Tanto lo spazio dedicato alla musica svizzera nel programma. Oltre ai nomi già affermati, come i 77 Bombay Street, Veronica Fusaro, che ha da poco rappresentato la Svizzera all’Eurovision Song Contest, Sebalter e la United Soloist Orchestra, che presenta lo spettacolo Coldplay in Symphony, il palco principale ospita anche tanti talenti provenienti da tutto il Paese, come Soleroy e Maryne, Gabriel Benedek, Ida Jane, Kashmere, Jeyleen e tanti altri.


RAI CINEMA AL FESTIVAL

Rai Cinema partecipa al 79. Festival di Locarno con sette film, di cui quattro opere inedite in anteprima mondiale che ha contribuito a produrre, confermando la propria presenza in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al cinema d’autore. 

Sono presentati nel Concorso Internazionale Alberi erranti di Salvatore Mereu e Ketticè di Giovanni Tortorici; nella sezione Piazza Grande, Armony di Dario AlbertiniPaper Tiger di James Gray Congo Boy di Rafiki Farialacercatori d’angelidi Leopoldo Pescatore, scelto come Evento speciale e film di chiusura di Locarno Kids Screenings; e, infine, Roma elastica di Bertrand Mandico nel Fuori Concorso.

Dal cinema d’autore italiano alle nuove cinematografie internazionali, dalle grandi coproduzioni ai film rivolti al pubblico dei più giovani, Rai Cinema dedica una costante attenzione alla qualità delle storie, capaci di raccontare, con linguaggi diversi, la complessità del presente. 

Il nuovo film di Salvatore Mereu, Alberi erranti, nel Concorso Internazionale, è tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Capitta. Il film, che vede nel cast Romeo Perrone, Giulia Maenza, Lorenzo Richelmy, Alessandro Haber e Massimo Popolizio, racconta, attraverso il destino di tre famiglie, una favola contemporanea sulla ricerca della propria identità e della libertà di essere se stessi. Al centro della narrazione il conflitto tra generazioni, in particolare quello tra padri e figli, e la paura dell’altro, di ciò che è diverso. Il film è prodotto da Viacolvento con Rai Cinema.

Sempre nel Concorso InternazionaleKetticè, il nuovo film diretto e sceneggiato da Giovanni Tortorici, con Salvatore Gallina, Rachele Testagrossa e con la partecipazione speciale di Monica Bellucci. Dopo l’esordio con Diciannove, Tortorici prosegue l’esplorazione del mondo giovanile con un’opera seconda che restituisce un ritratto intimo dei suoi protagonisti e che esplora la ricerca di sé, il distacco e il desiderio di libertà tipici dell’adolescenza. Una produzione Frenesy Film Company, The Apartment, società del Gruppo Fremantle, PiperFilm, Memo Films in collaborazione con Rai Cinema, in collaborazione con First Pictures.

In Piazza Grande viene presentato Armony, il nuovo film di Dario Albertini, con Valerio Mastandrea, Aurora Cherchi, Elena Lietti, Asia Argento e la partecipazione straordinaria di Ornella Muti. Prodotto da The Apartment, società del Gruppo Fremantle, Damocle con Rai Cinema e con la partecipazione di HBO Max, il film racconta la storia di una famiglia “felice a modo suo”, nata attorno ad Armony, un camionista solitario che, dopo la scomparsa della sorella, si ritrova a prendersi cura della nipote di sei anni e delle persone che, in modo inaspettato, entrano a far parte della sua vita. Un racconto che esplora i legami familiari attraverso la solitudine, e mostra come l’inatteso possa far riflettere sul senso di responsabilità. 

Nella stessa sezione sono presentati due film, già passati al Festival di Cannes, che vedono coinvolta Rai Cinema tra i partner internazionali. Paper Tiger, il nuovo film di James Gray, presentato in Concorso a Cannes, riunisce sullo schermo Scarlett Johansson, Adam Driver e Miles Teller in un intenso dramma familiare in cui si intrecciano ambizione, lealtà e tradimento. Il film, prodotto da Rt Features, Ak Productions, Lb Entertainment, Leone Film Group e Vice Pictures, sarà distribuito in sala in Italia da 01 Distribution. 

E, ancora, Congo Boy del regista africano Rafiki Fariala, reduce dal riconoscimento ottenuto nella sezione Un Certain Regard di Cannes, dove il protagonista Bradley Fiomona ha vinto il Premio come Migliore attore. Il film è prodotto da Karta Film, Makongo Films, Unité, Kiripifilms in collaborazione con Rai Cinema. Ispirato alla storia personale del regista, segue le vicende di Robert, un ragazzo di 17 anni che sogna di diventare musicista, mentre la guerra civile travolge la Repubblica Centrafricana. Un racconto di formazione in cui la musica diventa strumento di resistenza e di speranza, e che conferma il talento di uno degli autori emergenti più interessanti del panorama africano.

Cercatori d’angeli di Leopoldo Pescatore, scelto come Evento speciale e film di chiusura della sezione Locarno Kids Screenings. Con Sophia Anna Losito, Fausto Maria Sciarappa, Rolando Ravello e Alessandro Haber, il film racconta il percorso di crescita di Bianca, un’adolescente ribelle che, attraverso l’incontro con un gruppo di volontari, scopre un nuovo modo di guardare il mondo e di trasformare la propria inquietudine in impegno verso gli altri. Ispirato alla reale esperienza di volontariato dei “Cacciatori di Briciole”, è un coming-of-age che affronta temi come il dialogo tra generazioni, la giustizia sociale e la responsabilità ambientale. Il film è prodotto da Settembre Produzioni in collaborazione con Rai Cinema, in coproduzione con Rough Cat. 

Completa la presenza di Rai Cinema Roma elastica di Bertrand Mandico, presentato al Festival di Cannes nella sezione Midnight Screenings. Con Marion Cotillard, Noémie Merlant e un grande cast italiano, il film è ambientato nella Roma del 1982 e segue il viaggio di un’attrice americana ormai al tramonto, arrivata nella capitale per interpretare quello che potrebbe essere il suo ultimo film. Mandico firma un omaggio visionario al cinema italiano degli anni Settanta e Ottanta. Una produzione Atelier de Production, Dugong Films e Redibis Film in collaborazione con Rai Cinema.

Di Renzo Gabriel Bonizzi +M
(Da comunicati stampa: RAI 9 luglio 2026 e area stampa del Festival)

79. LOCARNO FILM FESTIVAL
5 – 15 agosto 2026
(musica alla Rotonda 30 luglio – 15 agosto)

Contatti
Via Franchino Rusca 1 – 6600 Locarno
+41 91 756 21 21
Linea telefonica dedicata
+41 91 756 21 18
www.locarnofestival.ch
https://www.instagram.com/filmfestlocarno
https://www.facebook.com/LocarnoFilmFestival
https://www.youtube.com/channel/UCgusVOT_sFEZLS0jhLwRjWg

#Locarno79

TRASPORTI

Grazie alla partnership con le FFS, durante i giorni di Festival (dal 5 al 15 agosto), viaggiano treni speciali in partenza da Locarno ogni notte alle 2:00 del mattino in direzione di Chiasso, per un servizio pensato per facilitare il rientro del pubblico. fa eccezione la notte tra domenica 9 e lunedì 10 agosto, durante la quale il collegamento sarà garantito da un autobus sostitutivo. L’orario di tutti i collegamenti è aggiornato e consultabile in qualsiasi momento sull’orario online o su Mobile FFS.