Di G.F. La forza della musica, attraversato il dramma della Shoah, dopo quattro generazioni torna da dove era partita. La storia della famiglia mantovana ebrea di Renzo Massarani.

Renzo Massarani, era nato a Mantova nel 1898, da Giulio e Gina Colorni. Aveva interrotto gli studi musicali, iniziati da giovanissimo, per partecipare alla Grande Guerra. Poi, a Roma, con Ottorino Respighi, si era diplomato in composizione nel 1921. Cominciò così un’intensa attività compositiva: pubblicando i suoi primi lavori, diventò direttore musicale del teatro di marionette di Vittorio Podrecca, con cui compì numerosi viaggi all’estero. Si dedicò anche all’attività di critico musicale, e trovò impiego alla Siae, intensificando la produzione musicale con crescente successo di critica e di pubblico. Sue opere vennero eseguite in molte città. Ma la promulgazione delle leggi razziali fasciste segnò la fine della sua carriera musicale in Italia. Perse il lavoro e le sue opere furono messe al bando. Si vide costretto a lasciare l’Italia. Nel 1939 giunse in Brasile, dove prese la cittadinanza nel 1945. Stabilitosi a Rio de Janeiro, collaborò con la Radio Nacional in qualità di orchestratore e in seguito come critico musicale per il quotidiano A Manhã prima e per il Jornal do Brasil poi, mantenendo parallelamente l’attività di compositore, entrando a far parte dell’Academia Brasileira de Música. Nel dopoguerra rifiutò la proposta di ritornare in Italia con la sua riassunzione alla Siae e impedì l’esecuzione, la riedizione e l’accesso ai manoscritti delle sue composizioni pre-belliche. Tornò in Europa solo per ragioni familiari o per partecipare in qualità di critico a festival e come membro di giuria in concorsi di composizione. Morì nel 1975 a Rio de Janeiro.

La famiglia che, nel 2021 ha donato l’archivio – ovvero carte, manoscritti musicali, spartiti e fotografie, al Museo della Comunità Ebraica di Trieste – si è anche prodigata per ritrovare i materiali rimasti in Brasile. Alla videoteca nazionale di Rio de Janerio sono stati recuperati anche microfilm. Le sue composizioni risentono di alcune correnti dell’epoca, quelle francesi e il neo classicismo italiano di Respighi. Poi ci sono delle “Canzoni da ballo” composte poco prima della fuga in Brasile, «quasi un presagio».

Ora, grazie alla squisita sensibilità dei suoi famigliari e del Museo della Comunità Ebraica di Trieste, questo patrimonio storico viene donato alla Biblioteca “Luigi Gatti” del Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova.

Di G.F.
Mantova 11 luglio 2026
Immagine tratta da Wikipedia: foto Pfalconer
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