Focus di C.M.M. Siena, Accademia Chigiana: una meditazione sulla memoria e sulla responsabilità individuale e collettiva. Prima esecuzione assoluta dell’opera composta da Andrea Mannucci.
Con il Requiem per Giulia – contra violentiam in feminas, presentato in prima assoluta nell’ambito della Summer Academy dell’Accademia Musicale Chigiana, Andrea Mannucci affronta uno dei temi più drammatici e urgenti della contemporaneità: la violenza sulle donne. Lo fa evitando ogni intento cronachistico o celebrativo, trasformando il caso di Giulia Cecchettin in un simbolo universale della violenza esercitata sull’essere umano e della necessità della memoria.
L’opera, della durata di circa ottanta minuti, si presenta come un ampio affresco musicale articolato in due grandi sezioni, profondamente differenti per linguaggio e funzione drammaturgica.
La prima parte costruisce un teatro sonoro della frattura. Attraverso testi originali, interventi recitati, canto, elettronica e una scrittura strumentale fortemente espressiva, il compositore conduce l’ascoltatore all’interno di un percorso emotivo che non descrive gli eventi, ma ne evoca il trauma. Il dolore non viene rappresentato realisticamente; viene invece trasfigurato in materia musicale, alternando momenti di estrema tensione a improvvise sospensioni contemplative. L’elettronica, realizzata da Alvise Vidolin e Luca Richelli, non assume mai un ruolo spettacolare, ma diventa parte integrante della drammaturgia, amplificando la dimensione psicologica e simbolica del racconto.
La seconda parte dialoga invece con la struttura del Requiem latino, senza assumere un carattere liturgico. Le grandi sezioni tradizionali – Introitus, Kyrie, Dies irae, Offertorium, Sanctus, Lacrimosa e Requiem aeternam – diventano luoghi di riflessione sulla memoria, sul perdono, sulla responsabilità collettiva e sulla possibilità di una rinascita. Il compositore costruisce un percorso in cui il rito religioso viene reinterpretato come rito civile, affidando alla musica il compito di interrogare le coscienze più che di offrire risposte.

Dal punto di vista musicale emerge una scrittura estremamente articolata, nella quale convivono una raffinata ricerca timbrica, una forte tensione narrativa e una costante attenzione alla comprensibilità del discorso. La complessità tecnica non si traduce mai in autoreferenzialità, ma rimane sempre funzionale alla costruzione di un percorso emotivo coerente.
L’organico, particolarmente originale, riunisce voce recitante, soprano, coro, pianoforte concertante, corno, percussioni, quartetto d’archi con contrabbasso ed elettronica dal vivo. Ogni componente mantiene una propria autonomia espressiva contribuendo alla costruzione di un linguaggio teatrale che supera la tradizionale distinzione tra concerto e azione scenica.
La realizzazione musicale si è distinta per l’elevato livello interpretativo. Il Coro, preparato e diretto da Lorenzo Donati, ha affrontato con precisione e partecipazione una scrittura particolarmente complessa, dimostrando grande duttilità dinamica ed espressiva. Di notevole rilievo anche il contributo dei solisti e dell’ensemble strumentale, chiamati a confrontarsi con una partitura ricca di cambi di linguaggio, articolazioni ritmiche e continue trasformazioni timbriche. Fondamentale, nella riuscita dell’esecuzione, anche il lavoro di Alvise Vidolin e Luca Richelli, che hanno integrato l’elettronica in modo organico, evitando qualsiasi effetto meramente illustrativo.
Nonostante l’impegno richiesto da una partitura di tali dimensioni e la limitatezza del tempo disponibile per le prove, l’esecuzione ha evidenziato una notevole compattezza interpretativa e una forte partecipazione collettiva. Il pubblico ha seguito con grande concentrazione l’intero percorso musicale, accogliendo la conclusione con un lungo e convinto applauso.
Il Requiem per Giulia si inserisce nel panorama della musica contemporanea italiana come un’opera di ampio respiro, nella quale la riflessione etica e civile trova una traduzione musicale coerente e convincente. Lontano da ogni forma di retorica, il lavoro propone una meditazione sulla memoria e sulla responsabilità individuale e collettiva, riaffermando il ruolo dell’arte come luogo di coscienza, testimonianza e dialogo.
La prima esecuzione rappresenta inevitabilmente l’inizio del percorso dell’opera. Come accade per molti lavori di ampie dimensioni, il confronto con il palcoscenico e con gli interpreti apre nuove prospettive di riflessione e lascia intuire ulteriori possibilità di maturazione. Proprio questa apertura rende il Requiem per Giulia un progetto destinato a evolversi, confermandone l’ambizione e la rilevanza nel panorama della nuova musica italiana.
Focus di C.M.M.
Siena Chiesa di Sant’Agostino – Accademia Musicale Chigiana 15 luglio
Immagini: Fototeca dell’Accademia Musicale Chigiana, foto di Roberto Testi
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REQUIEM PER GIULIA
Lee Colbert, Virginia Guidi, Patrizia Rotonda, Eleonora Susanna, Antonella Talamonti voci
Valentina Piovano voce recitante, soprano
Edoardo Siravo voce recitante
Gabriele Falcioni corno
Giuseppe Ettorre contrabbasso
Aldo Orvieto pianoforte
Quartetto Rilke (Giulia Gambaro violino I, Giada Visentin violino II, Giulietta Bianca Bondio viola, Marina Pavani violoncello)
Chigiana Percussion Ensemble (Mirko Bassi, Alfonso Bentivoglio, Davide Fabrizio, Angelo Maggi, Salvatore Mario Marino, Elena Romagnoli, Pierfrancesco Virgili)
Chigiana Live Electronics Ensemble (Alessandro Casolino, Elisabetta Costantino, Federico Pezzatini Luca Richelli, Andrea Spontoni)
Alvise Vidolin, Nicola Bernardini live electronics
Luca Richelli coordinatore attività performative
Julian Scordato coordinatore SaMPL
Coro Della Cattedrale Di Siena “Guido Chigi Saracini”
Lorenzo Donati direttore
Nicola Bernardini D’Altro Canto 2 per voci e live electronics(prima esecuzione assoluta) commissione Accademia Chigiana
Andrea Mannucci Requiem per Giulia per voci, coro, strumenti e live electronics(prima esecuzione assoluta) commissione Accademia Chigianain collaborazione conSaMPL (Conservatorio “C. Pollini” di Padova), Centro di Sonologia Computazionale (CSC) dell’Università di Padova, Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza, Opera della Metropolitana e Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino

