Accademia S.Luca, Palazzo Carpegna: riapre la mostra sui Concorsi Clementini di architettura, con 140 disegni, molti mai esposti prima. Tutti 976 visibili nel sito dedicato.

L’esposizione riunisce oltre 140 disegni realizzati per il “Concorso de’ Premij” – poi detto “Clementino” in onore di papa Clemente XI (papa dal 1700 al 1721) che lo istituì nel 1702. Il Concorso, dedicato ai giovani aspiranti architetti provenienti da diversi contesti europei – la cosiddetta «studiosa Gioventù del Disegno» – si svolse, con alterne vicende, fino al 1869. Questi disegni riflettono la percezione e l’interpretazione accademica dello stato della cultura architettonica italiana ed europea, con le sue contraddizioni e i suoi conformismi, ma anche con la vitalità alla ricerca di nuove strade, non solo formali, alimentate dalla crescente circolazione delle idee.

[1705_Filippo Juvarra (Messina 1678 – Madrid 1736) Regio palazzo in villa per il diporto di tre personaggi, prospetto, sezione e piante del piano terreno e del piano nobile, Concorso Clementino 1705, primo premio © Roma, Accademia Nazionale di San Luca ets.]

Dopo la pausa estiva, la mostra «Alla studiosa Gioventù del Disegno»: i Concorsi Clementini di architettura (1702–1869) allestita dallo scorso maggio all’Accademia Nazionale di San Luca ETS riapre dal 1° settembre al 24 ottobre 2026.

La mostra, a cura di Laura Bertolaccini, Francesco Cellini, Tommaso Manfredi, Angelo Torricelli, è dedicata a illustrare, per la prima volta nella varietà complessiva della sua progressione formale, una lunga storia improntata al disegno architettonico di rilievo e soprattutto di progetto.
Dal 1° settembre la mostra è allestita nelle tre sale al piano terra, dove sono esposti i disegni e le teche precedentemente collocati al primo piano.
La mostra è realizzata in collaborazione con Opera Laboratori.


IL SITO DEDICATO AI DISEGNI

L’Accademia Nazionale di San Luca conserva 976 disegni dei vincitori dei Concorsi Clementini di architettura, consultabili attraverso il nuovo sito www.concorsiclementiniarchitettura.org. Il portale rende accessibili le riproduzioni digitali dell’intera raccolta, organizzata per edizione e corredata da approfondimenti storici e biografici dedicati ai protagonisti di questa lunga vicenda.


[Allestimento mostra foto Andrea Veneri]

LA MOSTRA

L’Accademia Nazionale di San Luca ETS presenta, dal 7 maggio al 25 luglio 2026, e poi dal 1° settembre al 24 ottobre 2026, la mostra «alla studiosa Gioventù del Disegno»: i Concorsi Clementini di architettura (1702–1869), a cura di Laura Bertolaccini, Francesco Cellini, Tommaso Manfredi, Angelo Torricelli: un’ampia indagine dedicata a uno dei più significativi strumenti di formazione e promozione artistica tra Sette e Ottocento. La mostra è organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.

L’esposizione riunisce oltre 140 disegnila maggior parte dei quali mai esposti prima – realizzati per il “Concorso de’ Premij” – poi detto “Clementino” in onore di papa Clemente XI (papa dal 1700 al 1721), che lo istituì nel 1702.

Protagonisti del Concorso erano i giovani aspiranti architetti provenienti da diversi contesti europei la “studiosa Gioventù del Disegno” – che partecipavano alla competizione con livelli di formazione differenti, ma uniti dall’ambizione di ottenere un riconoscimento conferito dal pontefice e dall’Accademia di San Luca, il cui prestigio travalicava i confini del mondo cattolico. Il premio rappresentava infatti un passaggio decisivo per l’avvio della carriera professionale.

Nelle trentacinque edizioni del concorso, svolte dal 1702 al 1869, nelle tre classi di architettura si contano 197 vincitori. Le classi stabilivano anche il livello delle prove: gli allievi della III classe (principianti) si esercitavano soprattutto nel disegno degli ordini architettonici o nel rilievo di piccole strutture; quelli della II classe affrontavano prove compositive più articolate, spesso collegate al tema assegnato alla I classe; quelli della I classe (più esperti) progettavano organismi architettonici più complessi, come edifici o strutture alla scala urbana.

Tra i vincitori, la maggior parte erano romani o residenti nello Stato pontificio; 37 provenivano da altri Stati italiani; 11 erano francesi (di cui 6 venivano da Parigi), 3 britannici, 2 spagnoli, 1 belga, 1 svedese e 5 polacchi.

[Allestimento mostra foto Andrea Veneri]

Fra i premiati figurano architetti destinati a svolgere un ruolo di primo piano nella cultura europea e nell’Accademia, come Filippo Juvarra (1678-1736) vincitore nel 1705 e accademico dal 1706; Carlo Marchionni (1702-1786) nel 1728, accademico dal 1740 e principe nel biennio 1775-1776  e Giuseppe Valadier (1762-1839), premiato tredicenne nel 1775 e nominato accademico nel 1798; curioso è anche il premio “separato”, in quanto fuori tema, conferito nel 1795 al brillantissimo inglese Joseph Michael Gandy (1771-1843), che poi divenne il principale collaboratore di John Soane (1753-1837).

Anche alcuni vincitori stranieri, rientrati nei rispettivi Paesi, furono protagonisti di brillanti carriere, come il britannico Robert Mylne (1733-1811) o del polacco Jakub Hempel (1762-1831), vincitori del primo premio nella I classe del concorso, rispettivamente nel 1758 e nel 1789.

Diverso fu il caso di Giacomo Quarenghi (1744-1817) che nel 1771 ottenne il secondo premio di I classe: una mancata vittoria vissuta come una delusione tale da indurlo a cancellare ogni traccia dell’esperienza romana dalla sua successiva carriera in Russia.

Sono stati catalogati 976 disegni di architettura realizzati dai 197 vincitori dei concorsi di architettura tenuti dal 1702 al 1869: 507 di I classe, 240 di II classe e 179 di III classe. I premiati erano tenuti a lasciare i propri elaborati all’Accademia, mentre quelli dei non vincitori venivano restituiti. Esposti al pubblico durante le cerimonie di premiazione, successivamente alcuni disegni vennero utilizzati anche come materiali didattici.

La mostra «alla studiosa Gioventù del Disegno»: i Concorsi Clementini di architettura (1702–1869), si propone non solo di rileggere criticamente una storia lunga oltre centosessanta anni e soprattutto di coglierne la, a tratti dirompente, attualità; questo ha lo scopo di offrire nuovi strumenti di indagine e prospettive di ricerca, sia dal punto di vista storico e critico che da quello operativo e progettuale.

I disegni esposti testimoniano, da un lato, la vitalità della sperimentazione progettuale e la tensione verso nuove soluzioni formali e linguistiche; dall’altro documentano anche esiti più scolastici, espressione di esercizi disciplinati ma meno innovativi. In entrambi i casi emerge con chiarezza il ruolo centrale del disegno come strumento della progettazione e come mezzo privilegiato di trasmissione del pensiero architettonico, in costante evoluzione insieme alle tecniche e agli strumenti grafici.

Particolare attenzione è dedicata anche alle tecniche del disegno: in una teca è esposta anche una selezione di strumenti grafici, tra cui quelli appartenuti a Giuseppe Piermarini (1734-1808), oggetti che costituivano un indispensabile corredo professionale per l’architetto e che contribuirono a influenzare modalità e pratiche della rappresentazione progettuale.

Il percorso espositivo, articolato nelle tre stanze al piano terra di Palazzo Carpegna e in due ambienti del piano nobile, segue lo sviluppo storico del concorso, caratterizzato da una cadenza inizialmente annuale (1702–1711), poi irregolare nel corso del Settecento, fino alle riforme introdotte dai pontefici Benedetto XIV (papa dal 1740 al 1758) e Pio VI (papa dal 1775 al 1799). Dopo ulteriori interruzioni, le celebrazioni ripresero nel XIX secolo, fino alle ultime cinque edizioni tra il 1844 e il 1869, quando il concorso — ora affiancato al Premio Pellegrini per la pittura, istituito grazie al lascito di Domenico Pellegrini — conobbe un progressivo declino.

La mostra approfondisce anche le modalità di svolgimento delle prove: articolate in tre classi (ridotte a due dal 1824), prevedevano esercizi di difficoltà crescente, dal disegno degli ordini architettonici fino alla progettazione di complessi organismi edilizi. Dopo la consegna degli elaborati, anonimi, i candidati erano sottoposti a una prova estemporanea per verificarne la competenza e l’autografia.

Particolare rilievo è dedicato al momento pubblico della premiazione, che fino alla metà dell’Ottocento si svolgeva in Campidoglio, all’interno di spettacolari allestimenti effimeri. Le cerimonie, arricchite da esecuzioni musicali e orazioni solenni, vedevano la partecipazione di cardinali, aristocratici, intellettuali e artisti, confermando il ruolo centrale dell’Accademia nella vita culturale europea.

La mostra rappresenta un’occasione unica per riscoprire un patrimonio grafico di straordinaria qualità e per riflettere sul valore del disegno come fondamento della cultura architettonica europea.

Accompagna l’esposizione un ricco volumetto che approfondisce la storia, i protagonisti e le edizioni del Concorso Clementino, che si offre come una sintesi esplicativa in vista di nuove ricerche e approfondimenti critici. Contiene testi e ricerche a cura di Laura Bertolaccini, Francesco Cellini, Tommaso Manfredi, Angelo Torricelli, con la collaborazione di Alessio Ciannarella e Alberto Coppo.

C.S.M.
Fonte: comunicati stampa 22 luglio e maggio 2026
Immagine di copertina:
1754_Claude-François Demesmay (Dôle 1736 – Madrid 1780)
Rilievo del Pantheon, pianta, prospetto e sezione,
Concorso Clementino 1754, III classe, primo premio
grafite e inchiostro su carta
© Roma, Accademia Nazionale di San Luca ets.

«ALLA STUDIOSA GIOVENTÙ DEL DISEGNO»
I CONCORSI CLEMENTINI DI ARCHITETTURA (1702–1869)
7 maggio – 25 luglio 2026
1° settembre – 24 ottobre 2026

Accademia Nazionale di San Luca – Palazzo Carpegna
piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma
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tel. 06 6798848 – 06 6798850 selezionando l’interno della portineria
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