Palazzo Ducale: unisce arte e memoria la mostra fotografica di Gigi Cifali, che mostra le macerie immagazzinate del ponte crollato il 14 agosto 2018.  

È stata inaugurata a Palazzo Ducale Spazio Aperto la mostra fotografica di Gigi Cifali “Ponte Morandi: deconstructions”. Erano presenti – oltre all’artista Gigi Cifali e al curatore della mostra Gianluigi Ricuperati– Ilaria Bonacossa, direttrice Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, StefanoBalleari, presidente Consiglio Regione Liguria, e Laura Sicignano, consigliera delComune di Genova.

La mostra, che rimarrà visitabile a ingresso gratuito fino al 30 agosto 2026, è in dialogo con il Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi, la cui presidente Egle Possetti ha mandato un messaggio di saluto. «Non potendo essere presenti – ha scritto Egle Possetti – ringraziamo l’artista fotografo Gigi Cifali e la direzione di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova per questo momento di arte e memoria. Solo il racconto artistico, giornalistico e storico possono impedire l’oblio e questo è un importante tassello».

Le sette opere della serie Scomposizioni mostrano macerie del Ponte Morandi, crollato a Genova il 14 agosto 2018. Il lavoro è stato realizzato nel 2020 all’interno del magazzino, in cui i reperti sotto sequestro sono stati custoditi prima di essere spostati in un altro luogo. Dal 2024, la struttura recuperata ospita il Memoriale.

In Concrete evidence of profit before people, una delle fotografie esposte in grande dimensione viene condivisa assumendo le forme della campagna sociale, strumento per sensibilizzare la collettività su temi di carattere pubblico. Attraverso questo linguaggio visivo, l’artista vuole anche richiamare il rapporto tra informazione, pubblicità e condizionamento editoriale esercitato dagli inserzionisti.
I monumentali frammenti di calcestruzzo trapassato da cavi d’acciaio, ordinatamente sparsi nel chiuso dell’hangar, sono ritratti mentre giacciono coperti da teli di plastica trasparente. Come dei simulacri, questi resti di una continuità nello spazio, materializzano il vuoto e trattengono la memoria depositata sulla superficie. Le prospettive rivelano forme isolate che, percepite attraverso strati di trasparenze, sembrano private di forza gravitazionale.
In autunno, seguirà un incontro sui temi della memoria e del memoriale.
Il testo critico della mostra è di Riccardo Venturi.

C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 23 luglio 2026
Veduta della mostra: foto The Knack Studio, Courtesy l’artista

PONTE MORANDI: DECONSTRUCTIONS
24 luglio – 30agosto 2026

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