Approfondimento di Barbara Baroni. MantovaMusica e Jazz Monday: ritmi jazz, sonorità brasiliane, musica da film in due suggestivi concerti con Gaeta, Magrì, Negri, Aramonte, Podestà.
Ecco ancora un doppio concerto, affascinante formula molto apprezzata dal pubblico durante le serate estive che sorgono con suono indimenticabile. Giovedì 23 luglio 2026 altre gemme della collana intessuta per MantovaMusica/Le bellezze ritrovate presso le Pescherie di Giulio Romano, assai evocative e con vena malinconica. Si è svolto l’evento musicale When America meets Brazil e si nota il titolo Brazilian state of jazz in collaborazione col Conservatorio “Campiani”. Gli artisti, ottimi a portare il pubblico in questa diade, sono stati, anche, il quartetto assai sensibile composto dalla voce di Laura Gaeta (cantato in portoghese), Alessandro Magrì chitarra, Adriano Gaeta al basso e Federico Negri alla batteria. La soirée ha proposto luoghi lontani, accomunando famosi standard del jazz americano al calore della bossa nova e samba e della musica popolare brasiliana. La finezza interpretativa di Laura Gaeta, bene accompagnata in modo originale, ha donato una notte evocativa in un ambiente storicamente pregiato.
Allora, si è notato che l’America ha incontrato il Brazil in particolare nello stile funky, elettrizzante. Un paese che a volte resta in ombra nelle narrazioni europee di “musica colta”, come un confine dato dall’Oceano Atlantico. L’America forma un canto originale con l’unione tra cultura del luogo, colonialismo, modi africani (jazz) aperto alla novità e anche alla musica europea. Questo divenire ha portato artisti eccezionali, unici: musica classica ma unita al canto della terra. Durante la guerra mondiale in America Latina, in particolare in Brasile, ci si interrogava sulla propria identità musicale. Non solo ispirarsi ma cambiare i modelli europei. La sinfonia, il quartetto, il concertato si trasformarono in momenti venati dalle danze popolari, ritmi arcaici, un panorama innovativo, ma anche con attenzione al jazz. È una musica che partecipa di un binomio tra colto e popolaresco, unisce fascinosamente la tradizione cittadina e popolare. In Argentina e Brasile, la musica classica si lega col folklore delle pampas e anche con l’animo cittadino. La creatività passa per immagini primigenie: il ritmo è particolare e crea una sensazione primitiva. Ma si nota nelle ultime opere come segua l’astrattismo, toccato dall’inquietudine e in parte dal jazz composito. Da sottolineare che si univano storicamente il tango e il jazz, la bossa nova e la classica con architetture emozionali: struggimento, passione.
È una musica che è comunque autonoma anche se nel dialogo di compositori di varie zone americane: i brasiliani Heitor Villa-Lobos, sinfonico, AntônioCarlos Jobim “padre della bossa nova” di cui sono stati eseguiti due brani eccelsi ispirati e pieni di tristezza ed espressività e ricordiamo Vinicius De Moraes sino agli importanti Chico Buarque de Hollanda e Gilberto Gil, con un bel brano dedicato alla Madonna. Emerge l’importanza del ritmo come origine unito alla armonia e melodia sinuosa. Si avvicina a vari stili in una mescolanza artistica composita, come una nebulosa libera.

Precedentemente, per “Jazzmonday”, presso Piazza Alberti il 20 luglio 2026, il mondo del musical di Broadway raccontato da un duo voce e chitarra, con i bravi Elisa Aramonte e Renato Podestà che da oltre 5 anni collabora a studi di queste grandi opere, analizzando le radici trasformate in standard. George Gershwin, l’eccentrico Cole Porter, in un insieme con storie d’amore alterne, anche contrastate. Poi Irvin Berlin e contemporanei. Distintasi la Canzone che fu resa famosa dall’attrice Audrey Hepburn. Qui, la voce della cantante è risultata intensa e adatta al jazz ma con una punta di latino, bene la chitarra, vocalizzi (scat) ben eseguiti, con anche pianissimo. Poi un pezzo tratto da un film di Woody Allen e, romanticamente, il celeberrimo “Somewhere over the rainbow” con applausi a scena aperta. Il rapporto musicale in evoluzione ha creato opere con difficoltà armonica americana e poliritmia brasiliana in un viaggio sentimentale. In questo concerto, il brano composto dal bravo chitarrista Alessandro Magrì, col suo bel vocalizzo, spiccava nella prevalenza della musica brasiliana con venature jazz.
Approfondimento di Barbara Baroni
MantovaMusica 23 e 20 luglio 2026
Foto: B.B.
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