Terme del Foro, sezione maschile: mostra multimediale nell’Anno Culturale Romania – Italia. Zuchtriegel: “l’architettura e le consuetudini quotidiane di Pompei erano un modello condiviso in tutto l’Impero”.

La sezione maschile delle Terme del Foro del sito archeologico di Pompei, ospita la mostra multimediale Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia”. L’iniziativa è promossa dall’Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con il Museo Nazionale di Storia della Romania e con il Parco Archeologico di Pompei. Il percorso espositivo multimediale è stato inaugurato il 6 luglio 2026 ed è visitabile ogni giorno fino al 30 settembre 2026 dalle ore 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 17:30). Accesso libero alla mostra (incluso nel biglietto d’ingresso al Parco Archeologico).

La mostra rientra nel più ampio programma dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Romania Nicușor Dan, del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ed è stato indetto con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri Romeni.

Il percorso espositivo, curato dall’archeologo Ovidiu Țentea, si propone di indagare i profondi legami culturali che univano il mondo romano alla Provincia della Dacia, territorio corrispondente alla Romania odierna.

 Il fulcro della narrazione è individuato nelle terme pubbliche, intese non solo come luoghi deputati alla cura del corpo, ma come veri e propri centri della vita sociale dell’epoca. In questi spazi, l’architettura, le soluzioni tecnologiche e le consuetudini quotidiane convergevano nella definizione di un’identità culturale condivisa, i cui esempi meglio conservati sono tuttora visibili proprio a Pompei.

Attraverso l’ausilio esclusivo di supporti multimediali, le ricerche archeologiche e le ricostruzioni digitali della mostra evidenziano, in luogo iconico quali le Terme del Foro di Pompei, come la cultura termale abbia agito da connettore sociale per le comunità Romane, ripercorrendo la circolazione di idee e stili di vita in una provincia distante oltre mille chilometri da Roma.

Il progetto scientifico, inoltre, raccoglie i risultati delle indagini condotte nell’ambito del programma Cultech, coordinato dall’Università Tecnica di Cluj-Napoca, e si avvale della collaborazione del Museo Distrettuale di Vâlcea e del Museo Distrettuale di Storia e Archeologia di Prahova, sottolineando così l’importanza dei partenariati interdisciplinari nella valorizzazione del patrimonio storico.


LE PAROLE DELL’AMBASCIATORE ROMENO E DEL DIRETTORE DEL PARCO

L’Ambasciatrice di Romaniain Italia, Gabriela DancăuLa mostra “Balnea Daciae. Le Terme Romane della Dacia” rappresenta una significativa testimonianza del dialogo culturale tra la Romania e l’Italia e della comune eredità della civiltà romana. Il fatto che questa esposizione sia ospitata a Pompei, uno dei luoghi più emblematici del mondo romano, nell’ambito dell’Anno Culturale Romania-Italia, le conferisce un valore simbolico particolare. Attraverso il racconto della cultura delle terme, la mostra mette in luce i profondi legami storici tra la Dacia romana e la penisola italiana, riaffermando il ruolo della cultura come ponte tra i nostri Paesi e come strumento di dialogo, cooperazione e valorizzazione del patrimonio europeo condiviso».

Il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel: «Ospitare la mostra “Balnea Daciae” nella sezione maschile delle Terme del Foro rappresenta una straordinaria opportunità per riflettere sull’universalità e sulla forza capillare della cultura romana. Le terme non erano semplici edifici, ma il vero cuore pulsante della vita sociale, e trovarne una narrazione così dettagliata legata a una provincia complessa e affascinante come la Dacia, a oltre mille chilometri di distanza da Roma, è straordinario. Questo progetto multimediale dimostra come l’architettura e le consuetudini quotidiane di Pompei fossero in realtà un modello condiviso in tutto l’Impero. Siamo orgogliosi di accogliere questa iniziativa nell’ambito dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, un sodalizio che celebra le nostre radici comuni e che, grazie alla tecnologia e a importanti collaborazioni internazionali e interdisciplinari, restituisce al pubblico la modernità e il valore del nostro patrimonio europeo condiviso».


LE TERME DEL FORO DI POMPEI

Il più centrale impianto termale della città vesuviana.
Situate nell’immediata prossimità del Foro cittadino, alle spalle del Tempio di Giove, le Terme del Foro rappresentano il complesso termale più centrale dell’antica Pompei. Riportate alla luce durante le campagne di scavo del 1823-1824, la loro costruzione risale agli anni immediatamente successivi all’80 a.C. (secondo quarto del I secolo a.C.), periodo coincidente con la deduzione della colonia di veterani voluta dal generale Silla.

Come gran parte del tessuto urbano pompeiano, l’edificio subì gravi danni strutturali durante il violento terremoto del 62 d.C. Lo stato in cui la struttura si presenta oggi è, di fatto, il risultato dei successivi e massicci lavori di restauro e consolidamento intrapresi tra il sisma e l’eruzione del 79 d.C.

L’organizzazione degli spazi: le sezioni separate.
L’impianto rispecchia i canoni della progettazione termale romana, fondata sulla netta separazione dei flussi tra uomini e donne attraverso ingressi indipendenti e ambienti non comunicanti:
La sezione maschile. Provvista di accesso principale su via delle Terme, costituisce l’area interamente visitabile del complesso. Presenta la canonica sequenza funzionale e termica degli ambienti: il frigidarium (ambiente per il bagno freddo), l’apodyterium (lo spogliatoio, utilizzato flessibilmente anche come tepidarium per i bagni a media temperatura) e infine il calidarium (destinato al bagno caldo).
La sezione femminile. Di dimensioni più contenute rispetto a quella maschile, l’area era ancora interessata da lavori di ristrutturazione e ripristino al momento dell’eruzione.

Gli apparati decorativi.
Il complesso si distingue per la notevole cura dedicata alla decorazione degli ambienti, indice dell’impegno economico della municipalità nel restituire decoro al centro cittadino dopo il sisma del 62 d.C.

Nell’ambiente dell’apodyterium-tepidarium spiccano le nicchie per la custodia di abiti e oggetti personali, decorate con figure maschili in terracotta (telamoni), sormontate da una volta con elaborati stucchi a rilievo. All’interno della stessa sala si conserva un grande braciere in bronzo, caratterizzato da sostegni con zampe e teste bovine, che garantiva il riscaldamento per irraggiamento della stanza.

Nel calidarium l’elemento di maggiore rilievo è il grande labrum marmoreo: un bacino per l’acqua fredda utilizzato dai frequentatori per rinfrescarsi. L’importanza storica dell’oggetto è confermata da un’iscrizione con lettere in bronzo lungo l’orlo, che reca i nomi dei magistrati cittadini che ne finanziarono la realizzazione.

Un importante dato archeologico emerge dal rinvenimento, durante gli scavi ottocenteschi, di oltre 500 lucerne fittili nell’area d’ingresso della sezione maschile. La concentrazione di questi strumenti d’illuminazione attesta in modo inequivocabile come l’impianto termale rimanesse in funzione anche dopo il tramonto, garantendo alla cittadinanza regolari aperture serali.

C.S.M.
Fonte: da comunicato stampa 7 luglio 2026
Immagini: Ufficio Stampa Parco Archeologico Pompei

BALNEA DACIAE. LE TERME ROMANE DELLA DACIA
6 luglio – 30 settembre 2026
(mostra compresa nel biglietto museo)

Parco Archeologico di Pompei
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