Spazio Gerra: prosegue la mostra sul cantautore, tra parole, musica, memoria. Solo nel primo mese d’apertura 6mila visitatori. “Cassetta della posta” per scrivere i propri messaggi.  

«E dirò di pietre consumate, di città finite, morte sensazioni.
Racconterò le mie visioni spente di fantasmi e gente lungo le stagioni.
E canterò soltanto il tempo»

Francesco Guccini (Modena, 14 giugno 1940 – Pavana, 6 agosto 2026).

Dopo un solo mese dall’apertura, avvenuta lo scorso aprile, la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo” allo Spazio Gerra di Reggio Emilia aveva superato i 6.000 ingressi, confermandosi come un importante appuntamento culturale e anche come un’esperienza profondamente emotiva e partecipata dal pubblico.

I curatori della mostra, visitata anche dal musicista che fu coinvolto nella sua realizzazione, nel giorno della sua scomparsa lo hanno ricordato così: «Oggi è un giorno triste per i tanti che hanno ascoltato e vissuto con i versi di Francesco Guccini. Tra le centinaia, forse migliaia di messaggi a lui dedicati dai visitatori della mostra, molti raccontano di come in alcuni momenti importanti della vita ci fosse un verso di Guccini a cui ritornare per cercare un senso, forse una consolazione. Ci mancherà la sua voce, una delle più autorevoli e profonde, un punto di riferimento per comprendere il nostro presente. In questo momento di lutto, ci uniamo tutti intorno alla famiglia, cui esprimiamo il nostro più sentito cordoglio», Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri.

All’uscita della mostra infatti si trova una speciale “cassetta della posta” dedicata ai messaggi dei visitatori, ispirata alle tante lettere e ai piccoli doni che negli anni erano arrivati a Guccini nella sua casa di Pavana.

Spazio Gerra – centro espositivo e di produzione culturale del Comune di Reggio Emilia dedicato alla cultura popolare contemporanea – sta ospitando, dal 18 aprile e fino al 18 ottobre 2026 a ingresso gratuito, la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, dedicata a uno dei più importanti protagonisti della canzone d’autore italiana. Il progetto, che prende il titolo dal verso contenuto nel brano “Il tema” (1970), riassume uno dei nuclei della poetica di Francesco Guccini: il rapporto tra parola, memoria e lo scorrere del tempo.


IL PERCORSO ESPOSITIVO, DA OSSERVARE E ASCOLTARE

L’esposizione nasce da una serie di incontri con l’artista, svolti nell’arco di quasi tre anni, durante i quali Guccini ha condiviso ricordi, riflessioni e racconti legati alla sua produzione musicale e letteraria. Da questi dialoghi prende forma un percorso che mette in primo piano il tema del tempo, elemento ricorrente nella sua opera, insieme al valore della parola come mezzo per narrare la vita, la memoria e l’esperienza.

La mostra propone un ritratto intimo e insieme pubblico di Francesco Guccini: cantautore, scrittore, narratore e figura di riferimento culturale per diverse generazioni. Il percorso espositivo si sviluppa lungo i quattro piani di Spazio Gerra, per circa 350 metri quadrati ed esplora nove gruppi tematici attraverso nove canzoni, unendo materiali d’archivio (fotografie, oggetti originali, riproduzioni) a nuove opere di illustratori e fotografi. Queste creazioni si collegano ai temi e ai testi delle canzoni, creando un percorso che richiama le principali fonti di ispirazione di Guccini, illustrazione, cultura popolare, letteratura, storia e radici. I materiali sono disposti in nove ambienti distinti, ciascuno dei quali è raccontato dalla voce dello stesso Guccini.

Pur seguendo il filo rosso del tempo, elemento centrale e costante nella sua produzione, ogni audio introduce un tema specifico: l’esistenza, l’amicizia, le radici, la memoria, l’impegno, le relazioni e altri nodi fondamentali del suo pensiero. Ogni sezione conduce a una canzone, che ne rappresenta il naturale compimento e chiusura narrativa, offrendo una lettura contemporanea e originale dell’immaginario gucciniano, in un dialogo tra linguaggi artistici diversi. Il percorso espositivo prevede l’ascolto in cuffia, per una durata complessiva di circa un’ora, permettendo al visitatore un’esperienza intima e coinvolgente.

Una sezione ulteriore è dedicata al Guccini scrittore e ne esplora la formazione, le passioni e gli interessi, con particolare attenzione agli studi di letteratura, storia e linguistica, accanto alla sua ricca produzione letteraria. La voce di Francesco Guccini accompagna il visitatore alla scoperta dei processi di nascita, formazione e sviluppo dei suoi libri e delle sue canzoni. Queste ultime si presentano inoltre come vere e proprie “opere aperte”, disponibili alla lettura e all’interpretazione di altri artisti, oltre che del più ampio pubblico di fruitori. La trasposizione su carta di alcune sue canzoni si inserisce in una prassi di rielaborazione culturale consolidata, che ha visto la celebre matita di autori come Sergio Staino e Andrea Pazienza, solo per citarne due presenti in mostra, confrontarsi con le composizioni di Guccini.

La mostra include le illustrazioni di Maurizio Mantovi che realizza un tributo ispirato al primo album di Guccini, “Folk Beat n. 1”, capace di evocare con forza l’atmosfera vibrante e inquieta della fine degli anni Sessanta, Silvano Scolari che rivisita “Libera nos domine”, costruendo un grande affresco fatto di parole vuote e miserie umane accumulate come macerie di una Gaza dei giorni nostri; Veronica Ruffato che crea un flashback emotivo per la canzone “Van Loon”, che Guccini dedica al padre, intrecciando amore familiare e cultura; Gianmario Taurisano trasforma “La canzone della bambina portoghese” in un racconto grafico, con una luce che passa dal morbido all’abbaglio, mantenendo il mistero finale; Arianna Lerussi lavora su “Vorrei”, mostrando momenti intimi e straordinari della vita quotidiana. Infine, Simona Costanzo utilizza sacchetti di pane per dare vita a creature oniriche che dialogano con la realtà e con i protagonisti di “Incontro”.

Alle illustrazioni si aggiungono due nuove produzioni fotografiche: “Pavana e ricordi” di Paolo Simonazzi, che esplora i luoghi simbolo dell’universo gucciniano tra Bologna e l’Appennino, creando una mappa visiva fatta di paesaggi, oggetti e dettagli legati alla cultura popolare e alla memoria e “Zeitraum” di Kai-Uwe Schulte-Bunert, che rappresenta il tempo e il ricordo attraverso immagini di componenti di vecchi orologi in caduta, evocando la natura frammentaria della memoria.

L’intero progetto ha l’obiettivo di restituire la complessità della figura di Guccini e del suo universo creativo, andando oltre la dimensione musicale per esplorare la ricchezza culturale e intellettuale della sua opera. Il progetto proseguirà anche in forma editoriale con la pubblicazione di un volume dedicato, pensato come opera autonoma capace di approfondire i legami tra parole, oggetti e biografia dell’autore.


IL CATALOGO

È disponibile “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, il catalogo in edizione limitata dedicato alla mostra, edito da ICS – Innovazione Cultura Società. Il volume si presenta come un oggetto curato e prezioso:84 pagine, con copertina rigida, dorso telato e finitura in lamina argento ed è disponibile al prezzo di 35 euro.

Elemento di particolare rilievo è la presenza del racconto inedito “Gatti”, firmato dallo stesso Guccini: un testo che offre uno sguardo intimo e personale sulla sua nota passione per i felini, già più volte raccontata nel corso della sua carriera artistica e letteraria.

Il catalogo può essere ordinato online scrivendo a spaziogerra@comune.re.it oppure acquistato presso Spazio Gerra, sede della mostra.


HANNO DETTO

il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’Assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Gessica Allegni: «L’opera di Francesco Guccini è un bene estremamente prezioso del patrimonio culturale di questa terra, quella delle sue radici e della crescita artistica. La mostra ne restituisce il valore in tutta la sua autenticità e attraverso linguaggi diversi. Spalanca una finestra sulla bellezza e complessità della sua arte: è un’occasione per le generazioni adulte di ritrovare emozioni vissute anche attraverso le sue canzoni, le sue parole, e per quelle giovani di conoscere meglio e apprezzare uno dei grandi protagonisti della musica cantautorale italiana. L’Emilia di Guccini, quella della voglia di vivere, delle notti in osteria, delle albe, del sole nei cortili e delle nebbie, quella vista da un osservatore ‘dal fondo della sua città’ è la testimonianza poetica di un legame forte con la comunità e con il territorio che si fa ispirazione e riferimento identitario per il Paese. Senza dimenticare la capacità unica di raccontare e anticipare i tempi e i cambiamenti della società, con uno sguardo fine, impegnato e libero […]».

i curatori Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri, curatori della Mostra: «L’idea di fare una mostra su Francesco Guccini è nata quasi per caso, da incontri e dialoghi che ci hanno portato a pensare a un tributo, più che ad una “antologica”. Una figura così grande, umanamente e artisticamente, non si può raccontare in modo tradizionale, il massimo che potevamo fare era omaggiarla con rispetto e umiltà. Il progetto non era programmato, ma è maturato in quasi tre anni di lavoro. Fin dall’inizio abbiamo coinvolto illustratori e artisti contemporanei per rendere attuale la sua poetica, anche perché Guccini ha sempre avuto un legame forte con il fumetto e l’illustrazione. A questo abbiamo affiancato la fotografia, elemento importante anche per il nostro territorio, creando un dialogo tra linguaggi diversi. La mostra è stata pensata come un concept album, ruota attorno a nove canzoni, ma al centro non ci sono i brani in sé, bensì il racconto. È un’esperienza da vivere con le cuffie, per sentirsi accompagnati da una voce unica, capace di trasmettere calore, saggezza e autenticità, qualità rare non solo nella musica. Guccini è stato coinvolto, ma senza forzature, non amava apparire né essere celebrato in modo spettacolare. Abbiamo quindi costruito tutto a partire dai suoi racconti, condividendoli con lui nel rispetto della sua natura. La cosa più intensa è stata proprio ascoltarlo, sedersi con lui, tra fotografie e ricordi, e lasciarsi trasportare dalle sue storie».

Il Sindaco di Reggio Emilia Marco Massari: «Con la mostra dedicata a Francesco Guccini, la città di Reggio Emilia rinnova e rafforza con questo straordinario autore un legame culturale profondo, costruito nel tempo attorno a valori condivisi come la memoria, la parola e l’attenzione alla dimensione civile della vita collettiva. Un legame che affonda le proprie radici lungo la Via Emilia, crocevia di storie e identità, da cui prende forma una parte significativa della sua produzione, e che trova un momento simbolico nella laurea ad honorem conferita a Guccini proprio a Reggio Emilia nel 2002 […]. Il progetto espositivo propone uno sguardo ampio, che va oltre i luoghi biografici per restituire il forte radicamento dell’autore nell’intero territorio regionale, pur riconoscendo in Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano, un luogo centrale della sua memoria e della sua ispirazione. Celebrare il “maestrone” significa così rendere omaggio a parole che hanno definito, e continuano a farlo, l’identità delle nostre terre. Noi che portiamo orgogliosamente nel nome della nostra città quell’Emilia “sognante, tra l’oggi e il domani” cantata da Guccini, riconosciamo in questa iniziativa un’occasione preziosa per rinnovare il valore della cultura come memoria viva e condivisa».

C.S.M.
Fonte: tratto da comunicati stampa 27 maggio e 6 agosto 2026
Immagine di copertina dall’Archivio Francesco Guccini

FRANCESCO GUCCINI. CANTERÒ SOLTANTO IL TEMPO
18 aprile – 18 ottobre 2026

Spazio Gerra
piazza XXV Aprile, 2 – Reggio Emilia
spaziogerra@comune.re.it 
www.spaziogerra.it
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