Sei giorni di spettacoli, prime nazionali, nuove drammaturgie, residenze, laboratori, incontri nel segno delle “Illusioni”. Il “Premio Remo Girone” a Maria Paiato e Valerio Binasco.
È tutto pronto per il Ginesio Fest, in programma dal 25 al 30 agosto 2026 a San Ginesio (MC), il festival diretto per il quinto anno consecutivo da Leonardo Lidi, che torna ad abitare il borgo marchigiano con un programma che intreccia grandi protagonisti della scena italiana, nuove generazioni di artisti, nuove drammaturgie, prime nazionali, residenze, laboratori, progetti dedicati all’infanzia e all’adolescenza, incontri e momenti di confronto, trasformando ancora una volta il borgo marchigiano in uno spazio di elaborazione culturale diffusa.

Giunto alla sua settima edizione, il Ginesio Fest si è ormai imposto come una delle esperienze più autorevoli e riconoscibili della geografia festivaliera italiana, conquistando negli anni l’attenzione e la fiducia del pubblico e della critica attraverso la coerenza delle scelte artistiche, la qualità della proposta culturale e la capacità di costruire attorno al teatro un luogo reale di confronto, attraversamento e pensiero.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 Antonio Latella, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Alessandro Bandini, Babilonia Teatri e Francesco Scimeni, Giulia Scotti, Marco Corsucci e il Gruppo Uror, Alessio Maria Romano, Francesco Marilungo, Davide Calvaresi, Nicolò Tomassini e Riccardo Micheletti.
“ILLUSIONI”: IL TEMA DELLA SETTIMA EDIZIONE
Il tema scelto per il 2026 è “Illusioni”, al plurale, come la stessa idea di teatro che attraversa il Festival. Un tema che per Leonardo Lidi diventa possibilità collettiva, occasione di incontro e di scambio, spazio nel quale costruire relazioni, accompagnare gli artisti nei loro primi passi e immaginare il futuro.

LA SERATA INAUGURALE: PREMIO A MARIA PAIATO E VALERIO BINASCO
Con l’edizione 2026, il Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” assume ufficialmente il nome di Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”, nel desiderio di dedicare il riconoscimento a una figura che ha accompagnato con generosità, rigore e autorevolezza il percorso del Festival, lasciando un segno profondo nella sua crescita artistica e umana.
A Remo Girone – ideatore del Premio – il Ginesio Fest deve molto più di una presenza prestigiosa: deve uno sguardo sul mestiere dell’attore fondato sulla disciplina, sulla complessità e sulla responsabilità culturale del lavoro scenico. Intitolare a lui il Premio significa riconoscere una continuità ideale e affidare il futuro del riconoscimento a quell’idea alta e radicale di teatro che il suo percorso ha incarnato.
La cerimonia del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”, martedì 25 agosto alle ore 21.15 nel Chiostro di Sant’Agostino, apre ufficialmente il Ginesio Fest 2026. Nel corso della serata sono consegnati i riconoscimenti a Maria Paiato e Valerio Binasco, scelti dalla nuova giuria del Premio per il valore dei loro percorsi artistici e per il contributo offerto all’arte dell’attore.
Due interpreti tra i più autorevoli della scena italiana contemporanea, espressione di percorsi differenti ma accomunati da una medesima idea del teatro come studio, ricerca, disciplina e relazione con il pubblico.

Maria Paiato, tra le interpreti più raffinate e profonde del teatro italiano, ha attraversato in oltre quarant’anni di carriera repertori classici e contemporanei, lavorando con alcuni dei maggiori registi della scena nazionale e distinguendosi per intensità, precisione e capacità di restituire la complessità dell’umano.
Valerio Binasco, attore, regista e direttore artistico del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, ha costruito un percorso nel quale interpretazione, regia e formazione dialogano costantemente, affermandosi come una delle figure più autorevoli del teatro italiano contemporaneo.
La nuova giuria del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore” è presieduta da Alessio Boni, nuovo presidente, e si rinnova con l’ingresso di Lino Musella, Iaia Forte e Manuela Mandracchia, accanto a Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari. Una composizione che riunisce esperienze, sensibilità e percorsi differenti, accomunati da un’idea del teatro come spazio critico, necessario e fondato sulla centralità dell’attore.
La cerimonia del 25 agosto è condotta da Rebecca Liberati e Christian La Rosa, con la regia di Leonardo Lidi, e vede la partecipazione degli amici e degli ospiti del Ginesio Fest.

DALLA NUOVA DRAMMATURGIA ALLE NUOVE GENERAZIONI
La ricerca sulla nuova drammaturgia e sui linguaggi contemporanei costituisce uno dei nuclei centrali del progetto artistico. Il programma 2026 presenta, tra gli altri, Bubaro dei Bubari di Carolina Balucani, con la regia di Antonio Latella; Totò e Vicé di Franco Scaldati, con Enzo Vetrano e Stefano Randisi; Per sempre di Alessandro Bandini, costruito a partire dalle lettere e dalle cartoline inedite di Giovanni Testori; The end (al posto dell’annunciato Abracadabra, cancellato per importanti motivi di salute) nuovo allestimento dello spettacolo di Babilonia Teatri a quindici anni dal debutto, con Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Luca Scotton; Quello che non c’è di Giulia Scotti; Mine haha di Marco Corsucci e Baraonda del Gruppo Uror, anteprima nazionale; Island 3 – Utopia di Alessio Maria Romano; Cani lunari di Francesco Marilungo; ZeroZeroZeroSottozero di Nicolò Tomassini; Illusio, lavoro del coreografo Riccardo Micheletti con gli allievi del Teatro Stabile di Torino; e Il taccuino di Trigorin di Tennessee Williams, con la regia di Leonardo Lidi, in prima nazionale.
COSTRUIRE NUOVO PUBBLICO
Accanto alla programmazione serale, il Ginesio Fest conferma e rafforza la propria attenzione al teatro per l’infanzia e l’adolescenza, alla formazione e alla costruzione di nuovo pubblico, il tutto a cura di Vera Vaiano. Restano centrali i nuclei tematici che orientano la sezione: la costruzione di nuovo pubblico, con particolare attenzione a minori e famiglie; l’educazione alla fruizione del teatro dal vivo; l’esplorazione delle nuove pratiche del teatro ragazzi a livello nazionale; la valorizzazione di una scena multidisciplinare e non stereotipata; la riscoperta dello spazio pubblico come luogo teatrale; e la riflessione sul valore dell’arte come strumento educativo e formativo. Per gli spettacoli si rimanda al sito.
ISLAND 3 – UTOPIA
Prosegue il progetto di ricerca e formazione Island, giunto alla terza esperienza al Ginesio Fest, condotto da Alessio Maria Romano: «Un luogo e un momento di studio dove fare domande sulla ricerca e sulla pedagogia».

IL TERRITORIO E IL FUTURO
Il Ginesio Fest è anche un progetto di territorio, nato dalla volontà di intrecciare cultura, ricostruzione, valorizzazione del patrimonio e sviluppo delle aree interne. Il Festival, nato nel 2019 nell’ambito del percorso di valorizzazione di San Ginesio e del suo Santo Patrono, protettore degli attori, è diventato negli anni un elemento identitario della comunità. «Oggi il Festival rappresenta molto più di una rassegna culturale: è diventato un elemento identitario per San Ginesio, capace di mettere in relazione artisti, istituzioni e comunità», sottolinea Giuliano Ciabocco, Sindaco di San Ginesio.
Un percorso che si intreccia con il riconoscimento ottenuto nel 2021 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, che ha indicato San Ginesio come miglior villaggio turistico del mondo, unico borgo italiano a rappresentare l’Italia.
OLTRE IL FESTIVAL
Il Ginesio Fest è oggi riconosciuto dal Ministero della Cultura come prima istanza triennale del Fondo nazionale e rappresenta l’unico festival dell’entroterra appenninico marchigiano inserito in questo percorso. Il progetto ha ottenuto il punteggio più alto tra tutti quelli presentati, grazie alla qualità artistica, alla solidità progettuale e alla capacità di visione.
A questo si aggiunge il finanziamento di 3 milioni e mezzo di euro nell’ambito del programma Next Appennino, destinato alla realizzazione entro il 2028 del progetto TETA – Teatro e Tavola. «TETA nasce proprio dall’incontro di questi due patrimoni: il teatro e la tavola», spiega Isabella Parrucci, ideatrice e fondatrice del Ginesio Fest. «Sorgerà un grande spazio dedicato alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche insieme a una vera e propria dimora per artisti e attori».
«La sfida più difficile resta convincere le persone che anche un piccolo borgo dell’entroterra possa dare vita a un progetto culturale di questa portata», conclude Parrucci. «Eppure, quando si vive il Ginesio Fest, ci si rende conto che tutto questo è già una realtà».
C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 11 agosto 2026
Immagine di copertina: Cani lunari Francesco Marilungo ph Luca Del Pia
GINESIO FEST
25 – 30 agosto 2026
Associazione Culturale Ginesio Fest
Via Capocastello, 47 – 62026 San Ginesio (MC)
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