Palazzo dei Diamanti: 120 capolavori del XIX e XX sec. tra dipinti, disegni e incisioni dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni.
Monet, Van Gogh, Kandinsky, Mondrian…: nomi che segnarono le tappe di una svolta epocale. In meno di ottant’anni, tra Otto e Novecento, la pittura europea passò dall’osservazione diretta della natura alla dissoluzione del reale. La mostra a Palazzo dei Diamanti, dal 19 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, ricostruisce queste trasformazioni.
Al centro del racconto, il paesaggio – naturale e urbano – e la vita moderna diventarono il punto di osservazione di un’epoca in cui il rapporto tra l’artista e il mondo visibile si ridefinì radicalmente, aprendo la strada a nuove modalità di percezione e rappresentazione della realtà.
Articolato in nove capitoli, il percorso ripercorre le tappe salienti dell’evoluzione della pittura tra XIX e XX secolo, a partire dalla nascita della sensibilità naturalista della Scuola di Barbizon fondata su un’osservazione diretta del paesaggio. Questo approccio influenzò profondamente i macchiaioli italiani, che svilupparono un linguaggio costruito da luce e colore. Con l’impressionismo si affermò una pittura moderna, capace di restituire la percezione fugace davanti al soggetto, mentre in Olanda gli artisti della Scuola dell’Aia declinarono questi principi in una visione più sobria e atmosferica.
A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento i postimpressionisti misero in discussione l’idea di un’arte fedele alla natura. La loro ricerca prese strade diverse: il colore e la forma acquistarono autonomia, lo spazio venne reinterpretato, l’immagine si fece più essenziale e carica di significati simbolici, mentre il colore assunse un valore sempre più emotivo.
In Italia, il divisionismo rielaborò queste ricerche in chiave lirica, esaltando il ruolo della luce e la sua vibrazione. Parallelamente, il tema della vita urbana diventò sempre più centrale per narrare le profonde trasformazioni sociali e culturali del tempo.
All’inizio del Novecento il futurismo esaltò il movimento e l’energia della città. Seguirono esperienze diverse, tra cui un ritorno all’ordine che recuperò equilibrio e classicità.
In Europa, intanto, molti artisti intrapresero la strada dell’astrazione, semplificando e progressivamente dissolvendo il dato reale per costruire un linguaggio sempre più autonomo, svincolato dalla rappresentazione del mondo visibile.
La mostra restituisce una stagione straordinariamente ricca di fermenti, sperimentazioni e talenti, attraverso le opere dei grandi protagonisti della pittura moderna europea.
Tra questi, Gustave Courbet, Claude Monet, Camille Pissarro, Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Paul Signac, Odilon Redon, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Vasilij Kandinsky e Piet Mondrian.
Accanto a loro, i maestri italiani: Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giovanni Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Mario Sironi.
L’itinerario espositivo riunisce 120 lavori tra dipinti, disegni e incisioni, per la gran parte provenienti dalle collezioni del museo olandese, affiancate da una selezione appartenente a importanti raccolte pubbliche e private italiane. L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara ed è curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella.
C.S.m.
Fonte: da comunicato stampa agosto 2026
Immagine nella locandina: Claude Monet: Campo di papaveri, 1881.
Rotterdam, Collezione Museum Boijmans Van Beuningen.
Acquisito con la collezione di D.G. van Beuningen.
Foto Studio Tromp
DA MONET A VAN GOGH A KANDINSKY
NUOVI SGUARDI SULLA NATURA E LA MODERNITÀ
19 settembre 2026 – 10 gennaio 2027
Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d’Este 21 – 44121 Ferrara
tel. 0532 244949
diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it
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