Fondazione dell’Albero d’Oro, Palazzo Vendramin Grimani: in occasione di Homo Faber, gli studenti dell’École Boulle di Parigi reinterpretano le opere della Fondation Etrillard di Ginevra.
In occasione della quarta edizione di Homo Faber (1–30 settembre 2026, vedi notizia pubblicata qui a fianco), gli studenti dell’École Boulle, celebre scuola parigina dei mestieri d’arte, sono stati invitati dalla Fondazione dell’Abero d’Oro a Palazzo Vendramin Grimani per reinterpretare due opere d’arte della collezione della Fondation Etrillard di Ginevra, mettendo in dialogo tradizione e contemporaneità.
Le opere sono presentate nell’androne di Palazzo Vendramin Grimani – l’ampio spazio d’ingresso affacciato sul Canal Grande – accanto a due opere della collezione della Fondation Etrillard, all’interno di un allestimento interamente progettato dall’École Boulle.
L’esposizione “Metamorfosi di una collezione”, dall’1 al 30 settembre 2026,rappresenta inoltre l’esito del programma Collection source d’inspiration, avviato nel 2022 dalla Fondation Etrillard in collaborazione con l’École Boulle. Il progetto invita gli studenti a confrontarsi con le opere della collezione della fondazione ginevrina, trasformandole nel punto di partenza per nuove creazioni contemporanee capaci di rinnovarne la lettura e proiettarne il significato nel presente.
En deux temps di Agathe Quissac è l’opera vincitrice dell’edizione 2024–2026. Il pannello murale cinetico, ispirato alla coppia di vasi-candelabro in lapislazzuli e bronzo dorato della collezione della Fondation Etrillard, mette in dialogo patrimonio storico e creazione contemporanea attraverso i temi della dualità e del movimento.
Martedì 1 settembre, dalle 16 alle 18, gli studenti dell’École Boulle sono presenti in mostra per accompagnare i visitatori in visite guidate in lingua inglese dedicate ai progetti da loro realizzati. La partecipazione è libera, senza prenotazione.

LA MOSTRA
Le opere della collezione della Fondation Etrillard testimoniano l’eccellenza delle arti decorative europee del XVIII secolo e costituiscono il punto di partenza del percorso creativo sviluppato dagli studenti parigini. Tra queste figurano la coppia di vasi-candelabro in lapislazzuli, bronzo dorato e patinato, attribuita al bronzista Jean-Étienne Forestier (ca. 1770–1780), e l’arazzo Narcisse et Écho, realizzato dalla Manifattura reale dei Gobelins da un modello di Antoine Dieu dopo il 1714: due opere eccezionalmente presentate a Palazzo Vendramin Grimani in occasione della mostra.
Attraverso queste opere storiche, la mostra mette a confronto patrimonio e creazione contemporanea, evidenziando come una collezione possa continuare a generare nuove forme di espressione artistica, attraverso quattro principi che scandiscono il percorso: Riemersione, Frammentazione, Incarnazione ed Emanazione.
Résurgence apre il percorso reinterpretando gli usi del passato alla luce dei temi dell’intimità, della convivialità e della condivisione. In omaggio alle feste del XVIII secolo, il visitatore è invitato a condividere una partita a backgammon con Hasard Raisonné di Constance Texier, a degustare un bicchiere con il servizio da champagne Ligare di Sarah Pacalet, a lasciarsi avvolgere dalla luce di Duo Lucis di Timothé Fernandes e dalle fragranze del brucia-profumi Âtar di Élisabeth Soubelet.
Il percorso prosegue con Frammentazione, che esplora la metamorfosi attraverso giochi di forme e percezioni. Scomponendo l’immagine dell’arazzo dei Gobelins Narcisse et Écho, questa sezione ne rivela dettagli inattesi e nuove interpretazioni. Il collier Anamorphé di Clément Jeanneau interroga le nozioni di ornamento e immagine speculare, mentre Faut-il tuer Narcisse? di Lou Thibault chiude la sezione: una scultura in pixel che riflette sulle metamorfosi dell’immagine di sé nell’era digitale.
Incarnazione esplora il modo in cui le creazioni contemporanee animano le opere della Fondation Etrillard, infondendo loro nuova vitalità e trasformandole in presenze organiche, affrancate dal tempo. Il visitatore entra in un universo in cui i saperi artigianali prendono corpo, osservando la sottile ricchezza del decoro, la pulsazione dei cicli naturali e lasciandosi coinvolgere dalla vibrazione della materia. Karl Ringelstein rende palpabile il soffio del vento con L’Écho du Feuillage; Alexandra Dinh dà voce al linguaggio degli uccelli con Ailégretto; Agathe Quissac mette in dialogo il XVIII e il XXI secolo nel valzer En Deux Temps.
Emanazione celebra infine la metamorfosi delle opere del XVIII secolo, trasformate in racconti senza tempo. Veicoli di narrazione ed emozione, le creazioni esposte testimoniano un rapporto sottile con la metafora e propongono una rilettura contemporanea delle opere che le hanno ispirate. L’elemento acquatico lega tutte le creazioni: l’acqua attraversa lo spazio e il tempo come metafora delle emozioni, delle figure allegoriche e di narrazioni complesse. Néréïde di Selma Arnould immerge il visitatore nell’intensità di un blu ispirato al lapislazzuli; Attract di Miléna Duchaux lo conduce nella disperazione di Narciso; infine, con «Hélas, enfant que j’ai aimé en vain!», Georgia Voss rilegge il mito di Ovidio attraverso un gioco di materiali e texture.

IN CONTEMPORANEA
A Palazzo Vendramin Grimani è aperta fino al 22 novembre 2026 la mostra “Patrick Saytour. Le pli et le temps / La piega e il tempo” (vedi qui)
C.S.m.
Fonte: tratto da comunicato stampa 24 agosto 2026
Immagine di copertina: Allestimento mostra, foto Ufficio Stampa Casadorofungher
Didascalia dei Vasi-candelabro di Jean-Étienne Forestier ca. 1770–1780
Lapislazzuli, bronzo dorato e patinato.
La coppia di vasi-candelabro della Fondation Etrillard costituisce
un modello inedito che combina lapislazzuli e bronzo dorato.
I grandi vasi in lapislazzuli sono sormontati da un candelabro a cinque bracci
in bronzo dorato che si sviluppa da tre teste d’ariete.
I portacandele poggiano su foglie di vite e su un cesto colmo di grappoli d’uva e melograni,
o cachi, frutti conosciuti in Europa fin dall’inizio del XVII secolo.
Raramente per opere di questo tipo, il bronzista Jean-Étienne Forestier
ha apposto la propria firma sulla base
METAMORFOSI DI UNA COLLEZIONE
1 – 30 settembre 2026
Fondazione dell’Albero d’Oro
Palazzo Vendramin Grimani
San Polo 2033, 30125 Venezia
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