Mattatoio: in mostra gratuita 40 opere di grandi dimensioni realizzate tra il 1997 – 2026 dall’esponente della Nuova Metafisica, tra luce, geometria, ritmo e armonia.
Giuseppe Modica (Mazara del Vallo, Trapani, nel 1953) è uno dei più significativi rappresentanti della Nuova Metafisica, come definita dal critico d’arte Maurizio Fagiolo dell’Arco; un artista con un’attività di ricerca di oltre cinquant’anni e con un percorso espositivo di grande rilievo in gallerie private, musei e spazi pubblici in Italia e all’estero.
Il Mattatoio di Roma, nel Padiglione 9°, presenta la mostra “Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare”, dall’11 settembre al 25 ottobre 2026 (ingresso gratuito), a cura di Giuseppe Appella, direzione artistica di Carla Cerati Modica, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti. La mostra è realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con l’Archivio Giuseppe Modica e nasce da un’idea di Ivana Della Portella vicepresidente Azienda Speciale Palaexpo con delega al Mattatoio di Roma.
In mostra sono esposte quaranta opere di grandi dimensioni, realizzate tra il 1997 e il 2026. L’esposizione non è una antologica, bensì un attraversamento nell’opera di Modica: un viaggio in una pittura sul crinale della presentazione e della rappresentazione che insegue la luce, la geometria, il ritmo e l’armonia.
Il titolo della mostra Il fuoco nel mare evoca il racconto siciliano che Leonardo Sciascia pubblicò – nel 1975 – in un libretto per bambini (Emme Edizioni) con le illustrazioni di Simone Sautier, e che dà il titolo alla raccolta postuma Il fuoco nel mare. Racconti dispersi (1947-1975) edita da Adelphi nel 2010, volume per il quale Roberto Calasso – direttore editoriale della casa editrice – scelse come emblema di copertina l’opera Palatino (2007) di Giuseppe Modica.
Tra le pagine rivive la leggenda di Colapesce che, sceso nella profondità degli abissi, scoprì che la Sicilia era sorretta da tre colonne, una delle quali, sotto L’Etna, era consumata dal fuoco del vulcano.
Il paradosso che mette insieme fuoco e acqua è lo stesso che regola il rapporto tra elementi contrastanti nella pittura di Modica: la luce e il buio, la luce naturale e quella artificiale, l’alba e il tramonto, il dentro e il fuori, la superficie e la profondità si compenetrano, e ognuno dà forza all’altro. All’interno di questa aporia si insinua la pittura e si struttura il linguaggio dell’artista, il quale è interessato anche al tempo – con i suoi slittamenti e contaminazioni che coinvolgono la memoria nelle varie accezioni di individuale, collettiva e antropologica – e allo spazio che è sia fenomenico che illusorio.
Una pittura complessa e antinomica, che raggiunge attraverso un rigore geometrico e matematico un’assoluta semplificazione e sintesi. La mostra riunisce una serie di opere concatenate tra loro attraverso elementi comuni, senza seguire un ordine cronologico, ma assecondando un’affinità interna, e pone in evidenza il fil rouge che le lega: il rapporto tra luce e buio, interno ed esterno, pieno e vuoto, superficie e profondità.
Catalogo Silvana editoriale, a cura di Giuseppe Appella, con testi in italiano ed inglese di Giuseppe Appella, Antonello Tolve, Ilaria Schiaffini.
C.S.m.
Fonte: tratto da comunicato stampa 7 settembre 2026
GIUSEPPE MODICA
IL FUOCO NEL MARE
11 settembre – 25 ottobre 2026
Ingresso gratuito
Mattatoio di Roma, Padiglione 9a
Piazza Orazio Giustiniani 4 – Roma
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