Di Maria Fleurent. Castello di Issogne: restaurato il rarissimo capolavoro in ferro battuto d’inizio Cinquecento, commissionato da George di Challant per le nozze di Philibert di Challant-Aymavilles con Louise d’Aarberg.

 Da oltre cinque secoli, al centro del cortile d’onore del Castello di Issogne, protende i suoi rami carichi di frutti un albero senza radici. Uno dei simboli del magnifico complesso che sorge vicino alla Dora Baltea è la Fontana del melograno, una delle più preziose testimonianze dell’arte tardogotica europea, risalente al periodo di transizione tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento. Si tratta di una straordinaria struttura in ferro battuto, la cui chioma presenta foglie di rovere (o di quercia) e frutti di melograno, e che presentava un quadro conservativo di estrema criticità dovuto alla secolare esposizione agli agenti atmosferici e alla complessa interazione tra metallo, pietra e acqua.

Il restauro di questo capolavoro dell’arte decorativa del primo Cinquecento, conclusosi lo scorso luglio, è stato presentato ai visitatori nei giorni del 22-25 settembre, durante le visite guidate nell’ambito della rassegna Plaisirs de Culture 2026.


IL RESTAURO

Il progetto di restauro, realizzato grazie alla sinergia tra il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale e la Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta, e fondato su diagnostica avanzata, ricerca scientifica e competenze specialistiche, ha rappresentato un intervento esemplare di conservazione integrata, capace di coniugare tecnologia, interdisciplinarietà e rispetto della materia storica.

Grazie all’impiego integrato di fotogrammetria, rilievi multispettrali e scansione 3D è stato possibile documentare la fontana in ogni dettaglio e monitorare l’intervento attraverso un modello digitale dinamico. Parallelamente, la rimozione della verniciatura novecentesca e degli strati degradati è stata eseguita mediante una combinazione di pulitura meccanica e laser, preservando la materia originale. Le fessurazioni provocate dall’espansione del ferro ossidato sono state consolidate e le superfici protette con un sistema acrilico‑ceroso trasparente ad alte prestazioni, mentre sui melograni sono emerse microscopiche tracce di colore che arricchiscono la conoscenza storica dell’opera.

Infine, per prevenire nuovi fenomeni di corrosione, si è scelto di non ripristinare il flusso d’acqua interno, adottando adeguate soluzioni di protezione.


LA FONTANA DEL MELOGRANO

La Fontana del Melograno, situata al centro del cortile del Castello di Issogne, rappresenta un capolavoro unico di arte decorativa e forgiatura in ferro battuto, simbolo di grande valore storico e culturale per la Valle d’Aosta. La sua realizzazione si colloca all’inizio del XVI secolo per volere di Giorge di Challant, probabilmente commissionata in occasione delle nozze del cugino Philibert di Challant-Aymavilles con Louise d’Aarberg, celebrate nel 1502.

L’opera si distingue per l’ibridismo vegetale della sua chioma in ferro, dove i frutti di melograno, simbolo di fertilità e unità familiare, convivono con le foglie di quercia, tradizionalmente legate alla forza e alla stabilità del casato. La grande vasca lapidea ottagonale in prasinite, pietra alpina, è formata da venti elementi legati da grappe metalliche e accoglie al suo interno la complessa struttura metallica alta circa quattro metri.

Il manufatto rivela una sorprendente complessità tecnica: l’albero è infatti dotato di un fusto cavo formato da anelli sovrapposti e da una fitta rete di ramificazioni cave e piene, progettate per garantire leggerezza, flessibilità e il passaggio dell’acqua destinata ai quattro cannelli decorati con draghetti. Tuttavia, proprio la secolare convivenza tra metallo, pietra e acqua corrente in ambiente esterno ha generato nel tempo un quadro conservativo di estrema criticità. Nel corso dei secoli si sono susseguiti diversi interventi manutentivi, tra cui quelli ottocenteschi, lo smontaggio agli inizi del Novecento per la realizzazione della copia destinata al Borgo Medievale di Torino e i restauri del 2009. La presenza di corrosioni attive sul fusto, fessurazioni strutturali causate dall’espansione del ferro ossidato e il dissesto delle stuccature della vasca hanno reso indispensabile un nuovo e risolutivo intervento di tutela.


HANNO DETTO

«Il restauro – ha spiegato Alfonso Frugis, Presidente del CCR “La Venaria Reale” – è stato l’approdo di un lungo lavoro interdisciplinare di studi, analisi e ricerche che il Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” ha potuto condurre con la Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Regione Valle d’Aosta. La collaborazione tra i nostri enti ha radici profonde che hanno visto numerosi progetti e scambi di competenze nel corso degli anni. Siamo molto lieti delle ricerche e degli interventi conservativi realizzati da professionisti di eccezionale livello che operano sia in Soprintendenza che al Centro e gli esiti sulla Fontana del Melograno ne sono un valido esempio.»

«La Fontana del Melograno – ha commentato l’Assessore Erik Lavevaz – è uno dei simboli più riconosciuti e condivisi del nostro patrimonio culturale. Questo intervento importante restituisce piena leggibilità a un’opera che da più di cinque secoli è capace di rappresentare l’eccezionale ricchezza storica che conserviamo sul nostro territorio. Vederla rinnovata, oggi, ci dà una possibilità ulteriore per farla nostra e per sentirci parte del percorso di valorizzazione di queste meraviglie, che possiamo e dobbiamo sentire come parte dell’eredità culturale di tutti i valdostani».


ALTRI RESTAURI AL CORTILE INTERNO

Gli interventi, realizzati tra il 2023 e il 2026, sono stati promossi e seguiti dalla Struttura Patrimonio storico-artistico e gestione dei siti culturali, in stretta sinergia con la Struttura Patrimonio archeologico e restauro dei beni monumentali e con il fondamentale contributo dell’Ufficio Laboratorio Analisi Scientifiche (LAS), afferente alla Struttura Attività tecnico-scientifiche, conservazione, catalogo e progetti cofinanziati.

Un lavoro complesso, reso possibile dalla collaborazione tra competenze progettuali, conservative, storico-artistiche e scientifiche e sostenuto dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) – Piano Sviluppo e Coesione del Ministero della Cultura, programmazione 2014-2020.

Il restauro delle lunette del porticato, presentato per la prima volta al pubblico in occasione di Plaisirs de Culture 2024, ha inaugurato una stagione florida per il Castello di Issogne, il cui percorso di conservazione è proseguito con il complesso e articolato intervento di recupero dell’intero apparato decorativo che arricchisce le pareti del cortile e del giardino, terminato nel 2025, e trova oggi il suo compimento nel restauro della Fontana del Melograno.

«Non si tratta soltanto di restituire al visitatore l’immagine di un monumento più leggibile, ma di preservare le tracce materiali attraverso cui il Castello di Issogne continua a raccontare la propria storia» ha sottolineato Viviana Maria Vallet, Dirigente della Struttura Patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali. «La stagione di restauri di Issogne nasce dunque da una precisa scelta della Soprintendenza: affrontare la conservazione del monumento come un processo in cui restauro, ricerca storico-artistica, diagnostica scientifica e valorizzazione procedono insieme, mostrando come un cantiere, anche all’interno di un castello fortemente visitato, possa diventare esso stesso occasione di conoscenza per il pubblico, oltre che di studio storico e scientifico»

Di Maria Fleurent
Tratto da comunicati stampa 16, 18, 22 settembre 2026
Immagini: Ufficio stampa Regione Valle d’Aosta e Centro Conservazione La Venaria Reale

Castello di Issogne
Piazza Castello Issogne – Valle d’Aosta
tel. 0125929373
e-mail: beniculturali@regione.vda.it
https://valledaostaheritage.com/chateau-dissogne

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