Fondazione Arnaldo Pomodoro: Lucio Fontana, Gastone Novelli, Alighiero Boetti, oltre a 45 opere di 45 artisti che restituiscono la varietà delle relazioni di Pomodoro .
A conclusione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Arnaldo Pomodoro, il 1° ottobre 2026 la Fondazione ha inaugurato Open Studio #5 | La Collezione di Arnaldo Pomodoro – Vol. I, la prima di due mostre dedicate alla straordinaria raccolta d’arte che il Maestro ha costruito nel corso della sua vita e che oggi costituisce parte integrante del patrimonio della Fondazione. La mostra è aperta fino al 30 maggio 2027. N.B. Gli ambienti non sono interamente accessibili a persone con gravi disabilità motorie.
Composta attraverso acquisti, scambi e doni, la collezione restituisce il ritratto più intimo di Arnaldo Pomodoro: una geografia di relazioni, amicizie e confronti con artisti, intellettuali e protagonisti della cultura italiana e internazionale che hanno accompagnato oltre sessant’anni della sua ricerca. Più che una semplice raccolta di opere, essa rappresenta il diario di una vita dedicata all’arte, raccontata attraverso gli incontri che ne hanno alimentato il pensiero e l’immaginario.
Allestito negli spazi dello Studio di Pomodoro, il dittico espositivo (Vol. I – 2026-2027 / Vol. II – 2027-2028) presenta complessivamente oltre cento opere della collezione, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire per la prima volta un patrimonio finora in gran parte inedito e, allo stesso tempo, di ripercorrere alcune delle tappe fondamentali della vicenda umana e artistica di Pomodoro e della sua Fondazione, dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri.

Fin dal suo arrivo a Milano, nel 1954, Arnaldo Pomodoro iniziò a raccogliere opere degli artisti con cui entrava in contatto. Doni, scambi e acquisizioni dirette diedero vita, nel tempo, a una collezione eterogenea che riflette la pluralità dei suoi interessi e delle sue relazioni: dai maestri che ne orientarono la formazione, come Lucio Fontana, ai compagni di strada della sua generazione, come Gastone Novelli, fino agli artisti più giovani, tra cui Alighiero Boetti, di cui Pomodoro intuì precocemente il valore.
Nel 1974, preparando la sua prima mostra antologica alla Rotonda della Besana di Milano, Pomodoro maturò l’idea di costituire una collezione stabile delle proprie opere, destinata a garantire la possibilità di future esposizioni. Ben presto, tuttavia, questo progetto si trasformò in qualcosa di più ampio: una raccolta che comprendesse non soltanto il suo lavoro, ma anche quello degli artisti con cui aveva condiviso un percorso umano e professionale.
Da questa intuizione nacque progressivamente anche il progetto della Fondazione, istituita nel 1995. Fin dall’inizio, Pomodoro immaginò un’istituzione con una duplice missione: custodire e valorizzare la sua opera e, al tempo stesso, promuovere la ricerca, la formazione e il dialogo tra le arti, in uno spazio aperto al confronto tra passato e futuro. La collezione personale diventa così il nucleo originario di questa visione, destinata ad ampliarsi negli anni fino a costituire uno dei patrimoni più significativi della Fondazione.
L’offerta educativa prevede lo svolgimento di visite e laboratori a partire dalle tecniche artistiche e dalle riflessioni derivate dalle tematiche affrontate nelle mostre del ciclo Open Studio allestite negli spazi dello Studio del Maestro ma anche nei diversi luoghi in cui è possibile esplorare il lavoro dell’artista.

PERCORSO DELLA MOSTRA
La mostra si sviluppa nei due ambienti espositivi dello Studio di Arnaldo Pomodoro, ristrutturato nel 1983 da Vittorio Gregotti. Come ormai consueto nelle esposizioni della Fondazione, alle opere si affianca una selezione di documenti provenienti dall’Archivio, che contribuisce in questo caso a raccontare la fitta trama di rapporti, amicizie, collaborazioni e confronti che nel corso degli anni ha legato Pomodoro agli artisti presenti nella sua collezione.
La prima sala è dedicata a tre figure particolarmente significative della raccolta e della vicenda artistica e personale di Pomodoro: Lucio Fontana (1899–1968), Gastone Novelli (1925–1968) e Alighiero Boetti (1940–1994). Tre artisti appartenenti a generazioni diverse, ma accomunati da un rapporto di profonda stima e amicizia con Pomodoro. Fontana, uno dei suoi maestri, lo accoglie e lo sostiene fin dal suo arrivo a Milano nel 1954; Novelli, suo coetaneo, condivide con lui il clima di ricerca e confronto degli anni Cinquanta e Sessanta; Boetti, più giovane, è invece un artista che Pomodoro segue, stima e incoraggia.
Con tutti e tre il rapporto si nutre di convivialità, discussioni e scambi, ma anche di occasioni di collaborazione, dalla partecipazione a riviste e mostre collettive fino all’aiuto concreto nella realizzazione di gioielli e opere.
Di Fontana sono esposti un Concetto spaziale (1956) in terracotta e una prova di fusione per l’edizione postuma in bronzo di un Concetto spaziale, Natura (1959–1960), supervisionata da Pomodoro tra il 1984 e il 1985 per incarico di Teresita Rasini Fontana. Di Novelli sono presentati due disegni del 1968 e L’Oriente risplende di rosso (1967), una delle ultime grandi tele dell’artista, che Pomodoro prestò più volte in occasione di importanti mostre, da New York a Roma. Di Boetti sono invece esposti una Mappa (1972–1973), tra le prime realizzate dall’artista, e il “ritratto” a penna biro blu di Arnaldo Pomodoro (1974 ca.).
La seconda sala riunisce 45 opere di 45 artisti, organizzate in sei nuclei tematici che restituiscono la varietà e l’ampiezza delle relazioni costruite da Pomodoro nel corso della vita.
Il primo nucleo comprende gli artisti che Pomodoro frequenta quotidianamente a Milano a partire dagli anni Cinquanta e poi ancora negli anni Sessanta e Settanta – tra cui Sergio Dangelo, Ettore Sottsass, Enrico Baj, Lucio Del Pezzo, Dadamaino, Emilio Isgrò, Giuseppe Spagnulo e Amalia Del Ponte – e con i qualicondivide occasioni espositive, culturali, di festa e di incontro.
Un secondo gruppo raccoglie gli amici conosciuti durante i primi viaggi all’estero, come George Mathieu, René Guiette e César, e gli artisti con cui Pomodoro partecipa a importanti esperienze collettive, attraverso mostre e riviste, tra i quali Achille Perilli, Eugenio Carmi, Pietro Consagra, Beverly Pepper ed Ettore Colla.
Il terzo nucleo riunisce gli artisti gravitanti attorno alla galleria di Giorgio Marconi, come Gianfranco Pardi, Valerio Adami e Rodolfo Aricò, insieme ad alcuni degli artisti conosciuti da Pomodoro negli Stati Uniti e da lui invitati a esporre in Italia, proprio da Marconi, come Sue Bitney e William T. Wiley.
Il quarto gruppo comprende artisti che, pur vivendo e lavorando in altre città italiane – da Torino a Venezia e Roma – hanno intrattenuto con Pomodoro rapporti di stima e amicizia con Giulio Paolini, Emilio Vedova, Mimmo Rotella, Mario Schifano e Nunzio.
Un quinto nucleo è dedicato ad alcune delle figure che hanno collaborato con Pomodoro nel corso degli anni attraverso la fotografia, la scrittura e la musica, come Ugo e Antonia Mulas, Roberto Sanesi e Paolo Castaldi, testimoniando la natura profondamente interdisciplinare della sua attività.
Chiude il percorso un gruppo di artisti stranieri incontrati durante i viaggi e con i quali Pomodoro ha mantenuto nel tempo rapporti duraturi e occasioni di confronto, tra Stati Uniti e Messico, come Louise Nevelson, Richard Smith e Rufino Tamayo.
In questo modo, il percorso espositivo non si limita a documentare una raccolta, ma ne restituisce la natura di diario visivo e umano, nel quale le opere diventano testimonianza concreta di incontri, amicizie, scambi e momenti condivisi che hanno accompagnato la vita di Arnaldo Pomodoro e contribuito a definire il suo universo artistico e culturale.
LABORATORI. ATTIVITÀ E VISITE
Con Open Studio ripartono le attività pensate per famiglie, per giovani e adulti: laboratori di scultura, stampa, cartotecnica, progettazione. La Fondazione propone tra le attività speciali del programma visite guidate nei luoghi legati alla memoria dell’artista: la fonderia artistica De Andreis, il Labirinto, lo Studio.
C.S.m.
Fonte: tratto da comunicato stampa 1 ottobre 2026
Immagini dell’allestimento: Dario & Carlos Tettamanzi
OPEN STUDIO #5 | LA COLLEZIONE DI ARNALDO POMODORO – VOL. I
3 ottobre 2026 – 30 maggio 2027
N.B. Gli ambienti non sono interamente accessibili a persone con gravi disabilità motorie
Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Vigevano 3 – 20144 Milano
T. 02 89075394
info@fondazionearnaldopomodoro.it
prenotazioni@fondazionearnaldopomodoro.it
www.fondazionearnaldopomodoro.it

