Di Renzo Gabriel Bonizzi. L’artista svizzero sulle rive del Tirreno. Pinacoteca Servolini: 100 opere, con 60 inediti, attestano l’autonomia espressiva di Carlo Böcklin nel dialogo col padre Arnold.

È la prima mostra mai dedicata in Italia e in Europa a Carlo Böcklin, destinata a divenire un appuntamento di assoluto rilievo scientifico e culturale per il territorio e per gli studi sul Simbolismo. Un viaggio affascinante che per la prima volta ricompone l’eredità artistica del pittore, disegnatore, scultore e grafico svizzero tra memoria familiare, indipendenza stilistica e grande tradizione italiana.

La Pinacoteca Comunale Carlo Servolini a Collesalvetti (LI), ospita la mostra “Carlo Böcklin: il segreto di Pan dal BOSCO SACRO alle rive del Tirreno”, dal 17 ottobre 2026 (inaugurazione ore17) fino al 4 marzo 2027 (ingresso gratuito; aperture giovedì, sabato e domenica ore 15.30-18.30).Promossa e organizzata dal Comune di Collesalvetti, l’esposizione è curata da Francesca Cagianelli, Emanuele Bardazzi e Andrea Muzzi, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata Svizzera in Italia, Consolato Onorario di Svizzera a Firenze, della Regione Toscana; con il Patrocinio di Cantone Basilea Città, Mit ideeller Unterstützung des Kantons Basel-Stadt, con il contributo di Fondazione Livorno e con il Media Partner Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi.

La rassegna apre una via nell’ambito degli studi simbolisti, accendendo i riflettori sulla mai indagata personalità artistica di Carlo Böcklin (Basilea 1827 – San Domenico di Fiesole 1901), figlio del grande maestro svizzero Arnold. A lungo confinato all’ombra del “circolo magico” dell’atelier paterno, il giovane Böcklin svela la sua cifra espressiva attraverso circa 100 opere tra dipinti, acquerelli, disegni, incisioni e illustrazioni. Tra queste, oltre 60 costituiscono testimonianze del tutto inedite e di eccezionale valore, provenienti dalla collezione degli eredi, e sono affiancate da capolavori dell’arte italiana ed europea che testimoniano la fortuna del mito böckliniano tra l’Italia e la Mitteleuropa.

Per la prima volta viene esposta una selezione dell’importante fondo di grafica conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Si tratta di un corpus estremamente ricco di circa 134 fra disegni e acquerelli di Carlo Böcklin, donato nel 1938 da Nadia von Gringmuth. Gli acquerelli d’intento paesistico sono le opere più riuscite: tra queste l’essenziale Roccia sul mare del 1931, probabilmente eseguito nell’amata Liguria, e Montepulciano Mai 34 e Sul lago verso Martana. Questi ultimi fanno parte del gruppo primavera estate 1934, con cui l’artista intendeva affrancarsi dalle influenze stilistiche paterne. Viceversa, un altro piccolo acquerello, Der Monte Morello Florenz ritrae con tratti rapidi una zona nei dintorni di Firenze che il padre aveva ammirato.

La mostra presenta anche il dipinto Tritone e nereide, appartenente dal secondo dopoguerra alla Libreria Antiquaria Gonnelli, acquistato dai discendenti della famiglia Böcklin, e che fu esposto e pubblicato nel catalogo della mostra Frammenti di cultura visiva a Forte dei Marmi del 1983. Questo dipinto presenta caratteristiche analoghe a quelle emerse per la versione del 1901 dell’Isola dei morti, da alcuni ritenuta la sesta variante del celebre capolavoro, che reca la doppia firma “A. Böcklin invenit” e “Carlo Böcklin fecit 1901”. Oggi, grazie a recenti indagini diagnostiche e a una perizia tecnica che non erano mai state eseguite in precedenza sul dipinto Tritone e nereide, emergono elementi che avvalorano l’ipotesi di un lavoro a quattro mani. L’opera viene quindi ripresentata come preziosa testimonianza della collaborazione tra Arnold Böcklin e il figlio Carlo, offrendo al pubblico un’inedita attestazione delle differenze stilistiche e pittoriche tra i due autori congiunte nella stessa tela.


[Arnold e Carlo Böcklin, Tritone e nereide, 1901 Collezione Gonnelli]

LE SEZIONI ESPOSITIVE

L’itinerario espositivo, concepito dai curatori con un’evocativa struttura ad anello per celebrare il dialogo intellettuale e umano tra padre e figlio, è articolato in quattro sezioni tematiche.

La sezione di apertura «Un circolo magico: Arnold e Carlo come in una bottega del Quattrocento», curata da Francesca Cagianelli, Emanuele Bardazzi, Andrea Muzzi, ripercorre l’exploit di Carlo nel ruolo di allievo, assistente e stretto collaboratore del padre dal 1894 al 1901, sodalizio intensificatosi dopo l’attacco cardiaco che colpì Arnold a Zurigo nel 1892. Nonostante la solida formazione da architetto al Politecnico Federale di Zurigo e la direzione del cantiere della Reichsbank a Berlino per l’impresa Henschel, Carlo scelse la pittura, lavorando in simbiosi con il padre e realizzando nel corso della sua primissima attività alcuni capolavori, oggi dispersi, ma che riemergono per la prima volta nel catalogo edito da Silvana Editoriale, grazie al ritrovamento di un inedito Album conservato presso gli Eredi.

Il cuore di questo nucleo è rappresentato dal filone inaugurato dal celebre dittico “Einst und jetzt” (“Un tempo e ora”), definito dalla critica «il grandioso poema del tempo e dell’oblio», in cui l’artista canta la storia perduta delle coste tirreniche e la fine di un’era antica, esemplificato da capolavori della famiglia Böcklin e di importanti collezioni private, come “Isola con alberi e rovine” (1900-1902) e “Rovine di un tempio dorico sul mare” (1902).
In mostra anche una produzione artistica mai indagata prima: l’attività di Carlo come regista “burattinaio” e illustratore tra il 1910 e il 1911 per riviste quali Böcklin-Bonus Kasperl Bilder-Bücher dove il legame col padre emerge con toni teatrali e grotteschi.

La seconda sezione, «La ricerca di un altro sentimento: ombre cupe e vive luci fantastiche», curata da Francesca Cagianelli e Andrea Muzzi, analizza la fase in cui Carlo, pur mantenendo vivo il ricordo della memoria paterna (a cui dedicò nel 1909 il volume biografico e aneddotico Neben meiner Kunst), declina in chiave personale le tematiche care ad Arnold. Attraverso dipinti e acquerelli inediti dedicati al motivo delle rovine sul mare e della Villa-am-Meer, si assiste a una graduale evoluzione stilistica: la vocazione tragica del padre lascia il posto a un «sentimento di tranquillità quasi borghese», dove le atmosfere cupe si stemperano in luci fantastiche e toni più distesi e lirici.

Nella terza sezione «Un nuovo stile tra sobrietà spirituale e immateriale tenuità», curata da Francesca Cagianelli e Andrea Muzzi, emerge la piena maturità espressiva dell’artista sbocciata durante i suoi soggiorni tra i colli fiesolani, la Toscana e il Lazio. Protagonista di questo nucleo è un filone paesaggistico inaugurato dal raffinato acquarello del 1895 raffigurante Villa Bellagio a Fiesole, dimora in cui padre e figlio progettarono un imponente atelier decorandone la loggia con pitture encaustiche di gusto pompeiano. Tale filone proseguì tra gli anni Venti e Trenta segnando la nascita di una produzione paesaggistica autonoma, contraddistinta da atmosfere soavi, immateriale tenuità e suggestioni neoquattrocentesche.
Il catalogo della mostra approfondisce questa fase cruciale anche grazie all’analisi del nucleo di oltre 100 disegni donati nel 1938 al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi dalla vedova Nadia Böcklin von Gringmuth, indagato nel contributo dello storico dell’arte Andrea Muzzi.

A cura di Emanuele Bardazzi, l’ultima sezione «Böckliniana. Mito e influsso di Arnold Böcklin tra Italia e Mitteleuropa» ripercorre la straordinaria risonanza che l’immaginario böckliniano ebbe in Italia e nei paesi di lingua tedesca, dove il maestro svizzero fu considerato un faro artistico. Tra gli oltre trenta pezzi esposti, tra incisioni, disegni e documenti storici, figurano alcuni fascicoli della celebre rivista Jugend (tra cui quello celebrativo del 1897 con copertina firmata da Max Klinger), tre famose traduzioni incise di Klinger, tra cui L’“Isola dei morti” presentata in una rarissima prova avanti lettera autografata (1883) e opere grafiche uniche di grandi maestri internazionali quali Adolf Hirémy Hirschl, Alexander Rothaug e Rudolf Schick.

Di Renzo Gabriel Bonizzi + M
(tratto da comunicato stampa 6 ottobre 2026)
Immagine di copertina: Carlo Böcklin Isola con alberi e rovine collezione privata

CARLO BÖCKLIN: IL SEGRETO DI PAN DAL BOSCO SACRO ALLE RIVE DEL TIRRENO
17 ottobre 2026 – 4 marzo 2027
Ingresso gratuito

Pinacoteca Comunale Carlo Servolini
Complesso di Villa Carmignani
Via Garibaldi 79 – 57014 Collesalvetti (Livorno)
Informazioni e visite guidate gratuite su prenotazione: Tel. 0586 980227 – 980174 | 392 6025703
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