Gemäldegalerie. 90 capolavori dal XV al XX sec, molti di artisti italiani: Botticelli, Giorgione, Tiziano, Filippo Lippi, Moroni, Sofonisba Anguissola, Sebastiano del Piombo, Mino da Fiesole. E poi Dürer, Rembrandt, Rubens, Cranach, Holbein, Tamara de Lempicka.
Come vediamo noi stessi e come le persone, nel corso delle diverse epoche storiche, hanno desiderato essere viste? Una mostra speciale dal titolo “Ritratti! Incontri sorprendenti da Botticelli a Lempicka”, ospitata presso la Gemäldegalerie (Pinacoteca dei Maestri Antichi) degli Staatliche Museen zu Berlin dal 16 ottobre 2026 al 14 marzo 2027 (inaugurazione 15 ottobre ore 19.00), invita i visitatori a un viaggio affascinante nella storia della ritrattistica. Accostamenti insoliti di opere che abbracciano sei secoli rivelano sorprendenti analogie, dando vita ai dipinti e offrendo spunti di riflessione sulla rappresentazione di sé e degli altri, nonché sulla messa in scena, sui ruoli e sulla personalità. Capolavori di artisti quali Botticelli e Lempicka, Dürer e Giorgione, Rubens e Gainsborough, oppure Therbusch e Largillière, vengono messi in dialogo tra loro, svelando affinità notevoli e spesso inaspettate.
Opere che non si erano mai “incontrate” prima d’ora si riuniscono per la prima volta, offrendo una prospettiva inedita su temi quali l’identità, la bellezza, lo status e il potere.

Foto: Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie / Jörg P. Anders]
I ritratti rivelano molto più del semplice aspetto esteriore delle persone; svelano dettagli sulla consapevolezza di sé, sul carattere, sulle emozioni e sulle modalità di rappresentazione prescelte. Abbigliamento, postura e accessori fungono da codici indicativi dell’appartenenza sociale, politica e di genere. Mettendo a confronto ritratti provenienti da diverse regioni ed epoche, i visitatori possono riconoscere, ricostruire e comprendere le scelte artistiche e le strategie visive adottate: cosa veniva considerato bello, dignitoso o espressione di autorità? Come si sono evoluti tali ideali nel corso dei secoli? La mostra illustra la varietà di queste risposte, evidenziando al contempo le sorprendenti connessioni che le legano.
Il punto di partenza dell’esposizione è la straordinaria collezione internazionale di ritratti della Gemäldegalerie, arricchita da una selezione di opere in prestito provenienti da altri musei degli Staatliche Museen zu Berlin, tra cui l’Alte Nationalgalerie (Vecchia Galleria Nazionale), la Neue Nationalgalerie (Nuova Galleria Nazionale), l’Ägyptisches Museum (Museo Egizio) e la Skulpturensammlung (Collezione di Sculture). Il percorso offre un panorama sfaccettato della ritrattistica dal XV al XX secolo.
Circa 90 capolavori di artisti quali Petrus Christus, Mino da Fiesole, Botticelli, Giorgione, Dürer, Cranach il Vecchio, Holbein il Giovane, Tiziano, Sofonisba Anguissola, Rembrandt, Zurbarán, Anna Dorothea Therbusch e Tamara de Lempicka illustrano l’ampia varietà di sfaccettature del ritratto, spaziando dai gloriosi ritratti di sovrani a scene intime di amicizia e fiere autoaffermazioni. Ogni incontro racconta una storia a sé e invita allo stupore, al confronto e alla scoperta.

Foto: Christoph Schmidt, Berlin]
LE SEZIONI DELLA MOSTRA
Le diverse forme e funzioni del ritratto vengono esaminate nelle quattro sezioni dell’esposizione. Il prologo mette in luce la sorprendente continuità dell’arte ritrattistica di stampo mimetico, che ha attraversato i secoli, e approfondisce inoltre le radici europee di questo genere.
Tipologie di ritratto a nord e a sud delle Alpi
La prima sezione della mostra esplora l’evoluzione della ritrattistica in Italia e nell’Europa settentrionale durante il Rinascimento. Si affermarono diversi modelli, come il ritratto di tre quarti tipico dell’area nordica – adottato da Rogier van der Weyden – e il profilo rigoroso prediletto da Filippo Lippi. Tendenze divergenti, orientate ora al naturalismo ora all’idealizzazione, finirono per intrecciarsi, influenzando lo sviluppo della ritrattistica nei secoli successivi.
L’autorappresentazione delle élite
Il ritratto costituiva un potente strumento di rappresentazione sociale e di distinzione. L’abbigliamento, la posa e le dimensioni dell’opera rivelavano le aspirazioni e lo status del soggetto raffigurato. Il prestigioso ritratto a figura intera (fino al ginocchio) della duchessa Margherita di Parma, opera di Anthonis Mor, con il suo sguardo regale, è paragonabile al ritratto del nobile Don Gabriel de la Cueva realizzato da Giambattista Moroni.
Famiglia, amicizia e intimità
La sezione dedicata a famiglia, amicizia e intimità si concentra sugli aspetti privati della ritrattistica. Familiari, amici intimi e persone care sono immortalati in immagini che fungono da ricordi personali. Bianca, madre di Sofonisba Anguissola, interagisce con la figlia intenta a dipingere, in un modo che ricorda lo sguardo rivolto al marito dalla moglie del pittore Eugen Spiro ben 380 anni più tardi. I ritratti di persone defunte offrono un’ultima immagine di loro.
Ritratti di collezionisti d’arte e artisti
L’ultima sezione della mostra è dedicata ai ritratti di collezionisti d’arte e artisti. Per secoli, l’autoritratto non è stato solo uno strumento di autoanalisi, ma anche un mezzo per collocare se stessi e la propria opera all’interno di contesti tradizionali. Therbusch si ritrae nelle vesti di intellettuale, mentre Poussin e Anton Raphael Mengs utilizzano i propri autoritratti per riflettere sulla loro vita e sulla loro fama artistica.
Riflessioni nell’era dei selfie
“Ritratti” non è soltanto una mostra di storia dell’arte; riflette anche il nostro mondo attuale, ossessionato dall’immagine. Nell’era dei selfie e dei social media, come costruiamo la nostra identità? Come interpretiamo i volti? E cosa rivela di noi il nostro sguardo? Il confronto con i capolavori del passato offre l’occasione ideale per esaminare e comprendere questi interrogativi contemporanei.
Catalogo riccamente illustrato di Michael Imhof-Verlag, Petersberg.
La mostra è curata da Sven Jakstat e Stephan Kemperdick, con la collaborazione di Marie-Luise Hugler. La mostra è sostenuta dalla Fondazione Culturale degli Stati Federali Tedeschi (Kulturstiftung der Länder), dalla Fondation Etrillard, dal Kaiser Friedrich Museum Verein e dalla Fondazione Fontana.
C.S.m.
Fonte: comunicato stampa 24 giugno 2026
Immagine di copertina: Sandro Botticelli, Giuliano de’Medici, Gemäldegalerie
Foto: Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie / Jörg P. Anders
RITRATTI!
INCONTRI SORPRENDENTI DA BOTTICELLI A LEMPICKA
16 ottobre 2026 – 14 marzo 2027 (inaugurazione: giovedì 15 ottobre 2026, ore 19.00)
Kulturforum Berlino – Gemäldegalerie – Staatliche Museen zu Berlin
Johanna und Eduard Arnhold Platz / Matthäikirchplatz, 10785 Berlino (Germania)
Orari di apertura: martedì–domenica 10:00–18:00
+49 30 266424242
www.smb.museum
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