Palazzo Reale: oltre 170 opere del pioniere dell’astrazione, da prestigiosi musei europei e collezioni internazionali. La trasformazione era la forza motrice della sua pratica .
Nato a Parigi da un padre spagnolo e da una madre francese, Francis Picabia (1879 – 1953) visse e lavorò tra Parigi, New York, Barcellona, Zurigo e la Costa Azzurra, entrando in contatto con alcune delle figure di spicco della modernità, tra cui Marcel Duchamp, Gertrude Stein, la danzatrice Isadora Duncan e il compositore Erik Satie. Si muoveva liberamente tra Impressionismo, Fauvismo, Cubismo e Dada, senza identificarsi mai con un singolo movimento, affermandosi al contempo come uno dei primi pionieri dell’astrazione insieme a Wassily Kandinsky e Kazimir Malevich. Pittore instancabilmente inventivo, Picabia attraversò più di mezzo secolo di storia dell’arte, reinventandosi continuamente e resistendo a qualsiasi affiliazione artistica duratura. Ogni volta che il suo linguaggio visivo sembrava diventare riconoscibile, sceglieva di abbandonarlo e ricominciare da capo, facendo della trasformazione la forza motrice della sua pratica. Attraverso l’audacia della sua sperimentazione, ha aperto innumerevoli nuovi percorsi che continuano a influenzare la ricerca artistica contemporanea oggi.
«Per lui non bastava semplicemente vivere; bisognava vivere due volte, vivere di giorno e di notte, vivere con stile, trasformando l’esistenza in una celebrazione, in un’avventura perseguita fino all’estasi» ha spiegato Anne Berest Picabia, curatrice della mostra, pronipote dell’artista e coautrice di Gabriële, il libro che offre un ritratto intimo dell’artista attraverso la vita della moglie, Gabriële Buffet-Picabia, bisnonna delle autrici. Il libro è stato selezionato dal New York Times come uno dei dieci migliori libri di saggistica storica del 2025.
Palazzo Reale di Milano presenta “Picabia. Aprire Le Porte Della Notte”, dal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, la mostra più completa mai organizzata in Italia dedicata a Francis Picabia, una delle figure più originali e influenti dell’arte del XX secolo. La mostra è promossa dal Comune di Milano – Dipartimento Cultura e coprodotta da Palazzo Reale e Madeinart, con il patrocinio del Consolato Generale di Francia e dell’Institut Français.

Più che essere una retrospettiva cronologica convenzionale, la mostra si sviluppa come un viaggio immersivo e sensoriale nel mondo di Picabia, esplorando le forze durature che hanno plasmato la sua visione artistica: l’amore appassionato, la danza e la musica, le sue origini spagnole, l’esperienza della guerra e la sua convinzione nel valore della creazione collettiva. Il titolo evoca un passaggio attraverso le diverse ore della notte, ciascuna corrispondente a un tema presente nell’immaginazione dell’artista. Per Picabia, la notte era un mezzo per intensificare l’esperienza dell’esistenza.
Riunendo più di 170 opere provenienti da prestigiosi musei europei e importanti collezioni internazionali, tra cui MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (Collezione Gian Enzo Sperone), i Musei Reali di Belle Arti del Belgio, il Musée d’Ixelles, il Centre Pompidou, il Musée d’Art Moderne de Paris (MAM Paris), il Musée-Bibliothèque Pierre-André-Benoît, il Musée de Grenoble, il Kunsthaus Zürich e il Centro Cultural de Belém – Collezione Berardo, la mostra ripercorre la straordinaria vita di Francis Picabia attraverso una lettura tematica della sua opera che ne rivela le profonde continuità.
Tra le opere che scandiscono il percorso espositivo, Salicis (1929), in prestito dal Centre Pompidou di Parigi, introduce il tema della sovrapposizione e metamorfosi delle immagini attraverso il riferimento al mito di Danae e della pioggia d’oro. Equilibrio (1919–20), dalla Collezione Berardo di Lisbona, riflette l’esplorazione da parte di Picabia del rapporto tra corpo, movimento e inerzia: isolati e ingranditi, gli elementi meccanici perdono la loro funzione originale e si trasformano in un nuovo vocabolario pittorico. Il Centre Pompidou presta anche Donne con bulldog (c. 1940–41), una delle opere più famose dell’artista e tra le prime di un ciclo dedicato all’amore, alle figure femminili e al desiderio. Martedì grasso. Il bacio (c. 1924–25) appartiene al cosiddetto “periodo dei Mostri” di Picabia e trasmette la dimensione carnevalesca e provocatoria della sua pittura attraverso colori, materiali e motivi tratti dalla cultura popolare. La mostra si conclude con Senza titolo, datata 1898 e proveniente dalla Collezione Roberta Cerini Baj: le prime opere conosciute dell’artista, tornano visibili al pubblico dopo essere state esposte una sola volta, alla mostra del 1974 a Torino.
La mostra è ulteriormente arricchita da prestiti mai visti prima dalla famiglia Picabia e da materiali importanti della Bibliothèque littéraire Jacques-Doucet di Parigi. Tra questi ci sono i tredici “Black Albums” di Francis Picabia, uno degli archivi documentari più affascinanti lasciati dalle avanguardie del XX secolo, che aprono la mostra: un territorio ibrido dove ritagli di giornale, disegni, lettere, fotografie, manoscritti, inviti, opuscoli e note sparse si intrecciano, rivelando la complessità della ricerca dell’artista. A questi si aggiunge una preziosa selezione di fotografie rare, corrispondenza, documenti personali e album d’epoca, alcuni dei quali vengono presentati al pubblico per la prima volta.
Un contributo fondamentale arriva anche dal Comité Picabia, il cui lavoro decennale di conservazione, studio e autenticazione dell’opera di Picabia ha fornito al progetto una solida base accademica. Messi insieme, questi materiali offrono nuove prospettive sulla sua vita e sul suo processo creativo, rivelando connessioni mai viste prima tra la sua storia personale e l’evoluzione della sua pratica, e invitando a una rinnovata comprensione della ricchezza, complessità e originalità del suo lavoro.
La mostra è accompagnata da un prestigioso catalogo pubblicato da Skira. Attraverso saggi critici, materiali d’archivio, documentazione iconografica e approfondimenti tematici, il volume invita i lettori a immergersi nel mondo intimo, enigmatico e sorprendente di Picabia, trasmettendo la complessità di un autore e artista che si reinventava costantemente.
C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 8 ottobre 2026
Immagini allestimento: foto Studio Nicama
PICABIA. APRIRE LE PORTE DELLA NOTTE
9 ottobre 2026 – 24 gennaio 2027
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12 Milano
Info e prenotazioni Tel. 0254912
Singoli: helpdesk.24ore@vivaticket.com
Gruppi e scuole: ufficiogruppi.24ore@vivaticket.com
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