Al MEIS, una mostra racconta cent’anni di storia italiana, le sfide di un’epoca, le lacerazioni, la rinascita e l’evoluzione del concetto di cittadinanza.

L’esposizione offre un racconto dettagliato del XX secolo attraverso la storia, l’arte e la vita quotidiana degli ebrei italiani. Il progetto illustra il complesso percorso prima di acquisizione della cittadinanza, poi di perdita e infine di riacquisizione dei diritti, da parte di una minoranza che si è riconosciuta e integrata nella vita italiana, mantenendo salda la propria identità culturale e religiosa e offrendo un contributo di rilievo alla costruzione dello Stato e allo sviluppo della società nazionale.

Con “Ebrei nel Novecento italiano”, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS di Ferrara aggiunge un nuovo capitolo a un programma espositivo pluriennale, che ricostruisce la bimillenaria storia dell’ebraismo in Italia. L’esposizione, a cura dello storico Mario Toscano e dell’editore e divulgatore scientifico Vittorio Bo, con l’allestimento a cura dell’architetto Antonio Ravalli, è aperta dal 29 marzo fino al 6 ottobre 2024.
La mostra ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Galleria immagini opere in mostra: https://meis.museum/mostre/ebrei-nel-novecento-italiano/

LA MOSTRA
Suddiviso in sette sezioni, il percorso si apre alla fine dell’Ottocento, quando dopo l’Unità d’Italia e lo smantellamento dei ghetti gli ebrei diventano cittadini a tutti gli effetti. Un periodo di ottimismo, entusiasmo e fervente attività documentata dalla presenza di figure politiche come il Presidente del Consiglio Luigi Luzzatti e il Ministro della Guerra Giuseppe Ottolenghi, ma anche da una costellazione di storie di famiglie, di vita culturale, di lavoro e di imprese.

Il periodo del Ventennio fascista viene ricostruito nelle sue diverse fasi e nella sua complessità a partire dalla marcia su Roma (1922). La promulgazione delle leggi razziali nel 1938 segna una frattura drammatica, documentata con incisiva precisione. Ad essa segue il racconto del passaggio dalla persecuzione dei diritti alla persecuzione delle vite dopo l’8 settembre 1943, con le razzie e la deportazione nei campi di sterminio.

Ampia attenzione è dedicata all’elaborazione del trauma del genocidio degli ebrei italiani e alla capacità di ripresa della compagine ebraica nel dopoguerra, segnato da eventi internazionali e nazionali capaci di incidere profondamente su una piccola minoranza, dall’attentato alla sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982 alla visita del pontefice al Tempio maggiore della capitale, alle nuove relazioni con lo Stato e con la società civile.

Il vasto repertorio fotografico, che proviene da numerosi archivi pubblici e privati, descrive i diversi mestieri e ruoli nella società; racconta posizioni politiche anche antitetiche. Le opere d’arte fanno riscoprire figure come Corinna e Olga Modigliani, Corrado Cagli e di Antonietta Raphaël Mafai, Rudolf Levy, Emanuele Luzzati, le sculture di Arrigo Minerbi, tra cui il busto dell’attrice Eleonora Duse con dedica al drammaturgo Sabatino Lopez, ebreo di origine livornese, tra i protagonisti della scena artistica milanese degli inizi del Novecento.

In esposizione anche riviste, cartoline, immagini, medaglie e oggetti evocativi alcuni provenienti dalla Collezione del MEIS altri che, a conclusione della mostra, entreranno a far parte del percorso permanente.

Il MEIS pone particolare attenzione alla varietà di storie, esperienze personali e memorie di famiglia. Il tavolo multimediale rende accessibili approfondimenti, materiali originali, prime edizioni. Catalogo in versione italiana e inglese.

C.S.M.
Fonte: comunicato stampa del 28 marzo 2024
Installation view foto di Luca Gavagna
Galleria immagini opere in mostra: https://meis.museum/mostre/ebrei-nel-novecento-italiano/

EBREI NEL NOVECENTO ITALIANO
29 marzo – 6 ottobre 2024

Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS
via Piangipane 81 – 44121 Ferrara
www.meis.museum