Di Fiorenzo Cariola. Ondeggiare al vento assieme ai cipressi: il docufilm permette di immergersi virtualmente nelle opere del celebre pittore.
La mostra esposta nei mesi scorsi alla National Gallery di Londra dedicata a Vincent Van Gogh ha riscritto la sua storia ed ha conquistato il pubblico di tutto il mondo. L’esposizione è successivamente approdata sul grande schermo con il film-documentario “Van Gogh, Poeti e amanti”, nell’ambito della stagione della Grande Arte al Cinema, progetto originale ed esclusivo di Nexo Studios.
La pellicola, che permette al grande pubblico di vedere gli aspetti meno noti del pittore olandese, ha fatto il giro delle sale cinematografiche (vedi qui) ed è stata proposta anche a Mantova mercoledì 23 luglio 2025 nel cortile del Maca, il museo di Palazzo San Sebastiano, nel programma del cinema all’aperto. La serata è stata introdotta dal presidente degli Amici di Palazzo Te e del Musei Mantovani Italo Scaietta che ha tratteggiato il profilo artistico e umano di Van Gogh, mettendo in luce gli anni della sua produzione francese che coincisero con una svolta nel suo stile più incentrato sugli effetti cromatici impressi nei dipinti. «Aveva una visione onirica della pittura – ha osservato -, tutto ciò per vincere la follia».
Diretto da David Bickerstaff, il filmato ha permesso di visitare virtualmente la mostra della National Gallery mettendo in luce aspetti ancora poco conosciuti della vita dell’artista, su cui si pensava di conoscere già ogni dettaglio, permettendo ai visitatori di guardare le nuvole e i cipressi che ondeggiano al vento, fermarsi nel suo parco preferito, il “Giardino dei Poeti”, o sotto un albero ombroso a Saint-Rémy.
La mostra londinese è stata uno degli eventi clou del bicentenario della celebre istituzione culturale britannica (festeggiato anche sul grande schermo vedi qui), ed ha raccolto uno strepitoso sold out di pubblico.
La combinazione tra mostra ed esperienza cinematografica è stata felice. La figura di Van Gogh, uno degli artisti riconosciuti tra i più importanti a livello mondiale, è stata descritta senza sfruttarne le sofferenze. Spostandosi passo dopo passo tra le sue pennellate, il regista ha indagato il rapporto del pittore con la poesia e l’amore, la sua ricerca artistica instancabile, l’uso rivoluzionario del colore e il suo stile unico. Alcune opere sembrano in 3 D perché utilizzava strati di colore in rilievo utilizzando il tubetto direttamente sulla tela.
Prodotto con Exhibition on Screen da Phil Grabsky, che firma anche il soggetto con il regista, il film spiega i veri motivi del trasferimento di Van Gogh nel Sud della Francia e sugli esiti di una scelta che cambiò per sempre la sua vita. Inevitabile anche uno sguardo sulla salute mentale di Van Gogh, che ad Arles fu ricoverato all’Hôtel-Dieu, ampiamente ripreso nei suoi dipinti.
Le interviste realizzate ai curatori della mostra mettono in luce l’intelligenza acuta e la passione bruciante che alimentarono la carriera straordinaria dell’artista. La mostra racconta, citando le sue numerose lettere scritte, i due anni di permanenza tra Arles e Saint-Rémy. Van Gogh rivoluzionò il suo stile in una sinfonia di colori e texture poetiche. Si ispirò a poeti, scrittori e artisti. Quello trascorso qui fu un periodo decisivo della sua carriera, raccontata alla National Gallery in una mostra che, dal settembre 2024 al gennaio 2025, ha riunito alcuni dei dipinti più amati di Van Gogh – da “Notte stellata sul Rodano” (1888) a “La casa gialla” (1888), dai “Girasoli” (1888) a “La sedia di Van Gogh” (1889) – alcune opere raramente esposte e una selezione di straordinari dipinti.
La National Gallery è uno dei musei d’arte più importanti del mondo. Fondata dal Parlamento nel 1824, ospita la collezione nazionale di dipinti della tradizione dell’Europa occidentale, dal tardo XIII secolo ai primi anni del XX secolo. La collezione include opere di Artemisia Gentileschi, Bellini, Cézanne, Degas, Leonardo, Monet, Raffaello, Rembrandt, Renoir, Rubens, Tiziano, Turner, Van Dyck, Van Gogh e Velázquez. La Galleria si prende cura della collezione, la arricchisce e garantisce il miglior accesso possibile ai visitatori.
Report di Fiorenzo Cariola
Mantova 23 luglio 2025
Immagine Nexo: Van Gogh, Poets and Lovers, film still
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IL PROSSIMO AUTUNNO AL CINEMA
Due nuovi titoli, due racconti potenti, due sguardi diversi sull’arte e sulla storia.
In autunno, il progetto “Nexo Studios La Grande Arte al Cinema” torna nelle sale italiane con due nuovi eventi speciali: LA GRANDE PAURA DI HITLER – PROCESSO ALL’ARTE DEGENERATA (in programma il 3, 4, 5 novembre) e CARAVAGGIO A ROMA. IL VIAGGIO DEL GIUBILEO (nelle sale solo l’1, 2, 3 dicembre).
LA GRANDE PAURA DI HITLER – PROCESSO ALL’ARTE DEGENERATA
Diretto da Simona Risi, su soggetto di Didi Gnocchi, che firma anche la sceneggiatura con Sabina Fedeli e Arianna Marelli, con la voce narrante di Iaia Forte, prodotto da 3D Produzioni,
I veri grandi nemici di Hitler erano artisti come Picasso, Chagall, Van Gogh e Matisse, bollati dal nazismo come “degenerati”: le loro opere vennero ritirate dai musei tedeschi, distrutte o vendute, così come furono messe al bando la letteratura, la musica e l’architettura non in linea con il regime. A partire dalla mostra del Musée Picasso di Parigi, il documentario ripercorre questo attacco ideologico attraverso filmati rari, opere censurate e testimonianze di curatori, storici, sociologi e psicanalisti.
CARAVAGGIO A ROMA. IL VIAGGIO DEL GIUBILEO
Diretto da Giovanni Piscaglia, su soggetto di Didi Gnocchi, con la sceneggiatura di Eleonora Angius, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios.
Per la prima volta al cinema un documentario sulla dimensione spirituale di Caravaggio nella Roma del Giubileo. Un percorso che mette a confronto la Città Santa del Seicento e quella contemporanea, seguendo le vicende di un genio inquieto in coincidenza con l’evento millenario che attira milioni di pellegrini. In occasione della mostra “Caravaggio 2025” a Palazzo Barberini, il film ci guida tra ombra e luce, dannazione e redenzione del maestro.

