Di E.V.R. Online già oltre 50 video di Enrico Linaria sulla danza di ieri e di oggi: i grandi nomi e gli aspetti tecnici, la cronaca, le curiosità e molto altro.
Una storia della danza oggi. Più che mai preziosa in un mondo che tende a dimenticare il passato o a rivisitarlo a proprio uso e consumo. Nel caso della danza, quotidiani e settimanali non hanno più da anni quei critici che, nel bene e nel male, analizzavano, raccontavano e comparavano quello che vedevano. C’era il nucleo storico… Vittoria Ottolenghi, Luigi Rossi, Alberto Testa, Mario Pasi, Domenico Rigotti… e c’era il gruppo della generazione dopo: Leonetta Bentivoglio, Elisa Vaccarino, Alfio Agostini, Flavia Pappacena, Marinella Guatterini, Donatella Bertozzi e altri ancora. Parecchi di loro, per fortuna, ancora attivi, ma con spazi ridotti rispetto al passato. Per tutti, per chi danzava, per chi creava le coreografie, per il pubblico, erano un punto di riferimento.
Soprattutto Vittoria Ottolenghi che, oltre a scrivere di danza, fu per oltre vent’anni la conduttrice della mitica trasmissione televisiva Maratona d’estate da lei ideata. In onda su Rai1 a partire dal 1978, portò la danza dentro le case di tutti gli italiani facendola conoscere e soprattutto amare. In una sorta di reazione a catena, nel 1980 Alfio Agostini fondava il mensile Balletto, poi diventato Balletto Oggi. Con Ottolenghi e con Agostini l’Italia entrava a pieno diritto nell’Europa della danza. Spesso i critici non le mandavano a dire. E se qualche coreografo, più che citare, plagiava, quasi sempre veniva beccato.
Erano preziosi i critici. Oltre a occupare spazio sui giornali nell’interesse della danza, della sua divulgazione, contribuivano a mettere un po’ di ordine nel mare magnum delle proposte: leggendo le loro recensioni era palese a tutti quali spettacoli valessero e quali no, quali coreografie fossero innovative e quali no. Qualche granchio lo prendevano. Succede a chi lavora. Ma il più delle volte ci azzeccavano. Avveniva la stessa cosa in letteratura con Italo Calvino che scriveva su la Repubblica e Alberto Moravia sul Corriere della Sera: amati e temuti, erano per gli autori e per i lettori un importante punto di riferimento.

Nell’attuale contesto di scarsa presenza della danza sui mezzi d’informazione, Enrico Pieruccini, giornalista in pensione che per decenni si è occupato di spettacolo, propone – con lo pseudonimo Enrico Linaria – una storia della danza raccontata con brevi video. Per anni critico di danza del quotidiano L’Arena e successivamente responsabile dell’ufficio stampa dell’Estate Teatrale Veronese dove, negli anni, ha visto passare compagnie come il Nederlands Dans Theater I e II, l’Alvin Ailey Dance Theater, il Béjart Ballet Lausanne, il Tokyo Ballet, il Dance Theater of Harlem, lo Stuttgarter Ballett e altre ancora, Pieruccini-Linaria ha deciso lo scorso anno di buttarsi in questa avventura.
Incentrati soprattutto su curiosità e aneddoti, i video già pubblicati (vedi link in fondo a questo articolo) sono cinquantaquattro. Non c’è rispetto della cronologia. Si salta di qua e di là parlando di aspetti tecnici, gesti di grande umanità, tragici fatti di cronaca, rivalità, questioni antropologiche, balletti ispirati alla pittura, allo sport, alla filosofia, alla letteratura, agli animali.
E, ancora: si parla dei rapporti tra pubblicità e danza, di Socrate che fu un valente danzatore, della simpatia di Oriana Fallaci per la danza, di Isadora Duncan che influenzò Barrie nella stesura di Peter Pan nei giardini di Kensington, dei tantissimi francobolli dedicati nel mondo alla danza, di fumetti ispirati alla danza, insomma un viaggio senza limiti in una storia tra l’ “apocrifo” e il pop. Anche con divertenti rimandi alla cronaca e al costume a conferma che nei comportamenti umani quasi sempre non c’è nulla di nuovo sotto il sole. L’ufficiale zarista che non avrebbe dovuto esserci nel filmato del 1898 dove danzava la Bella Otero rimanda inevitabilmente ai due amanti beccati dalla kiss cam lo scorso 16 luglio a Boston al concerto dei Coldplay: l’argomento del video 54, l’ultimo. Ma non finisce qui: in programma ce ne sono altri centootto.
Di E.V.R.
Luglio 2025
Immagine di copertina: Enrico Linaria durante un video.
Alle sue spalle Caroline Maquignon e Vincent Mazerot in Lymb’s Theorem di William Forsythe
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