Teatro Grande: Stagioni di Danza e Musica. Attesi tra gli altri NDT2, Tao Dance Theatre, Pappano, Currentzis.

La Fondazione del Teatro Grande ha presentato la Stagione 2026, un ricco e variegato palinsesto di spettacoli che, abbracciando i diversi generi dello spettacolo dal vivo, prosegue nel percorso contraddistinto dalla capacità di portare a Brescia alcune tra le più importanti eccellenze artistiche internazionali, valorizzando al contempo i talenti emergenti e dando spazio anche a progetti finalizzati a incrementare il benessere di comunità. Un programma di ampio respiro internazionale che presenta artisti, compagnie di danza e gruppi orchestrali provenienti da diciassette Paesi del mondo.

Il filo rosso che lega molti appuntamenti della Stagione 2026 è il tema del doppio, inteso sia come affinità sia come contrasto, mettendo a confronto artisti contemporanei e anche appartenenti a storie, geografie ed epoche differenti. Dalle grandi orchestre agli appuntamenti con il repertorio cameristico, dalle performance di danza contemporanea ai progetti per i più giovani, fino alle iniziative che mettono in dialogo diverse discipline artistiche con la città, la programmazione valorizza tutti gli spazi di scena del Teatro – la Sala Grande, il settecentesco Ridotto, il Salone delle Scenografie e l’affascinante Sala Palcoscenico Borsoni – e si sposta anche in città e nel territorio, come ad esempio con il cartellone estivo “Il Grande in Provincia”, in collaborazione con la Fondazione Provincia di Brescia.

Nella seconda metà dell’anno sarà collocata la Stagione Opera e Balletto che prossimamente avrà una presentazione dedicata. Grande novità sarà la nascita in autunno del Brescia Storia Festival – in collaborazione con Editori Laterza – per comprendere e riflettere sui grandi temi del presente attraverso la lente d’ingrandimento della Storia.

E ANCORA…

Oltre alle attività di spettacolo, si conferma inoltre l’attenzione verso temi di rilievo sociale, come quelli dell’inclusione, dell’accessibilità e del riequilibrio culturale, tra cui il progetto Open. Il Grande accessibile, dedicato alle persone con disabilità sensoriali e cognitive, vincitore del Premio Cultura + Impresa e della menzione speciale per la “Digital Innovation in Arts”. Proseguirà il lavoro sulla rete Grande Comunità, partecipata da 18 soggetti e che diffonde la bellezza della musica nei contesti più fragili, coinvolgendo alcune delle più emblematiche realtà socio-assistenziali della città. Nel Salone delle Scenografie continueranno gli appuntamenti settimanali del martedì mattina con la pratica di danza Dance Well, rivolta prevalentemente alle persone che convivono con il Parkinson, ma non solo.

Proseguirà il progetto The Youth Club – sostenuto da Fondazione Cariplo – pensato per avvicinare i più giovani al teatro con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa.

Nel 2026 la Fondazione darà inoltre avvio al progetto Intrecci realizzato nell’ambito del Piano Strategico di Welfare Culturale del Comune di Brescia: un paniere di azioni – tra spettacoli, laboratori e progetti di partecipazione – con una particolare attenzione ai quartieri con maggiori problematiche educative e socio-culturali.

Durante tutto l’anno proseguirà l’impegno nei progetti di turismo culturale: oltre alle aperture del fine settimana del Caffè del Teatro Grande – Berlucchi (sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00), che contempleranno anche alcuni venerdì sera con gli Aperitivi in jazz, il Teatro aprirà le sue porte ai visitatori offrendo durante l’anno la possibilità di scoprire storia e aneddoti che hanno reso il Grande celebre in tutto il mondo.

DANZA (dal 1 febbraio 2026)

Il cartellone 2026 offre al pubblico la possibilità di apprezzare, per la prima volta a Brescia, i lavori di compagnie e coreografi del contesto italiano e internazionale, accogliendo realtà affermate, ma anche artisti emergenti e progetti peculiari che mettono in luce nuovi orizzonti della danza.

La Stagione si apre ufficialmente domenica 1 febbraio alle ore 20.00 con uno spettacolo di respiro internazionale: l’acclamata compagnia olandese Nederlands Dans Theater | NDT 2 – che vanta collaborazioni con alcuni dei più noti artisti al mondo, sia legati al mondo della danza sia provenienti da altre discipline – porta sulle tavole del Grande un trittico composto da tre coreografie ideate da affermati coreografi contemporanei. Si inizia con Fit di Alexander Ekman, un lavoro che indaga la corporeità e la giustapposizione di forme, seguendo ora l’armonia ora la dissonanza dei corpi che di volta in volta entrano in relazione tra loro.

A seguire viene proposto Wir sagen uns Dunkles di Marco Goecke, un lavoro nato in studio dalla stretta collaborazione tra coreografo e danzatori: la coreografia si sviluppa su una variopinta tessitura musicale che spazia dai brani rock dei Placebo a pezzi classici di Franz Schubert e Alfred Schnittke.
Chiude il programma il visionario lavoro Folkå di Marcos Morau, una creazione che invita a soffermarsi sul presente, a sganciarsi dalla frenesia contemporanea per raccogliere l’eredità del tempo che scorre.

Mercoledì 18 febbraio si terrà la prima delle due “serate danza”, occasione per apprezzare il lavoro di due coreografi che con i loro stili gettano nuovi sguardi sulla danza italiana. Alle ore 19.00 e alle ore 21.00, in Salone delle Scenografie, il lavoro Nico, Desertshore del giovane coreografo e performer Giovanfrancesco Giannini, un concerto di danza ispirato alla musica, alla voce e all’universo di Christa Päffgen, in arte Nico, musa dei Velvet Underground. Le tracce del suo album cult Desertshore (1970) diventano la partitura sonora della performance, in cui i corpi dei danzatori costruiscono un paesaggio visivo denso, inquieto, attraversato da echi di memoria e poesia.
Alle ore 20.00 in Sala Palcoscenico Borsoni si esibisce Annamaria Ajmone con I pianti e i lamenti dei pesci fossili, un’opera che tocca la poetica del confine tra ciò che è organico e ciò che è inorganico, tra vita e non-vita, un confine di cui il fossile si fa testimonianza materiale ed esempio poetico. Sul palco, oltre alla stessa Annamaria Ajmone – da sempre interessata allo studio del corpo e delle sue capacità di trasformazione – anche la performer Veza Maria Fernandez.

La Sala Grande accoglie venerdì 13 marzo alle ore 20.00 un lavoro di Anne Teresa De Keersmaeker, figura culto della danza mondiale, e del coreografo Radouan Mriziga, tra le voci più interessanti della nuova generazione. La ricerca spazio-temporale, la polverizzazione minimal, la reiterazione e la musica sempre al centro delle creazioni sono le caratteristiche distintive di De Keersmaeker, note che richiamano le rigorose geometrie post-moderne dell’americana Lucinda Childs e certe asprezze e angolosità di Pina Bausch. Il lavoro di Mriziga si distingue per la ricerca della relazione del corpo danzante con il pubblico oltre la pura esperienza estetica della performance. Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione è uno spettacolo che si concentra sull’esplorazione del celebre ciclo vivaldiano Le Quattro Stagioni, affrontando temi quali l’ambiente, la natura e il suo mutare, la crisi climatica attraverso sapienti disegni coreografici.

Sabato 11 aprile alle ore 20.00 è protagonista sempre in Sala Grande la compagnia cinese Tao Dance Theater in una ricercata costruzione coreografica dal titolo 16&17. Tra le realtà cinesi di danza più richieste sulla scena mondiale, Tao Dance Theater, Leone d’argento alla Biennale di Venezia, ha raccolto l’attenzione dei palcoscenici internazionali attraverso i progetti coreografici della Numerical Series. Lo spettacolo a Brescia si compone di due coreografie inserite in questo catalogo, entrambe firmate da Tao Ye, fondatore assieme a Duan Ni, coreografo e direttore artistico della compagnia. 16 è il quindicesimo lavoro della “Serie numerica” ed è ispirato ai giochi Dragon Dance e Snake.

Sedici danzatori sono collegati e disposti in una coda lineare. Nel processo di fluire, ruotare e marciare, le fluttuazioni di energia tra i danzatori sono trasmesse ininterrottamente dall’inizio alla fine, dispiegando le dinamiche di sovrapposizione del flusso nello spazio. 17 è il sedicesimo lavoro della Serie e vede diciassette danzatori disperdersi e riunirsi, apparentemente in disordine, lavorando sulla forma del suono unita al movimento del corpo.

Sabato 19 settembre il palinsesto danza prosegue in uno spazio cittadino in via di definizione. La coreografa Anna Basti è stata infatti invitata a presentare Le classique c’est chic!, un progetto aperto a chiunque abbia l’obiettivo di decostruire l’immaginario della tecnica della danza classica per offrire a più persone possibili uno strumento di comprensione e di riappropriazione del proprio corpo. La “performance-lezione”, rivolta a non professionisti e a non professioniste, riprende la struttura di una tipica lezione di danza classica, ma è strettamente legata al luogo che la accoglie.

Gli appuntamenti in Teatro riprendono venerdì 2 ottobre alle ore 20.00 in Sala Grande con il ritorno della compagnia spagnola La Veronal: acclamata in tutto il mondo, è composta da artisti provenienti da diversi ambiti disciplinari, fra cui danza, cinema, fotografia e letteratura, e ha presentato i suoi lavori in prestigiosi festival e teatri internazionali. È guidata dal coreografo valenciano Marcos Morau che nel corso della sua carriera ha ricevuto il National Dance Award dal Ministero della Cultura spagnolo e il Premio Danza&Danza 2022 come miglior coreografo. Marcos Morau è stato nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal Ministero della Cultura francese, è Artista associato di Triennale Milano Teatro ed è stato recentemente premiato come miglior coreografo dell’anno dalla prestigiosa rivista tedesca Tanz, riconoscimento che aveva già ricevuto anche nel 2023. Al Teatro Grande porta Sonoma, in cui nove danzatrici sono protagoniste assolute, muovendosi compatte in una scena che richiama un luogo onirico, a metà tra il sogno e la finzione, tra l’umano e lo straordinario. Un potente e magistrale lavoro che rende omaggio al regista d’avanguardia del XX secolo Luis Buñuel.

Mercoledì 21 ottobre alle ore 20.00, sempre in Sala Grande, la compagnia A.I.M by Kyle Abraham si esibisce in uno spettacolo dall’energia dirompente che attraverso la danza sa nostalgicamente rievocare i ricordi del pubblico in sala. Negli ultimi due decenni Kyle Abraham si è affermato a livello internazionale per le sue opere che intrecciano la cultura afroamericana e i diversi linguaggi della danza contemporanea. Oltre a creare opere su commissione per compagnie come il New York City Ballet e il Royal Ballet, una parte centrale della sua pratica artistica si svolge con la sua compagnia.

In Cassette Vol. 1 il coreografo rende omaggio alla musica degli anni ‘80 e dei primi anni ‘90, ispirandosi alle icone postmoderne e alla cultura queer degli anni ‘80: sulle note che hanno contraddistinto un decennio, i danzatori danno vita a uno spettacolo dal forte impatto visivo ed emotivo, che sa al contempo divertire e commuovere il pubblico.

Il cartellone si chiude con la seconda “serata danza” dell’anno, in programma mercoledì 28 ottobre, che ancora una volta dà spazio alla coreografia italiana attraverso due performance che hanno come minimo comun denominatore il concetto di tempo. Alle ore 19.00 e alle ore 21.30 nel Salone delle Scenografie YoY Performing Arts, giovanissima compagnia che esplora contaminazioni e nuove forme espressive attraverso la fusione di danza, musica e arti visive, presenta la performance Ti ricordi il futuro? ispirata alla mostra personale di Valerio Berruti “C’è troppa luce per non credere nella luce”, e che si interroga sui temi legati al futuro e all’utopia, in una paradossale contrapposizione tra passato, presente e ciò che verrà.

In Sala Palcoscenico Borsoni alle ore 20.00 Stefania Tansini – coreografa e danzatrice premiata con numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ubu 2022 come miglior performer under 35 – è interprete, in prima italiana, di Madeleine, spettacolo che si ispira al celebre “passaggio della madeleine”, ne La Recherche di Marcel Proust, in cui un ricordo improvviso viene suscitato dall’assaggio di una madeleine. Stefania Tansini indaga attraverso questa performance come le esperienze sensoriali possano far collassare passato e presente, decostruendo il senso stesso di tempo.

MUSICA (dal 23 gennaio 2026)

La Stagione musicale 2026 – che da diversi anni tramanda il nome e il prestigioso lavoro della storica Società dei Concerti del Teatro Grande – si contraddistingue per la presenza di ospiti internazionali, interpreti d’eccezione e compagini tra le più rinomate del panorama contemporaneo, affiancando giovani talenti del contesto nazionale ed europeo.

L’avvio è venerdì 23 gennaio alle ore 20.00 nel Ridotto del Teatro con Incontri tra Filosofia e Musica, una lezione-concerto interpretata dall’oboista Massimiliano Salmi e dal pianista Ruggero Ruocco, arricchita da un intervento del professore Augusto Mazzoni, che indaga il rapporto tra musica e filosofia attraverso composizioni di Paul Hindemith e di Emanuele Severino.

Martedì 27 gennaio alle ore 20.00, in occasione del Giorno della Memoria, il Quartetto d’Archi di Torino, nel Salone delle Scenografie, propone il Quartetto n. 8, op. 110 di Dmitrij Šostakovič – opera che il compositore russo suggellò con la dedica “Alle vittime del fascismo e della guerra” – e Different Trains, del compositore americano Steve Reich. Si esibiranno Edoardo De Angelis e Umberto Fantini ai violini, Andrea Repetto alla viola e Manuel Zigante al violoncello.

Martedì 3 febbraio alle ore 20.00 il Ridotto del Teatro Grande accoglie il concerto Trio con dedica delle giovani musiciste del Trio Hèrmes, formato da Ginevra Bassetti (violino), Francesca Giglio (violoncello) e Greta Maria Lobefaro (pianoforte), impegnate nel trio di Beethoven e dedicato all’Arciduca d’Austria Rodolfo d’Asburgo, e in quello del compositore novecentesco Ildebrando Pizzetti dedicato alla sua seconda moglie “Rirì”.

In Sala Grande, il primo grande appuntamento con la musica vede il ritorno di uno tra i più noti direttori d’orchestra al mondo: martedì 10 febbraio alle ore 20.00 Teodor Currentzis dirige la musicAeternaOrchestra – compagine di cui è fondatore e direttore artistico – portando un programma in occasione dei 150 anni dalla prima assoluta de L’anello del Nibelungo, tetralogia wagneriana. Il concerto prevede l’esecuzione della suite sinfonica Der Ring ohne Worte – L’anello senza parole, realizzata nel 1987 da Lorin Maazel.

Lunedì 16 febbraio alle ore 20.00, la giovane e talentuosa pianista Costanza Principe, vincitrice di numerosi premi in concorsi pianistici internazionali, tra i quali il Lilian Davies Prize della Royal Academy of Music a Londra, propone un itinerario da Bach a John Cage, confrontando partiture di epoca barocca con pagine del repertorio novecentesco. Il concerto, dal titolo Da Bach a Cage: dialoghi sul suono e sul silenzio, si tiene nel Ridotto del Teatro Grande.

Altro ritorno è quello del pianista, compositore e sound designer Paolo Gorini, martedì 3 marzo alle ore 20.00 in Sala Palcoscenico Borsoni, con il soprano canadese Elisabeth Hetherington. Sing me your story punta a esplorare l’evoluzione del genere romantico, intersecando la musica di un passato lontano con quella popolare più recente, da Yesterday dei Beatles, alle Quattro Canzoni popolari di Luciano Berio, fino a No Surprises dei Radiohead.

Martedì 10 marzo alle ore 20.00 e domenica 29 marzo alle ore 11.00, il Ridotto accoglie la formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande in due concerti, che mettono in luce il genio compositivo di Johannes Brahms attraverso l’accostamento con altri celebri compositori del novecento.

Il 10 marzo è la volta di Gustav Mahler, in un imperdibile testa a testa sulle note romantiche dei Lieder interpretate dal pianoforte di Andrea Rebaudengo e dal baritono Mauro Borgioni. Cambio di formazione per l’appuntamento del 29 marzo, dove il Trio op. 114 del celebre compositore amburghese è messo a confronto con Nino Rota e il suo Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte, entrambi eseguiti da Anton Dressler al clarinetto, Paolo Bonomini al violoncello e Andrea Rebaudengo al pianoforte.

Venerdì 27 marzo alle ore 20.00, nella cornice del Salone delle Scenografie, la cantante e suonatrice di oud tunisina Sarra Douik è la voce protagonista di Nawā, un ensemble di quattro elementi il cui paesaggio sonoro fonde narrazione poetica, jazz contemporaneo, lingue e tradizioni arabe e nordafricane. Assieme a Sarra Douik (oud e voce) si esibiscono Adèle Viret (violoncello), Zé Almeida (contrabbasso) e Pierre Hurty (percussioni).

Altro importante ritorno sarà quello di Mario Brunello, direttore, musicista da camera e pioniere di nuove sonorità, che dirige giovedì 16 aprile alle ore 20.00 in Sala Grande i Solisti Aquilani, formazione da sempre impegnata in diversi repertori musicali, dal barocco al contemporaneo. Brunello, per l’occasione in veste sia di direttore sia di violoncello solista, dirige due brani di Schubert e di Moisej Samuilovič Vajnberg, in una serata che si presenta tra le più attese della Stagione concertistica.

Spazio poi all’Orchestra STU.D.I.O. del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia diretta da Pier Carlo Orizio, sabato 9 maggio alle ore 20.00 impegnata nelle Sinfonia n. 3 e n. 5 di Beethoven. Il concerto in Sala Grande è offerto gratuitamente alla città in occasione del Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo interno e internazionale.

Tra le prestigiose formazioni attese nel 2026 si annovera anche la Juilliard415, principale ensemble di strumenti d’epoca della Juilliard School, celebre istituto newyorchese di alta formazione. L’ensemble, fondato nel 2009, prende il nome dall’accordatura a 415 Hz, comunemente usata nella musica antica. Martedì 26 maggio la Juilliard415 insieme alla Yale Schola Cantorum – coro da camera specializzato nell’esecuzione del repertorio di musica sacra dal XIV secolo ai giorni nostri – esegue Die Schöpfung di Haydn diretto da Grete Pedersen.

Dopo la pausa estiva, la Stagione concertistica riprenderà lunedì 5 ottobre alle ore 20.00: la Sala Grande accoglierà Caroline Shaw: compositrice, musicista e cantante che fa della versatilità il suo punto di forza, Caroline Shaw ha ricevuto il Premio Pulitzer per la Musica nel 2013, vari Grammy e una laurea honoris causa a Yale. Insieme ad Attacca Quartet – ensemble vincitore di due Grammy, composto da Amy Schroeder (violino), Domenic Salerni (violino), Nathan Schram (viola) e Andrew Yee (violoncello) – Caroline Shaw (voce e viola) propone un affascinante programma che accosta brani da lei stessa composti a musiche di Mendelssohn.

La musica da camera tornerà protagonista nel Ridotto del Teatro martedì 13 ottobre alle ore 20.00 con l’Ensemble Domani l’Aurora, fondato nel 2024 dal clavicembalista, organista e direttore bresciano Giulio Francesco Togni. La serata, dal titolo Il nuovo sentimento. La musica nel Seicento attorno a Venezia, propone un dialogo fra prassi storica e sensibilità contemporanea, unendo eccellenza interpretativa e ricerca musicologica, alla riscoperta di capolavori spesso dimenticati. Nella serata si esibiscono anche Matteo Rozzi (violino primo), Arianna Brandalise (violino secondo), Martina Pettenon (viola), Luca Strozzo (violoncello), Paolo Iseppi (contrabbasso) e Stefan Sandru (tiorba).

Il terzo concerto dell’Ensemble del Teatro Grande in programma per martedì 3 novembre in Ridotto, continuerà la riflessione sullo stile di Brahms che in questa occasione verrà affiancato al compositore marsigliese di Milhaud.

Appuntamento di assoluto prestigio della seconda metà dell’anno sarà quello di mercoledì 11 novembre alle ore 20.00 in Sala Grande con la Chamber Orchestra of Europe sotto la direzione di Sir Antonio Pappano. Vincitrice di numerosi premi internazionali, tra cui tre Gramophone Record of the Year e due Grammy Awards, la celebre formazione sarà guidata da uno tra i più celebri direttori d’orchestra della scena internazionale, dal 2023 alla direzione della London Symphony Orchestra. In programma il Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra, op. 15 di Brahms – che vedrà altresì impegnato il celebre pianista Alexandre Kantorow come solista – e nella seconda parte la Sinfonia n. 7, op. 70 di Dvořák.

Si chiuderà domenica 22 novembre alle ore 11.00 nel Ridotto del Teatro il ciclo di concerti dedicati a Brahms. L’Ensemble del Teatro Grande accosterà due Quartetti, di Brahms e del compositore georgiano Kancheli.

Canti scuciti è il titolo scelto da Beatrice Sberna (voce) ed Emanuele Maniscalco (pianoforte) per venerdì 4 dicembre alle ore 20.00 in Ridotto. Il programma darà spazio a contaminazioni provenienti dal cantautorato indie, dal mondo jazz e da quello della tradizione popolare.

L’ultimo appuntamento del cartellone musica è previsto per mercoledì 9 dicembre alle ore 20.00 nel Ridotto del Teatro Grande. Il canto degli alberi, concerto del soprano Giulia Peri e del pianista Gregorio Nardi, presenta brani dedicati al rapporto fra musica e natura, spaziando da Liszt a Poulenc, da Schumann a Berg, passando per opere di Grieg, Dvořák e MacDowell, oltre a canzoni popolari di Karlowicz, Carroll e Szymanowski.

I PROGETTI

La Stagione 2026 vede il ritorno di alcuni fra i progetti più apprezzati del Teatro Grande, tra cui il nuovo ciclo Lezioni di Storia realizzate in collaborazione con la Casa Editrice Laterza. Cinque nuovi incontri dedicati al tema “Invenzioni” prenderanno avvio sabato 10 gennaio alle ore 11.00 in Sala Grande e vedono la partecipazione di Luciano Canfora, Amedeo Feniello, Alessandro Vanoli, Vittorio Lingiardi e Silvia Ferrara con interventi che affiancati dalla voce dell’attrice Elena Vanni.

Sabato 7 marzo si tiene La Grande Notte del Jazz: il Ridotto, la Sala Palcoscenico Borsoni, il Salone delle Scenografie e la Sala Grande sono le suggestive cornici di una tra le iniziative più seguite dell’anno. Tre percorsi e una pluralità di interpreti del panorama italiano e internazionale offrono al pubblico oltre sette ore di musica dal vivo.

Non manca la Festa dell’Opera che fa il suo ritorno sabato 6 giugno – con anteprima venerdì 5 giugno – trasformando la città di Brescia in un teatro a cielo aperto. La manifestazione, giunta alla sua XV edizione, è ormai divenuta uno degli eventi chiave del palinsesto culturale cittadino. L’edizione 2026 è dedicata al tema “Conflitti” e coinvolge piazze, chiese, palazzi storici, residenze private, teatri, luoghi della cura e della solidarietà all’insegna della bellezza e della passione per l’Opera.

Si aggiunge la prima edizione del Brescia Storia Festival, organizzato dalla Fondazione del Teatro Grande e da Laterza dal 9 all’11 ottobre. Una tre giorni dedicata ai Giorni fatali che hanno plasmato, lasciato un segno indelebile nelle società di ogni tempo. Se ne racconteranno i momenti cruciali, le deflagrazioni, ma, con non minore attenzione, anche le cause e le conseguenze, spesso da riferirsi proprio al comune vivere sotteso.

Attraverso il progetto Grande Comunità. La Musica come infrastruttura sociale, la Fondazione del Teatro Grande realizza durante tutto l’anno un ricco palinsesto di concerti riservati agli ospiti di case di riposo, ospedali, carceri, mense per i poveri e strutture di ospitalità e di sostegno alle persone fragili.

La rassegna Il Grande in Provincia – realizzata con la Provincia di Brescia, in collaborazione la Fondazione Provincia di Brescia Eventi e con diverse Amministrazioni Comunali del territorio bresciano – segna la programmazione estiva del Teatro Grande con un palinsesto formato da concerti di musica da camera, recital operistici, concerti jazz e di commistione tra i generi, come sempre a partecipazione interamente gratuita.
Si aggiunge un ricco palinsesto Educational rivolto alle Scuole e al pubblico più giovane.  

M.F.C.S.
Fonte: tratto da comunicato stampa 10 dicembre 2025

STAGIONE 2026

Teatro Grande Di Brescia
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Biglietti presso la Biglietteria, su www.vivaticket.com e sul sito
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