Auditorium Parco della Musica (e Lingotto Torino): 3 concerti in 6 date concludono il periodo delle festività.
Qual è il mezzo di trasporto più green? La risposta dei due protagonisti indiscussi delle feste natalizie è ovvia: la slitta trainata da renne e la scopa! Cinque concerti, dal 6 all’11 gennaio, danno il via al nuovo anno concertistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, a Roma.
Il 6 gennaio 2026 (Sala Santa Cecilia): “Pierino, il lupo e…la magia delle feste“, con Stefano Fresi, Nadia Perciabosco e la JuniOrchestra; il 7 gennaio (Sala Sinopoli): Tutto Piccinni per un recital con Rosa Feola, Antonio Florio e la Cappella Neapolitana; l’8, 10, 11 gennaio (Sala Santa Cecilia): Manfred Honeck dirige musiche di Weber, Čajkovskij e Dvořák. Sul palco anche il pianista Seong-jin Cho.

EPIFANIA A SANTA CECILIA
UN DUETTO INASPETTATO TRA FRESI E PERCIABOSCO
Sala Santa Cecilia martedì 6 gennaio ore 16.30
Arriva l’epifania, e tutti sono pronti a festeggiare la befana: i giovani musicisti e le giovani musiciste della JuniOrchestra, insieme al pubblico, attendono con trepidazione il grande evento. Ma ecco che, all’improvviso, compare un personaggio speciale, Babbo Natale, con un segreto dal sapore musicale. Chi può aiutarlo?
Martedì 6 gennaio alle ore 16.30 nella Sala Santa Cecilia, Stefano Fresi e Nadia Perciabosco, nelle vesti di Babbo Natale e della Befana, si incontrano in uno spettacolo comico a suon di note, che li vede coinvolti in un viaggio alla scoperta della musica.
Nella cornice di questo spettacolo, sono eseguite anche le musiche di Pierino e il Lupo, opera di Prokofiev che vede coinvolta la JuniOrchestra Young dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Simone Genuini, e Fresi nei panni del Narratore.
In programma anche la Marcia op. 99 di Prokofiev e Feuerfest di Strauss, una brillante polka commissionata dalla ditta Wertheim, specializzata nella produzione di casseforti. Il suo eccentrico proprietario era solito dimostrare l’indistruttibilità dei suoi prodotti gettandoli tra le fiamme durante spettacolari esibizioni pubbliche: da qui il titolo del brano, che si traduce letteralmente “ignifugo!”.
Eseguito per la prima volta a Mosca nel 1936, Pierino e il lupo gode di un successo che non conosce età. Stefano Fresi ci accompagna a conoscere le gesta di Pierino, l’intrepido eroe di questa favola, che allontanatosi da casa nonostante i rimproveri del nonno, passeggia intorno a un laghetto, luogo di ritrovo di un uccellino, di un’anatra e di un gatto che un lupo cerca di catturare e divorare. Ogni personaggio della fiaba è caratterizzato da un tema e un gruppo di strumenti: Pierino dagli archi, l’uccellino dal flauto cinguettante, l’anatra dall’oboe, il gatto dal clarinetto, il nonno da borbottanti fagotti e il lupo dal suono dei corni, cupi e inquietanti.

SON REGINA E SONO AMANTE: LE FIGURE FEMMINILI DI PICCINNI
Tutto Piccinni per un recital con Rosa Feola e la Cappella Neapolitana, diretta da Antonio Florio.
Sala Sinopoli mercoledì 7 gennaio ore 20.30
Le parole di Didone “Son regina e sono amante” danno il titolo al recital di mercoledì 7 gennaio che esplora il destino delle figure femminili – potenti, fragili, passionali – del teatro di Niccolò Piccinni. A guidare il pubblico in questo viaggio è la voce di Rosa Feola, vera e propria ‘diva’ di questo repertorio, accompagnata dalla Cappella Neapolitana e dal direttore Antonio Florio. L’appuntamento è in Sala Sinopoli (Auditorium Parco della Musica) alle ore 20.30.
Nel 2025, Rosa Feola ha vinto il prestigioso Premio Abbiati del Disco 2025 nella categoria Repertorio solistico proprio grazie all’album “Son regina e sono amante”, registrato con la Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio, nel quale eseguiva il medesimo repertorio.
Il programma scelto guida il pubblico in un itinerario che attraversa Italia e Francia, lingue colte e vernacolari, tradizione napoletana e influenza europea, svelando un ritratto vivo e sorprendente del compositore barese. Infatti, il viaggio musicale del recital parte proprio da Napoli e si conclude a Parigi, così come l’esistenza dei coniugi Piccinni, e prende in considerazione i tre ambiti principali in cui il compositore barese eccelse tra i suoi contemporanei: l’opera comica in lingua napoletana, l’opera seria e sentimentale italiana, la tragédie lyrique francese.
Il legame con la moglie si rivelò per il compositore cruciale: se Niccolò Piccinni divenne un celebrato autore nel suo secolo, e l’unico italiano capace di contrastare la supremazia di Gluck nell’opera europea, parte di merito va alla moglie Vincenza Sibilla. Lei cantava esclusivamente musica composta da marito, facendola circolare nei principali teatri. Ma soprattutto Sibilla sapeva interpretare queste arie meglio di ogni altro cantante, poiché assecondava minuziosamente le indicazioni del marito.
Nel suo ultimo anno di vita, Piccinni volle organizzare un ultimo concerto nella sua casa rivolto a pochi fedeli amici e allievi, e sua moglie Vincenza Sibilla cantò per Niccolò una antologia di arie che percorse tutto il suo catalogo, dall’antica Zenobia napoletana del 1756 fino al “sublime Sogno di Atys”: esattamente come nel programma eseguito da Rosa Feola.

TRA FIABA E ROMANTISMO: IL GENIO DI WEBER, ČAJKOVSKIJ E DVOŘÁK
L’Orchestra di Santa Cecilia diretta da Manfred Honeck, con il pianoforte di Seong-Jin Cho.
Sala Santa Cecilia 8 gennaio ore 20; 10 e 11 gennaio ore 18
Al Lingotto Musica di Torino il 9 gennaio.
La magia fiabesca dell’ouverture dall’Oberon di Weber apre il concerto di giovedì 8 gennaio alle ore 20 (con repliche il 10 e 11 gennaio alle ore 18), presentando al pubblico un programma che esplora le vette del Romanticismo. A guidare l’Orchestra di Santa Cecilia in questo percorso musicale è la bacchetta di Manfred Honeck, accompagnato dal pianista Seong-Jin Cho. L’appuntamento è in Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica).
Nel panorama internazionale, Seong-Jin Cho si è imposto per il tocco raffinato e una tecnica infallibile, doti che lo rendono l’interprete ideale per il celebre Concerto per pianoforte n. 1 di Čajkovskij, colonna portante della serata. Il programma scelto conduce il pubblico in un percorso che attraversa lo spirito tedesco, l’anima russa e il folklore boemo, svelando un ritratto vivido della stagione romantica. Il concerto parte, infatti, dalle atmosfere sognanti di Weber, padre dell’opera tedesca, e prosegue con Čajkovskij e il suo capolavoro dal carattere irruento e rapsodico.
Il legame tra natura e musica si rivela invece cruciale nella seconda parte della serata: se la Sinfonia n. 8 di Dvořák è oggi celebrata per la sua gioiosa levità, parte del merito va alla capacità del compositore di trasfigurare i colori della sua terra in una struttura sinfonica di ampio respiro europeo. Honeck suggerisce un’interpretazione che ne esalta la freschezza inventiva, restituendo quella solarità che distingue quest’opera nel catalogo del compositore boemo.
Accanto al ciclo di concerti romano, la compagine ceciliana porta il medesimo programma in una breve tournée: venerdì 9 gennaio il concerto è eseguito a Torino, presso l’Auditorium Giovanni Agnelli – Lingotto Musica, alle ore 20.30.
C.S.m.
Fonte: comunicato stampa 22 dicembre 2025
Immagine di copertina: Tutti a santa cecilia Ansc©Musa

