Auditorium Manzoni: apre il 2026 della stagione concertistica il giovane pianista Alexander Malofeev con un programma di raro ascolto, tra Russia e Scandinavia.  

Dopo il trionfale successo del suo debutto per Musica Insieme nel 2024, lunedì 12 gennaio 2026 alle ore 20.30 torna sul palcoscenico del Teatro Auditorium Manzoni di Bologna il venticinquenne Alexander Malofeev, offrendo al pubblico l’occasione di apprezzare pagine poco note e affascinanti di compositori di provenienza “esotica”, fra Scandinavia e Russia. Ha spiegato stesso Malofeev: «Cerco sempre di proporre musica che il pubblico potrebbe non aspettarsi. Per me questo programma è costruito attorno a sensazioni».

Nella prima parte la fa da padrona la musica scandinava, che, prosegue Malofeev «evoca con chiarezza aria, luce sull’acqua, paesaggi sconfinati, un senso di spazio che ti permette di restare da solo con te stesso». Sensazioni leggermente diverse rispetto a quelle che suscita la musica russa modernista, che anima la seconda parte del recital e che, a detta del pianista, è sovente connotata da solitudine «che si trasforma in invenzione, intensità e talvolta in maschere, aprendo la mente all’irrequietezza e all’immaginazione. Il risultato è forse meno diretto, più avvolto da ombre e riflessioni. È questo ciò che collega per me le due metà di questo programma. Sono come due risposte alla stessa domanda interiore. Una apre il cuore alla luce, l’altra all’irrequietezza e all’immaginazione. Insieme formano un unico paesaggio emotivo».

[Malofeev foto @ Xenie Zasetskaya]

Il concerto è introdotto da Fulvia de Colle, Direttrice Artistica della Fondazione Musica Insieme. 
Apre la serata un breve ciclo di miniature di Jean SibeliusGli alberi op. 75, composto dopo che il musicista finlandese si era trasferito a pochi chilometri da Helsinki, in una casa circondata da un bosco, dove avrebbe abitato fino alla morte. È dunque il paesaggio, come spesso accade nella musica scandinava, a fornire l’ispirazione iniziale.
Subito dopo, Malofeev propone l’ascolto d’un interessante omaggio alla suite barocca, scritto da Edvard Grieg nel 1884, in occasione del bicentenario della nascita del drammaturgo Ludvig Holberg. Nella Holberg Suite sono incluse danze che parevano dimenticate da più di un secolo. A un Preludio digitalmente virtuosistico segue un’ampia e dolce Sarabanda. La Gavotta si presenta ballabile e graziosa, mentre l’Air successiva è misurata e ornata nella melodia. Conclude la suite un giocoso Rigaudon. La serata prosegue all’insegna della musica del finlandese Einojuhani Rautavaara, compositore versatile, prevalentemente di musica sinfonica e sacra, ma che destinò alcune pagine al pianoforte solo, come la breve Sonata n. 2 “Sermone del Fuoco”, ultimata nel 1970, il cui titolo è probabilmente ispirato all’omonimo sutra del Buddhismo Theravada. Fra reminiscenze di corali religiosi e passi di grande virtuosismo, la Sonata arde di un’atmosfera mistica e visionaria.

Dopo l’intervallo, la Sonata n. 2 op. 14 di Sergej Prokof’ev, un capolavoro davvero complesso da rendere espressivamente, nonostante si tratti di un’opera giovanile. Scrivendo di questa sonata, ma in realtà preannunciando l’estetica di buona parte del catalogo del compositore, Vladimir Majakovskij disse: «Talvolta egli parla due lingue, una puramente lirica, l’altra pungentemente satirica». Di Aleksandr Skrjabin è invece proposto l’ascolto della Valse op. 38, un valzer “trasfigurato” a favore della pura espressione poetica, in questo caso ancora vicina a quella di Chopin, e di un’immaginazione coloristica che coniuga tutte le sfumature tra il tenue e il focoso. Seguono le Sinfonie per strumenti a fiato di Igor Stravinskij, brevi pagine ricche di colore e al tempo stesso di austerità, espressione dell’inquieta atmosfera post-bellica dei primi anni Venti. Stravinskij le concepì come un omaggio a Debussy, per cui provava grande ammirazione. Il solista ne esegue la trascrizione pianistica del bielorusso Naum Luria, francesizzato in Arthur Lourié, e proprio con un suo breve ciclo si concluderà questo originale programma: i Cinq Préludes Fragiles, acquerelli talora seducenti, talora austeri.


GLI ALTRI CONCERTI DEL 2026
La XXXIX edizione della Stagione concertistica della Fondazione Musica Insieme, inaugurata nel settembre 2025 al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna, prosegue nel nuovo anno 2026 con i seguenti concerti.

Uno dei più strabilianti interpreti dell’ultima generazione pianistica, il ventiquattrenne Alexander Malofeev, e una delle massime pianiste di oggi, Hélène Grimaud, si passano idealmente il testimone nel cartellone 2026, con programmi che ne rispecchiano le diversissime personalità e i percorsi di vita. La pianista francese, classe 1969, ha prescelto per il suo recital le “tre B” della storia della musica: Bach, Beethoven e Brahms. E per raccontare al meglio un’Artista e intellettuale che ha all’attivo tre libri e l’istituzione del Wolf Conservation Center nello Stato di New York, alla vigilia del suo recital il 24 marzo le viene dedicato un appuntamento di Vite straordinarie, leproiezioni gratuite all’Oratorio di San Filippo Neri per conoscere i protagonisti della musica e della società di oggi.

Il 2025 ha segnato il 50° anniversario dalla morte del grande compositore russo Šostakovič e anche nel 2026 lo omeggia Mario Brunello, straordinario artista e amico di sempre di Musica Insieme, che il 26 gennaio chiama al suo fianco una pianista della generazione “Under 40”, Yulianna Avdeeva, Premio Chopin 2010 e interprete dalla sensibilità eccezionale, al suo debutto in cartellone. Accanto alla celeberrima Sonata per violoncello e pianoforte di Šostakovič, Brunello e Avdeeva propongono pagine più rare dalla Russia di Weinberg e Ustvolskaja, ma non mancano di aprire il loro recital con un caposaldo come la Quinta Sonata di Beethoven.

La promozione di nuova musica e di nuove letture dell’oggi si ritrova in un progetto creato da Musica Insieme, una sorta di “gemellaggio” artistico fra Italia e Stati Uniti: quello che il 20 aprile vede un’icona del violinismo del nostro tempo come Gil Shaham duettare con il bolognese Markus Placci. Un Americano a Bologna incontra insomma un Bolognese che ha trovato in America la propria patria artistica, e nel loro originale programma per due violini e pianoforte sono affiancati da Scott Wheeler che dedica loro anche una prima esecuzione assoluta.

Il dialogo interculturale e lo spazio alle energie creative italiane si ritrova poi nel concerto che il 23 febbraio vede il Primo clarinetto solista dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Alessandro Carbonare, rendere omaggio all’anniversario di Weber insieme al Quartetto Adorno con il suo teatralissimo Quintetto, ma anche sconfinare nel klezmer e nell’improvvisazione con lo scoppiettante Sholem Alekhem, Rov. Feidman! di Béla Kovács, dedicato appunto al “Re del klezmer”, il clarinettista Giora Feidman. E il Quartetto da parte sua ci offre una lettura dell’ineffabile capolavoro schubertiano, La morte e la fanciulla.

Al loro concerto fa eco, il 16 marzo,uno dei massimi quartetti d’archi al mondo, il Takács Quartet, che al grande repertorio di Haydn e Beethoven (con un monumento come l’opera 131) accosta una nuova opera affidata al talento di Clarice Assad, autrice brasiliana classe 1978 e fra le più interessanti e prolifiche compositrici di oggi.

Un concerto “crossover”, un viaggio musicale senza confini geografici e temporali è alla base del nuovo progetto che portano a Bologna l’11 maggio due artisti che rappresentano emblematicamente il superamento delle etichette di genere: Giovanni Sollima e Paolo Fresu. Giocando sui rispettivi cognomi, Fresu e Sollima hanno ribattezzato FS. In viaggio (dall’acronimo delle antiche Ferrovie di Stato) il loro creativo peregrinare fra epoche, sonorità e tradizioni, ricorrendo a strumenti acustici come tromba, flicorno e violoncello, ma anche all’elettronica di cui entrambi sono paladini della prim’ora.

Le compagini punteggiano questa Stagione con un debutto eccellente come quello della Stuttgart Philharmonic Orchestra, che celebra un secolo di storia portando con sé, il 13 aprile, anche il debutto di Clayton Stephenson, primo pianista afro-americano ad essere stato premiato al Concorso internazionale “Van Cliburn” 2022, un riconoscimento ottenuto anche grazie al sostegno di una star come Lang Lang, che con la sua Fondazione benefica continua ad offrire occasioni di crescita ai talenti più brillanti. Per lui il celeberrimo Concerto in sol di Ravel.

Sono infine attesissimi ritorni quelli dell’Accademia Bizantina, il 9 febbraioconil suo nume tutelare Ottavio Dantone e due colonne portanti della compagine come Alessandro Tampieri al violino e Marcello Gatti al flauto, e dell’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, che approda a Bologna in esclusiva per Musica Insieme con il suo solista e direttore ospite Luigi Piovano per il finale di Stagione, il 18 maggio.

La Bizantina, forte di quarant’anni di successi in tutto il mondo, porta a Bologna un “cavallo di battaglia” come quello che la vede infondere nuova vita, colori ed emozione al repertorio barocco della Dinastia Bach, a cominciare dal Quinto Concerto Brandeburghese, e passando per le opere di Telemann e di Carl Philipp Emanuel Bach, dove flauto, violino e clavicembalo tengono banco per virtuosismo e carisma. Il Mozarteum dà invece l’arrivederci alla quarantesima edizione dei Concerti con due pietre miliari come il Primo Concerto per violoncello e orchestra di Haydn e la celeberrima Sinfonia n. 40 in sol minore di Mozart, da cui la storia di questa straordinaria compagine è incominciata, nel lontano 1841.

C.S.M.F.
Fonte: tratto da comunicati stampa 7 gennaio 2026 e 20 maggio 2025
Immagine di copertina: Malofeev foto @ Liudmila Malofeeva

MUSICA INSIEME
24 settembre 2025 – 18 maggio 2026

Teatro Auditorium Manzoni
Via de’ Monari 1/2 – Bologna
Biglietti (da € 10 a € 60) a Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/e), online sul sito Vivaticket e nei punti vendita convenzionati.

Informazioni: Fondazione Musica Insieme
Tel. 051 271932
info@musicainsiemebologna.it 
www.musicainsiemebologna.it 
App gratuita “Musica Insieme” disponibile su App Store e Google Play