All’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino si aggiunge il mosaico di collaborazioni del “Maggio aperto”. Un festival che abita la città, officina d’arte e pensiero.

Il Festival del Maggio Musicale Fiorentino giunge alla sua 88° edizione varando ufficialmente il triennio di direzione musicale del maestro Daniele Gatti, e presenta il mosaico di collaborazioni con le maggiori istituzioni del territorio che compongono il “Maggio aperto”, il manifesto ufficiale del Festival e gli appuntamenti “extra” della programmazione. Tra le novità più attese “Una Traviata da cortile” con Alessandro Baricco. I biglietti per gli appuntamenti di “Maggio aperto” sono già in vendita.



IL FESTIVAL SPIEGATO DAL SOVRINTENDENTE

Il sovrintendente Carlo Fuortes sottolinea: «Il Maggio Musicale Fiorentino nasce come Festival della città e “Maggio aperto” riporta questa idea alla sua forma più viva: la musica che incontra la città e le sue istituzioni. E anche il manifesto di questo Festival, del grande artista Georg Baselitz, non è solo un’immagine, ma un vero e proprio manifesto culturale e artistico, una dichiarazione di libertà e di ribaltamento dei canoni. Così come Einstein ha rivoluzionato i paradigmi della fisica e Baselitz quelli della visione, il nostro Festival vuole essere uno spazio dove la tradizione dialoga costantemente con il futuro.

Questa tensione verso la scoperta anima anche la rassegna “Maggio aperto”: un progettoche trasforma il Teatro nel cuore di un ecosistema musicale straordinario di collaborazioniche rappresenta un valore peculiare della nostra Città, una filiera culturale unica, una sinergia con pochissimi altri paragoni in Italia. Aprire le nostre sale, la Grande, la Mehta, la sala Orchestra, la sala Coro e la sala Regia, alle più prestigiose realtà del territorio è un atto di restituzione e di condivisione che rende il Maggio una necessaria casa comune e il centro del dialogo tra il Teatro e il territorio. E così, per essere parte integrante della programmazione che arricchisce e completa l’88° Festival ringrazio per la partecipazione e la presenza – e li cito in ordine cronologico – gli Amici della Musica di Firenze , G.A.M.O., L’Homme Armé, L’Accademia del Fortepiano, Il Conservatorio Cherubini, La Scuola di Musica di Fiesole, L’Istituto Lulli, Tempo Reale istituzioni con le quali offriremo un percorso musicale che spazia dalla polifonia rinascimentale, celebra il genio di Beethoven e giunge alle avanguardie elettroniche. E ci sarà un’altra importante novità in calendario, verrà proposto “Una Traviata da cortile”, spettacolo di e con Alessandro Baricco, in collaborazione con Università di Firenze»


LA NUOVA IMMAGINE

Il Sovrintendente Carlo Fuortes ha presentato anche il manifesto ufficiale dell’88ª edizione, frutto della feconda collaborazione con il Museo Novecento e il suo direttore Sergio Risaliti. L’immagine porta la firma di uno dei giganti dell’arte contemporanea mondiale, Georg Baselitz che ha scelto per il Maggio un soggetto di profonda suggestione: Albert Einstein colto nell’atto di suonare il violino. L’opera, caratterizzata dal celebre “capovolgimento” della figura tipico dell’artista, «trasforma lo scienziato in un’icona della creatività pura, unendo musica e scienza in un segno rapido e nervoso che sfida le certezze e invita a nuove prospettive» spiega Sergio Risaliti. 



[Antonio Pappano (c) Frances Marshall]

LE COLLABORAZIONI

Oltre alle otto istituzioni sopracitate che compongono il calendario del “Maggio aperto”, nella programmazione annunciata lo scorso giugno era già presente la collaborazione con l’ORT, Orchestra regionale Toscana che con il direttore Diego Ceretta torna in questo teatro per un concerto, il 9 giugno, assieme al Coro del Maggio e ai solisti dell’Accademia del Maggio.



IL CONCERTO CON PAPPANO E LONQUICH

Una novità nel Festival è rappresentata dal concerto diretto da Sir Antonio Pappano, che il 24 maggio sarà alla guida dell’Orchestra Giovanile Italiana in un programma che accosta due lavori di grande impatto. L’apertura è affidata al Concerto n. 1 in re minore op. 15 per pianoforte e orchestra di Johannes Brahms, con la presenza solistica del pianista Alexander Lonquich, mentre nella seconda parte si traccia il grandioso affresco della Sinfonia in re minore n. 5 op. 47 di Dmitrij Šostakóvič. L’Orchestra Giovanile è anche presente in “Maggio aperto”, nell’ambito del quale terrà un secondo concerto.



[L’Hommearme MMF24 ph JacopoSantini]

IL MAGGIO APERTO

L’avvio di “Maggio aperto” è affidato alla prestigiosa collaborazione con la storica istituzione “Gli Amici della Musica” (direttore artistico Andrea Lucchesini)con la quale è previsto a partire dal 24 aprile un ciclo di sei concerti (a seguire il 28, il 30 aprile, il 5, 9 (ore 16), 21 maggio alle ore 20 presso la sala Coro) “Beethoven 199” che anticipa le celebrazioni per i 200 anni dalla morte del grande compositore tedesco. Viene proposta l’esecuzione integrale dei suoi quartetti con le esecuzioni del Quator Van Kuijk, del Fibonacci String Quartet, del Quator Adorno, dell’Aviv Quartet, del Quartet Integra e del Quartetto Nous.

Mercoledì 6 maggio alle 20 in sala Regia prosegue la collaborazione tra G.A.M.O. (direttore Francesco Gesualdi)e il Maggio con un programma che mette in dialogo alcune traiettorie fondamentali della musica del Novecento storico con la sensibilità della creazione contemporanea, con pagine di Edgard Varèse, Osvaldo Coluccino del quale, in prima esecuzione a Firenze, sarà presentato Onda, spora – Atopica (2003) per nove strumenti e Paul Hindemith.

Dalle sonorità contemporanee, si viene catapultati indietro nel tempo, mercoledì 13 maggio alle 20 in sala Coro, con L’Homme Armé (presidente Renato Baldassini) in un laboratorio madrigalistico monografico dedicato a Claudio Monteverdi condotto da Fabio Lombardo (direttore artistico) dal titolo “O dolcezze amarissime d’Amore”, Monteverdi, i poeti, e le alterne vicende dell’amore. Il programma comprende una scelta di brani tratti dai vari libri di madrigali (il Terzo, il Quinto, il Sesto, il Settimo) che Monteverdi pubblicò tra il 1592 e il 1619, per un’esplorazione delle “nuove musiche” e della drammatizzazione degli affetti. 

[Jin Ju © Michele Monasta – Maggio Musicale Fiorentino]

Giovedì 14 maggio, in sala Orchestra alle 20, inizia il ciclo di cinque concerti con L’Accademia del Fortepiano Bartolomeo Cristofori (Presidente Mauro Campus). Le altre date in calendario sono il 19, il 26 maggio il 3 e il 9 giugno. Si alterneranno cinque protagonisti su cinque fortepiani originali: il 14 maggio Roberto Prosseda; il 19 Olga Pashchenko, il 26 Wolfgang Brunner, il 3 giugno JinJu e il 9 Yuan Sheng. La rassegna, un progetto di Stefano Fiuzzi, s’intitola “Da Paesi e popoli lontani…” e prende spunto dal celebre ciclo pianistico “Von fremden Ländern und Menschen” di Robert Schumann, evocando un viaggio musicale attraverso culture, stili e tradizioni nazionali differenti. Ognuno dei cinque interpreti è stato invitato a costruire un programma evocativo che, prendendo ispirazione dal titolo schumanniano, renda omaggio alla propria cultura musicale di riferimento o a una specifica tradizione nazionale. L’idea è quella di trasformare ogni concerto in una sorta di “ritratto musicale”, nel quale repertorio, stile e strumento storico dialogano per restituire al pubblico una prospettiva viva e autentica sulla musica dell’Ottocento europeo. I programmi scelti comprendono musiche di Mozart, Beethoven, Schumann, Mendelssohn, Chopin, Fanny Hensel e Glinka, offrendo così un ampio percorso attraverso il repertorio pianistico tra classicismo e romanticismo, esplorato attraverso il timbro e le peculiarità espressive dei pianoforti d’epoca.

Il futuro della musica è rappresentato dalle sue fucine più prestigiose: La scuola di Musica di Fiesole e il Conservatorio Cherubini. Sabato 30 maggio alle 20 in sala Coro, parte il primo appuntamento con il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze (PresidenteRosa Maria Di Giorgi) Il secondo seguirà, sempre in sala Coro alle 20, venerdì 12 giugno. I programmi verteranno sul repertorio classico. Gli ensemble dei giovani musicisti saranno selezionati dalle classi di Musica da camera e di Musica d’insieme per strumenti ad arco.

[Dayner Tafur Díaz © Jonathan Berger – ORW Liege]

Domenica 31 maggio alle ore 20 l’Orchestra Giovanile Italiana torna a suonare in sala Mehta. A dirigere l’OGI il giovane e lanciatissimo Dayner Tafur-Díaz in un caleidoscopico programma, nel quale alla luminosa scrittura di Kauyumari e Antrópolis della compositrice messicana Gabriela Ortiz si accompagnano le caratteristiche sonorità della Cuban Ouverture di George Gershwin, per giungere alla visionaria e immensa Symphonie fantastique di Hector Berlioz.

Alla prestigiosa Scuola di Fiesole (sovrintendente Anna Maria Meo) sono affidati altri due concerti cameristici con formazioni di quartetto dei talentuosi allievi dei corsi superiori; domenica 7 giugno alle ore 20 in Sala Coro in un programma incentrato sulla calda voce del clarinetto tra Romanticismo e Novecento, con pagine di Francis Poulenc, Felix Mendelssohn-Bartholdy e Igor’ Stravinskij, cui si accosta l’intima e meditativa scrittura del Quintetto in si minore per clarinetto e archi op. 115 di Johannes Brahms. Sabato 13 giugno alle 20 sempre in sala Coro, tre smaglianti saxofoni aprono il secondo concerto cameristico a cura della Scuola di Musica di Fiesole, con musiche dei compositori americani Marc Mellits e Chris Evan Hass. Il Quartetto Oblaka prosegue il concerto, con il drammatico Quartetto per archi n. 8 in do minore op. 110 di Šostakóvič dedicato “alle vittime del fascismo e della guerra” e il Quartetto in re maggiore Hob.III:42 op. 33 n. 6, l’ultimo dei cosiddetti “prussiani” di Haydn.

[Coro I Musici del Gran Principe + Lastrucci foto Leonardo Casalini]

La sala Mehta ospita l’Istituto Giovanni Battista Lulli con Samuele Lastrucci alla guida dell’Orchestra Modo Antiquo e del Coro dei Musici del Gran Principe, l’appuntamento è giovedì 11 giugno alle ore 20 per “Le Grand Théâtre de Dieu: Splendori del barocco sacro francese nel tricentenario di Michel-Richard de Lalande” un concerto di musica sacra a cavallo tra Sei e Settecento, un’indagine estetica sulla produzione devozionale del Grand Siècle volta a restituire al grande pubblico una generazione di autori cresciuta All’ombra del magistero di Lulli e oggi ingiustamente poco frequentata in Italia. Tra le composizioni di Michel-Richard de Lalande, Sébastien de Brossard e Jean Gilles anche una di Federico Maria Sardelli “Jesu dulcis memoria” composta nel 2019 e dedicata al suo discepolo Lastrucci.

Chiude la programmazione del Maggio aperto il 20 giugno alle ore 20 in sala Orchestra, Tempo Reale-Maggio Elettrico (direttore Francesco Giomi). Fluxus Tree di Tempo Reale Electroacoustic Ensemble, è un progetto che mette al centro l’eredità del movimento Fluxus, una delle avanguardie più radicali e influenti del Novecento, capace di trasformare l’atto musicale in gesto, relazione, azione quotidiana, ascolto espanso. Fluxus ha ridefinito il ruolo dell’interprete, l’idea stessa di partitura e il confine tra arte e vita, proponendo un approccio aperto, ludico e profondamente democratico al fare musicale. Il progetto esplora questo patrimonio attraverso partiture che nascono direttamente dall’esperienza Fluxus – come le azioni performative di Yoko Ono o gli eventi sonori di Giuseppe Chiari – e attraverso opere di artisti che hanno condiviso con Fluxus spirito, pratiche e visioni, come Toshi Ichiganagi e John Cage. Ne emerge una mappa di connessioni, risonanze e influenze reciproche che racconta la vitalità di un’idea estetica ancora oggi capace di orientare la ricerca musicale contemporanea. Il concerto in sala Orchestra prende forma come un percorso improvvisativo che attraversa istruzioni aperte, grafie e azioni sonore. Accanto al suono, anche lo spazio performativo diventa un parametro della performance: la relazione tra i musicisti e lo spazio stesso, così come quella con il pubblico, si ridefinisce continuamente, rompendo la consuetudine di una separazione netta tra chi ascolta e chi agisce. In questo intreccio di radici — fluxus e post-fluxus — il Tempo Reale Electroacoustic Ensemble attualizza un pensiero che continua a nutrire pratiche sperimentali, teatrali e collettive della scena contemporanea. 



[Ludovico Einaudi foto Jaime Oriz 2024]

EXTRA

Ci sono importanti novità “extra” nel cartellone del Festival: la prima che verrà presto definita, riguarda il progetto teatrale e musicale “Una Traviata da cortile”, ideato e narrato Alessandro Baricco, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze e con il sostegno di Unicoop Firenze.

Viene riproposto nel corso del Festival, il 13 giugno alle ore 18 in sala Mehta, il concerto Rothko Chapel, per Soprano, Alto, Coro, Viola, Celesta, Percussioni, di Morton Feldman, una delle opere più intense e concettualmente radicali della musica del secondo Novecento. Già eseguito nel mese di marzo in sala Orchestra su iniziativa di Palazzo Strozzi – in collaborazione con il Maggio e la sua Accademia – in occasione della mostra “Rothko a Firenze” (dal 14 marzo al 23 agosto 2026) propone un’esperienza di dialogo profondo tra suono, spazio e silenzio, in stretta risonanza con l’opera di Mark Rothko. Dirige l’Ensemble corale dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino il direttore del Coro del Maggio Lorenzo Fratini. 

Nel corso del Festival, poi, il 7 maggio alle ore 19 in Sala Coro si terrà l’ultima delle tre masterclass aperte al pubblico e organizzate in sinergia con l’Accademia del Maggio. Protagonista della lezione con i giovani talenti dell’accademia è il soprano Eleonora Buratto che affronterà con gli allievi arie di Verdi, Mozart, Massenet. Le masterclass vengono condivise con il pubblico, acquisendo un valore sia formativo che divulgativo.

Il 20 e 21 maggio in Sala Mehta, il Festival accoglie una tappa attesissima del tour europeo di Ludovico Einaudi. Il concerto, che segue la pubblicazione dell’album “Solo Piano” (Decca, 27 febbraio 2026), ripercorre trent’anni di una carriera leggendaria. In una dimensione intima ed essenziale, Einaudi eseguirà i suoi brani più iconici – da Nuvole Bianche a Experience – accanto a successi recenti come Adieux e all’inedito Memory One. Un viaggio solitario sugli 88 tasti che conferma Einaudi come uno dei compositori più influenti della scena contemporanea mondiale. 



OLTRE IL SIPARIO: incontri, lezioni, approfondimenti

Per il ciclo di incontri “Oltre il sipario” organizzato dal Maggio per approfondire le opere e i concerti in cartellone prima della loro messa in scena è offerta una serie di appuntamenti pensati per indirizzare il pubblico alla scoperta dei capolavori in cartellone attraverso l’ascolto guidato e l’approfondimento storico.

In occasione dell’esecuzione integrale delle Sinfonie di Ludwig van Beethoven affidata a Daniele Gatti, Giovanni Bietti tiene due lezioni in Sala Coro alle ore 11. Il 21 giugno l’analisi si concentra sulle Sinfonie dalla n. 1 alla n. 6, mentre il 28 giugno il percorso si conclude con l’introduzione alle Sinfonie n. 7, n. 8 e n. 9. Un’occasione preziosa per esplorare l’evoluzione del genio di Bonn.

In collaborazione con Il Foyer – Amici della Lirica di Firenze, sono in programma due conferenze nel Foyer di Galleria alle ore 16.30 dedicate a due titoli operistici del Festival. L’ 8 maggio, Alberto Batisti presenta “Verdi e l’insostenibile leggerezza del Ballo”, un’indagine sulle sfumature drammatiche e brillanti di Un ballo in maschera. Il 10 giugno, Martino Ruggero Dondi cura l’incontro “L’antico in scena: Giulio Cesare di Händel”, dedicato alla magnificenza del barocco händeliano.

Il 12 maggio alle 17, presso il Foyer di Galleria viene presentato il volume edito da Zecchini: “Giacomo Meyerbeer, la gloria e il disprezzo! Vita, opere, fortuna”. All’incontro partecipano l’autore Maurizio Modugno insieme a Giancarlo Landini e Giovanni Vitali, per riscoprire la figura di un compositore che ha segnato un’epoca della storia del teatro musicale.

C.S.M.F.
Fonte: tratto da comunicato stampa Firenze, 13 marzo 2026

88° MAGGIO MUSICALE FIORENTINO
19 aprile – 1 luglio 2026

MAGGIO APERTO
24 aprile – 20 giugno 2026

Maggio Musicale Fiorentino
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