Rubrica a cura di Carlo Benatti. Report di V.M. Ricerca sul tempo musicale e nuovi paesaggi sonori: la tesi di laurea in composizione di Luca Buzzavi. Brani che spaziano dalla sperimentazione elettroacustica all’inconsueto dialogo tra organo e clavicembalo.

Lo scorso 6 marzo, nella suggestiva cornice della chiesa di Sant’Agostino di Terre del Reno (Ferrara), Luca Buzzavi ha discusso la sua tesi per il Diploma accademico di II livello in Composizione presso il Conservatorio Statale di Musica “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara, presentando un articolato percorso creativo culminato nell’esecuzione di diverse opere originali.

Il lavoro, significativamente intitolato Quod est tempus? – Nuove prospettive per l’organizzazione del tempo e del ritmo in musica, ha posto al centro della riflessione il rapporto tra percezione temporale, struttura ritmica e organizzazione del discorso musicale, temi da sempre cruciali nella ricerca compositiva del secondo Novecento.

Buzzavi, docente di Didattica del Canto Corale presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e attivo anche come direttore, ha maturato una formazione ricca di esperienze e incontri con importanti figure del panorama musicale contemporaneo, tra cui Rampi, Corti, Granden, Busto, Marzilli, Donati, Marzola e Leech.

Le composizioni presentate durante la discussione – seguita dal professor Tiziano Manca – rivelano una scrittura attenta alla dimensione timbrica e alla costruzione formale, con frequenti riferimenti a procedimenti di matrice seriale che non vengono tuttavia adottati in maniera dogmatica, ma piuttosto piegati a una ricerca espressiva capace di generare atmosfere sonore ogni volta differenti.

Il programma si è aperto con Sonetto enigmatico per voce e suoni preregistrati, pagina che si colloca nel solco della sperimentazione elettroacustica inaugurata nella seconda metà del Novecento, quando figure come Karlheinz Stockhausen contribuirono a ridefinire il rapporto tra suono naturale, tecnologia e spazio acustico. In questo contesto la voce dialoga con il materiale registrato in una dimensione sospesa tra gesto poetico e costruzione timbrica.

Un registro più ironico e giocoso emerge in Contrappunto seria(l)mente buffo per sette ocarine (più una) preregistrate, dove il titolo stesso suggerisce un raffinato gioco di rimandi tra rigore contrappuntistico e leggerezza espressiva.

[Chiesa di S. Agostino, il nuovo organo Michelotto]

Di segno diverso Entropia per clavicembalo, brano costruito su un progressivo accumulo di tensioni e fratture sonore che sembrano evocare il continuo oscillare tra ordine e disordine, tra struttura e caos. Il risultato è una trama sonora dinamica, in cui la scrittura strumentale diventa veicolo di un processo energetico in costante trasformazione.

Particolarmente suggestiva anche la serie dei 12 piccoli quadri organistici, eseguiti sul nuovo organo sinfonico della parrocchiale, realizzato dalla Fabbrica Artigiana Organi Francesco Michelotto. Le ampie risorse timbriche dello strumento hanno permesso di mettere in luce la varietà espressiva dei diversi quadri, valorizzati da un uso attento e consapevole delle registrazioni.

Tra i momenti più interessanti del programma si colloca Gravitas et acumen, pagina costruita sul dialogo tra organo e clavicembalo. Due strumenti storicamente e timbricamente lontani vengono qui messi in relazione in un gioco di equilibri e contrasti: la solennità dell’organo si confronta con la trasparenza e l’agilità del clavicembalo, dando vita a una trama sonora articolata e ricca di sfumature.

Ogni brano è stato preceduto da una breve presentazione dello stesso autore, che ha illustrato con chiarezza e precisione il percorso creativo e le scelte tecnico-compositive alla base delle opere.

La commissione, composta dai docenti Tiziano Manca, Patrizio Barontini, Fausto Di Benedetto, Wladimir Matesic e Alfredo Trebbi, ha espresso una valutazione molto positiva, riconoscendo la maturità del lavoro compositivo e premiando il candidato con un brillante risultato finale, accolto con entusiasmo anche dal pubblico presente.

Le esecuzioni sono state affidate a Kahila Franchini Suárez (voce), Doralice Minghetti (clavicembalo e ocarina), Giuseppe Monari (organo e clavicembalo) e Carlo Benatti (organo), interpreti che hanno restituito con sensibilità e precisione le diverse sfaccettature del progetto musicale.

V.M.
Chiesa di Sant’Agostino, Terre del Reno (Ferrara) 6 marzo 2026

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