Recensione di Federica Giglio. Roma, Cinema Caravaggio: presentato il volume “A tutto Visconti”, che celebra uno dei più grandi artisti della cultura europea del Novecento.
A cinquant’anni dalla scomparsa di Luchino Visconti, il suo nome non viene dimenticato, anzi, viene celebrato e ricordato egregiamente. “A tutto Visconti” non è solo un libro, è un viaggio stratificato che ripercorre un intero secolo. Oltre 500 pagine, con la partecipazione di oltre 40 autori e tradotto anche in francese, il libro, curato da Piero Spila ed edito da Gremese, racconta la complessità di un personaggio che è stato un protagonista assoluto del Novecento. L’evento, ospitato dal Cinema Caravaggio di Roma il 13 maggio 2026 (annuncio vedi qui), ha dato spazio agli interventi dei professionisti e degli studiosi che hanno preso parte alla realizzazione del volume, offrendo al pubblico uno sguardo diretto e approfondito sul progetto.

Visconti veniva definito “l’uomo delle contraddizioni”: aristocratico, affascinante, della famiglia nobiliare dei Visconti di Modrone, in seguito avvicinatosi alle istanze del comunismo, amante del passato e ossessionato dalla memoria ma anche grande innovatore e rivoluzionario. Regista, sceneggiatore e scenografo, comincia il cinema a 37 anni, arrivando a girare una ventina di film e cortometraggi, a firmare le regie di innumerevoli lavori teatrali di prosa e di 20 opere liriche rappresentate in Italia e in tutto il mondo, dalle molte al Teatro della Scala di Milano arrivando a Londra alla Royal Opera House Covent Garden, al Metropolitan di New York. Ma è nel 1943 con il film “OSSESSIONE” l’apice della sua carriera. Secondo l’autrice Stefania Parigi «uno sguardo Viscontiano teatralizza la realtà», rendendo visibile la messa in scena senza mai nasconderla o dissimularla.
Ridurre Visconti al cinema sarebbe un errore. La sua è una visione totale dell’arte, è infatti uno dei fondatori del Neorealismo, quella corrente che filma la realtà così com’è, che porta sullo schermo la vita vera, i volti e la povertà di un’Italia del dopoguerra. Con film come “La terra trema” del 1948, si riprende questo tema portando in scena attori non professionisti e un dialetto quasi incomprensibile.
Il volume non è un semplice omaggio che celebra Luchino Visconti, ma è, come lo definisce l’editore Gianni Gremese «una sorta di caleidoscopio»: pagina dopo pagina, tema dopo tema, Visconti si ricompone e si frantuma tra cinema, opera lirica, teatro, memoria, vita vissuta e politica. Il linguaggio – viene sottolineato nel corso dell’incontro di presentazione – con cui si presenta il libro è comprensibile e accessibile a tutti i lettori, non è un testo accademico chiuso, il volume è costruito in maniera precisa e minuziosa in tutti i suoi passaggi. Come sottolinea lo stesso editore «il compito è diffondere la cultura senza renderla distante», aggiungendo infine che il volume rappresenta «una bellissima enciclopedia di vita».
“A tutto Visconti” fa emergere con forza anche una riflessione contemporanea, dove in un mondo ormai dominato dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, dove tutto è veloce e istantaneo, le opere di Visconti sembrano essere l’opposto, restano impresse, sono lente e stratificate rendendo ogni dettaglio e ogni gesto singolare e unico. Il volume dedicato a questo grande artista racchiude tutto questo, raccontando in toto l’Italia e la vita di Luchino Visconti, tra passato e presente.
Recensione di Federica Giglio
Roma, Cinema Caravaggio, 14 maggio 2026
Foto F.G.
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