Villa Marigola e altrove: musica, immagini e parole dall’Acqua. Nel Golfo dei Poeti, stelle della musica classica e talenti internazionali. Mostra di Giovanni Ozzola.

Tra le acque quiete del Golfo dei Poeti e la luce che da secoli incanta scrittori, musicisti e viaggiatori, Lerici (La Spezia) torna a essere un crocevia internazionale di arte, incontri e bellezza. Dal 22 luglio al 2 agosto 2026, il Lerici Music Festival celebra la sua decima edizione con opere, concerti sinfonici, recital e spettacoli nei luoghi più suggestivi della cittadina ligure che ha acceso l’immaginazione di Dante, Byron, Shelley, Wagner, Montale e Pasolini.

L’Acqua è il filo conduttore tematico scelto dal direttore artistico e direttore d’orchestra Gianluca Marcianò per l’edizione 2026, un omaggio al legame indissolubile che unisce Lerici al mare, elemento identitario e simbolico capace di attraversare la storia, la musica e la letteratura.
Fonte di ispirazione, viaggio e trasformazione, l’acqua diventa il fil rouge poetico che accompagna il programma del festival, intrecciando sonorità e visioni artistiche in un racconto che celebra la forza evocativa della natura e il dialogo profondo tra cultura e paesaggio.

[Conferenza stampa alla Camera dei Deputati. Leonardo Paoletti, Irina Gofman, Gianluca Marcianò, Federico Mollicone, Marco Russo, Simona Ferro, Matteo Rosso Foto Ufficio Stampa Vespoli]

L’edizione 2026 è stata presentata a Roma lo scorso 30 giugno, presso la Camera dei Deputati.
«Con la decima edizione – illustra Gianluca Marcianò, Direttore Artistico e Fondatore del Lerici Music Festival – inauguriamo un nuovo ciclo artistico dedicato ai quattro elementi della natura, un percorso che accompagnerà il Festival nei prossimi anni. Il 2026 è consacrato all’Acqua, e in particolare al Mare, elemento identitario del nostro territorio e simbolo universale di movimento, memoria e trasformazione. A Lerici, nel cuore del Golfo dei Poeti, il Mare non è soltanto un paesaggio, ma una presenza viva, che continua a suggerire nuove forme di espressione. Il nostro intento è quello di tradurre questa energia in un’esperienza artistica multidisciplinare, in cui la musica dialoghi con lo spazio, con la luce, con la parola e con il pubblico […] Il nostro obiettivo è fare del Lerici Music Festival non solo un appuntamento di riferimento nel panorama musicale europeo, ma anche un luogo di pensiero, di incontro e di trasformazione».

[Ph Fabio Gianardi]

Luoghi cari al pubblico internazionale e nuovi palcoscenici continuano a raccontare un territorio unico al mondo: la storica Villa Marigola, che ispirò l’arte simbolista di Arnold Böcklin; il Parco Letterario Shelley, inaugurato nel bicentenario della morte del poeta britannico; l’Opificio Vaccari, che negli anni ’50 rappresentava la più grande fabbrica di ceramiche d’Europa, orariconvertito in un nuovo centro culturale polifunzionale; la Marinella di San Terenzo, nascosta in unadelle più belle insenature del territorio; il Teatro Impavidi di Sarzana, gioiello architettonico del 1809, così chiamato per il coraggio degli otto cittadini che vollero trasformare un ex convento domenicanoin luogo di cultura; la piazza sotto il Castello di San Terenzio; l’Oratorio Santa Croce di Sarzana:sono questi i principali palcoscenici in cui si alternAno artisti che hannoscritto e stanno scrivendo la storia della musica e dell’interpretazione.

Le grandi compagini sinfoniche come l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, la Filarmonica Toscanini, la Yerevan Youth Orchestra; i grandi solisti internazionali, la violinista Bomsori Kim, la pianista Anna Kravtchenko, la violoncellista Miriam Prandi, il pianista jazz Paul Lay con il suo Trio, il bandoneonista Mario Stefano Pietrodarchi, la pianista Gloria Campaner con l’attrice Valeria Solarino; i concerti di musica da camera, i grandi programmi sinfonici, i recital, i concerti narrati, il barocco, il tradizionale concerto all’alba e l’opera, con una nuova produzione del capolavoro di Benjamin Britten “Il giro di vite”, nel cinquantenario della morte del compositore britannico, sono le principali direttrici del Festival, il cui cartellone imposta un dialogo sottile tra le scelte di repertorio e i luoghi di ascolto.

Per il programma nel dettaglio vedi in fondo a questo articolo

All’interno della cornice del Festival, anche quest’anno, forte del successo delle precedenti
edizioni, si rinnovano due appuntamenti consolidati che accompagneranno il pubblico lungo il percorso della manifestazione:


[Giovanni Ozzola davanti alle sue opere © Giovanni De Angelis]

LA MOSTRA D’ARTE
Villa Marigola 22 luglio – 2 agosto 2026
I miei orizzonti e Tu di Giovanni Ozzola
Ingresso gratuito

Nel suo decimo anno di attività, il Lerici Music Festival consolida il dialogo tra musica e arti visive che con le ultime edizioni è divenuto una delle direttrici più riconoscibili della sua identità culturale. Dall’incontro tra le arti visive e musicali, per il terzo anno il Festival presenta un progetto d’arte contemporanea in dialogo con il calendario musicale, a cura di Carlo Orsini e realizzata in collaborazione con Galleria Continua. È protagonista il progetto espositivo di Giovanni Ozzola, tra gli artisti italiani più apprezzati a livello internazionale, invitato a confrontarsi con uno dei grandi protagonisti della storia e dell’immaginario di Lerici: il mare. A Villa Marigola prende forma I miei orizzonti e Tu, mostra che riunisce fotografia, scultura, installazione e video in un percorso concepito appositamente per il contesto del Golfo dei Poeti.

La ricerca di Giovanni Ozzola (Firenze, 1982) si sviluppa da anni attorno ai temi della luce, del tempo e dello spazio. Attraverso una pratica che attraversa linguaggi differenti, l’artista indaga il confine tra visibile e invisibile, tra esperienza individuale e dimensione universale, interrogando il rapporto tra essere umano e ambiente. Le sue opere nascono spesso in luoghi di frontiera – deserti, oceani, architetture abbandonate, punti di osservazione affacciati sull’orizzonte – trasformati in dispositivi di conoscenza capaci di mettere in discussione la nostra percezione del mondo.

Con I miei orizzonti e Tu, Ozzola costruisce un percorso che assume il mare come metafora dell’esistenza e dell’incontro con l’altro. Il progetto prende forma come un asse ideale che muove da un orizzonte naturale, attraversa una soglia di ascolto e consapevolezza, e approda infine a un territorio fisico e interiore in cui l’ignoto si manifesta come possibilità di trasformazione. Lungo questo itinerario il visitatore è invitato a confrontarsi con ciò che ancora non conosce, scoprendo come ogni esplorazione del mondo coincida inevitabilmente con una scoperta di sé.


CONVERSAZIONI A COLAZIONE

Nel periodo di apertura della mostra, da luglio ad agosto, si svolge una serie di incontri dal titolo Conversazioni a Colazione, per approfondire il tema del rapporto tra suono, immagine e movimento, nell’arte e nella musica, a cura di Carlotta Sorba e Carlo Orsini.
In occasione dell’opening serale della mostra, mercoledì 22 luglio, Villa Marigola ospita dalle ore 21.15 il concerto Homer’s Odyssey In Jazz, di Paul Lay Trio, un programma jazz ispirato all’Odissea di Omero.

Presso i bar di Lerici – Ingresso libero
Giovedì 23 – Bar Costa: I miei orizzonti e Tu. Giovanni Ozzola / Carlo Orsini / Eugenio Viola
Venerdì 24 – Bar Colibrì: Reflets dans l’eau: il suono dell’acqua nella musica europea Giovanni Bietti / Carlotta Sorba
Lunedì 27 – Giardini Lungomare Vassallo: Tuning the space / Accordare lo spazio Liliana Moro / Giovanna Manzotti / Carlo Orsini
Mercoledì 29 – Terrazza Hotel Shelley: Sapore di sale. I cantautori genovesi nell’Italia del boom. Nando Fasce / Carlotta Sorba
Giovedì 31 – Terrazza Hotel Shelley: Water Ikebana: solido e liquido nel lavoro di un artista contemporaneo Ilaria Bonacossa / Luca Trevisani


[Concerto a Villa Marigola (c) Lerici Music Festival]

LERICI MUSIC FESTIVAL IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO
22 luglio ore 21:15 Villa Marigola
Paul Lay – Homer’s Odyssey in Jazz: Odyssey
Paul Lay Trio
A inaugurare la decima edizione del Lerici Music Festival è un concerto che ne incarna la visione curatoriale. Paul Lay, tra i pianisti più originali e apprezzati della scena jazz europea contemporanea, si distingue per un linguaggio musicale elegante e visionario, capace di unire precisione compositiva, sensibilità narrativa e libertà espressiva. Con Homer’s Odyssey in Jazz, il celebre poema omerico si trasfigura in un itinerario sonoro sospeso tra approdi e smarrimenti, attraversamenti e ritorni. Il mare dell’Odissea diventa materia musicale viva, evocazione di un movimento perpetuo che richiama il tema dell’“Acqua” scelto per questa edizione del festival: elemento simbolico di metamorfosi, memoria e ricerca interiore. Nel dialogo dinamico del trio, ogni tema si espande e si rinnova continuamente, seguendo flussi imprevedibili e mutevoli, come onde che cambiano forma senza mai perdere la propria essenza.

23 luglio ore 11:00 Villa Marigola
Water as Sound: Piano Landscapes
Irina Ten, pianoforte
Claude Debussy – L’Isle Joyeuse; Claude Debussy – Reflets dans l’eau (Images, Livre I); Maurice Ravel – Jeux d’eau
Maurice Ravel – La Valse; Franz Liszt Aprés une lecture de Dante: Fantasia quasi Sonata
L’Acqua emerge come metamorfosi continua: sorgente, riflesso, energia e dissoluzione. In questo recital la giovane pianista Irina Ten interpreta l’Acqua come materia sonora, evitando ogni approccio illustrativo per concentrarsi su trasformazione, colore e risonanza. Dai paesaggi visionari di Liszt alle raffinate dissolvenze timbriche di Debussy e Ravel, il pianoforte si trasforma in una superficie liquida, capace di riflettere, frammentare e reinventare il suono.

23 luglio ore 21:15 Villa Marigola
Schubert: Water, Time and the Human Soul
Meera Varghese, soprano; Ustinya Malinina, mezzosoprano; Gabriele Pieranunzi, violino; Francesco Fiore, viola; Pierluigi Sanarica, violoncello; Sofia Bianchi, contrabbasso; Nicholas Ventura, pianoforte
Franz Schubert – selection of songs inspired by water; Franz Schubert – Piano Quintet in A major, D.667 “Die Forelle”
Anche in Schubert, l’Acqua non è solo un elemento naturale, ma diventa metafora del tempo, della memoria e della condizione umana. Nei Lieder, il fluire dell’acqua coincide con il fluire della vita; nel Quintetto “La Trota”, il movimento acquatico si traduce in energia musicale, leggerezza e profondità strutturale. Il concerto riunisce interpreti di grande sensibilità cameristica (la spalla e il primo violoncello del Teatro San Carlo, la prima viola dell’Opera di Roma) accanto al talento pianistico di Nicholas Ventura.

23 luglio ore 23:45 Marinella di San Terenzo – Late Night Concert
Water at Night
Alexander Boldachev, arpa; Valentina Pira, voce
Hommage à La Môme Piaf
In questo concerto notturno illuminato dalla luna crescente torna a Lerici Alexander Boldachev, tra le figure più innovative della scena contemporanea dell’arpa, protagonista di una continua ricerca sonora capace di ampliare i confini espressivi dello strumento. Accanto a lui, la voce di Valentina Pira dà vita a un percorso musicale intimo, in cui mare, notte e silenzio si intrecciano in un’atmosfera sospesa e profondamente evocativa. L’acqua viene qui suggerita attraverso vibrazioni, risonanze e respiri in cui i contorni tra musica e silenzio si fanno sempre più sottili, in un’esperienza quasi rituale.

24 luglio ore 21:15 Parco Shelley
Storm and Seasons at the Sea
Elly Suh, violino; Yerevan Youth Orchestra; Sergey Smbatyan, direttore
Antonio Vivaldi – Concerto “La Tempesta di Mare” RV 433; Antonio Vivaldi – Le Quattro Stagioni
L’acqua in tutti suoi multiformi stati fisici. La grande violinista coreano-americana Elly Suh incontra la Yerevan Youth Orchestra nel capolavoro più amato di Vivaldi, le Quattro Stagioni, accostato al Concerto per violino “La tempesta di mare”, sospeso fra gli echi di una movimentata burrasca e il lento ristabilirsi dell’equilibrio fra cielo e terra. La cornice è quella del nuovo Parco Letterario dedicato a Percy B. Shelley, ideato in occasione del bicentenario dalla morte del poeta, avvenuta nel 1822. Il progetto ha l’obiettivo di unire idealmente due luoghi iconici: Parco Shelley a San Terenzo e la cosiddetta “Pietraia”, ai piedi del Forte della Rocchetta.

25 luglio ore 21:15 Opificio Vaccari
The Sea as Landscape and Symbol
Sarah Rappoport, mezzosoprano; Yerevan Youth Orchestra; Gianluca Marcianò, direttore
Felix Mendelssohn Bartholdy – The Hebrides (Fingal’s Cave) Overture, Op.26;  Edward Elgar – Sea Pictures, Op.37; Felix Mendelssohn Bartholdy – Symphony n.4 op. 60 “Italiana”
Il Mare come paesaggio sonoro, specchio emotivo e orizzonte simbolico, luogo di attesa, riflessione e trasformazione. Mendelssohn traduce la natura in impressioni di viaggio interiorizzate, ricordando la bellezza terribile e sgomentante della grotta di Fingal, in Scozia, simile a una cattedrale con il suo soffitto ad arco e i misteriosi suoni provocati delle onde e dalla loro eco. Elgar, invece, con i suoi “Sea Pictures”, costruisce una delle più profonde meditazioni vocali sul mare della tradizione romantica. La Yerevan Youth Orchestra diretta da Gianluca Marcianò incontra Sarah Rappoport, mezzosoprano di grande intensità espressiva, in un concerto sospeso tra intimità e vastità.

26 luglio ore 11:00 Villa Marigola
Water, Memory and Longing
Ustinya Malinina, mezzosoprano; Gianluca Marcianò, piano
Traditional song Утро туманное (Misty Morning)
Robert Schumann – Die Lotusblume; Franz Schubert – Auf dem Wasser zu singen; Mikhail Glinka – Жаворонок; Robert Schumann – Mondnacht; Pëtr Il’ič Čajkovskij – None but the Lonely Heart; Traditional song Гори, гори, моя звезда (Burn, burn, my star); Franz Schubert – Des Baches Wiegenlied
Questo recital esplora l’Acqua come paesaggio interiore, specchio delle emozioni e compagna silenziosa dell’esperienza umana. Attraverso le voci di Schubert, Schumann, Glinka, Čajkovskij e della grande tradizione del canto russo, il programma conduce l’ascoltatore in un viaggio che attraversa memoria, desiderio, distanza e riconciliazione. La nebbia del mattino, il fiore di loto che si apre alla luce, il canto dell’allodola e il fluire dell’acqua diventano immagini di risveglio e trasformazione. Nelle pagine notturne di Schumann e Čajkovskij, l’Acqua assume invece il volto della nostalgia, della contemplazione e della lontananza, riflettendo le emozioni più profonde dell’animo umano. Al centro del programma, il celebre canto russo Gori, gori, moja zvezda evoca il destino, la speranza e la persistenza del ricordo, mentre il percorso si conclude con Des Baches Wiegenlied di Schubert, una delle più commoventi pagine del repertorio liederistico, in cui il ruscello diventa voce di consolazione, riposo e pace. In dialogo con il tema del Festival, l’Acqua emerge non come elemento naturale da osservare, ma come presenza interiore: corrente invisibile che accompagna la vita umana, custodisce la memoria e conduce infine verso la quiete.

26 luglio ore 21:15 Villa Marigola
Reflections
Alexander Boldachev, arpa
Concepito appositamente per il Lerici Music Festival, Reflections è un’esperienza artistica irripetibile in cui musica, parola e improvvisazione si incontrano in tempo reale. Alexander Boldachev, artista capace di superare i confini tradizionali dell’arpa, costruisce un dialogo spontaneo tra suono, poesia e immaginazione. Ispirandosi al tema dell’Acqua, il concerto prende forma come un flusso continuo di immagini, emozioni e risonanze interiori, in cui ogni momento nasce dall’ascolto e dall’interazione con lo spazio, il pubblico e il testo poetico. L’Acqua emerge come specchio e memoria, superficie e profondità, trasformandosi costantemente senza mai perdere la propria identità. Come il movimento delle onde, la musica si sviluppa in modo organico e imprevedibile, invitando l’ascoltatore a vivere un’esperienza di immersione totale.

27 luglio ore 18:00 Oratorio Santa Croce, Sarzana
“Il Canto di Roma” Viaggio musicale nella Roma del Seicento
Andrea De Carlo, viola da gamba e direzione; Roberto Mattioni, tenore; Lucia Adelaide Di Nicola, clavicembalo; Claudio Martin Poblete, arciliuto

Anonimo – Canto di pellegrini lungo la via Francigena – O Roma nobilis; Alessandro; Stradella – Sonata in Mi minore I-II; Giuseppino Cenci – Fuggi, fuggi da questo cielo; G. G. Kapsberger – Passacaglia in do minore; Stefano Landi – Dolce Vergine Maria; Luigi Rossi – Passacaglia del Sig. Luigi; San Filippo Neri – Vanità di vanità; Giuseppe Stefani – Canto morale all’alma
La vicenda umana e artistica di Alessandro Stradella sembra attraversata dalla stessa inquieta intensità che segnò il destino di Caravaggio: un talento straordinario, capace di rivoluzionare il proprio tempo, consumato però da una vita irregolare. Compositore tra i più audaci e innovativi del Seicento italiano, Stradella conobbe una carriera brillante nel teatro musicale e nella musica sacra, interrotta bruscamente dalla morte violenta a soli trentanove anni, nel 1682, a Genova. Il concerto ripercorre questa esistenza avventurosa e tormentata come un racconto in musica, restituendo il ritratto di un artista anticonvenzionale, animato da una continua tensione tra disciplina compositiva e impulso creativo. La sua scrittura, intensa e teatrale, rivela una modernità sorprendente, capace ancora oggi di colpire per forza emotiva e libertà espressiva. Protagonista l’ensemble guidato da Andrea De Carlo, tra i maggiori studiosi e interpreti della musica stradelliana.

27 luglio ore 21:15 Villa Marigola
Water as Memory and Inner Current
Anna Kravtchenko, pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart Fantasia in re minore, K. 397; Robert Schumann Carnaval, Op. 9; Franz Schubert / Franz Liszt Der Müller und der Bach”, S. 565; Pëtr Il’ič Čajkovskij Barcarola, Op. 37a n. 6, da Le Stagioni; Sergej Rachmaninov Sonata n. 2 in si bemolle minore, Op. 36 Versione 1931
Anna Kravtchenko è riconosciuta a livello internazionale come una delle pianiste più profonde e rigorose della sua generazione. La sua arte si distingue per rigore intellettuale, intensità emotiva e assoluta chiarezza strutturale, qualità che la collocano tra le interpreti più autorevoli del grande repertorio pianistico europeo. Questo programma esplora l’Acqua come memoria, immaginazione e corrente interiore. Dalla libertà visionaria della Fantasia di Mozart alle maschere e ai ricordi del Carnaval di Schumann, il recital attraversa paesaggi emotivi in continua trasformazione, come un flusso che muta forma senza mai interrompersi. Nel celebre Der Müller und der Bach di Schubert, trascritto da Liszt, l’Acqua diventa interlocutrice dell’anima, simbolo di consolazione, destino e trascendenza. La Barcarola di Čajkovskij evoca invece il lento movimento delle acque e il senso sospeso del tempo, mentre la monumentale Sonata n. 2 di Rachmaninov conclude il percorso con una straordinaria energia narrativa e sonora, in cui l’elemento acquatico sembra trasformarsi in una forza emotiva travolgente. Il recital presenta l’Acqua non come immagine descrittiva, ma come presenza interiore: un flusso di memoria, desiderio e trasformazione che accompagna l’esperienza umana e ne rivela le profondità più nascoste. Uno dei momenti più intimi e spirituali dell’intero Festival.

28 luglio ore 17:00 Villa Marigola
Dalle sponde della Neva al Golfo dei Poeti: Šostakovič-120: Dalla Russia Imperiale all’impero Sovietico
Musica, Teatro, Cinema e Fotografia: la vita di un genio
Anna Soudakova-Roccia, curatrice del volume “Dmitrij Šostakovič. Grande compositore sovietico” (Ed. Mudima), vi invita ad un viaggio immersivo tra immagini, storia, cultura e grande musica. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della grande cultura russa del ‘900 per esplorare il volto privato e pubblico di un uomo simbolo del suo tempo attraverso foto inedite e rare degli archivi pubblici e privati, filmati d’epoca, brani dei film, ascolti guidati: dai capolavori lirici e sinfonici all’intimità dei quartetti.

28 luglio ore 21:15 Villa Marigola
Nature as Ethics
Trio Palladio; Eva Bindere, violino; Kristina Blaumane, violoncello; Reinis Zariņš, pianoforte
Ensemble dell’Anno 2024
Pēteris Vasks – Works for Piano Trio
Con Nature as Ethics, il Trio Palladio propone un percorso interamente dedicato alla musica del compositore lettone Pēteris Vasks, tra le voci più intense e spirituali della scena contemporanea mondiale. Premiato come Ensemble of the Year 2024, il trio riunisce tre interpreti di assoluto rilievo internazionale: la violinista Eva Bindere (Primo Violino della Kremerata Baltica), il violoncellista Kristina Blaumane (Violoncello principale della London Philharmonic Orchestra) e il pianista Reinis Zariņš. Nelle pagine di Vasks, la natura non è semplice evocazione paesaggistica, ma luogo di riflessione morale e spirituale, specchio della fragilità e della profondità dell’esperienza umana. Il tema dell’acqua attraversa il programma come presenza silenziosa e contemplativa: corrente interiore, spazio di ascolto e memoria, respiro che connette l’uomo al mondo naturale. La scrittura musicale, essenziale e intensamente espressiva, alterna rarefazione e tensione emotiva, conducendo l’ascoltatore in una dimensione meditativa.

29 luglio ore 11:00 Villa Marigola
Water as Vision
Mikhail Farcossà, piano
Ludwig van Beethoven Sonata n. 17 op. 31 n. 2 “Tempest”; Frédéric Chopin – Prelude op. 28 n. 15, Etude op. 10 n. 4, Etude Op. 25 n. 12; Franz Liszt – St. Francis of Assisi Walking on the Waters, S.175; Franz Liszt – Au bord d’une source, S.160; Modest Moussorgsky By the water (Horowitz)
Questo recital esplora l’Acqua come visione, energia e trasformazione spirituale. Attraverso Beethoven, Chopin, Liszt e Musorgskij, il programma presenta l’elemento acquatico non come semplice paesaggio naturale, ma come forza simbolica capace di trasformare la percezione e ampliare l’immaginazione. Nella Tempesta di Beethoven l’Acqua appare come tensione e movimento interiore; nei Preludi e Studi di Chopin si manifesta come energia, slancio e potenza naturale. Liszt conduce l’ascoltatore verso una dimensione mistica e contemplativa con San Francesco di Paola che cammina sulle onde e Au bord d’une source, mentre Musorgskij chiude il percorso con una visione poetica e introspettiva. Interpretato da Mikhail Farcossà, giovane pianista tra i più interessanti della sua generazione, il programma invita ad attraversare territori sonori in cui realtà e immaginazione si fondono in un unico paesaggio visionario.

29 luglio ore 21:15 Villa Marigola
Oltre le Colonne d’Ercole
Valeria Solarino, voce narrante; Gloria Campaner, pianoforte
La voce narrante di Valeria Solarino e il pianismo libero di Gloria Campaner. Una serata che unisce poesia e musica per esplorare il tema del viaggio come esperienza di scoperta e trasformazione. Le parole dialogano con le atmosfere evocative di Claude Debussy, i Notturni di John Field e i Preludi di Frédéric Chopin. Attraverso autori come Charles Baudelaire, Walt Whitman e Robert Louis Stevenson, il viaggio diventa ricerca, conoscenza e desiderio di un ignoto altrove. Dal mito dell’Odissea fino a Dante, il percorso racconta due modi di partire: per tornare a sé stessi o per superare ogni limite, “per seguir virtute e canoscenza”.

30 luglio ore 21:15 Piazzetta San Giorgio
Keep It Wild
Astrig Siranossian, violoncello; Baptiste-Florian Marle-Ouvrard, organo
Un ensemble multidisciplinare trasforma il concerto in un rito sonoro. Astrig Siranossian, artista di forte personalità, guida un’esperienza che supera i confini tra generi e linguaggi. L’Acqua diventa origine e trascendenza, elemento primordiale che connette dimensione sacra e contemporanea.

31 luglio ore 21:15 San Terenzo, sotto al Castello
Symphonic Currents
Bomsori Kim, violino; Orchestra Filarmonica Toscanini; Gianluca Marcianò, direttore
E.W. Korngold Concerto per violino op. 35; L.v. Beethoven Sinfonia n. 4 op. 60
La star mondiale del violino Bomsori Kim, tra le violiniste più magnetiche e complete della sua generazione, incontra la Filarmonica Toscanini e il direttore musicale del Festival Gianluca Marcianò in un programma che accosta la levigata bellezza della Sinfonia n. 4 di Beethoven, “una snella fanciulla greca fra due giganti nordici”, come la definì Robert Schumann, al sognante e struggente Concerto per violino di Erich Wolfgang Korngold, un capolavoro assoluto, che assorbe gli elementi dell’acquisita cultura cinematografica statunitense ma li declina in un linguaggio post-romantico e modernista.

1 agosto Concerto all’alba ore 05:45 Marinella di San Terenzo
Water at Dawn
Mario Stefano Pietrodarchi, bandoneon; Miriam Prandi, violoncello
All’alba del 1° agosto, la spiaggia della Marinella di San Terenzo accoglie uno degli appuntamenti più evocativi e simbolici del Lerici Music Festival: il concerto alle prime luci dell’alba. Water at Dawn riunisce il violoncello di Miriam Prandi e il bandoneon di Mario Stefano Pietrodarchi in un concerto sospeso tra luce, silenzio e respiro del mare, nel momento in cui il giorno prende forma all’orizzonte. La musica si intreccia ai suoni del mare e alla luce dell’alba in un’esperienza irripetibile, dove il confine tra concerto e rito collettivo sembra dissolversi. Un momento di rara intensità poetica, che restituisce pienamente lo spirito del Festival e il suo legame profondo con la natura e il territorio.

1 agosto ore 21:15 Teatro Impavidi, Sarzana
Benjamin Britten – The Turn of the Screw, Op.54
Orchestra del Teatro Carlo Felice; Giuseppe Bruno, conductor; Michel El Ghoul, stage director
Prologue – James Schouten; Peter Quint – James Schouten; Governess – Sofia Savenko; Miss Jessel – Melinda Hughes; Mrs Grose – Dilan Saka; Flora – Jasmine Flicker; Miles – Nicholas Ceragioli
Al Teatro Impavidi di Sarzana va in scena il capolavoro di Benjamin Britten tratto dall’omonimo romanzo di Henry James. Questa produzione, in collaborazione con Opera for Peace, riunisce giovani talenti internazionali accanto ad artisti affermati. La storia segue una giovane governante incaricata di occuparsi di due bambini, Miles e Flora, in una isolata dimora di campagna. Ben presto la donna inizia a percepire la presenza di due figure spettrali – l’ex istitutrice Miss Jessel e il servo Peter Quint – che sembrano influenzare in modo inquietante i bambini. L’ambiguità è il cuore dell’opera: non è mai chiaro se le apparizioni siano reali o frutto dell’immaginazione. Questa incertezza psicologica si traduce in una musica tesa, frammentata e carica di tensione, dove ogni personaggio è associato a variazioni tematiche e trasformazioni sonore. L’Acqua assume qui una dimensione psicologica: corrente invisibile, ambigua e inquieta. Un’opera che diventa un viaggio nelle profondità dell’inconscio.

2 agosto ore 21:15 San Terenzo, Sotto Al Castello
Gran finale evento gratuito
Water: Tradition and Creation
Miriam Prandi, violoncello; Mario Stefano Pietrodarchi, bandoneon; Orchestra del Teatro Carlo Felice; Stefano Vignati, direttore
Edward Elgar – Cello Concerto in Mi minore, Op.85; Di Marino – Per Mare (World Premiere); Ennio Morricone – Western Medley (arr. Varelas)
Il concerto finale del Lerici Music Festival, una festa aperta a tutti, unisce grande repertorio e nuove musiche. Di Edward Elgar viene eseguito il Concerto per violoncello e orchestra in Mi minore, Op. 85, pagina emblematica della letteratura concertante per violoncello, affidata a Miriam Prandi, all’Orchestra del Teatro Carlo Felice e alla direzione di Stefano Vignati. Segue la prima esecuzione assoluta di Per Mare di Roberto Di Marino, composizione che esplora l’elemento dell’acqua come metafora di memoria, creando un ponte ideale tra passato e futuro musicale con il bandoneon di Mario Stefano Pietrodarchi.

C.S.M.
Fonte: tratto da comunicati stampa 30 giugno e 1 luglio 2026
Immagine di copertina: Orchestra Toscanini (c) Lerici Music Festival

LERICI MUSIC FESTIVAL 2026
MUSICA, IMMAGINI E PAROLE DALL’ACQUA
22 luglio – 2 agosto 2026

Biglietti: https://ticketitalia.com/lerici-music-festival-2026
Biglietteria: Via Giannoni, 6 Lerici martedì e giovedì10:30-16:00
Info: Tel.+39 379 1379677
info@lericimusicfestival.org
https://lericimusicfestival.org

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