Recensione di Angelina Travaglini. Romaeuropa Festival: il Gruppo acrobatico KA-IN di Tangeri ha messo in scena, in prima nazionale, la quotidianità della città marocchina .
Chiunque abbia visitato Tangeri non fa fatica a riconoscere nello spettacolo di danza KA-IN del Gruppo acrobatico di Tangeri, con la coreografia di Raphaëlle Boitel, i suoni, gli accenti e le vibrazioni della suggestiva città bianca del nord del Marocco: con 70 minuti di immersione nella Tangeri contemporanea, che ben poco conserva dei fasti letterari immortalati da Paul Bowles che a Tangeri, nel lontano 1949, scrisse il suo “Tè nel deserto”, KA-IN racconta delle inquietudini e della vita quotidiana dei giovani marocchini e lo fa recuperando un’antica tradizione acrobatica legata alla cultura Amazigh.

L’acrobazia nella cultura Amazigh (berbera) non è nata come intrattenimento circense, ma fonde spiritualità sufi, strategie militari e coesione sociale. Gli acrobati erano ex combattenti del Sud del paese che sapevano agilmente «impilarsi» uno sull’altro per sfruttare la piramide umana e scrutare il deserto. Davano l’allarme in caso di un sospetto avvicinarsi di carovane o di altri pericoli in vista e i ricchi commercianti li pagavano bene. Il mutamento veloce della vita cittadina, la progressiva perdita di importanza dei luoghi adibiti agli incontri comunitari, mercati compresi, ha portato alla dispersione della loro sapienza acrobatica, tramandata da padre in figlio con esercizi a corpo libero, senza uso di attrezzi ginnici.
Nello spettacolo andato in scena in prima Nazionale al teatro Brancaccio, nell’amito di RomaEuropa Festival, gli artisti di KA-IN restituiscono l’agilità dell’antica arte acrobatica marocchina e in scena si muovono come un organismo compatto da cui emergono, a tratti, individualità in cerca di affermazione. I 13 danzatori esprimono vitalità, senza mai smettere di interrogare il rapporto tra identità, libertà e desiderio di futuro. La coreografa francese Raphaëlle Boitel (nata nel 1984) artista circense, contorsionista, acrobata, attrice, regista teatrale, realizza una macchina scenica di rara bellezza formale e insieme fisica e coreografica, capace di tenere in tensione slancio, caduta, controllo e vertigine; in cui salti, equilibri e figure collettive diventano materia di un racconto sulla giovinezza come forza di rischio, desiderio di oltrepassare il limite e possibilità di una fraternità ancora tutta da inventare.
Recensione di Angelina Travaglini
Teatro Brancaccio 26 settembre 2027
Foto © Pierre Planchenault
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REF -RomaEuropa Festival vedi qui
https://groupeacrobatiquedetanger.fr/spectacles/ka-in

