Palazzo Ducale: Rubens, Pourbus, Guido Reni…capolavori da prestigiosi musei, tra cui il Louvre, invitano a riscoprire un protagonista della storia italiana ed europea del Seicento.

A quattrocento anni dalla scomparsa di Ferdinando Gonzaga (1587-1626), il Museo di Palazzo Ducale di Mantova dedica al duca una grande mostra che intende raccontare al pubblico il protagonista, raffinato mecenate e collezionista, dell’ultima grande stagione della committenza artistica gonzaghesca.
“Sole mirabile per luce propria. Ferdinando Gonzaga mecenate e duca (1587 – 1626)” è allestita nell’appartamento di Santa Croce in Corte Vecchia dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 (mostra inclusa nel biglietto di ingresso al museo).

[Frans Pourbus il Giovane, Ritratto di Ferdinando Gonzaga in abiti da cardinale, 1607 circa, Bologna, Pinacoteca Nazionale]

Figlio secondogenito di Vincenzo I Gonzaga ed Eleonora de’ Medici, Ferdinando fu destinato alla carriera ecclesiastica. Dopo gli studi a Ingolstadt e Pisa, nel 1607 divenne cardinale e dopo poco si trasferì a vivere a Roma, dove entrò in contatto con i maggiori artisti del tempo. Nel 1612 fu chiamato a succedere al fratello Francesco IV alla guida del Ducato di Mantova e del Monferrato. Smesso l’abito cardinalizio, dopo una liaison con Camilla Faà di Bruno – nobildonna monferrina che gli diede un figlio naturale, Giacinto – nel 1617 si sposò ufficialmente con Caterina de’ Medici, figlia del granduca Ferdinando I, rinsaldando i legami con la famiglia fiorentina: un matrimonio che, tuttavia, non fu coronato dalla nascita di figli.

La mostra vuole illustrare le peculiarità della committenza e del collezionismo di Ferdinando Gonzaga, che caratterizza per una forte attenzione verso gli artisti contemporanei, in particolare bolognesi e romani, o comunque attivi a Roma.

Tra i protagonisti spicca Domenico Fetti, che seguì Ferdinando a Mantova diventandone per un decennio il pittore di corte. Ferdinando protesse il Caravaggio e tanti artisti conosciuti a Roma: da Giovanni Baglione a Carlo Saraceni, da Bartolomeo Manfredi ad Antiveduto Grammatica, oltre che il Guercino, Guido Reni e Francesco Albani. Per il duca Ferdinando, Reni realizzò le quattro Storie di Ercole oggi al Louvre e i suoi allievi Francesco Gessi e Giovanni Giacomo Sementi collaborarono nella decorazione ad affresco, attorno al 1618, della Galleria degli Specchidel Palazzo Ducale.

L’attenzione per gli artisti bolognesi ed emiliani si estese anche ad Alessandro Tiarini, al Domenichino e al meno celebre Antonio Gatti. Il duca fu anche attento, anche se in misura minore rispetto al padre Vincenzo I, agli artisti nordici: fu ritratto da Rubens e da Peter Pourbus e raccolse opere di Paul Bril e, nel 1623, accolse a Mantova il giovane pittore Antoon van Dyck.

Un’attenzione particolare è dedicata anche alla scultura e all’architettura. Durante il governo di Ferdinando Nicolò Sebregondi progettò l’imponente Villa La Favorita, residenza suburbana concepita per accogliere le collezioni ducali, anticipando o affiancando nelle soluzioni la grande impresa di Versailles.

Con Ferdinando giunse a Mantova il Barocco: quello della pittura di Fetti, della poesia di Giovan Battista Marino (il quale, dovendogli la scarcerazione, nel 1620 si diceva debitore della “vita stessa” al duca di Mantova), della letteratura di Giovan Battista Basile. Il duca protesse importanti musicisti, come Girolamo Frescobaldi, e protagonisti del mondo teatrale come Giovan Battista Andreini.

Il Barocco si manifestò nella vita di corte grazie agli apparati scenici realizzati sotto la guida dell’esperto mantovano Gabriele Bertazzolo. Anche alla scultura, un ambito meno praticato nella città gonzaghesca, Ferdinando diede un notevole impulso, accogliendo a Mantova il bolognese Alessandro Algardi, il quale più tardi, a Roma, sarebbe divenuto l’unico vero antagonista di Gian Lorenzo Bernini. Algardi, nato a Bologna il 31 luglio 1598, giunse a Mantova circa ventenne e qui rimase fino al 1625, quando si trasferì a Roma. La mostra vuole proporre alcune riflessioni sugli esordi mantovani dell’artista, a confronto con importanti opere di scultura, di Pietro Tacca e di Gasparo Mola.

LA MOSTRA

Attraverso opere provenienti da prestigiose collezioni italiane, tra le quali le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, le Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, i Musei Civici di Rimini, il Museo di Castelvecchio di Verona e i Musei Civici di Treviso, e da raccolte estere, come il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Musée des Beaux-arts di Arras, le Colleciones Reales di Madrid, la Gemäldegalerie di Dresda, il Musée du Louvre e il Museo delle Arti Decorative di Parigi, e opere inedite di collezioni private, il progetto espositivo intende offrire una rilettura aggiornata della figura di Ferdinando Gonzaga, riconoscendone il ruolo di principe colto, mecenate, collezionista e promotore di una stagione artistica che rappresentò il canto del cigno della magnificenza gonzaghesca.

La mostra accoglie così capolavori di Rubens, Pourbus, Algardi, Manfredi e tanti altri protagonisti di quell’epoca, includendo un prestito eccezionale dal Musée du Louvre, il Nesso e Deianira di Guido Reni. Attraverso una quarantina di opere, l’esposizione ci offre uno spaccato di un’epoca che, col senno di poi, possiamo definire il canto del cigno dei Gonzaga: un momento di straordinario fasto, sul quale si addensavano le nuvole che portarono di lì a breve alla vendita delle collezioni di famiglia (1628-1629) e poi al tremendo Sacco del 1630-1631.

La mostra, inclusa nel percorso di visita di Palazzo Ducale, è allestita principalmente negli spazi dell’Appartamento di Santa Croce in Corte Vecchia, ma abbraccia idealmente i tanti luoghi del Museo che furono progettati od ornati da Ferdinando Gonzaga.

La mostra è curata da Stefano L’Occaso, con le funzionarie storiche dell’arte Giulia Marocchi e Silvia Merigo. L’allestimento è a cura dei funzionari architetti Antonio Giovanni Mazzeri e Andrea Palmieri, con la collaborazione delle architette Giulia Pampuri e Giulia Rossetti.

C.S.m.
Fonte: da comunicato stampa 4 settembre 2026
Immagini dell’allestimento: foto credit Giuseppe Fraccalvieri

SOLE MIRABILE PER LUCE PROPRIA
FERDINANDO GONZAGA MECENATE E DUCA (1587 – 1626)
10 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027
(mostra inclusa nel biglietto di ingresso al museo)

Palazzo Ducale – Appartamento di Santa Croce
Piazza Sordello 40 – 46100 Mantova
Infopoint: tel. 0376 352100
www.mantovaducale.beniculturali.it
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