Museo Etnografico Regionale: 150 gioielli e ornamenti testimoniano la qualità dall’arte orafa in Sardegna fra 1800 e 1950: oro, argento, corallo, granati, madreperla, ossidiana, pietre colorate e materiali di origine animale.

Riunite per la prima volta la Collezione Luigi Cocco e la Collezione Ennio Dalmasso in un percorso espositivo di alto valore storico e antropologico.
Attraverso una selezione di oltre cento pezzi datati dal secolo XIX alla prima metà del XX, l’esposizione mette in dialogo per la prima volta due raccolte fondamentali per la conoscenza dell’arte orafa tradizionale sarda, restituendone la straordinaria varietà di forme, tecniche e significati. L’Istituto Superiore Regionale Etnografico presenta la mostra “Aura et Ornamenta. Gioielli e ornamenti delle Collezioni Luigi Cocco – Ennio Dalmasso”, dal 24 ottobre 2026 al 28 marzo 2027 al Museo Etnografico Regionale “Collezione Luigi Cocco”. La mostra è visitabile negli orari di apertura del Museo, presso la Cittadella dei Musei di Cagliari, in piazza Arsenale n. 1.

L’abbinamento della Collezione Luigi Cocco con la Collezione Ennio Dalmasso costituisce un evento inedito di particolare rilievo per la storia culturale della Sardegna. Nate in tempi e circostanze differenti, le raccolte condividono la medesima tensione conoscitiva: sottrarre alla dispersione oggetti appartenuti alla vita quotidiana e al cerimoniale delle comunità sarde, riconoscendone il valore di profondi documenti storici e antropologici.

«Questa mostra rappresenta un viaggio straordinario nella memoria collettiva dell’Isola», afferma Anna Paola Mura, Direttrice Generale dell’ISRE. «Attraverso capolavori raffinatissimi come i grandi classici in filigrana o i rari pendenti decorati a ‘more’, riscopriamo manufatti che non erano semplici ornamenti estetici, ma veri e propri custodi di storie. Ogni pezzo rivela il legame profondo tra l’individuo, la comunità e una sfera protettiva e devozionale senza tempo».

La selezione di 150 esemplari – a cura di Efisio Carbone, Direttore del Polo Museale dell’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico e dal Settore Musei – documenta la straordinaria qualità raggiunta dall’arte orafa in Sardegna fra la seconda metà dell’Ottocento al primo cinquantennio del Novecento, un periodo dove i modelli elaborati nei secoli precedenti hanno continuato ad essere riprodotti, reinterpretati e adattati ai mutamenti del gusto e della società. Una panoramica completa e unica nel suo genere, che evidenzia e valorizza la ricchezza storica, culturale e antropologica del patrimonio orafo sardo conservato dall’ISRE.

I materiali della tradizione – come oro, argento, corallo, granati, madreperla, ossidiana, pietre colorate e materiali di origine animale – si trasformano, attraverso l’uso sapiente di tecniche quali la filigrana, lo sbalzo, la granulazione, l’incisione e l’incastonatura, in veri e propri strumenti di un linguaggio complesso, nel quale bellezza, prestigio e protezione risultano inseparabili.

La mostra evidenzia il valore del gioiello, non tanto come singolo esemplare prezioso sapientemente realizzato nel perpetuarsi dell’antica tradizione artigiana, ma quale componente ornamentale imprescindibile del complesso sistema di relazioni che unisce indissolubilmente il corpo, l’abito, la famiglia, la comunità, la devozione e finanche il soprannaturale.

Così il Presidente dell’ISRE Leonardo Moro: «Aura et Ornamenta nasce da una convergenza virtuosa fra collezionismo privato, responsabilità familiare e tutela pubblica. Da un lato, la generosità della famiglia Dalmasso, che ha concesso in comodato gratuito all’ISRE una raccolta di eccezionale rilievo; dall’altro, la disponibilità della famiglia Atzeni Sonedda, che ha reso possibile la cessione degli ultimi lotti della Collezione Luigi Cocco. Due scelte diverse, accomunate dalla volontà di preservare l’integrità di questi patrimoni e di renderli fruibili dalla collettività».

LA COLLEZIONE LUIGI COCCO 

Composta da circa duemila oggetti risalenti tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX, includendo 731 manufatti tessili, 1666 gioielli con splendidi lavori di filigrana in oro e argento, nonché una selezione di utensili, mobili e lavori di intaglio, è una preziosa testimonianza della cultura popolare della Sardegna. L’intera raccolta, che prende il nome dal magistrato Luigi Cocco (Villasor, 1883 – Cagliari, 1959), fu largamente costituita negli anni ‘30, venne riconosciuta nel 1948 dal Ministero della Pubblica Istruzionecome “complesso di eccezionale interesse artistico e storico” e infine acquistata nel 1954 dalla Regione Sardegna a garanzia della sua tutela e della pubblica fruizione. Dal 2010, l’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico conserva la Collezione all’interno della Cittadella dei musei di Cagliari, con il compito curarne permanentemente l’esposizione, la conservazione e la valorizzazione.  

LA COLLEZIONE ENNIO DALMASSO 

È il risultato di una lunga attività di ricerca condotta da Ennio Dalmasso, (Saluzzo 1928- 2024), intellettuale e collezionista che fece del gioiello sardo il campo privilegiato della sua indagine. Come studioso, esperto d’arte e protagonista della vita culturale, economica e sportiva della Sardegna del secondo Novecento, Dalmasso riunisce la propria raccolta non solo per la preziosità e la raffinatezza esecutiva dei manufatti sardi, ma in essi riconobbe le tracce di una visione antropologica in cui ornamento, religione, magia e vita sociale sono profondamente connessi. Il suo studio Gioielli. Storia, linguaggio, religiosità dell’ornamento in Sardegna, (Ed. Ilisso, 2004), rimane un riferimento essenziale per comprendere la profondità simbolica di questo patrimonio. La raccolta testimonia lo stesso sguardo sotteso nei suoi scritti: oltrepassare la superficie estetica degli oggetti per evidenziare la funzione, la storia e il significato. Dopo la morte dello studioso, la Collezione Ennio Dalmasso è stata concessa dagli eredi in comodato gratuito all’ISREperché il patrimonio raccolto nel corso di una vita di studio, ricerca e passione, fosse preservato in un corpus unitario, conservato in un contesto istituzionale e reso accessibile al pubblico, al fine di comprenderne il valore identitario per la cultura della Sardegna, proseguendo il lavoro scientifico avviato dal collezionista.

Il fondo gioielli dell’ISRE è uno straordinario ed esaustivo repertorio storico di produzioni artigianali nel campo dell’oreficeria tradizionale degli ultimi secoli. Tra essi spiccano capolavori assoluti delle consolidate tipologie di monili: reperti di gioielleria ornamentale, devozionale, accessori per abbigliamento. In particolare, l’ultimo nucleo di circa 400 pezzi acquisito nel 2023 integra la già importante parte della Collezione Cocco acquisita negli anni ’50, spicca per la presenza di molti oggetti d’oro tra cui coppie di bottoni, orecchini, catene e gancere la cui produzione è attestabile tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. 

C.S.m.
Fonte: da comunicato stampa 23 ottobre 2026

DODASCALIE:
Immagine di copertina:  Coppia di orecchini con doppio pendente elemento superiore “a fiore” in piastra d’oro traforata e incisa, con piccole perle in pasta vitrea rossa, elemento centrale costituito da un grano di corallo rosso incapsulato in filigrana d’oro, sostenuto da fogliame in filigrana con piccole perle in pasta vitrea rossa pendenti, elemento inferiore “a bottone” in filigrana d’oro, lunghezza 5 cm credits: Archivio ISRE

Collana vaghi in lamina d’oro con cilindretti alla base, applicazioni in filo d’oro ritorto e in lamina d’oro con cordonature in filo ritorto, lunghezza 53,5 cm. Questo tipo di cannacca è denominata “a mariga”, poiché le barrette saldate ai vaghi ricordano la forma dei manici delle brocche, sas marigas credits: Archivio ISRE

Spilla in lamina d’oro credits: Archivio ISRE

AURA ET ORNAMENTA
GIOIELLI E ORNAMENTI DELLE COLLEZIONI LUIGI COCCO – ENNIO DALMASSO
24 ottobre 2026 – 28 marzo 2027

Museo Etnografico Regionale Collezione Luigi Cocco – Cittadella dei Musei
piazza Arsenale 1 Cagliari
Telefono: 346 9724935   |   0784 242900
isresardegna@isresardegna.org
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