Due nuove mostre della GAMeC: l’installazione ideata da Anri Sala per il Palazzo della Ragione e la retrospettiva dedicata a Christian Frosi.

ANRI SALA: TRANSFIGURED
10 giugno – 16 ottobre 2022 ingresso gratuito
Palazzo della Ragione, Sala delle Capriate (Piazza Vecchia)

Per il quinto anno consecutivo la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo abita la prestigiosa sede del Palazzo della Ragione, cuore pulsante della città antica, con una nuova mostra firmata Anri Sala. Il celebre artista di origini albanesi, partendo dalla sua più recente installazione audio-visiva, Time no longer, attiva un intenso dialogo con l’iconica Sala delle Capriate.

Proiettato su uno schermo flottante lungo 16 metri, Time no longer si concentra sull’immagine di un giradischi galleggiante in una stazione spaziale. Ancorato al solo cavo elettrico di alimentazione, il giradischi riproduce un nuovo arrangiamento di Quartet for the end of time, una composizione realizzata dal musicista francese Olivier Messiaen (1908-1992) durante la detenzione in un campo di prigionia nazista, nella seconda guerra mondiale. In particolare, Sala si è ispirato all’unico movimento solista del quartetto, The abyss of the birds, scritto per clarinetto e suonato dal musicista algerino Henri Akoka.

Fa da suggestiva eco la storia di Ronald McNair, uno dei primi neri ad aver raggiunto lo spazio. Nel 1986 l’astronauta, essendo anche sassofonista professionista di talento, aveva pianificato di suonare e registrare un assolo a bordo dello Space Shuttle Challenger. Avrebbe dovuto essere il primo brano musicale originale registrato nello spazio, ma il veicolo spaziale si disintegrò pochi secondi dopo il decollo e tutti gli astronauti a bordo perirono. Gioiello tecnologico, lo shuttle si manifesta nella sua tragica fragilità evocando la vulnerabilità della condizione di prigioniero di Messiaen. 

Con la collaborazione del musicista André Vida e del sound designer Olivier Goinard, Anri Sala crea così un duetto fra due voci strumentali dove il clarinetto si confonde con il sassofono, unendo due momenti distanti nella storia e nel tempo, ma accomunati da un senso profondo di solitudine e allo stesso tempo di determinazione e volontà. Il buio della sala delle Capriate è interrotto da bagliori di luce provenienti da alcune lampade posizionate sul retro dello schermo che, seguendo il ritmo della musica, illuminano la sala. E, insieme a essa, i dipinti e gli affreschi sulle antiche pareti dove, tra gli altri personaggi, sono ritratti quattro angeli musici intenti a suonare una viola, una cornetta, un flauto e un organo. L’installazione collega così temporalità diverse che attraversano il passato, il presente e il futuro.


CHRISTIAN FROSI: LA STANZA VUOTA
10 giugno – 25 settembre 2022

A dieci anni dal suo ritiro dal mondo dell’arte, la GAMeC di Bergamo dedica a Christian Frosi (Milano, 1973) La stanza vuota, mostra a cura di Nicola Ricciardi dove sono raccolte e presentate per la prima volta insieme oltre 30 opere, realizzate in poco più di dieci anni di attività, che raccontano la transitorietà, elemento costante della sua produzione artistica.

Il percorso di mostra comprende lavori diventati iconici, come la nuvola di schiuma prodotta per la prima personale a Milano, Foam (2003), e altri meno conosciuti, tutti costruiti attorno a principi di precarietà, fuggevolezza, evanescenza, che ritroviamo anche nella carriera dell’artista.

L’inizio del percorso di Christian Frosi coincide con la conclusione degli studi a Brera nel 1999, mentre le sue ultime tappe professionali sono sempre meno rintracciabili. Dal 2012 smette di essere un artista: sceglie di non produrre, di non partecipare, di sottrarsi alla storia dell’arte, alle sue circostanze e ai suoi attori. Frosi si è lentamente e inesorabilmente reso irraggiungibile, troncando qualsiasi comunicazione con il mondo dell’arte e unendosi, senza una ragione evidente, alla schiera dei dropout. Quel momento coincide con numerose mostre personali sia in Italia che all’estero e con la partecipazione ad alcune importanti collettive, dalla prima Triennale di Torino, a una mostra al Magasin – Centre National d’Art contemporain di Grenoble, fino all’esposizione alla Galleria d’Arte Moderna di Milano.

La scelta di occuparsi di Frosi, dopo quasi dieci anni di silenzio e inaccessibilità, nasce innanzitutto dalla necessità di ricordare, proteggere, conservare il suo lavoro. La mostra aiuta a comprendere le innumerevoli sfumature che nell’arte assumono la fuga, il vuoto, e che nel caso di Christian Frosi hanno trovato compensazione in una produzione enigmatica e transitoria, capace di dominare per dieci anni la scena italiana.
La stanza vuota si completa di una pubblicazione edita da Lenz Press e GAMeC.

M.C.S.
Fonte: Ufficio Stampa, giugno 2022
Installation views: contributi fotografici Lorenzo Palmieri

GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Via San Tomaso, 53 – 24121 Bergamo
Tel. +39 035 270272
www.gamec.it