Ville palladiane, teatri, basiliche, piazze: 20 concerti di musica barocca, classica, contemporanea e nuove produzioni in prima assoluta. Protagonisti assoluti I Solisti Veneti.

Il Veneto Festival taglia nel 2026 il traguardo della sua 56ª edizione e si conferma molto più di una stagione concertistica: un grande itinerario culturale che attraversa il Veneto e si apre al mondo, intrecciando musica, architettura, paesaggio, spiritualità e memoria. Diretto da Giuliano Carella, con I Solisti Veneti protagonisti assoluti, il Festival Internazionale Giuseppe Tartini costruisce un percorso che unisce 18 luoghi tra ville palladiane, teatri storici, basiliche, piazze monumentali e luoghi simbolici del patrimonio italiano edeuropeo, facendo dialogare repertorio barocco, classicismo, musica contemporanea e nuove produzioni in prima assoluta.

Il Veneto Festival 2026 si muove lungo una geografia musicale fatta di rimandi, dialoghi e corrispondenze, dove la memoria del passato incontra sensibilità e linguaggi del presente.
Da Tartini a Vivaldi, da Händel a Mozart, fino a Šostakovič, Arvo Pärt, Ennio Morricone e Rachel Portman, il Festival disegna una mappa sonora capace di mettere in relazione tradizione e contemporaneità, sacro e teatrale, grande repertorio e riscoperta musicologica.
Il 56° Veneto Festival propone complessivamente 20 concerti distribuiti tra maggio e settembre 2026, con appuntamenti in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Slovenia e Romania.

Accanto ai concerti più identitari della tradizione dei Solisti Veneti emergono alcune importanti novità: la prima assoluta in tempi moderni dell’Oratorio “Mundi salus” di Baldassare Galuppi; la nuova produzione “Grammelot Musicale” dedicata al centenario della nascita di Dario Fo con Paolo Rossi; l’omaggio alla “musica degenerata” perseguitata dai totalitarismi, oltre a un’attenzione crescente per il dialogo tra musica e architettura,evidente già nei titoli stessi di alcuni appuntamenti come “Architettura Sonora” e “SerenataPalladiana”.


IL PROGRAMMA

Ad aprire il Festival, lunedì 25 maggio alle ore 21 all’Auditorium Pollini di Padova, il Concerto inaugurale affidato a I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella con la partecipazione del mezzosoprano e stella della lirica Lilly Jørstad. Il programma costruisce un raffinato itinerario tra classicismo viennese e teatro barocco italiano: dalla Sinfonia n. 21 di Haydn alle celebri arie vivaldiane tratte da “Griselda”, “Giustino” e “Juditha Triumphans”, passando per Porpora e per il raro Concerto RV 562 scritto da Vivaldi per l’inaugurazione del Teatro di Amsterdam nel 1738. A chiudere è il “Concertone” KV 190 di Mozart, pagina luminosa e teatrale che mette in dialogo due violini e orchestra.

Martedì 2 giugno alle ore 21 il Veneto Festival approda al Teatro Olimpico di Vicenza con “L’Olimpo all’Olimpico”, concerto celebrativo degli 80 anni della Repubblica Italiana realizzato in collaborazione con l’Accademia Olimpica. Protagonista internazionale è il contralto greco Marita Paparizou in un programma che alterna Vivaldi, Händel, Gluck e Porpora, culminando nel Quartetto in mi minore di Giuseppe Verdi nella rara versione orchestrale per archi. Il concerto stabilisce un suggestivo dialogo tra il teatro classico palladiano e la teatralità musicale del Settecento europeo.

Il 12 giugno, nella chiesa di Santa Caterina a Padova, “Tartini, da Pirano a Padova”, concerto affidato all’Ensemble Terzo Suono del Tartini Festival di Pirano. Il programma intreccia il compositore piranese con Mozart e Beethoven in un raffinato percorso cameristico, mentre il nome stesso dell’ensemble richiama il celebre fenomeno acustico del “Terzo Suono”, teorizzato dal Maestro delle Nazioni e divenuto uno dei cardini della sua ricerca matematica e filosofica. La proposta nasce in collaborazione con il Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia e con il Tartini Festival di Pirano e con il suo programma approfondisce il dialogo culturale tra le due sponde dell’Adriatico nel nome del compositore.

Il giorno successivo, sabato 13 giugno alle ore 20.30, il Santuario di Maria Madre della Provvidenza a Sarmeola di Rubano ospita “Nel giorno del Santo”, appuntamento realizzato con la Fondazione OPSA. Il Veneto Festival ritrova la propria dimensione spirituale attraverso pagine sacre di Tartini, Albinoni, Torelli e Vivaldi, con la partecipazione del Coro Iris Ensemble diretto da Marina Malavasi e del trombettista Roberto Rigo. Il programma alterna concerti strumentali a grandi pagine corali come il “Magnificat”, il “Credo” e il “Laetatus sum”, riportando alla luce la magnificenza della Venezia sacra del Settecento.

Tra gli appuntamenti più raffinati del cartellone figura “Dissertazione armonica”, il 16 giugno al Bastione San Massimo di Padova e poi nuovamente in settembre a Costanza, in Romania. Affidato all’Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti, composto dalle prime parte dell’Orchestra, il concerto esplora la grande sonata barocca italiana ed europea con pagine di Vivaldi, Albinoni, Händel e Tartini, culminando nel celeberrimo “Trillo del Diavolo”. Un programma di straordinaria densità storica e tecnica, pensato quasi come una ricostruzione viva della scuola violinistica tartiniana, che viene proposto nell’ambito del Festival MuraLive e successivamente replicato il 19 e 20 settembre alle ore 21 al Salone dei Concerti del Casinò di Costanza, in Romania, per il Cazino Music Festival organizzato da uno dei più importanti istituzioni musicali europee: il George Enescu Festival.

Mercoledì 17 giugno, nella Barchessa di Villa Pisani Bonetti a Bagnolo di Lonigo, “Serenata Palladiana” mette in dialogo architettura e pianoforte attraverso Mozart, Steibelt e John Field. Con Alessandro Cesaro al pianoforte, l’Ensemble Vivaldi de I Solisti Veneti esplora il concerto classico e protoromantico in un contesto palladiano di straordinario fascino. Particolarmente raro il Concerto “La Tempesta” di Daniel Steibelt, pagina di grande virtuosismo descrittivo. La proposta è realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Villa Pisani – Contemporary Art.

Il 21 giugno, nel giorno del solstizio d’estate, Villa de Claricini Dornpacher a Bottenicco di Moimacco accoglie uno degli appuntamenti simbolo del Festival: “Solstizio d’Estate”. Il programma è dominato dalle “Quattro Stagioni” di Vivaldi, interpretate dal violino solista di Lucio Degani, accanto al celebre Concerto “Grosso Mogul” e al Concerto RV 531 per due violoncelli. Un concerto che trasforma il paesaggio naturale in una vera estensione sonora della musica, e si svolge per l’Accademia di Studi Pianistici “Antonio Ricci”.

Il 30 giugno, nella Basilica di Sant’Antonio a Padova, “Splendore del Santo” chiude il Giugno Antoniano con la partecipazione del basso Adrian Sâmpetrean, voce acclamata nei più importanti teatri del mondo. Händel, Bach e Vivaldi compongono un percorso tra sacralità, teatralità e profondità spirituale, in uno dei luoghi più identitari della città. Il concerto è organizzato in collaborazione con la Pontificia Basilica di Sant’Antonio e il Giugno Antoniano.


MUNDI SALUS: PRIMA RAPPRESENTAZIONE IN TEMPI MODERNI

Il grande evento musicologico del Festival è “Mundi Salus”, oratorio di Baldassare Galuppi proposto il 7 luglio a Villa dei Vescovi, il 10 luglio a Villa Pisani di Stra e il 12 luglio a Villa di Maser. Si tratta di una vera riscoperta: un “dialogus sacer” destinato alle giovani cantanti degli Incurabili di Venezia e presentato per la prima volta in epoca moderna grazie alla revisione di Franco Rossi. La produzione, diretta da Giuliano Carella con regia di Aldo Tarabella e costumi del Teatro Comunale di Bologna, rappresenta uno degli appuntamenti di maggiore rilievo culturale dell’intera estate musicale italiana.

All’interno del Salone da ballo di Villa Pisani (Museo Nazionale) sotto l’Apoteosi della famiglia Pisani, il musicologo Franco Rossi e Francesco Trentini, storico dell’arte e funzionario responsabile per la tutela e la valorizzazione di Villa Pisani, introducono l’evento illustrando al pubblico la stretta relazione tra il libretto di Mundi salus e l’affresco di Giambattista Tiepolo, nel quale sono rappresentati anche i quattro protagonisti dell’Oratorio scritto da Baldassare Galuppi e commissionato dai Pisani. L’esecuzione si svolge successivamente nelle corti della Villa.


MUSICA DEGENERATA E ARCHITETTURA SONORA

Il 15 luglio, alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, “Musica degenerata” induce a una riflessione sulla persecuzione artistica e sui totalitarismi del Novecento. Accanto a Vivaldi, compaiono Hindemith, Bruch e soprattutto la Chamber Symphony op.110a di Šostakovič, struggente monumento musicale dedicato “alle vittime del fascismo e della guerra”. Un programma di forte intensità civile ed emotiva, che amplia lo sguardo storico del Festival oltre il repertorio barocco. “Musica degenerata” è realizzato in collaborazione con il Teatro La Fenice.

“Architettura Sonora”, giovedì 16 luglio alle ore 21 al Net Center di Padova, nasce in collaborazione con Net Center e rappresenta uno degli appuntamenti più orientati al dialogo tra musica, spazio contemporaneo e architettura urbana. Come da tradizione, il concerto in Piazza Aldo Moro, progettata dall’archistar Aurelio Galfetti, I Solisti Veneti si cimentano in un programma che spazia dal Barocco di Geminiani e Vivaldi, passando per il Classicismo di Mozart, fino alle tonalità delle musiche da film di Ortolani, Morricone e Piazzolla.


LA NUOVA PRODUZIONE IN PRIMA ASSOLUTA DEDICATA A DARIO FO

Ancora più sperimentale è “Grammelot Musicale”, in programma il 23 luglio in Piazza Eremitani a Padova, nel centenario della nascita di Dario Fo. Paolo Rossi e Caterina Gabanella dialogano con I Solisti Veneti e con l’elettronica live di Maurilio Cacciatore in una nuova produzione in prima assoluta, costruita tra parola, suono, ironia e destrutturazione teatrale. Nel 1978, la messa in scena al Teatro alla Scala di Milano dell’Histoire du soldat di Igor Stravinskij, con la regia di Dario Fo, ha segnato l’esordio teatrale di Paolo Rossi, all’epoca venticinquenne. Nel 2010 Dario Fo, dopo aver assistito a Il Mistero buffo (nell’umile versione pop), rivisitazione di Rossi del suo immenso capolavoro, ha definito così l’attore: «la sua fisicità è innegabile, quasi miracolosa e mi colpisce la sua capacità di trasformarsi. Lui, di bassa statura, sulla scena cresce, cresce e si ingigantisce a vista sotto gli occhi dello spettatore». In questo spettacolo di prosa e musica, affianca Paolo Rossi l’attrice, regista e psicologa Caterina Gabanella, in un gioco delle parti che si ispira alla sinergia creativa di Dario Fo e Franca Rame.
Le Sonate per archi di Rossini sono un ulteriore omaggio al poliedrico Dario Fo che curò la regia di diverse opere rossiniane.


IL PROGRAMMA CONTINUA

Il 29 luglio, a Villa Breda, “Al caro mormorio di fronde” riporta il Festival nel cuore del paesaggio estivo con Galuppi e ancora le “Quattro Stagioni” di Vivaldi, in un concerto che sembra voler trasformare il fruscio degli alberi, la luce e la natura in parte integrante della partitura stessa. Organizzato in collaborazione con GirovagArte, il concerto crea un raffinato intreccio tra musica, natura e paesaggio estivo.

Il Veneto Festival si spinge poi oltre i confini regionali con “Muovendosi tra i silenzi”, il 24 agosto al Teatro Galli, come evento principale del noto Meeting di Rimini. Il programma si apre alla spiritualità contemporanea di Arvo Pärt, alle atmosfere eteree di Ennio Morricone e alle celebri suites tratte dalle colonne sonore di Rachel Portman, compositrice Premio Oscar che ha dedicato “Filmscapes” a Massimo Mercelli e a I Solisti Veneti. Un concerto sospeso tra contemplazione, cinema e lirismo contemporaneo. Il concerto è realizzato in collaborazione con Emilia Romagna Festival.

Il 29 agosto si torna simbolicamente a Pirano con “Tartini, da Padova a Pirano”, rinsaldando il ponte culturale tra Veneto e Slovenia. Corelli, Vivaldi, Galuppi, Platti e Tartini compongono un mosaico musicale che restituisce la ricchezza cosmopolita dell’Adriatico settecentesco, mentre il finale con “Filmscapes” di Rachel Portman apre idealmente il repertorio antico a una dimensione contemporanea e cinematografica. Il concerto inaugura l’importante Tartini Festival di Pirano.

A chiudere il Festival, il 6 settembre all’Auditorium Pollini di Padova, è il concerto dedicato all’ottavo anniversario della scomparsa di Claudio Scimone. Con la cornista tedesca Annemarie Federle, I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella propongono Haydn, Boccherini e i Concerti per corno KV 417 e KV 495 di Mozart: un finale elegante e luminoso, quasi un omaggio alla classicità europea e alla grande tradizione interpretativa costruita negli anni dall’orchestra padovana. La giovane Anemarie Federle è divenuta in brevissimo tempo una dei cornisti più acclamati al mondo. Nel 2020, a soli vent’anni, è diventata Primo corno della London Philharmonic Orchestra. Immediatamente si è imposta nel ruolo di solista esibendosi con le più importanti orchestre inglesi come la London Symphony, la BBC Philharmonic Orchestra, la Royal Philharmonic e la Philharmonia. Il programma unisce l’omaggio alla grande classicità viennese e alla tradizione interpretativa de I Solisti Veneti.

C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 19 maggio 2026
Immagine di copertina: area Stampa I Solisti Veneti

VENETO FESTIVAL 2026
25 maggio – settembre 2026

Informazioni:
I Solisti Veneti
Piazzale Pontecorvo, 4/a – 35121 Padova
Tel. 049666.128
info@solistiveneti.it
www.solistiveneti.it
https://www.facebook.com/solistiveneti
https://www.instagram.com/isolistiveneti
https://www.youtube.com/channel/UCPc6oVlg514Ju_BaPAAq3mw