29° edizione: Memories and future dreams. Quattro nuovi artisti internazionali: Tony Oursler, Flavio Favelli, Canemorto e Samson Young.

Luci d’Artista è il progetto di arte pubblica più importante in Italia per storia, qualità degli artisti coinvolti e delle opere in collezione. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di posizionarsi stabilmente a livello internazionale come una delle principali istituzioni volte a ridefinire i confini dell’arte nello spazio pubblico e dell’utilizzo della luce come linguaggio artistico.
Ha preso il via la 29ª edizione di Luci d’Artista, il progetto della Città di Torino, realizzato da Fondazione Torino Musei e curato da Antonio Grulli, che amplia e rinnova il proprio percorso con 31 installazioni luminose. Quest’anno ci sono ben quattro nuove opere firmate da grandi protagonisti della scena artistica.

La grande novità dell’anno è la partecipazione del leggendario artista americano Tony Oursler, cheper Luci d’Artista ha realizzato la sua prima opera di arte pubblica in Italia. A lui si affiancano, con nuove produzioni pensate appositamente per la manifestazione, Flavio Favelli, Canemorto e il progetto speciale di Samson Young.
Un nuovo capitolo di un progetto che, ancora una volta, porta l’arte contemporanea tra strade e piazze, e accompagna Torino nel passaggio dall’autunno all’inverno e che si estende a un luogo simbolo della città come il Politecnico e a nuove location che entrano a far parte della geografia di Luci d’Artista, moltiplicando le occasioni in cui la luce incontra l’architettura, gli spazi pubblici e chi li attraversa.

[Valerio Berruti Ancora una volta Foto Roberta Rogina_Courtesy FIAF]

Anche questa 29a edizione prosegue nel segno di grandi nuove luci all’interno di un format ormai consolidato e riconoscibile che ha trasformato il progetto in una vera istituzione artistica.
Grazie al percorso intrapreso negli ultimi anni da Fondazione Torino Musei, Luci d’Artista ha cambiato completamente la propria natura. Tutto questo è stato reso possibile dalla creazione e messa a regime di una serie di sezioni collaterali che hanno allargato i confini fisici della manifestazione al resto d’Italia e all’Europa, e soprattutto i confini temporali, rendendola attiva tutto l’anno.

Accanto alla valorizzazione, all’ampliamento e alla tutela – grazie ai continui restauri – della collezione principale, la sezione Costellazione si arricchisce di importanti collaborazioni con istituzioni prestigiose come il Museo del Novecento di Milano, la Reggia di Venaria e l’Accademia Albertina, con le quali si sta iniziando a sviluppare un percorso di lavoro insieme. Con la sezione Duet quest’anno si viaggia tra Lubiana e Vienna, e per finire Accademia della Luce, il public program di Luci d’Artista, coinvolge il Politecnico di Torino, permettendo a questo progetto di evolversi sempre di più e di rendere Luci d’Artista un vero e proprio laboratorio di ricerca.

Una delle grandi novità di questa edizione è il coinvolgimento di uno special guest: Massimo Vitali, fotografo di fama internazionale, invitato a realizzare un’opera che celebri la dimensione sociale e comunitaria di Luci d’Artista.

Le Luci della 29ª edizione restano accese dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027: per quasi tre mesi si accendono piazze, strade e luoghi simbolo della città trasformando il paesaggio urbano attraverso il linguaggio della luce.
Il progetto è patrimonio della Città di Torino, realizzato da Fondazione Torino Musei con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT. Partner: Iren, Politecnico di Torino, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino, OGR Torino, Palazzo Madama.

MEMORIES AND FUTURE DREAMS

Un tema percorre la 29ª edizione di Luci d’Artista: Memories and future dreams. Sono le memorie e i sogni futuri della città di Torino, a cui magicamente tutti gli artisti hanno voluto attingere per raccontare storie, prendere spunti e lasciarsi ispirare.

Si viaggia con l’immaginazione guardando alpresente e al futuro di una città in grado di essere all’avanguardia nel suo percorso di ricerca tecnologica e progresso come nel caso dell’installazione Star*(life) di Tony Oursler ma al tempo stessosi ripercorrono le ferite della storia con l’opera Poetiche del confine di Flavio Favelli e si celebra la memoria gloriosa del tessuto industriale della città e la sua tradizione magica come nel caso della Luce mobile The radiant van del trio Canemorto.Con queste opere dialoga la proiezione di Samson Young che esplora lamemoria architettonica di Hong Kong e la sua gloriosa tradizione nel cinema di arti marziali.

LE QUATTRO NUOVE INSTALLAZIONI LUMINOSE

STAR*(LIFE) DI TONY OURSLER
Facciata del Politecnico di Torino (Corso Duca degli Abruzzi, 24)

Spesso pensiamo allo spazio al di fuori del nostro pianeta come a qualcosa di “alieno”: in realtà siamo fatti della stessa materia di cui sono fatte le stelle e i pianeti. Star*(life) racconta la magia dell’universo, la poesia della ricerca scientifica e tecnologica e la ricerca di vita nello spazio come un viaggio all’interno di noi stessi, un viaggio spesso guidato dal sogno e dalla visione.

La collaborazione con il Politecnico di Torino per la realizzazione dell’opera rappresenta un passaggio fondamentale nella crescita di Luci d’Artista come istituzione, capace di mettere in relazione le eccellenze della città e di coinvolgere, accanto alle istituzioni artistiche, anche il mondo della ricerca e dell’innovazione. Una collaborazione che permetterà di sviluppare ulteriormente Accademia della Luce, il public program della manifestazione, attraverso l’attivazione di una serie di progetti con il Politecnico.

Per celebrare la collaborazione e la prima opera pubblica permanente in Italia di Tony Oursler, che entra a far parte della Collezione di Luci d’Artista, durante il corso della manifestazione si terrà a Torino una Lectio pubblica dell’artista in collaborazione con il Politecnico di Torino.

POETICHE DEL CONFINE DI FLAVIO FAVELLI
Musei Reali di Torino – Piazzetta Reale

Ferri battuti, cancelli, ringhiere e lampade raccolti nel tempo. Molti dei materiali utilizzati sono reperti salvati da Vittorio Viale, allora Direttore dei Musei Civici, tra le macerie di Torino dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e custoditi a Palazzo Madama. L’opera intreccia memoria e materia, passato e presente, dando nuova vita a oggetti che portano ancora i segni della storia e riportano alla luce il corpo ferito della città. Il riutilizzo di cancelli, inferriate e ringhiere in ferro battuto diventa per Favelli anche una riflessione sul confine, che da elemento di separazione si trasforma in materia e forma. La collocazione ai Musei Reali di Torino, in Piazzetta Reale sottolinea il carattere dell’opera come monumento appartenente alla collettività torinese, mettendo in relazione il decoro e la bellezza dei ferri con l’eleganza composta della città. Si tratta della prima opera di Luci d’Artista realizzata interamente con materiali recuperati e riutilizzati: un aspetto fondamentale per una manifestazione sempre più attenta alla sostenibilità. Uno speciale ringraziamento al Direttore di Palazzo Madama Giovanni Carlo Federico Villa con Simonetta Castronovo e Tiziana Caserta e alla Direttrice Generale dei Musei Reali di Torino Paola D’Agostino con Stefania Dassi.

Domenica 1° novembre alle ore 17:00, l’artista Flavio Favelli sarà il protagonista di un talk insieme al curatore Antonio Grulli presso il Meeting Point di Artissima.

THE RADIANT VAN DI CANEMORTO
Itinerante. Prima tappa Piazzale Valdo Fusi (dal 23 al 28 ottobre)

Opera realizzata grazie al sostegnodella Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (14ª edizione, 2025),volto alla promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana.
Il furgone-lanterna magica è un omaggio ironico ai due grandi miti di Torino: la produzione automobilistica e l’esoterismo. 18 simboli portafortuna presi a prestito da ogni angolo del globo, incisi sulle fiancate del van e illuminati dall’interno, trasformano il mezzo in un grande generatore mobile di energie positive. Il progetto è partito da Lubiana, quando The radiant van ha trasportato le opere per la mostra The painting race del trio Canemorto alla Match Gallery. Il Van ha proseguito il suo viaggio fino a Venezia, per la settimana inaugurale della Biennale Arte 2026, e nuovamente a Lubiana, dove è stato presentato nell’ambito del Lighting Guerrilla Festival. Il viaggio performativo del Van è raccontato nel documentario realizzato da Marco Proserpio, dal sound designer Matteo Pansana e nel corpus fotografico di Alessandro Trapezio, pubblicato nel catalogo edito da Studio bruno. La Luce fa parte della sezione Duet.

Dal 30 ottobre al 1° novembre The radiant van è esposto ad Artissima all’ingresso dell’Oval, per poi ritornare successivamente in Piazzale Valdo Fusi. Le tappe successive saranno Piazza Vincenzo Arbarello (dal 30 novembre al 20 dicembre) e Piazza Vittorio Veneto (dal 21 dicembre al 10 gennaio 2027).

INVERSIONS DI SAMSON YOUNG
OGR Torino, Corso Castelfidardo 22

In Inversions (2026) Samson Young mette in dialogo due elementi profondamente legati alla storia culturale di Hong Kong: la Kam Tin Tree House, un edificio storico progressivamente avvolto dalle radici aeree di un banyan cinese (Ficus microcarpa), e le immagini del combattimento finale di Drunken Master di Fung Ku, uno dei primi classici del cinema di arti marziali.

Le riprese della Tree House e quelle del film si sovrappongono all’interno dell’opera e vengono sottoposte a un processo iterativo di modificazione e ridipintura algoritmica, accompagnato dalle percussioni di David Cossin. I diversi strati visivi e sonori si fondono così in una nuova narrazione, che riflette sulle continue trasformazioni del paesaggio di Hong Kong e sull’incontro tra natura, cinema, tecnologia e architettura. Come le radici aeree del banyan, Inversions si sviluppa attraverso molteplici livelli di significato, mettendo in relazione memorie e immagini del passato con un territorio in rapida evoluzione.

MASSIMO VITALI: THE SPECIAL GUEST

Una delle novità di questa edizione è il progetto speciale di Massimo Vitali. Il grande fotografo internazionale è stato invitato a creare una nuova opera che celebri la dimensione sociale e comunitaria di Luci d’Artista in vista del trentesimo anniversario della manifestazione. A gennaio, per la chiusura dell’edizione, sarà organizzato un evento pubblico durante il quale il Maestro realizzerà, con protagonista una delle Luci storiche, uno dei suoi celebri scatti in cui ritrae importanti momenti diaggregazione.
Il coinvolgimento di Vitali ribadisce il legame della manifestazione con il mondo della fotografia, con la scrittura attraverso la luce. Negli anni, per moltissimi fotografi e foto-amatori, le opere d’arte accese nella notte hanno rappresentato un soggetto eccezionale e una sfida.

PIAZZA ARBARELLO: FLAVIO FAVELLI A 20 METRI DI PROFONDITÀ

Si rinnova la collaborazione con Iren grazie a un progetto inedito che vede protagonista Flavio Favelli, autore di un’installazione luminosa site-specific all’interno della cabina di trasformazione primaria di Piazza Arbarello, la più grande stazione elettrica sotterranea di Torino, realizzata e gestita da IRETI – Gruppo Iren. Lo spazio, situato a circa 20 metri di profondità, si trasforma in una project room per la sperimentazione artistica sulla luce, creando un dialogo tra arte contemporanea e infrastruttura tecnologica. Flavio Favelli da sempre si è imposto nella scena dell’arte italiana e internazionale attraverso il riutilizzo e il recupero di materiali del passato legati alla memoria collettiva.
La cabina è eccezionalmente aperta al pubblico nei pomeriggi di venerdì 30 e sabato 31 ottobre dalle ore 13:30 alle ore 18:30, in occasione delle giornate dedicate all’arte contemporanea.

LA NUOVA GRAFICA

Da quest’anno l’immagine coordinata di Luci d’Artista è stata ideata da studio bruno. Dal 2013 bruno è lo pseudonimo di Andrea Codolo e Giacomo Covacich. Il progetto, con sede a Venezia, combina uno studio di grafica, una casa editrice e uno spazio dedicato all’editoria contemporanea.

Si affianca un progetto speciale di comunicazione del fotografo Alessandro Trapezio, che ha sviluppato una serie di bustine di zucchero in edizione speciale. Le bustine sono disponibili in tre diverse versioni, ciascuna con il ritratto di uno degli artisti delle nuove Luci della 29ª edizione: Tony Oursler, Flavio Favelli e Canemorto.

Cambia inoltre la gestione dei canali social, affidata da quest’anno al fotografo e videomaker torinese Alessandro Muner, nuovo social media manager della manifestazione.
Si rinnova la preziosa collaborazione con i partner storici FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. e con Puma Lavori in Fune

RECUPERO E RESTAURO DELLE LUCI

Prosegue senza interruzioni l’attività di recupero, restauro e aggiornamento delle Luci d’Artista. Il patrimonio di installazioni luminose è particolarmente fragile, sia per le caratteristiche intrinseche delle opere sia per il loro posizionamento all’aperto. Per questo ogni anno viene messo in campo un grande impegno per garantirne il restauro e il recupero, rendendo inoltre le Luci sempre più moderne e sostenibili.

Anche quest’anno un ruolo fondamentale lo hanno svolto la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e l’Unione Industriali Torino, la cui presenza costante ha permesso di effettuare un restauro ordinario dell’opera Amare le Differenze di Michelangelo Pistoletto (2005). Le frasi che compongono l’opera inizieranno progressivamente ad essere sostituite dalla tecnologia a LED consumando sempre meno energia.

[Tracey Emin Sex and Solitude Foto Andrea Rossetti]

LE LUCI: COLLOCAZIONI

Le 31 luci si riaccendono;i cittadini e i turisti possono alzare gli occhi e ritrovare le opere luminose nelle loro classiche location, oppure andare alla ricerca delle nuove collocazioni.

Alcune Luci cambiano sede rispetto alla precedente edizione: Ancora una volta di Valerio Berruti si può ammirare nuovamente in una storica collocazione in Galleria Subalpina; Luì e l’arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi torna a risplendere in Via Carlo Alberto e Bouncing the ball di Riccardo Previdi viene posizionata in Piazza d’Armi, luogo cruciale della vita cittadina e teatro di grande sport.

Si riconfermano nelle collocazioni precedenti le Luci storiche VR Man di Andreas Angelidakis in Piazza Bodoni; Orizzonti di Giovanni Anselmo, in Piazza Carlo Alberto; Tappeto volante di Daniel Buren in Piazza Palazzo di Città; Swarms (Sciami) di Chiara Camoni al Grattacielo della Regione Piemonte; Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime di Nicola De Maria in Piazza Carlina; Untitled di Gintaras Didžiapetris al Museo Regionale di Scienze Naturali (Via Accademia Albertina angolo Via Giolitti); Sex and Solitude di Tracey Emin ai Giardini Reali bassi; L’energia che unisce si espande nel blu di Marco Gastini in Galleria Umberto I; Migrazione (Climate change) di Piero Gilardi inVia Sant’Agostino; Azzurrogiallo di Giorgio Griffa al Giardino Cavour; Illuminated benches di Jeppe Hein, in Piazza Risorgimento; Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn sul Monte dei Cappuccini; Cultura=Capitale di Alfredo Jaar sulla facciata del Museo Diffuso della Resistenza; Doppio passaggio di Joseph Kosuth sul Ponte Vittorio Emanuele I; Io, sono nato qui. di Renato Leotta sul tetto dell’Ospedale Sant’Anna; Il volo dei numeri di Mario Merz sulla Mole Antonelliana; Concerto di parole di Mario Molinari in Piazza Polonia; Scia’Mano di Luigi Ontani ai Giardini Sambuy di Piazza Carlo Felice; Palomar di Giulio Paolini in Via Po; Amare le differenze di Michelangelo Pistoletto in Piazza della Repubblica (Tettoia dell’Orologio); Ice Cream light di Vanessa Safavi in Largo Montebello, Noi di Luigi Stoisa in Via Garibaldi;“…?…” di Grazia Toderi in cima alla cupola della Basilica Mauriziana (visibile da Piazza della Repubblica) e Luce Fontana Ruota di Gilberto Zorio in Corso Unità d’Italia (Laghetto di Italia ’61).

COSTELLAZIONE

Torna anche quest’anno, sempre più ricca, Costellazione, la sezione collaterale in cui sono presentate le opere luminose realizzate dalle Istituzioni del territorio. E ancora una volta esce dai confini torinesi estendendosi ad altre città italiane.
Si è dato vita infatti a un’importante collaborazione con il prestigioso Museo del Novecento di Milano, diretto da Gianfranco Maraniello, sede di una delle collezioni più importanti di arte moderna e contemporanea d’Italia. Il gemellaggio tra Luci d’Artista e l’istituzione milanese celebra il recente posizionamento del neon Vedere le cose (per A.S.) di Joseph Kosuth, un’installazione site-specific del 2025. L’opera, una “scrittura di luce” che si allunga per 28 metri sul lato di via Marconi, trasforma il muro esterno del Museo del Novecento in un luogo di riflessione in dialogo con la città e creerà un’eco poetica con la storica installazione Doppio passaggio (2001), restaurata completamente un anno fa grazie al contributo di Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino e Neon Lauro.

Anche per quanto riguarda a Torino e il suo territorio metropolitano, due grandi novità aprono a collaborazioni fondamentali per il futuro: l’opera Assembly di Marinella Senatore, acquisita nel 2022 dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e collocata nella Corte d’Onore della Reggia di Venaria entra a far parte di Costellazione e diventa il primo tassello di un dialogo destinato a svilupparsi in futuro con luoghi e istituzioni simbolo del territorio a livello mondiale.

Sempre in un’ottica di lungo periodo rientra la collaborazione con la storica Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, che da poco ha realizzato Stelle danzanti di Christian Grasso e Federico Prato. L’opera che si accende sulla facciata dell’Accademia Albertina nasce nel 2026 da un bando aperto a studenti e neodiplomate/i in occasione del festival ARWE Art Research International Exhibition, con l’obiettivo di tradurre un grande evento temporaneo in un’occasione formativa, di ricerca e di produzione artistica.

Infine, si rinnova la collaborazione con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che quest’anno presenta un nuovo neon intitolato No ai missili (Original illustration by Robert “Opland” Wout, designed for komitee kruisraketten nee, 1981) di Andrea Bowers posizionato sulla facciata dell’edificio in Via Modane, 16.

ACCADEMIA DELLA LUCE. Il Public Program
Ottobre 2026 – Giugno 2027

Accademia della Luce, il Public Program della manifestazione, è la sezione che più ha beneficiato dell’indirizzo curatoriale degli ultimi anni. Grazie a questa impostazione, si sono potute rafforzare le collaborazioni con i Dipartimenti Educazione dei musei e delle fondazioni torinesi dedicate all’arte contemporanea, sviluppando attività lungo l’intero arco dell’anno. Anche in questa edizione si conferma l’evento ormai consolidato del Summer Solstice, entrambi con contenuti e temi rinnovati. L’intero programma di Accademia della Luce, come per l’edizione passata, si concluderà con un grande evento durante il solstizio d’estate, il 21 giugno 2027 in cui sarà coinvolto un gruppo di performer internazionali a cui sarà chiesto di lavorare intorno al tema della Luce.

La grande novità di quest’anno è l’ingresso in Accademia della Luce del Politecnico di Torino, con cui è organizzato un programma di iniziative.
Anche quest’anno, grazie alla collaborazione di City Sightseeing Torino, sono realizzate iniziative speciali dedicate alle famiglie, per scoprire la collezione di Luci d’Artista e rafforzare il senso di appartenenza alla Città e, in particolare, al proprio territorio, favorendo una maggiore fruibilità del patrimonio artistico collocato nello spazio pubblico.

LUMINARIE

Nella sezione collaterale Luminarie vengono raccolte le Luci realizzate dalle realtà private della città e dalla sua comunità. Luci d’Artista è infatti da sempre un grande laboratorio di sperimentazione esteso all’intero territorio torinese, e non solo.

C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 19 ottobre 2026
Immagine di copertina: Nicola De Maria, Regno dei fiori
Photo Loris Olivieri Courtesy FIAF

LUCI D’ARTISTA TORINO
23 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027

lucidartistatorino.org

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