Recensione di Palmo Liuzzi. Ceglie Messapica, Teatro Comunale: Carlotta Bellotto, Nadina Calistru e Carlo Benatti musicisti/attori in due brevi operine di teatro musicale contemporaneo .
Domenica 18 ottobre 2026, nel Teatro Comunale di Ceglie Messapica (BR), ha avuto luogo il concerto conclusivo del “Caelium Classica Festival”, edizione 2026. La manifestazione, della quale è da sempre Direttore Artistico il Maestro Massimo Gianfreda, ha realizzato quest’ultimo concerto con la collaborazione della Società Italiana di Musica Contemporanea (SIMC) e con l’Accademia Kairòs di Verona ed ha visto rappresentate due operine da camera, ovvero due opere liriche dalle dimensioni ridotte, di breve durata e composte per organici strumentali poco numerosi, in modo da potere essere eseguite anche in piccoli spazi.
I due lavori messi in scena erano dedicati al teatro musicale contemporaneo ed erano “La giornata di Betty Boop” di Ada Gentile e il “Trittico dello smartphone” di Andrea Mannucci e gli interpreti sono stati Carlotta Bellotto (soprano/attrice), Nadina Calistru (soprano/attrice) e Carlo Benatti (pianista/attore).
“La giornata di Betty Boop”, in questa circostanza preceduta da un efficace preludio pianistico che ha abilmente introdotto il pubblico al clima della performance, è un’opera con testo di Sandro Cappelletto che risale al 2006; ispirata ad un celebre cartone animato degli anni ’30 del Novecento, essa si articola in cinque brevi episodi che illustrano la tipica giornata di questa ragazza adolescente. La compositrice delinea con bravura i vari momenti e il carattere della protagonista e ci lascia cinque quadretti ricchi di colori e sfumature musicali.
Il “Trittico dello smartphone”, su testo di Marco Ongaro, è un lavoro più recente e porta sulla scena il rapporto dell’uomo contemporaneo con la tecnologia e con il mondo virtuale; nei tre movimenti che lo compongono il pubblico vede rappresentate le esagerazioni e le derive, molto spesso anche estreme, del rapporto uomo – tecnologia, con lo smartphone che da essere strumento diviene il padrone mentre l’uomo è sempre più dipendente e alla ricerca della vanagloria di un “Mi piace” virtuale.
Il concerto, nel complesso, è stato per il pubblico abbastanza impegnativo, ma i presenti hanno gradito le due opere e ne hanno riconosciuto l’alto valore. Questo particolare non secondario è sicuramente merito dei tre interpreti, che hanno eseguito benissimo dei brani costruiti abbastanza al di fuori degli schemi e che rappresentano, nel mondo del teatro musicale, una forte novità.
In entrambi questi lavori, la tradizionale relazione voce-pianoforte non è più quella voce-accompagnamento, soprano e pianoforte non sono più interpreti e strumento, ma sono diventati personaggi della vicenda. I musicisti sono, di fatto, anche attori e la parte musicale e quella teatrale procedono sempre insieme, e questo ha richiesto agli interpreti una versatilità non comune che è stata messa in evidenza attraverso una presenza scenica ben curata in ogni dettaglio. La scrittura pianistica è a volte essenziale e di poche note, altre volte è virtuosistica, le ardue parti vocali alternano parlato ritmico, intonazione libera e pura recitazione; insomma, una coppia di lavori multiformi certamente valorizzata da una interpretazione di alto livello, nella quale i tre musicisti /attori hanno molto ben figurato, superando brillantemente la difficoltà di questi lavori complessi e innovativi e porgendo al pubblico il messaggio che i compositori hanno affidato alle loro opere con chiarezza e lucidità.
Recensione di Palmo Liuzzi
Teatro Comunale di Ceglie Messapica (BR)18 ottobre 2026
Immagine di copertina: foto P.L.
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