Casa del Mantegna: in mostra, in uno spazio raccolto e meditativo, le opere di artisti contemporanei che scelgono la luce come materia espressiva .
Negli ultimi decenni, la costante evoluzione delle tecnologie illuminotecniche ha trasformato la luce da semplice strumento rappresentativo a vero e proprio linguaggio autonomo, capace di esplorare potenzialità percettive, simboliche e relazionali e di ridefinire il rapporto tra individuo, spazio e comunità.
Gli spazi storici della Casa del Mantegna a Mantova ospitano, a ingresso libero, “Un pallido punto blu” dal 31 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, la sesta edizione della Biennale Light Art, manifestazione internazionale dedicata alle espressioni artistiche contemporanee che scelgono la luce come materia espressiva primaria.
Il titolo dell’edizione 2026 trae ispirazione da “Pale Blue Dot”, il celebre scatto fotografico voluto nel 1990 dall’astronomo Carl Sagan prima che la NASA spegnesse la sonda Voyager 1 nel suo viaggio verso l’infinito. Ritraendo la Terra da una distanza di 6,3 miliardi di chilometri come un esile granello di luce sospeso nello spazio, quell’immagine ci ricorda la fragilità del nostro pianeta, sul quale vivono oltre otto miliardi di esseri umani in balìa delle forze siderali dell’Universo.
Come evidenzia il curatore Vittorio Erlindo «la fotografia del pallido punto blu invita a comprendere che, in uno spazio sconfinato, la Terra è l’unica casa a noi data: una riflessione che sollecita l’abolizione delle guerre e delle armi, la tutela dell’ambiente e il rifiuto delle logiche di sopraffazione e distruzione. La mostra si pone l’obiettivo di sfidare l’irragionevolezza del presente attraverso la ragione e la forza visiva di opere d’arte luminose e gioiose». Il curatore prosegue: «Siamo fotograficamente lì e fisicamente qui su questa Terra, per ribadire che non ce ne vogliamo andare e che, nonostante il buio di questi giorni, abbiamo ancora occhi luminosi. La luce è la ragione intima e ineluttabile del nostro abitare la Terra nel colorato giardino del sistema solare. La Biennale di quest’anno sfiderà questo tempo irragionevole con la ragione e con opere d’arte luminose e gioiose».
La Biennale Light Art 2026 vede la partecipazione di artisti di rilievo internazionale, tra cui il tedesco Joannes Pfeiffer, la giapponese Oki Izumi e la statunitense Dora Tass, le cui opere danno vita a un dialogo suggestivo tra materia visibile, luminosità e ombra. Inoltre: Duo ES, Pfeiffer Johannes, Pina Inferrera, Hermann Palitor, Giovanna Fra, Paolo Cavinato, Samanta Lina, Marilena Vita, Annalaura Di Luggo, Davide dall’Osso, Donatella Schilirò, Max Marra, Leonilde Carabba, Alice Zanin, Manuela Carrano, Stefano Banfi, Tiziana Priori, Luca Pannoli, Nino Alfieri, Felipe Cardena.
A differenza di eventi focalizzati sul grande spettacolo all’aperto o su proiezioni dinamiche in videomapping, la Biennale 2026 si distingue per un impianto espositivo orientato a una fruizione raccolta, contemplativa e meditativa negli ambienti interni. L’obiettivo è favorire un’esperienza profonda e partecipe tra l’opera d’arte, il visitatore e lo spazio circostante.
È parte dell’allestimento della mostra anche la facciata – vetrina dello studio Benedini & partners, situata difronte all’ingresso di Casa del Mantegna che ospita l’opera di Manuela Bedeschi dal titolo “Sogna” e “Vola”.
C.S.M.
Fonte: tratto da comunicato stampa 29 ottobre 2026
UN PALLIDO PUNTO BLU
BIENNALE LIGHT ART MANTOVA 2026
31 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027
Ingresso libero
Casa del Mantegna
via Acerbi 47 Mantova
Tel. 0376 360506
info@biennalelightart.it
www.biennalelightart.it
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