Precursore, inclassificabile e controcorrente, Johan Creten (nato nel 1963 in Belgio) si è distinto nel panorama artistico degli ultimi anni come figura forte, enigmatica e intrigante. Dotato di una visione estremamente attuale della nostra società, ha saputo ritagliarsi uno spazio specifico all’interno della scena internazionale contemporanea. Inizialmente prevista nella primavera scorsa, la mostra “I Peccati” è presentata dal 15 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021 (prorogata fino al 23 maggio) all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.

Johan Creten si è distinto fin dagli anni Ottanta per l’uso innovativo della ceramica. Un altro aspetto della sua opera è l’uso virtuoso del bronzo nella realizzazione di sculture monumentali, di cui un importante esempio, “De Vleermuis – Il pipistrello”,è esposto nei giardini di Villa Medici.



Urna di Serpenti, Garden n°9, 1997
Courtesy Perrotin & Johan Creten © Philippe Servent © Adagp, 2020

La mostra, a cura di Noëlle Tissier, raccoglie per la prima volta in Italia e su tale scala, un insieme di cinquantacinque opere in bronzo, ceramica e resina, affiancate ad alcuneopere storiche di Lucas Van Leyden (1494-1533), Hans Baldung (1484-1545), Jacques Callot (1592-1635), Barthel Beham (1502- 1540) e Paul van Vianen (1570-1614).

IL PERCORSO ESPOSITIVO
La mostra si apre con una serie di creazioni e ri-creazioni di opere concettuali del 1986. Accanto a “The Garden” (realizzato nel 1996-97 durante la residenza dell’artista a Villa Medici) e altre opere significative, la prima sala mette in discussione il nostro rapporto con l’introspezione e la consapevolezza di noi stessi, evocando il concetto di paradiso perduto e di tentazione.


Sign of the Times, 2015
Courtesy Perrotin & Johan Creten © Claire Dorn
© Adagp, 2020

Nella seconda sala, la nuova monumentale opera in resina “Muses et Méduses” dialoga con brani della serie metonimica “Odore di Femmina” sulla seduzione, l’ambiguità dei sentimenti e le relazioni umane. Una terza sezione riunisce creazioni politiche tra cui il bronzo “Il prezzo della libertà” (2015) e la nuova serie di ceramiche “Wargames” (2019).

Lungo la scalinata, si affaccia un gruppo di enigmatici bronzi a sollevare la questione della coscienza morale in una società coinvolta in un continuo movimento, in profonda mutazione. La scultura monumentale “The Herring” domina l’ultima sezione con i suoi 5 metri di altezza.


La Perle Noire – Sète VI, 2018
Courtesy Johan Creten
© Gerrit Schreurs & Johan Creten Studio
© Adagp, 2020

Una nuova scultura è presentata al pubblico per la prima volta e, diffusa in tutto lo spazio, la nuova serie di “Bolders” in gres smaltato invita il pubblico a sedersi, prendere tempo, osservare le opere per scoprirne significati nascosti e metafore. Le sculture di Johan Creten, realizzate appositamente per la mostra tra il 2019 e il 2020, si aggiungono alle opere realizzate dagli anni Ottanta a oggi e sono qui abbinate a stampe, arazzi e bassorilievi del XVI e XVII secolo appartenenti alla sua collezione personale.



M.F.C.S.
Fonte: Ufficio Stampa Castiglioni, 1 ottobre 2020


Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma
T +39 06 67611
Info e prenotazioni: https://www.villamedici.it/mostre/i-peccati/
www.villamedici.it