Se il prolungarsi della quarantena lascia abbassato il sipario del Teatro Mario Del Monaco di Treviso, con la collaborazione del Comune di Treviso il palinsesto digitale del Teatro Stabile del Veneto si arricchisce di nuove proposte dedicate in particolare al pubblico trevigiano per animare di musica, teatro e approfondimenti culturali “Una stagione sul sofà”. Insieme alle favole lette dal sindaco Mario Conte e dall’assessore alla cultura Lavinia Colonna Preti, che augurano “Sogni d’oro” con Cappuccetto Rosso e il racconto I gatti di Venezia di Laura Simieoni, saranno l’Orchestra filarmonica dei Solisti di Radio Veneto Uno, il duo comico Carlo & Giorgio e numerosi ospiti degli appuntamenti “Oltre la scena home edition” i protagonisti del palcoscenico virtuale.

A portare la musica nel palinsesto digitale è l’orchestra filarmonica dei Solisti di Radio Veneto Uno con la musica di Čajkovskij. Il concerto inaugurale della stagione sinfonica 2019/2020 del Teatro Mario Del Monaco, registrato l’11 dicembre proprio nella sala trevigiana, verrà trasmesso mercoledì 22 aprile alle ore 20.00 in streaming sul canale YouTube del Teatro Stabile del Veneto offrendo così al pubblico appassionato la possibilità di ascoltare il Valzer dei fiori, la suite sinfonica che conclude il famoso balletto Lo Schiaccianoci, Il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra Op. 35 e il Capriccio Italiano Op. 45.

Non andrà in scena mercoledì 8 aprile lo spettacolo di Carlo & Giorgio Temporary Show. Lo spettacolo più breve del mondo, ma il duo comico non rinuncia per questo ad offrire una risata al proprio pubblico. Nella stessa data alle ore 20.00 e poi in replica il 15 aprile, sul canale YouTube del duo veneto e su quello del Teatro Stabile e in condivisione sui canali social del Teatro Stabile del Veneto, verrà trasmesso lo spettacolo Visti da vicino, andato in scena nella stagione 2013-2014. Lo spettacolo nasce dall’osservazione diretta della realtà: per molti mesi Carlo & Giorgio hanno visitato luoghi di lavoro, incontrato personale di uffici, negozi, esercizi pubblici, mettendo insieme un materiale ricchissimo di episodi, aneddoti, situazioni tanto più apparentemente paradossali quanto più effettivamente reali. Il segreto e la forza dello spettacolo è proprio la messa in scena di ambienti e momenti vissuti nel quotidiano da ciascuno di noi nel proprio posto di lavoro, filtrati dalla lente della comicità e dell’ironia.

 Dai velluti rossi del foyer del Teatro del Monaco al comodo sofà del salotto di casa, vero protagonista di questi giorni di quarantena, con “Oltre la scena home edition” sette artisti aprono la propria casa per riprendere la tradizione degli Aperitivi off in una modalità inedita. In mezzo agli oggetti privati, tra quadri, libri e cose care, musicisti, attori, registi si raccontano in questo tempo sospeso in un’intervista condotta da Elena Filini. Incontri a distanza, ma trasmessi in diretta la domenica mattina alle ore 11.30 (ad eccezione per il giorno di Pasqua) per tutto il pubblico dei social: le interviste, infatti, verranno trasmesse in live streaming sulle pagine Facebook del Teatro Stabile del Veneto e del Teatro Mario Del Monaco. Tra gli ospiti il regista Damiano Michieletto, Enrico Calesso, direttore artistico del Teatro nazionale di Wurzburg, Paolo da Col, musicologo e direttore del Odhecaton ensemble, l’attrice Federica Rosellini, Giovanna Donini, autrice televisiva e collaboratrice di Teresa Mannino, l’attrice e regista Michela Cescon e Red Canzian.

Oltre la scena è una la stagione nella stagione. Storie, dialoghi, incontri intorno al cartellone del Teatro Comunale Mario Del Monaco ideati e coordinati da Elena Filini in un’inedita partnership che vede insieme Comune di Treviso (Assessorato alla Cultura) Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Conservatorio Agostino Steffani e Soroptimist International Club di Treviso. L’obiettivo è quello di raccontare il Teatro che non si vede, arrivare a chi non avrebbe immaginato di mettervi piede e dare voce ai protagonisti quando il sipario è calato.

QUARTA SETTIMANA
Sulla scia del successo delle settimane precedenti che ha portato a superare le 30 mila visualizzazioni, “Una stagione sul sofà” continua per la quarta settimana a intrattenere il pubblico di tutte le età e si arricchisce di nuove proposte. Oltre ai classici appuntamenti della rassegna “Famiglie connesse”, che martedì 7 aprile porta sul palcoscenico virtuale del Teatro Stabile del Veneto la nuova storia di Susi Danesin, ai quotidiani sonetti di Shakespeare interpretati dagli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza e alla lettura del capolavoro di Gabriel Garcia Marquez L’amore ai tempi del colera, che prosegue mercoledì 8 aprile sempre a cura degli allievi della scuola, questa settimana sono Carlo e Giorgio i protagonisti del palinsesto digitale del Teatro Stabile del Veneto.

Una ventata di novità arriva anche ne “L’ora d’aria. Laboratorio teatrale di cittadinanza online” condotto dal regista veneziano Mattia Berto che per le prossime due settimane si sposta ai fornelli per fare di cibo e teatro il tema dei suoi appuntamenti quotidiani. La zucca barucca al forno dalle Baruffe Chiozzotte o il timballo di maccheroni del Gattopardo sono solo alcune delle ricette che verranno cucinate in diretta con un invito ai partecipanti a continuare a giocare come nelle puntate precedenti.
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Tiziano Scarpa

IL BAMBINO CHE NON RIUSCIVA A DORMIRE: FAVOLA DI TIZIANO SCARPA
Chiusi al mondo con il corpo, possiamo non esserlo con i pensieri. E così per combattere la noia di questa nuova esistenza blindata, che costringe a fare i conti con il tempo, ridefinire le relazioni interpersonali e gli spazi di socialità, a partire da mercoledì 8 aprile arriva in soccorso dei più piccoli e delle loro famiglie reclusi in casa Veronico Il bambino che non riusciva a dormire.
Veronico è il protagonista della favola scritta da Tiziano Scarpa per “Una stagione sul sofà”, il palinsesto digitale di intrattenimento culturale ideato dal Teatro Stabile del Veneto per la campagna Mibact #iorestoacasa in onda tutti i giorni sui canali social del teatro. 
Tra le rubriche più apprezzate vi è sicuramente “Sogni d’oro” che ogni sera alle 21.00 augura la buonanotte ai più piccoli e alle loro famiglie con i podcast di favole e racconti letti da personaggi noti delle istituzioni, della cultura e dello spettacolo. 
Ispirato da questa idea, lo scrittore e drammaturgo veneziano Tiziano Scarpa, vincitore del premio Strega 2009 con il libro Stabat mater edito da Einaudi, ha accolto l’invito del Teatro Stabile del Veneto a leggere una storia, provando a scrivere una favola tutta nuova. «Ho pensato ai bambini confinati in casa, che patiscono l’ansia generale di questo periodo. E l’ho connessa al rito serale della favola della buonanotte – spiega Tiziano Scarpa – Così è nato il protagonista, dal nome bizzarro, Veronico: un bambino che non si addormenta mai, neanche quando la mamma gli legge le favole. Non riesce a dormire, e vive delle sorprendenti avventure notturne all’insaputa dei suoi genitori».
La favola registrata in cinque podcast della durata di circa 10 minuti ciascuno è disponibile a partire dall’8 aprile sul sito del Teatro Stabile del Veneto. Oltre ad ascoltarla, la si potrà leggere scaricando il testo, impreziosito dalle immagini dell’artista, fumettista e designer Massimo Giacon, che ha disegnato i ritratti dei sette personaggi principali, con la possibilità di stamparli e colorarli. «Ciò che proponiamo ai bambini non è solo l’ascolto, ma anche un’interazione attiva con la storia – aggiunge Scarpa – Grazie all’ispirazione del Teatro Stabile del Veneto e alla sua prestigiosa ospitalità, Massimo Giacon e io cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo di artisti alle famiglie che faticano a fornire occasioni di concentrazione e passatempo ai figli confinati in casa in questo periodo difficile».
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PROVVEDIMENTO DELLA REGIONE VENETO
Insieme a tutto il teatro della nostra regione anche lo Stabile del Veneto si unisce al plauso per il provvedimento approvato ieri dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore Cristiano Corazzari, che consente agli enti dello spettacolo dal vivo di cui la Regione è socio di ricevere fino al 90% dei contributi senza attendere l’approvazione dei rispettivi bilanci consuntivi 2019.
«L’iniziativa sostenuta dall’assessore Corazzari e approvata ieri dalla Giunta Regionale rappresenta per l’intero settore dello spettacolo dal vivo più che una semplice boccata d’ossigeno, ma è vera e propria sostanza che ci permette di guardare ai giorni della riapertura con spirito rinvigorito e rinnovata fiducia, oltre a stimolare il nostro senso di responsabilità nei confronti del territorio in cui operiamo – commenta Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto – A nome di tutto il Teatro Stabile ringrazio l’assessore Corazzari e l’intera Giunta per la grande attenzione dimostrata a favore del teatro veneto».

IL TEATRO STABILE SLOVENO SI UNISCE ALLA TOURNÉE DIGITALE DEI TEATRI DEL NORDEST (STABILE DI BOLZANO, STABILE DEL VENETO, STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA)
#DistantiMaUniti è sicuramente uno degli hashtag più utilizzati sui social in queste giornate di quarantena. Uno slogan che ben si abbina alla collaborazione messa in campo dai tre Teatri del Nordest – Veneto, Bolzano e Friuli Venezia Giulia per la tournée digitale di “Una Stagione sul sofà” a cui si unisce questo weekend anche il Teatro Stabile Sloveno/ Slovensko Stalno Gledališče.
Quello Sloveno è l’unico teatro stabile pubblico italiano di lingua non italiana, con quasi 120 anni di attività alle spalle e un ruolo importante di mediatore culturale. Fin dalla fondazione diffonde, grazie alle traduzioni e allestimenti di testi di autori italiani, il repertorio teatrale italiano classico e contemporaneo in Slovenia e in altri paesi di area balcanica. Allo stesso modo propone testi di autori sloveni al pubblico italiano, grazie ai sovratitoli presenti in sala da quasi vent’anni per tutti gli spettacoli di produzione e ospiti.

Cermis_Andrea Castelli CMYK_M_fotostudio Pedrotti

Quattro teatri distanti geograficamente, ma uniti grazie al potere della rete per portare direttamente nelle case degli spettatori tre spettacoli in streaming dal palcoscenico virtuale di YouTube.
La tournée digitale riprende quindi venerdì 10 aprile con Ciò che non si può dire. Il racconto del Cermis di Pino Loperfido, con Andrea Castelli e diretto da Paolo Bonaldi. La produzione del Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Coordinamento teatrale trentino è un monologo civile dedicato a una tragedia che ha scosso l’opinione pubblica internazionale: il 3 febbraio 1998 un aereo Prowler della base americana di Aviano trancia di netto i cavi della funivia del Cermis in val di Fiemme, facendo precipitare nel vuoto una cabina con venti persone a bordo, tutte morte. L’unico superstite, il manovratore dell’altra cabina appena sfiorata dall’impunito pilota, diventa il narratore/attore di questa «cronaca romanzata di una tragedia». Attonito e inerme testimone dei fatti, «appiccicato alla morte» per un’ora nella gabbia metallica, racconta, guidato da un flusso di coscienza che passa dai «nudi fatti» ai ricordi personali, dall’evocazione delle voci dei valligiani alle espressioni di rabbia contro «un’imbecillità che non ha patria, non ha colore, non ha sesso». Oltre alla ricostruzione dei fatti, il testo diventa metafora della solitudine e dell’angoscia della parola quando alimenta la memoria storica.

IRusteghi -Emiliani Pea

Sabato 11 aprile è il turno del Teatro Stabile del Veneto con I Rusteghi di Carlo Goldoni diretto da Giuseppe Emiliani. Un grande classico della commedia dell’arte ritenuta da critici il capolavoro di Goldoni. La scena è ambientata a Venezia nella casa del mercante Lunardo, e si svolge nell’arco di una giornata, rispettando così la tradizionale unità di luogo e di azione.
Lucietta, da sempre in contrasto con la matrigna Margarita, vorrebbe maritarsi per uscire da una routine familiare noiosa e angusta, dovuta soprattutto all’intransigenza del padre Lunardo, autoritario, e scorbutico. A insaputa di Lucietta, il padre ha già predisposto le nozze con Filippetto, figlio del signor Maurizio, anch’egli dal carattere rigido e severo. Grazie a un travestimento Filippetto e Lucietta possono conoscersi prima che le nozze vengano ufficializzate, ma sul più bello vengono scoperti. Scoppia il finimondo: i quattro uomini montano su tutte le furie, ma è Felice, nel corso della splendida scena finale, a dimostrare quanto assurdo sia il comportamento dei rusteghi. Al di sopra del principio economico e dei falsi ideali di compostezza, rigore, rispetto dell’autorità paterna, i figli e le donne si affidano a un umanissimo principio di piacere, ribaltando i ruoli familiari a loro vantaggio e isolando i quattro rusteghi nella vecchia austerità e nel conformismo che li caratterizza.

Paurosa Bellezza HiRes-®Peter Uhan_

Domenica 12 aprile la tournée propone Paurosa Bellezza/ Grozljiva lepota co-produzione che nel 2017 ha visto lo Stabile del Friuli Venezia Giulia e lo Stabile Sloveno affrontare uno spettacolo in doppia edizione linguistica (a partire dalle 18.00 sarà disponibile la versione in sloveno e dalle 20.00 quella recitata in lingua italiana) offrendo due immagini diverse dello stesso testo, basate sulla specificità dell’interpretazione attoriale. Incentrato sul tema dell’alpinismo, della sfida dell’uomo con la natura, con sé stesso e i suoi limiti grazie al doppio cast e alla doppia versione linguistica, lo spettacolo permette al pubblico di vivere l’emozione dello stesso testo e della stessa regia da due prospettive differenti. Fede, amore, coraggio nel rapporto con la Montagna sono alcuni dei temi che gli attori delle due compagnie (Lara Komar, Riccardo Maranzana, Filippo Borghi per il Rossetti e Maruša Majer, Primož Forte e Tadej Pišek per il Teatro Sloveno) restituiscono con profondità emotiva e un’intensità fisica incredibile, impegnati a recitare simulando una vera arrampicata su piano inclinato. Le videoproiezioni danno al pubblico il senso della vertigine, della paura, della bellezza, completamento dei ricordi e delle storie di tre grandi e carismatici protagonisti dell’alpinismo italiano, come Emilio Comici, Enzo Cozzolino e Tiziana Weiss. Il regista attraverso una suggestiva partitura che intreccia il linguaggio fisico degli attori a video e suoni, porta in primo piano le loro emozioni, il loro senso della sfida, la poesia delle montagne, che con la loro silenziosa immensità permettono all’uomo di affacciarsi sull’infinito, anche interiore.

La stagione prosegue nel weekend e durante la settimana sui canali social del Teatro Stabile del Veneto con la rassegna di fiabe e racconti “Famiglie connesse”, il laboratorio teatrale di cittadinanza online condotto da Mattia Berto “L’ora d’aria”, gli appuntamenti su Zoom di Intimità. Interviste da casa a casa, il format curato dalla compagnia Amor Vacui, con le video-letture di romanzi e dei Sonetti di Shakespeare a cura degli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza e l’immancabile appuntamento con la fiaba della buonanotte “Sogni d’oro”.

L’intrattenimento continua anche sul sito del Teatro Stabile di Bolzano www.teatro-bolzano.it/podcast che ogni martedì e ogni sabato fino al 30 maggio, mette a disposizione un podcast per ascoltare alcuni degli spettacoli di maggior successo creati a Bolzano e presentati in tour nei principali teatri d’Italia. Tra i titoli della prossima settimana Amleto di W. Shakespeare, regia Maurizio Scaparro, con Pino Micol, stagione 1972/1973 e Precarie età di Maurizio Donadoni, regia Cristina Pezzoli, con Patrizia Milani e Maria Paiato, produzione Teatro Stabile di Bolzano, stagione 2009/2010.

A partire dal 14 aprile il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia propone attraverso i propri canali social l’iniziativa “Teatro da Casa”, per offrire al pubblico la possibilità inconsueta di “incontrare” gli attori a casa loro: chi dal divano del salotto, chi dalla propria cucina, i protagonisti e gli amici delle recenti stagioni del Rossetti regalano agli spettatori piccoli momenti di teatro, una poesia, una canzone, o magari semplicemente un saluto. Video di pochi minuti, spontanei, che con cadenza quotidiana, passeranno su Facebook e Instagram tenendo vivo il nostro amore per tutto ciò che è teatro.

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Mattia Berto

QUINTA SETTIMANA
Da mercoledì 15 aprile e per tutta la settimana, si rinnova ancora una volta l’appuntamento con “L’ora d’aria. Laboratorio teatrale di cittadinanza online”. Mattia Berto porta il pubblico connesso via facebook nella sua camera da letto per parlare, ogni giorno con un ospite diverso collegato a sua volta in diretta dalla sua stanza da letto, del sogno e dei suoi innumerevoli intrecci con il teatro partendo da una pièce. In una interazione costante, gli spettatori sono invitati a rispondere alla call quotidiana e a postare e condividere la loro mise notturna attraverso foto e video.
Il palinsesto del 15 aprile si apre alle ore 11.00 con un grande classico: Famiglie connesse e la replica de Il mostro che amava le storie con Susi Danesin. A seguire alle ore 14.00 gli spettatori virtuali possono assistere a Poetry Death Match con Andrea Sadocco, allievo della Scuola Teatrale di Eccellenza del Teatro Stabile del Veneto, che interpreta il Sonetto 116 di William Shakespeare. Alle ore 17.00 torna “L’ora d’aria. Laboratorio teatrale di cittadinanza online” condotto dal regista veneziano Mattia Berto che per tutta la settimana pone al centro dei suoi appuntamenti quotidiani il tema delle interconnessioni e delle somiglianze tra il sogno e il teatro, dell’intreccio tra sogno e realtà partendo da un’opera o una pièce teatrale. In diretta dalla sua camera da letto e in pigiama Berto dialoga di sogno e solitudine con un ospite a sorpresa prendendo spunto dal dramma di Pedro Calderón de La Barca La vita è sogno. Oltre a rispondere alla consueta call quotidiana, il pubblico è invitato a postare sul gruppo facebook dedicato le foto delle proprie mise da notte e le proprie riflessioni, tra il serio e il faceto. Alle ore 19.00 appuntamento con Aperitivi letterari e la lettura dell’episodio 13 di L’Amore ai tempi del colera realizzata dai ragazzi della Scuola Teatrale di Eccellenza. La serata continua alle ore 20.00 sul canale youtube dello Stabile Veneto con la replica dello spettacolo Visti da Vicino del duo comico Carlo e Giorgio. Per la buona notte bisogna attendere le ore 21.00 e la rubrica Sogni d’oro. Alvia Reale, tra le più raffinate e importanti attrici italiane, legge ai più piccoli I cigni selvatici di Hans Christian Andersen.

Matteo Righetto

Gli appuntamenti di “Una stagione sul sofà” del Teatro Stabile del Veneto propongono per il 16 aprile un’intensa avventura tra montagne rosa, sonetti shakespeariani, sogni e fiabe.
Dopo la replica alle 11.00 del tredicesimo episodio degli Aperitivi letterari, alle 14.00 arriva il consueto appuntamento con il Poetry Death Match e il sonetto 123 di Shakespeare interpretato da Riccardo Cardelli, allievo della Scuola Teatrale di Eccellenza del Teatro Stabile del Veneto.  Alle 16.00 in compagnia degli attori dell’associazione culturale Matricola Zero e del mago Pandifabia si parte per le Montagne rosa, una storia per bambini tutta da scoprire. Dopo aver esplorato l’Africa, l’Asia, l’Oceania e l’America, il mago protagonista arriva finalmente nell’ultimo continente, l’Europa. In questo episodio Pandifiaba porta grandi e piccini sulle nostre bellissime Dolomiti, con una fiaba ricca di magia, principesse, eroi e re! Alle 17.00 non può mancare il ritrovo con Mattia Berto e il laboratorio teatrale di cittadinanza online L’ora d’aria, che dopo aver aperto la sua casa porta i partecipanti nella sua camera da letto collegandosi in diretta con un ospite a sorpresa a su volta connesso dalla sua stanza da letto, per parlare di sogno e teatro e di come questi si intrecciano, prendendo spunto dal dramma di Pedro Calderón de La Barca La vita è sogno. In una interazione costante, gli spettatori sono invitati a rispondere alla call quotidiana e a postare e condividere la loro mise notturna attraverso foto e video. Per la buona notte vera e propria bisogna attendere le 21.00 con la rubrica Sogni d’oro. Lo scrittore Matteo Righetto legge ai più piccoli Barbablu di Charles Perrault.

QUATTRO SPETTACOLI PER IL QUARTO WEEK END DELLA TOURNÉE DIGITALE DEI TEATRI DEL NORDEST ED OLTRE
Il viaggio virtuale tra i palcoscenici del Nordest ed oltre prosegue anche questo week end. Per il quarto fine settimana il Teatro Stabile del Veneto, di Bolzano e del Friuli Venezia Giulia a cui si è aggiunto, la scorsa settimana, anche lo Stabile Sloveno continuano la loro tournée digitale per “Una stagione sul sofà” con quattro spettacoli in scena su YouTube e fruibili in streaming.

Medea Simoni Milani

La tournée digitale prende quindi nuovamente il via venerdì 17 aprile con Medea di Euripide tradotta da Umberto Albini, proposta e prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano. Il regista Marco Bernardi, sulle musiche di Dante Borsetto, dà una lettura fortemente innovativa della tragedia greca del V sec. a.C. gli attori della compagnia bolzanina interpretano una storia adattabile ai fenomeni migratori contemporanei. Patrizia Milani (Medea) racconta lo strazio esistenziale dell’extracomunitaria tradita da Carlo Simoni (Giasone), uomo d’affari della City, Chiara Muti (figlia del celebre direttore d’orchestra) è l’archeologa al posto del coro e custode degli orrori rivelati con strazianti litanie, che coinvolgono Mario Pachi (Re Creonte), Libero Sansavini (il pedagogo), Leda Celani (la nutrice), Alvise Battain (il nunzio).

Kingdom 07 ©Vicenç Viaplana

Sabato 18 aprile il Teatro Stabile del Veneto porta in tournée digitale Kingdom, lo spettacolo della compagnia catalana Agrupación Señor Serrano, premiata con il Leone d’argento della Biennale di Venezia 2015 e tra le più originali della scena contemporanea. Coprodotto dal teatro Veneto, Kingdom è un cocktail irriverente che mescola banane, consumismo, coreografie virili, spot pubblicitari, punk rock, King Kong, supermercati, crescita, confusione, espansione, multinazionali, scarsità, colpi di stato, bestialità, musica trap e uomini macho in una festa senza fine per raccontare la storia del capitalismo e mostrare i meccanismi che agiscono all’interno del sistema economico e sociale dell’Occidente. Un sistema costruito sulla base di cicli e crisi, consumo e desiderio e all’interno del quale sono state generate tutte le cose desiderabili della nostra società: diritti civili, progresso, sviluppo.

Le variazioni Goldberg

Domenica 19 aprile il viaggio è doppio. Si comincia alle ore 18.00 dallo Stabile Sloveno con Le variazioni Goldberg (sottotitolato in italiano) di George Tabori per la regia di Robert Waltl e l’adattamento drammaturgico di Ivica Buljan. Nel segno dell’acuto umorismo yiddish con l’insolita commedia a sfondo biblico, il testo del tagliente autore del grottesco atto unico Mein Kampf mette in scena storie del Vecchio e Nuovo testamento nell’allestimento di una bizzarra compagnia teatrale. In un teatro di Gerusalemme il regista Jay decide di mettere in scena lo spettacolo più importante della sua vita, coinvolgendo Adamo ed Eva, Caino e Abele, Abramo, Sara e Isacco, il libro di Giona, Mosè, Aronne e la crocifissione di Cristo. Errori e scivoloni attendono la compagnia ad ogni passo, mentre la prima si avvicina inesorabilmente. Il rapporto tra il regista e l’assistente Goldberg suggerisce chiaramente la questione esistenziale del rapporto tra l’uomo e il “Regista” superiore dell’esistenza.

Anomalie

La tournée domenicale continua poi alle 20.00 grazie allo Stabile del Friuli Venezia Giulia con Anomalie. Lo spettacolo dello scrittore triestino Mauro Covacich rappresenta una riflessione universale ed emozionante sul tema della guerra. Ripercorre il conflitto nell’ex Jugoslavia usato per raccontare di atrocità ancora attuali in un trittico che gli attori della Compagnia de Il Rossetti, Filippo Borghi, Federica De Benedittis, Andrea Germani e Riccardo Maranzana, rappresentano in scena guidati da Igor Pison. La guerra è osservata da occhi diversi in balia della violenza, con personaggi accomunati dal fatto di poter diventare in un istante vittime o carnefici, di anelare all’amore o alla morte. Ci sono i ragazzi di Sarajevo che marinano la scuola per giocare a pallacanestro, in un ostinato aggrapparsi alla normalità, sfidando la mira dei cecchini. C’è poi chi sta “dall’altra parte”: un cecchino in cima a un grattacielo che, prima di colpirle, immagina la vita delle sue prede. E poi l’amore di due giovani, cui l’odio di razza e di religione ha rubato anche la speranza.

“Una stagione sul sofà” prosegue sui social. La stagione continua nel weekend e durante la settimana sui canali social del Teatro Stabile del Veneto con la rassegna di fiabe e racconti “Famiglie connesse”, il laboratorio teatrale di cittadinanza online condotto da Mattia Berto “L’ora d’aria”, con le video-letture di romanzi e dei Sonetti di Shakespeare a cura degli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza e l’immancabile appuntamento con la fiaba della buonanotte “Sogni d’oro”.

L’intrattenimento continua anche sul sito del Teatro Stabile di Bolzano www.teatro-bolzano.it/podcast che ogni martedì e ogni sabato fino al 30 maggio, mette a disposizione un podcast per ascoltare alcuni degli spettacoli di maggior successo creati a Bolzano e presentati in tour nei principali teatri d’Italia. I titoli di questa settimana sono La Bancarotta di Vitaliano Trevisan dall’omonima commedia di Carlo Goldoni, per la regia Serena Sinigaglia con Natalino Balasso (2018/2019) e Qualcuno volò sul nido del cuculo di Dale Wassermann, traduzione Lorena Camerini, regia Marco Bernardi (1985/86).

Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia propone attraverso i propri canali social l’iniziativa “Teatro da Casa”, per offrire al pubblico la possibilità inconsueta di “incontrare” gli attori a casa loro: chi dal divano del salotto, chi dalla propria cucina, i protagonisti e gli amici delle recenti stagioni del Rossetti regalano agli spettatori piccoli momenti di teatro, una poesia, una canzone, o magari semplicemente un saluto. Video di pochi minuti, spontanei, che con cadenza quotidiana, passeranno su Facebook e Instagram tenendo vivo il nostro amore per tutto ciò che è teatro.

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ZOOM POETRY SLAM
Un torneo di poesia performativa in diretta sulla piattaforma web  è il nuovo appuntamento di “Una stagione sul sofà”. Una sfida a suon di versi giocata in un’arena virtuale, Zoom Poetry Slam è la novità che questa settimana anima il palinsesto digitale di “Una stagione sul sofà” del Teatro Stabile del Veneto. Giovedì 23 aprile, alle ore 21.30, prende il via il torneo di poesia performativa, ideato da Lorenzo Maragoni e Diego Tale per il Teatro Stabile del Veneto, che vedrà nove tra i migliori poeti e poetesse del circuito italiano del poetry slam sfidarsi in diretta sulla nota piattaforma web a colpi di versi attraverso gli schermi dei loro computer.

Le regole del poetry slam
Tre gironi –  il primo giovedì 23 aprile, appunto, il secondo il 7 maggio e il terzo il 21 maggio, sempre alle ore 21.30 –, tre concorrenti per serata e tre manche a disposizione: ogni performer, infatti, dovrà partecipare presentando tre testi originali per far si che la protagonista di ogni serata sia una poesia viva, fatta di voci e di corpi a distanza. Proprio la distanza da colmare, indagare, percorrere, sopportare, con cui tutti ci stiamo misurando negli ultimi tempi, sarà il tema di una delle tre poesie che ciascun partecipante dovrà presentare durante il concorso.
A decretare i vincitori del torneo condotto ogni sera da Maragoni e Tale sarà il pubblico. Una giuria popolare estratta in diretta tra gli spettatori di ogni serata sceglierà, infatti, chi mandare alla finale di domenica 7 giugno.

I partecipanti del primo girone
Tra i partecipanti del primo girone l’attuale campione italiano di poetry slam Emanuele Ingrosso, classe 1995, già organizzatore di eventi legati alla poesia performativa con la “Compagnia delle Indie”, Max Di Mario, mestrino di nasciata trapiantato a Firenze, città dove ha concluso un intricato percorso accademico attraverso la filosofia, la storia e la fisica, che attualmente si occupa di narrativa, poesia (performativa e non) e improvvisazione e Antigone capace, nelle sue performance, di far dialogare la poesia slam con  il LIS, la lingua dei segni.

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LA COREOGRAFIA DI ALESSIO DEBUTTA SUL PALCOSCENICO VIRTUALE DEL TEATRO STABILE DEL VENETO
A maggio non potrà ballare sui palcoscenici dei teatri Verdi di Padova e Goldoni di Venezia, ma lo farà sulla scena virtuale del Teatro Stabile del Veneto. Alessio Alfonsi, il giovane ballerino di Monselice che in questi giorni ha emozionato il web con la sua coreografia dedicata agli operatori sanitari dell’ospedale di Schiavonia dove lavora anche la sua mamma, è infatti tra i ballerini selezionati per il laboratorio di danza I viaggi di Gulliver, realizzato dal Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con Gabriella Furlan Malvezzi. Il laboratorio, che ha messo in rete 16 scuole di danza delle province di Padova, Venezia, Rovigo, Treviso e Vicenza selezionando 40 giovani ballerini guidati dal coreografo Valerio Longo, già danzatore di Aterballetto, avrebbe dovuto concludersi con un doppio spettacolo al Verdi e al Goldoni, ma a causa dell’emergenza sanitaria è stato rimandato. Per questo motivo il Teatro Stabile del Veneto ha deciso di ospitare la coreografia di Alessio sul proprio palcoscenico virtuale rilanciando sui propri canali social il video pubblicato dall’Ulss 6 e ormai diventato virale.

«Abbiamo letto la notizia sui quotidiani e abbiamo visto Alessio ballare in rete. Il messaggio di solidarietà e vicinanza che ha rivolto alla mamma, per prima, e a tutti gli operatori sanitari ci ha davvero commosso, così abbiamo pensato di rilanciare anche sui nostri canali social il suo video – afferma Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto – Non potrà ballare sui palcoscenici dei teatri Verdi e Goldoni, ma lo farà sul nostro palcoscenico virtuale, che ormai da diverse settimane ospita video spettacoli e laboratori teatrali online con “Una stagione sul sofà”. D’altra parte per lui, così come per gli altri giovani ballerini partecipanti al laboratorio I viaggi di Gulliver, il sogno di esibirsi sui grandi palcoscenici del Veneto è solo rimandato, prove e spettacolo infatti saranno riprogrammati non appena potremo tornare ad aprire i teatri».

Al termine del laboratorio, infatti, i giovani danzatori fra gli 8 e i 15 anni, affiancati da 4 ballerine professioniste e accompagnati anche dai brani del coro SUMMERTIME LAB, porteranno in scena una rilettura coreografica de I viaggi di Gulliver danzata sulle note di celebri compositori quali J.S. Bach, Vivaldi, Mozart, Beethoven, Nils Frahm, Nicolas Jaar.

25 APRILE, “UNA STAGIONE SUL SOFÀ” CELEBRA SAN MARCO E LA LIBERAZIONE
Non si potranno incontrare dal vivo per il tradizionale concerto del 25 aprile che sarebbe dovuto andare in scena al Teatro Goldoni di Venezia, ma gli artisti del giovane coro veneziano dei Vocal Skyline non rinunciano a celebrare la propria città in occasione della doppia festa di San Marco e della Liberazione. Grazie al Comune di Venezia e al Teatro Stabile del Veneto il concerto #Free, andato in scena al Goldoni lo scorso anno con le 40 voci dei Vocal Skyline dirette da Marco Toso Borella, verrà proposto in streaming alle ore 18.00 sul canale YouTube “Voci Venezia” dei cori Vocal Skyline e Big Vocal Orchestra e su quello dello Stabile del Veneto.
Uno speciale dedicato al 25 aprile è, infatti, in programma nel palinsesto di “Una stagione sul sofà” che oltre al concerto del coro veneziano presenta in prima assoluta, alle ore 16.00 sui canali social del Teatro, I giorni del fuorilegge, un lavoro teatrale in podcast tratto dalle pagine del diario della lotta partigiana del comandante Renzo Zambon a cura di Marco Gnaccolini con Marco Paladini e con StorieStorte.

«È bello come anche in questo momento di grande difficoltà si alzino forti le voci dei più giovani per celebrare Venezia, il nostro patrono e la festa della liberazione – commenta il Sindaco Luigi Brugnaro – La musica ci consola, la musica ci unisce ancora di più in un momento come questo in cui siamo costretti a restare distanti. È fondamentale anche che il teatro, anche se con il sipario abbassato e anche se su palcoscenico solo virtuale, continui a farsi cassa di risonanza delle più belle voci della nostra città, luogo d’incontro, di confronto e di divertimento»
«Avevamo appena concluso un anno di festeggiamenti con il Comune di Venezia per il 40esimo anniversario dalla riapertura del Teatro Goldoni quando l’emergenza ci ha costretto ad abbassare il sipario del teatro più antico della città. Uno stop doloroso, ma che non ci ha fermato, come non ha fermato Venezia – commenta Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto -. Il teatro è vivo nonostante le sale chiuse e i progetti in programma sono solo rimandati, ma intanto non potevamo stare fermi. È forte la responsabilità che sentiamo nei confronti del nostro pubblico, il Teatro continua ad essere al servizio della città e per questo all’interno del palinsesto digitale non poteva mancare un programma speciale dedicato a Venezia per una celebrazione importante come il 25 aprile».

 Free è un concerto-spettacolo in cui i giovani artisti portano sul palco con voci e gesti scenici la libertà di cantare, ballare, esprimersi. In scena, tra musica, parole e spettacolari effetti luci e video, innumerevoli declinazioni della parola “libertà”, che si concretizza anche in un repertorio assolutamente vario: dall’Inno d’Italia ai Coldplay, dal Va Pensiero di Verdi agli Abba e ai Queen. Ad anticipare il concerto sarà una nuova canzone che il coro avrebbe dovuto presentare per la prima volta sul palco del Goldoni il prossimo 25 aprile, ma che invece è stata realizzata unendo le singole voci dei coristi mentre cantano in diverse lingue ciascuno dalla propria casa, con un sottofondo di immagini veneziane: Do you hear the people sing? (La senti la gente che canta?), tratto dal musical “I Miserabili”. Un inno di libertà e di resistenza, di rifiuto di ogni schiavitù.

Ad arricchire il programma di “Una stagione sul sofà” per questo giorno di festa e commemorazione sarà anche la trasmissione in prima assoluta de I giorni del fuorilegge, un lavoro teatrale in podcast tratto dalle pagine del diario della lotta partigiana del comandante Renzo Zambon a cura del drammaturgo veneziano Marco Gnaccolini con Marco Paladini, membro della web serie Rugagiuffa, e con la partecipazione del duo cantautorale folk StorieStorte di Venezia, mentre la scenografia sonora è ideata da Alessandra Dolce. I giorni del fuorilegge presenta brani estratti dal diario dei resoconti della lotta partigiana di Renzo Zambon, veneziano e nonno del drammaturgo Gnaccolini, che dopo l’8 settembre 1943 partecipò alla Resistenza nella zona di Castelli-Monfumo (TV) come capo partigiano della Brigata “Martiri del Grappa”, parte costituente del “Battaglione Italia Libera” ai comandi di Masaccio. I brani presentati parlano del ritorno a casa a Venezia di un giovane tenente dell’esercito italiano scampato alla cattura tedesca in Friuli, della condizione di vita della città lagunare sotto l’occupazione nazista, ma anche della meravigliosa sensazione di libertà alla fine della guerra, attraverso gli occhi di un capo di una formazione apartitica di Resistenza, che più d’ogni cosa sognava la pace tra i popoli.

TEATRO MARIO DEL MONACO | TREVISO
Quarantena tra musica e racconti per i trevigiani. Il Teatro Mario Del Monaco, in collaborazione con il Comune di Treviso, nell’ambito di “Una stagione sul sofà”, il palinsesto digitale del Teatro Stabile del Veneto, propone, mercoledì 22 aprile, una serata con Čajkovskij e l’orchestra filarmonica dei Solisti di Radio Veneto Uno diretta da Vram Tchiftchian, con il talentuoso violinista trevigiano Paolo Tagliamento. A seguire sabato 25 aprile in orario aperitivo appuntamento con Oltre la scena home edition che ospita l’autrice tv Giovanna Donini.
«La cultura non può e non deve fermarsi – commenta Lavinia Colonna Preti, Assessore alla Cultura e al Turismo per il Comune di Treviso – e l’offerta del Teatro Del Monaco prosegue anche virtualmente all’insegna della qualità e della valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio. La musica è il punto cardine del cartellone digitale pensato in particolare per l’attento e appassionato pubblico della nostra città. Siamo sicuri che l’ascolto della grande musica in un periodo difficile come questo possa apportare importanti benefici e incidere sulla qualità della vita di tutti noi. E perché no, attraverso la visione in streaming del concerto che ha inaugurato la stagione concertistica del nostro teatro potremo vivere un’esperienza nuova e altrettanto coinvolgente di teatro»

Dalle ore 20.00 in streaming sul canale YouTube del Teatro Stabile del Veneto verrà trasmesso Il concerto inaugurale della stagione sinfonica 2019/2020 del Del Monaco eseguito dall’orchestra filarmonica dei Solisti di Radio Veneto Uno e registrato l’11 dicembre proprio nella sala trevigiana. Il pubblico appassionato avrà la possibilità di ascoltare il Valzer dei fiori, suite sinfonica che conclude il famoso balletto Lo Schiaccianoci, una melodia affidata ai legni, al tremolo degli archi, ai fitti arpeggi delle arpe, in variazioni continue fino all’Apoteosi finale. Insieme al Valzer dei fiori, l’ensemble trevigiano presenterà al pubblico connesso il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra Op. 35 che il compositore russo dedica al grande violinista del tempo Leopold Auer, e, infine, il Capriccio Italiano Op. 45 per il quale Čajkovskij attinge e si ispira a musiche popolari italiane, assistendo ai canti dei festeggiamenti del carnevale a Roma e abbinandoli ad altri attinti da antologie varie per ottenere la pura brillantezza orchestrale.

Dalla grande musica alle rivelazioni degli artisti con Oltre la scena home edition. La tradizione degli Aperitivi off continua anche nei giorni dell’emergenza sanitaria ma in una modalità inedita. In mezzo agli oggetti privati, tra quadri, libri e cose care, musicisti, attori, registi si raccontano in questo tempo sospeso in un’intervista condotta da Elena Filini e trasmessa in live streaming sulle pagine Facebook del Teatro Stabile del Veneto e del Teatro Mario Del Monaco. Sabato 25 aprile alle ore 18.00 ad aprire le porte di casa sarà l’ autrice televisiva Giovanna Donini. Giovedì 23 aprile sempre alle ore 18.00 verrà invece recuperata la diretta programmata per la scorsa settimana con l’attrice Federica Rosellini. 

A seguire sabato 2 maggio (ore 18.00)  la rubrica ospiterà Paolo da Col, musicologo direttore Odhecaton Ensemble, sabato 9 maggio (ore 18.00) sarà la volta dell’attrice e regista Michela Cescon, e sabato 16 maggio (ore 18.00)  toccherà al musicista Red Canzian. Oltre la scena è una la stagione nella stagione. Storie, dialoghi, incontri intorno al cartellone del Teatro Comunale Mario Del Monaco ideati e coordinati da Elena Filini in un’inedita partnership che vede insieme Comune di Treviso (Assessorato alla Cultura) Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Conservatorio Agostino Steffani e Soroptimist International Club di Treviso. L’obiettivo è quello di raccontare il Teatro che non si vede, arrivare a chi non avrebbe immaginato di mettervi piede e dare voce ai protagonisti quando il sipario è calato.

LA GESTIONE DEI BENI CULTURALI AI TEMPI DEL COVID 19
Come vive la cultura ai tempi del Covid 19? Quale il futuro che la attende? In un momento in cui si discute di ripartenza e fase 2, Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto, e Paolo Possamai, giornalista alla guida dei quattro quotidiani Veneti del gruppo Gedi, si confrontano in diretta Facebook per parlare di politiche culturali e di come il teatro possa continuare a perseguire i propri obiettivi alla luce del virus e delle conseguenze prodotte da questo sulle finanze pubbliche. Appuntamento mercoledì alle 17.30 sulla pagina Facebook del Teatro Stabile del Veneto

ERACLEONTE SI UNISCE ALLA “STAGIONE SUL SOFÀ”
Chi l’avrebbe mai detto che un poeta greco del III secolo a.c. si sarebbe ritrovato un giorno a recitare i suoi versi nell’agorà virtuale dei social network? E invece il misterioso Eracleonte da Gela, autore della poesia sulla pandemia che esorta tutti a restare a casa, spopolata in queste settimane su Facebook e nelle chat di tanti italiani è pronto a palesarsi e decantare quei versi direttamente dal palcoscenico virtuale della “Stagione sul Sofà” del Teatro Stabile del Veneto.
Marcello Troisi, il perito informatico palermitano, ideatore del personaggio di Eracleonte e della poesia che ha generato la simpatica e popolare gaffe con il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha infatti, accolto l’invito del Presidente del Teatro Stabile del Veneto, Giampiero Beltotto di leggere e comporre nuovi versi per il teatro veneto. Il video messaggio realizzato dallo stesso Troisi, in cui legge la poesia e spiega al pubblico da dove nasce l’idea di scriverla e attribuirla a un autore inventato, verrà inserito da venerdì 24 aprile nel palinsesto di intrattenimento digitale ideato dallo Stabile e fruibile sui canali social e sul sito web direttamente da casa propria. Inoltre, si potrà interagire con domande e curiosità  rivolte all’autore scrivendo all’indirizzo mail comunicazione@teatrostabileveneto.it.

QUINTO WEEKEND SUL SOFÀ CON ARISTOFANE, BERNHARD, GOLDONI E STEVE JOBS
Chi dice che restando a casa non si possano fare ugualmente incontri interessanti? Per il quinto weekend della tournèe digitale di “Una stagione sul sofà” i Teatri Stabile del Veneto, di Bolzano, del Friuli Venezia Giulia e il Teatro Sloveno portano in streaming direttamente nelle case degli spettatori quattro appuntamenti in compagnia di: Aristofane, Thomas Bernhard, Carlo Goldoni e Steve Jobs.

Si inizia venerdì 24 aprile (ore 20.00) con I Cavalieri commedia di Aristofane prodotta dal Teatro Stabile di Bolzano e diretta da Roberto Cavosi, autore della traduzione e dell’adattamento del testo che ha debuttato in maggio 2018. C’è il salsicciaio che intraprende una fulminea carriera politica spalleggiato dagli Onesti (I Cavalieri) e dai servitori del Popolo, stanchi dei soprusi del governatore in carica; c’è Paflágone, il politico al potere che difende a suon di improperi la sua posizione. C’è il Popolo, il padrone di casa, che appare distratto, evanescente e rintronato e si lascia adulare e blandire dai due politicanti disposti ad adottare i mezzi più biechi per conquistare il suo favore… E, infine, arriverà la Tregua. Il testo è scritto nel 424 a.C., ma i suoi protagonisti potrebbero essere molti dei nostri contemporanei. Spietata, grottesca ma nello stesso tempo acuta riflessione sulla demagogia e sul modo in cui si forma il consenso politico, la commedia intesse una feroce critica alla situazione politica della democrazia ateniese. A interpretare lo spettacolo troviamo Antonello Fassari, Fulvio Falzarano, Giancarlo Ratti, Andrea Castelli, Emanuele Dell’Aquila, Michele Nani, Mario Sala, Loris Fabiani e Sara Ridolfi. Le scene sono di Andrea Bernard, i costumi di Elena Beccaro e le luci di Massimo Polo. Le musiche sono curate ed eseguite dal vivo da Emanuele Dell’Aquila.

Sabato 25 aprile (ore 20.00) è il turno del Teatro Stabile del Veneto con una delle più riuscite opere di Carlo Goldoni, La casa nova, diretta da Giuseppe Emiliani e interpretata dagli attori della Compagnia Giovani dello Stabile. Intorno alle dinamiche di un banale trasloco l’autore innesca una macchina teatrale perfetta, che mette in luce le smanie di arrivismo e l’orgoglio fatuo di una classe borghese schiava della cultura dell’apparire, smaniosa di ostentare finte ricchezze, in preda a un’ossessiva febbre di possesso e ormai dominata da un’effimera follia. Protagonisti della vicenda sono Anzoletto e Cecilia, novelli sposi alle prese con un oneroso trasloco. Cecilia è capricciosa, arrivista, amante dell’eleganza e del lusso. Anzoletto è debole, incapace di opporsi alle pretese della consorte. Le vicende della casa sono spiate con esplosiva curiosità dalla serva Lucietta e guardate con ostilità dalla sorella di lui Meneghina. Dal piano superiore, osservano e spiano la vicenda Checca e Rosina, due sorelle curiose e pettegole, dalla condotta saldamente ancorata ai principî della buona borghesia, ma quasi inconsapevolmente affascinate dalla stessa voglia di cambiare. Sarà la sagacia della prima a sciogliere ogni intreccio, procurando l’intervento decisivo di Cristofolo, il parente ricco dai sani principi, che con la sua saggia laboriosità s’è costruito una fortuna. Sarà lui a pagare i debiti del nipote e a convincere i due sposi ad abbandonare la nuova casa, troppo grande e costosa per le loro finanze. Ma sarà lieto fine? O continuerà senza mai soste quella corsa frenetica e confusa?
Due fratelli attempati, un canarino, la presenza nei loro ricordi della stessa donna amata: L’apparenza inganna (1983) del drammaturgo austriaco Thomas Bernhard è un testo raffinato e tragicomico sul passare del tempo, che il Teatro Stabile Sloveno propone domenica 26 aprile alle 18.00. Il pluripremiato regista sloveno Dušan Mlakar fa rivivere al Teatro Stabile Sloveno una poetica che pone al centro dello spettacolo l’attore e il suo potenziale espressivo. La vicenda si svolge in un appartamento viennese dove i fratelli Karl e Robert si incontrano ogni martedì e giovedì in occasione di visite diventate ormai rituali. Apparentemente i due pensionati trovano insopportabili questi incontri e lo dimostrano con una buona dose di sarcasmo, ma in realtà non potrebbero fare a meno l’uno dell’altro. Lo spettacolo, interpretato da due attori sloveni di grande esperienza e sensibilità, Ivo Ban e Vladimir Jurc, verrà sottotitolato in italiano.

Foto Mesghez

Dopo lo spettacolo dello Stabile Sloveno, a chiudere il weekend alle ore 20.00 arriva il Teatro Stabile del Friuli Venezia con Il tormento e l’estasi di Steve Jobs. Un’icona del XXI secolo che con la funzionalità e l’estetica della sua tecnologia ha cambiato il mondo. Ma come sempre accade, una figura tanto straordinaria – e ancor più della sua Apple – presenta anche lati oscuri e Mike Daisey, coraggioso drammaturgo americano, li evidenzia con un teatro che si fa strumento di discussione viva e che ha suscitato notevoli reazioni polemiche. Nasce così “Il tormento e l’estasi di Steve Jobs” che nel 2013 lo Stabile del Friuli Venezia Giulia affida al drammaturgo Enrico Luttmann per l’adattamento, al talento attorale di Fulvio Falzarano e, per la messinscena al talento di Giampiero Solari, per un intrigante debutto italiano. Tutto inizia da una foto che casualmente Daisey trova in un iphone appena acquistato. Raffigura un capannone industriale, per certi versi inquietante. Tanto basta per suggerirgli di indagare. Si reca in Cina e scopre che l’assemblaggio dei nostri preziosi computer avviene in fabbriche dove non esistono tutela né diritti degli operai (o meglio, esisterebbero ma non vengono applicati), dove piccole mani di dodicenni puliscono i vetri degli iPhone con sostanze tossiche… Sono un “ingranaggio umano” destinato a produrre profitto, tanto che il problema dei suicidi dei lavoratori quando non è stato ignorato è stato risolto cinicamente installando reti sotto i capannoni. Può la Apple non conoscere questa realtà? E noi siamo disposti a distogliere lo sguardo da uno sfruttamento, che ben sappiamo non riguardare solo la tecnologia, né solo Shenzen?

La stagione continua nel weekend e durante la settimana sui canali social del Teatro Stabile del Veneto con la rassegna di fiabe e racconti “Famiglie connesse”, il laboratorio teatrale di cittadinanza online condotto da Mattia Berto “L’ora d’aria”, con le video-letture di romanzi e dei Sonetti di Shakespeare a cura degli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza, la sfida di poesie su Zoom con il Poetry Slam e l’immancabile appuntamento con la fiaba della buonanotte “Sogni d’oro”.
L’intrattenimento continua anche sul sito del Teatro Stabile di Bolzano www.teatro-bolzano.it/podcast che ogni martedì e ogni sabato fino al 30 maggio, mette a disposizione un podcast per ascoltare alcuni degli spettacoli di maggior successo creati a Bolzano e presentati in tour nei principali teatri d’Italia. I titoli di questa settimana sono La Vedova Scaltra di Goldoni (2004/2005) e Lauben di Roberto Cavosi (1989/1990).

Proseguono sui canali social de Il Rossetti -Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia gli appuntamenti quotidiani dell’iniziativa “Teatro da Casa”: a partire da venerdì 24 aprile saranno numerosi gli artisti amici del Rossetti ad aprire al pubblico le porte della loro casa per donare brevi, piacevolissimi momenti di teatro. Fra i protagonisti dei prossimi giorni figurano infatti Peppino Mazzotta, Maria Grazia Plos, i piccoli di podrecca e davvero delizioso è il regalo de Les Ballets Trockadero de Montecarlo che riserva agli spettatori una tranches di un loro divertentissimo capolavoro. L’appuntamento è ogni giorno alle 19 sui profili Facebook e Instagram del Teatro, mentre tutti gli appuntamenti passati di “Teatro da casa” si possono guardare e riguardare sul sito del teatro, www.ilrossetti.it

LA NUOVA STAGIONE DI UNIVERSERÌE DEBUTTA SU ZOOM, LIVE DA CASA La mini-serie teatrale sulla vita universitaria fatta da universitari e ideata dal Teatro Stabile del Veneto si reinventa ai tempi del Covid-19.
Si sarebbero dovuti conoscere per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Verdi di Padova e invece si sono ritrovati virtualmente sulla piattaforma di videoconferenza Zoom Meeting. Sono i 17 aspiranti attori e drammaturghi della quinta stagione di Universerìe la fortunata serie teatrale sul mondo universitario realizzata dal Teatro Stabile del Veneto, scritta e interpretata da studenti universitari in collaborazione con la compagnia Amor Vacui e che al tempo del Covid-19 si reinventa, trova nuovi spazi e diventa Universerìe – Live da casa.
Infatti, il cast al completo selezionato durante i provini fatti sempre in video conferenza nelle scorse settimane, si è incontrato per la prima volta online, per iniziare il lavoro di scrittura e recitazione, raccontare attraverso un “diario di bordo” sui canali social l’esperienza vissuta e prepararsi al debutto live del primo episodio martedì 28 aprile.
«Universerìe è un progetto nato dalla volontà di dare voce agli studenti dell’Università di Padova, di dare loro uno spazio teatrale in città dove raccontarsi, incontrarsi, riconoscersi – commenta Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto – Il particolare momento che stiamo vivendo ha spostato la didattica dalle aule alle piattaforme online, le discussioni dal bar alle dirette Instagram, gli incontri dalla piazza agli appuntamenti telefonici. Nessuno di noi era pronto a vivere un momento come quello che stiamo vivendo, ma il mondo universitario così come quello del teatro non è sparito, ha semplicemente trovato una forma nuova e nuovi spazi per continuare a raccontare il quotidiano, sentirci meno soli e ricordarci che siamo ancora parte di una comunità».
La piattaforma Zoom Meeting utilizzata anche per la restituzione al pubblico è stata scelta perché è la cosa che più somiglia all’ingresso del pubblico in sala, ovvero la diretta. Gli episodi verranno trasmessi solo in live, alle 19.00, perciò bisognerà presentarsi, essere lì in quel momento per vivere quella compresenza tra attori e spettatori, necessaria affinché la magia del teatro possa avvenire. L’host accetta i partecipanti al meeting, si spengono le luci delle cucine, delle camere da letto, dei salotti o dei bagni e comincia Universerìe.
Un nuovo tipo di appuntamento teatrale, magari non più in uno spazio, ma in un tempo. Tutti gli episodi saranno rigorosamente in diretta, con la stessa adrenalina e paura che accompagna gli attori ad ogni ingresso in scena e con la stessa voglia di tessere una rete di fili invisibili che collega tutti quelli che stanno partecipando a quel momento attraverso un altro mezzo, che toglie respiri, sudore, battiti del cuore, ma regala sguardi, vibrazioni della voce, interni di case e dimensioni private che diventano pubbliche nel racconto di una nuova realtà, la nostra.
Nella quinta stagione prosegue il percorso cominciato lo scorso anno con Universerìe – new generation per indagare scelte di vita e vite personali degli studenti che frequentano l’Università degli Studi di Padova attraverso un format rinnovato: un inedito esperimento di “autobiografia generazionale” che mescola finzione e realtà e che produrrà una mini-serie teatrale capace di raccontare la vita universitaria della città di Padova, rendere protagoniste le vite degli universitari, le loro scelte, le loro indecisioni e le loro storie.

UNIVERSERÌE FA IL SOLD OUT SU ZOOM
300 spettatori virtuali per il primo episodio della miniserie teatrale fatta dagli studenti universitari di Padova prodotta dal Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con la compagnia Amor Vacui.
Con 300 volti connessi da 300 stanze, città, divani, cucine, bagni, giardini e balconi diversi ha debuttato ieri sera su Zoom la prima puntata della quinta stagione di Universerìe registrando il sold out per limite di capienza. Se la piattaforma avesse, infatti, avuto più posti la miniserie teatrale sulla vita universitaria prodotta dal Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con la compagnia Amor Vacui avrebbe superato di gran lunga la quota di spettatori raggiunta. Proprio come quando nelle scorse stagioni i ragazzi riempivano la Sala del Ridotto del Teatro Verdi di Padova per assistere allo spettacolo portato in scena dagli studenti universitari della Città del Santo, il Covid-19 non ha fermato il successo di Universerìe che anche in maniera virtuale riesce a catturare i sorrisi e gli applausi di un pubblico giovane e non.
La serie teatrale, scritta e interpretata da studenti universitari è giunta quest’anno alla sua quinta edizione, il progetto nasce dalla volontà del Teatro Stabile del Veneto di dare voce agli studenti dell’Università di Padova, di dare loro uno spazio teatrale dove raccontarsi, incontrarsi, riconoscersi.
Nel primo episodio Il Prato senza erba gli studenti hanno affrontato il tema della casa e di come la vivono ora che si trovano in quarantena, c’è chi è rimasto con i propri coinquilini, chi con i genitori e anche chi è da solo e lontano dalla famiglia perché fuori sede. La prossima puntata Il Caffè senza porte andrà in onda martedì 12 maggio sempre in live su Zoom alle 19.00.

https://www.teatrostabileveneto.it/events/category/universerie-live-da-casa/

RECORD DI ASCOLTI PER LA FIABA LETTA DA TIZIANO SCARPA
La fiaba Il bambino che non riusciva a dormire scritta e letta da Tiziano Scarpa per la rubrica  Sogni d’oro del Teatro Stabile Veneto conquista 5.500 piccoli ascoltatori. In 1.200 scaricano il testo dal sito per leggerlo e colorarlo e in 120mila visualizzano il video del progetto sui social.

Giovani lettori da tutta Italia scrivono al Premio Strega e restituiscono decorandole le tavole disegnate da Massimo Giacon
La storia di Veronico Il bambino che non riusciva a dormire scritta dal Premio Strega Tiziano Scarpa per la rubrica Sogni d’oro di “Una stagione sul sofà” del Teatro Stabile del Veneto, ha accompagnato la buona notte di oltre 5.500 piccoli ascoltatori e delle loro famiglie nelle serate più intense della quarantena e ha aiutato a liberare la fantasia di 1.200 giovanissimi lettori che hanno scaricato il testo dal sito dello Stabile Veneto non solo per leggerlo ma anche per colorarlo.
Molti i bambini che da tutta Italia hanno dato prova di grande creatività colorando e arricchendo i ritratti dei sette personaggi principali della fiaba realizzati per l’occasione dall’artista, fumettista e designer Massimo Giacon, e che hanno voluto ringraziare, con la complicità dei loro genitori, lo scrittore veneziano e la famiglia dello Stabile, restituendo e condividendo le loro “opere” via e-mail.
L’interesse per le avventure del bambino dal nome bizzarro Veronico è stato inoltre dimostrato dalle oltre 120mila visualizzazioni ottenute dal video postato sui canali social dello Stabile Veneto in cui lo scrittore e drammaturgo Scarpa spiega la nascita del progetto e il desiderio di aiutare le famiglie a combattere la noia delle giornate in casa.
Tiziano Scarpa, vincitore del premio Strega 2009 con il libro Stabat mater edito da Einaudi, ha infatti accolto l’invito del Teatro Stabile del Veneto a leggere una storia, provando a scrivere una favola tutta nuova per  “Sogni d’oro” tra le rubriche più apprezzate del palinsesto digitale ideato dal Teatro veneto che ogni sera alle 21.00 augura la buonanotte ai più piccoli e alle loro famiglie con i podcast di favole e racconti letti da personaggi noti delle istituzioni, della cultura e dello spettacolo. 
La favola, registrata in cinque podcast, della durata di circa 10 minuti ciascuno, è ancora disponibile sul sito del Teatro Stabile del Veneto e chiunque voglia potrà inviare le tavole colorate dai piccoli appassionati al Teatro scrivendo a comunicazione@teatrostabileveneto.it.

Choreographing Rappers – Jacopo Jenna ph Ilaria Costanzo

BALLARE A DISTANZA PER LO SPETTACOLO PIÙ BELLO DEL MONDO
Il workshop di danza su Whatsapp di Marco D’Agostin e Jacopo Jenna porta il ballo in “Una stagione sul sofà”.Aperto il bando per tutti gli aspiranti ballerini da casa fino al 4 maggio
Il giusto spazio, la musica, la guida di due maestri, ma soprattutto fantasia, creatività e voglia di esprimersi, ai tempi del Covid 19 danzare in salotto può diventare una coreografia a distanza. In occasione della giornata mondiale della danza il cartellone digitale del Teatro Stabile del Veneto si arricchisce di nuove proposte e invita aspiranti ballerini da casa a liberare il desiderio di ballare partecipando al workshop gratuito Lo spettacolo più bello del mondo, un progetto di creazione coreografica e video-performance, ideato e condotto da Marco D’Agostin e Jacopo Jenna e a cura di Susanne Franco.
Un laboratorio gratuito che a partire da martedì 5 maggio – per iscriversi è possibile scaricare il bando dal sito teatrostabileveneto.it – darà l’occasione a tutti i partecipanti (età minima 14 anni) di riflettere e cimentarsi, sotto la guida dei due coreografi, sulla trasmissione a distanza di principi coreografici, sui processi creativi e sulle azioni performative per dare vita poi, ciascuno con il proprio contributo a Lo spettacolo più bello del mondo, che debutterà in prima assoluta giovedì 14 maggio sui canali social del Teatro Stabile del Veneto.

Il workshop
Ogni giorno, dopo un breve riscaldamento, in mattinata, i partecipanti convocati online in un gruppo chiuso su Whatsapp riceveranno uno score coreografico, una serie di istruzioni e consegne in formati differenti (testi, video, immagini, disegni), che ciascuno sarà libero di interpretare in modo originale per realizzare la propria azione performativa. Gli artisti D’Agostin e Jenna abbineranno a ogni score un dono (suggerimenti per visioni, letture, ascolti e sorprese) utile a sviluppare tutte le tappe di questa creazione coreografica e dialogheranno, a turno, con i singoli partecipanti, che a fine giornata invieranno ai coreografi un breve video della loro azione.
Per partecipare non sono richieste abilità tecniche specifiche, ma propensione alla creatività, a condividere visioni e azioni e a lasciarsi guidare in un percorso al tempo stesso individuale e collettivo. Gli esiti del lavoro svolto durante il workshop costituiranno il materiale con cui ciascuno dei due artisti partirà per creare la propria versione della video-performance Lo spettacolo più bello del mondo, che debutterà in prima assoluta giovedì 14 maggio sui canali social del Teatro Stabile del Veneto.
Marco D’Agostin è un artista attivo nel campo della danza e della performance. I suoi lavori interrogano con insistenza i temi della memoria e dell’intrattenimento. È stato interprete per Claudia Castellucci, Alessandro Sciarroni, Liz Santoro, Iris Erez, Sotterraneo, e dal 2010 le sue creazioni sono state presentate nei principali festival italiani ed europei, ricevendo numerosi riconoscimenti (Premio UBU, Premio Gd’A Veneto, Premio Prospettiva Danza, Menzione Speciale Premio Scenario, BEFestival, (Re)connaissance, MasDanza).
Jacopo Jenna è un coreografo, performer e filmaker. La sua ricerca indaga la percezione della danza e la coreografia come una pratica estesa, generando vari contesti performativi in cui ricollocare il corpo in relazione al movimento.  Ha presentato i suoi progetti presso festival, musei e istituzioni a livello internazionale, collaborando con compagnie stabili e partecipando a progetti di ricerca coreografica con altri artisti tra cui Jacopo Miliani, Caterina Barbieri, Roberto Fassone, Ramona Caia, Bassam Abou Diab.

https://www.teatrostabileveneto.it/una-stagione-sul-sofa-3/

SOGNI D’ORO
“Sogni d’oro” celebra la danza con i tre grandi classici del balletto di Čajkovskij letti da Silvia Casarin Rizzolo: Il lago dei cigni, La bella addormentata e Lo schiaccianoci
È una buonanotte che risuona sulle note di Pëtr Il’ič Čajkovskij e arriva a passi di danza quella che oggi la rubrica “Sogni d’oro” del Teatro Stabile del Veneto propone a grandi e piccini prima di andare a dormire. Per celebrare la giornata mondiale della danza, infatti, ad accompagnare il sonno dei più piccoli saranno le tre fiabe che hanno ispirato i celebri balletti classici del grande compositore russo lette da Silvia Casarin Rizzolo: Il lago dei cigni, composta inizialmente per i nipoti e poi rappresentata per la prima volta al Bolshoi di Mosca nel 1877, La bella addormentata, fiaba della tradizione europea la cui prima rappresentazione ebbe luogo il 15 gennaio 1890 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo riscuotendo subito un grandissimo successo, e Lo schiaccianoci, l’ultima opera del trittico, ispirata all’omonima fiaba di E. T. Amadeus Hoffman, che debuttò al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1892.
A leggere i tre grandi classici della tradizione è Silvia Casarin Rizzolo, direttrice d’orchestra il cui repertorio include sinfonico, opera, sacra, barocca e balletto classico e che nella propria carriera vanta la direzione di orchestre in tutto il mondo, dalla Fenice di Venezia al Teatro greco di Taormina, da Strasburgo a New York.
Oltre alla fiaba in programma per questa sera, 29 aprile, La luna e un fiore letta da Paola di Meglio, che verrà pubblicata come da consuetudine alle ore 21.00 sul sito e sui canali social del Teatro Stabile del Veneto., la rubrica “Sogni d’oro” presenta un’edizione speciale con la pubblicazione, alle ore 21.30, dei podcast delle tre fiabe che hanno ispirato i grandi balletti classici di Čajkovskij

WEEKEND DEL 1° MAGGIO, LA TOURNÉE DIGITALE DEI TEATRI DEL NORDEST DIVENTA UNA MARATONA DEDICATA ALLA FESTA DEI LAVORATORI
Il programma degli spettacoli in streaming su YouTube
Venerdì 1 maggio: Acciaierie del Teatro Stabile di Bolzano
Sabato 2 maggio: Fabbrica del Teatro Stabile del Veneto
Domenica 3 maggio l’Amleto del Teatro Sloveno e Sindrome italiana del Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Racconti popolari di miseria e alienazione, sogni di benessere, memorie di movimenti operai, storie di donne, emigrate economiche, protagoniste marginali dell’Italia delle badanti, per il weekend del 1° maggio la tournée digitale dei Teatri del Nordest si trasforma in una maratona di spettacoli dedicata alla Festa dei lavoratori. Da venerdì a domenica i Teatri Stabili del Veneto, di Bolzano e del Friuli Venezia Giulia e il Teatro Sloveno di Trieste offrono in streaming sui rispettivi canali YouTube una selezione di spettacoli di teatro impegnato con Acciaierie di Antonio Caldonazzi, Sandro Ottoni e Andrea Castelli, Fabbrica di Ascanio Celestini e Sindrome italiana di Lucia Calamaro, oltre a un classico come l’Amleto di Shakespeare rivisitato in versione rock.

Ad aprire la maratona del weekend venerdì 1° maggio, alle ore 20.00, è il Teatro Stabile di Bolzano con Acciaierie, uno spettacolo dedicato a un capitolo fondamentale della storia dell’Alto Adige. Scritto sulla base di materiali storici, fonti scritte e orali da Antonio Caldonazzi, Sandro Ottoni e Andrea Castelli, presente anche nel cast degli interpreti al fianco Sandra Mangini, Fabrizio Martorelli e Giovanni Sorenti, lo spettacolo ripercorre le fasi salienti della “colonizzazione” di Bolzano ad opera degli italiani. Il filo conduttore è la ricostruzione delle vicende dello stabilimento delle Acciaierie, dal fascismo agli anni Sessanta, ossia dalla sua fondazione ai primi segnali di lotta operaia, passando attraverso le vicende della guerra. Nel testo frammenti di vita quotidiana sono animati anche da situazioni comiche e drammatiche, il punto di vista narrativo è quello degli operai, uomini provenienti dal Veneto e dal Trentino. In Acciaierie rivivono, tramite l’assunzione delle parlate dialettali delle terre d’origine, semplici storie popolari di miseria e alienazione, in cui si annodano i sogni di benessere alimentati dalla propaganda di regime e le speranze in un contesto lavorativo difficile e causa di molte delusioni che comunque finiscono per sviluppare un forte attaccamento anche sentimentale alla fabbrica stessa.

La tournée digitale dei teatri del Nordest continua sabato 2 maggio con Fabbrica, un racconto corale su un secolo di storia operaia italiana prodotto dal Teatro Stabile del Veneto a partire dal testo di Ascanio Celestini con le musiche di Giovanna Marini e interpretata dagli allievi attori della Scuola Teatrale d’Eccellenza del Teatro Stabile del Veneto diretti da Sandra Mangini. Nato nell’ambito del percorso di formazione accademica, lo spettacolo ha debuttato nel luglio 2019 sul palcoscenico del Teatro Verdi di Padova allestito per la stagione estiva. Un’occasione a cui ha partecipato anche l’autore, Ascanio Celestini, e in cui è stata registrata la ripresa integrale a camera fissa ora offerta in streaming dallo Stabile. Opera popolare di grande respiro basata su memorie operaie, Fabbrica è il racconto epico di una vicenda umana, che parla di uomini e di donne, di vita e di morte, di amore, di orgoglio e di condanna. All’attualità del tema del lavoro si mescolano i modi della cultura contadina, l’orizzonte simbolico, il senso del magico, del mistero dell’esistenza. Questa versione corale del racconto porta per la prima volta in scena in Italia le musiche composte in francese da Giovanna Marini, la più grande compositrice italiana di musica vocale per il teatro.

Domenica 3 maggio consueto doppio turno di spettacoli con una lettura inedita del classico Amleto a cura del regista e coreografo Matjaž Farič, proposto con sovra titoli in italiano con sottotitoli in italiano dal Teatro Sloveno di Trieste a partire dalle ore 18.00, e Sindrome italiana, co-produzione del Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con CTB Centro Teatrale e Teatrodue di Parma, online dalle 20.00.
È un’ambientazione dark e rock quella data all’Amleto di Matjaž Farič dai costumi del designer di fama internazionale Alan Hranitelj e dalle musiche della band industrial dei Laibach. Affascinante e tenebroso, l’Amleto dell’attore e performer Klemen Janežič esplora la dimensione della follia del principe danese, vittima della barbarie e della crisi ideologica di una società violenta, ma soprattutto della mancanza di affettività e comunicazione all’interno della famiglia. Tutti i personaggi giovani di questo testo vivono, infatti, un conflitto generazionale non riuscendo ad adattarsi al mondo degli adulti.

La scrittura incisiva di Lucia Calamaro e il talento impetuoso delle Miti Pretese (Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres) sono invece i punti di forza di Sindrome italiana, uno spettacolo in cui il teatro funge da strumento di indagine e di denuncia di un tema sociale come il dramma delle donne dell’Est. Impegnate in Italia come badanti creano strappi spesso irreparabili nelle loro famiglie lontane e – di riflesso – la disgregazione dei nostri tessuti familiari dove pare non ci sia più tempo né sensibilità per occuparsi della fragilità degli anziani. Due psichiatri ucraini hanno definito “sindrome italiana” la grave depressione riscontrata in molte donne tornate in patria dopo anni di lavoro domestico all’estero e in particolare di cura degli anziani non autosufficienti. Le MitiPretese raccontano la figura femminile fuori dai clichés chiamando in causa la politica, l’etica, le prospettive sociali del presente, e affrontando un tema che – alla luce di avvenimenti anche vicinissimi – ci richiama a riflessioni dolorose, scomode ma essenziali.

“UNA STAGIONE SUL SOFÀ” PROSEGUE SUI SOCIAL
La stagione continua nel weekend e durante la settimana sui canali social del Teatro Stabile del Veneto con la rassegna di fiabe e racconti “Famiglie connesse”, il laboratorio teatrale di cittadinanza online condotto da Mattia Berto “L’ora d’aria”, con le video-letture di romanzi a cura degli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza, la sfida di poesie su Zoom con il Poetry Slam e l’immancabile appuntamento con la fiaba della buonanotte “Sogni d’oro”.
L’intrattenimento continua anche sul sito del Teatro Stabile di Bolzano www.teatro-bolzano.it/podcast che ogni martedì e ogni sabato fino al 30 maggio, mette a disposizione un podcast per ascoltare alcuni degli spettacoli di maggior successo creati a Bolzano e presentati in tour nei principali teatri d’Italia. I titoli di questa settimana saranno dedicati a “Il Gabbiano” di Cechov, regia Bernardi, con Patrizia Milani, Carlo Simoni e Maurizio Donadoni (stagione 2008/2009) e al noir in salsa bolzanina “Brattaro Mon Amour” scritto da Paolo Cagnan, diretto da Andrea Barnard e interpretato, tra gli altri, da Fulvio Cauteruccio e Fulvio Falzarano (Stagione 2015/2016).
Mentre continua l’iniziativa “Teatro da Casa” con gli artisti che recitano invitando gli spettatori “a casa loro”, da venerdì 1 maggio Il Rossetti avvia una nuova attività sui propri profili Facebook e Istafgram: Con il titolo #cerianchetu? verranno proposti ogni pomeriggio video filmati durante gli spettacoli che il pubblico ha più amato, richiamando alla memoria momenti entusiasmanti come le standing ovation,  i bis, gli omaggi che gli artisti hanno dedicato alla platea dopo serate indimenticabili.  E c’è di più: si chiede agli spettatori di inviare al teatro i loro stessi video “rubati”, di solito proibiti, ma che questa volta contribuiranno a creare nel web una galleria che ci farà rivivere le emozioni travolgenti delle serate dal voi a cui speriamo presto di ritornare. i contributi bvanno mandati per wetransfger a info@ilrossetti.it

https://www.teatrostabileveneto.it/una-stagione-sul-sofa-3/

1° MAGGIO, FABIO SARTORI E GIULIA VAZZOLER IN CONCERTO PER LA FESTA DEI LAVORATORI IN PIAZZA DEI SIGNORI
L’evento senza pubblico organizzato dal Comune di Treviso in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto.
Un abbraccio virtuale a tutti i lavoratori e, in particolare, a tutti gli operatori del settore sanitario che hanno permesso alla cittadinanza di attraversare questo periodo di emergenza, è ciò che il Comune di Treviso e il Teatro Stabile del Veneto vogliono trasmettere presentando due grandi artisti trevigiani, il celebre tenore Fabio Sartori e la pianista Giulia Vazzoler, insieme in concerto per celebrare il 1° maggio. Venerdì alle ore 14.00, in occasione della festa dei lavoratori, Sartori e Vazzoler suoneranno in Piazza dei Signori, simbolo della città, l’Ave Maria di F. Schubert e Nessun dorma da “Turandot” di G. Puccini. Un concerto senza pubblico e nel rispetto di tutti i protocolli per la sicurezza previsti dal Ministero della Salute, ma che porterà comunque la musica nelle case dei trevigiani grazie alla trasmissione in diretta TV sui canali di Antenna Tre.
«Questo concerto vuole essere un omaggio e una dedica a tutti i lavoratori che, in questi mesi, hanno salvato vite e rischiato la propria per la collettività», le parole del sindaco Mario Conte. «Ma vuole essere anche un messaggio di incoraggiamento e solidarietà nei confronti di chi teme, proprio per le conseguenze di questa emergenza, per attività e sacrifici di una vita. Da parte mia va un abbraccio virtuale a tutta la comunità trevigiana»
Un messaggio per la città arriva anche dal presidente del Teatro Stabile del Veneto, Giampiero Beltotto, che dichiara: “In un frangente come quello attuale, qualunqe cosa venga organizzata  per avvicinare la cultura alle persone che vivono in questo momento così tante difficoltà è doveroso da parte di chi propone ed è, speriamo, di sollievo per chi ascolta. Grazie a tutti.

Dopo il rientro a Treviso per le celebrazioni del 150esimo anniversario del Teatro Mario Del Monaco, che lo hanno portato sul palcoscenico del teatro comunale dopo diversi anni di assenza, Fabio Sartori torna quindi per la seconda volta in pochi mesi a suonare per la sua città a cui dedica queste parole: “Sono molto legato a Treviso, ai cittadini che mi hanno sempre dimostrato grande affetto e all’Amministrazione Comunale diretta dal sindaco Conte che fin da subito mi ha dato spazio e fiducia. Per questo motivo voglio restituire il bene ricevuto mettendo a disposizione della città ciò che meglio so fare – dichiara il tenore – . La musica è uno strumento potentissimo capace non solo di dare consolazione ai cuori afflitti dalla tragedia causata da questa emergenza, ma soprattutto di infondere speranza. Un pensiero va prima di tutto ai miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto. Questo concerto, poi, oltre a una dedica rivolta a tutti coloro che hanno sofferto e stanno soffrendo, vuole essere anche un augurio per tutti teatri del mondo che riprendono al più presto le loro attività e per la città, perché risorga più bella e più forte di prima”.
Fabio Sartori è oggi il più importante tenore italiano nel panorama internazionale per il repertorio lirico spinto. Dopo il debutto nel 1996 ne La Bohème alla Fenice ha calcato i maggiori teatri lirici del mondo, dal Covent Garden alla Staatsoper di Vienna, da Parigi a Roma e Berlino fino al Teatro La Scala di Milano dove nel 1997 ha preso parte al Macbeth, diretto da Riccardo Muti. Seguono nuovi titoli e produzioni sino all’inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala, dove è tornato lo scorso anno ancora per la prima di stagione con Attila nel ruolo di Foresto.
Tra i pianisti della sua generazione, Giulia Vazzoler risalta oltre che per il suo talento anche per la poliedricità e per l’eclettismo che la caratterizza.  Con una solida formazione classica alle spalle, si diploma in pianoforte al Conservatorio e si specializza come maestro collaboratore per opera lirica. Dotata di una grande tecnica esecutoria ha vinto svariati premi in concorsi nazionali ed internazionali e ha all’attivo centinaia di concerti in Italia, Europa, Medio Oriente USA e Africa. Benché Giulia sia una pianista classica, non deve sorprendere l’ampiezza dei suoi interessi musicali che spaziano dalla musica contemporanea fino al pop.

CONTINUANO ANCHE NELLA FASE 2 GLI APPUNTAMENTI DI “UNA STAGIONE SUL SOFÀ”

Mattia Berto

DA “L’ORA D’ARIA” CON IL REGISTA MATTIA BERTO ALLA SECONDA SFIDA DI ZOOM POETRY SLAM, TUTTE LE NOVITÀ DELLA PRIMA SETTIMANA DI MAGGIO
Dopo 42 incontri trasmessi in diretta in cui il regista veneziano Mattia Berto ha intrattenuto il pubblico da casa per un mese e mezzo di lockdown proponendo incontri, giochi e riflessioni quotidiane sul teatro e i suoi protagonisti, con l’avvio della fase 2 anche “L’ora d’aria. Laboratorio teatrale online”cambia ritmo. Per gli oltre 1500 iscritti al gruppo Facebook del Teatro Stabile del Veneto l’appuntamento diventa settimanale: ogni mercoledì alle ore 18.00 Mattia Berto continuerà ad animare il laboratorio virtuale insieme a nuovi ospiti come Francesca Sara Toich, artista più volte premiata come miglior interprete di Dante, che il 6 maggio sarà in collegamento da Parigi. Spritz in mano e nuovi travestimenti, i prossimi appuntamenti ruoteranno ancora attorno ai grandi personaggi del teatro, pretesto per una chiacchierata conviviale con gli ospiti e per lanciare il gioco con i numersi partecipanti.

Una trasformazione nel palinsesto di “Una Stagione sul sofà” riguarda anche gli “Aperitivi letterari”, che da video diventeranno podcast continuando ad offrire la lettura del romanzo L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcia Marquez a cura degli allievi attori della Scuola Teatrale d’Eccellenza.
Immancabili, infine, come ogni settimana gli appuntamenti per i più piccoli, dalla rassegna di spettacoli per le “Famiglie connesse”, trasmessi il martedì, il giovedì e la domenica su Facebook, Instagram e YouTube con le compagnie Matricola Zero, Theama e Stivalaccio Teatro, alla rubrica di fiabe e favole della tradizione “Sogni d’oro”.

Lorenzo Maragoni

ZOOM POETRY SLAM PASSA A FASE 2
Anche per i concorrenti di Zoom Poetry Slam è arrivata la fase 2. Giovedì 7 maggio alle ore 21.30 in diretta sulla nota piattaforma web i poeti e le poetesse in gara al secondo girone del torneo di poesia performativa, ideato da Lorenzo Maragoni e Diego Tale per il Teatro Stabile del Veneto e la sua “Stagione sul sofà”, si sfideranno a colpi di versi attraverso gli schermi dei loro computer.
Il primo turno disputatosi, lo scorso 23 aprile, ha portato in finale Antigone grazie alle sue performance in grado di far dialogare la poesia slam con il LIS, la lingua dei segni. Per il secondo girone si sfideranno Matteo Di Genova, finalista nazionale di poetry slam L.I.P.S. 2017 (singolo) e 2018 (a squadre), è uno dei poeti dello slam di ZeligTV, Giuliano Logos, fondatore del collettivo poetico pugliese SlammalS,  campione dell’area Sud del campionato LIPS – Lega Italiana Poetry Slam, Francesca Pels, una delle slammer più attive d’Italia, si occupa di poesia e poesia di strada, ha vinto il primo poetry slam in tv e rappresentato l’Italia allo Slam Internazionale di Madrid nel 2019.
Ognuno di loro presenterà tre testi originali per far sì che la protagonista di ogni serata sia una poesia viva, fatta di voci e di corpi a distanza. Proprio la distanza da colmare, indagare, percorrere, sopportare, con cui tutti ci stiamo misurando negli ultimi tempi, sarà il tema di una delle tre poesie che ciascun partecipante dovrà presentare durante il concorso. A decretare i vincitori sarà come sempre una giuria popolare estratta in diretta tra gli spettatori della serata che sceglierà, chi mandare alla finale di domenica 7 giugno.

Prima di collegarsi in diretta su Zoom con il Poetry Slam, durante la giornata del 7 maggio sui social del Teatro Stabile del Veneto vanno in scena come di consueto gli appuntamenti di “Una stagione sul Sofà”. Si inizia alle 11.00 con la replica dell’episodio 22 degli Aperitivi letterari e la lettura de L’amore ai tempi del colera, alle 16.00 gli attori di Matricola Zero propongono per la rubrica Famiglie connesse la storia “I Sandalo d’oro”Alle 21.00 immancabile come sempre l’appuntamento con la favola della buonanotte Sogni d’oro.
Link per seguire la diretta https://zoom.us/j/95494443048

I TEATRI DEL NORDEST INSIEME ANCHE NELLA FASE 2

STREAMING SU YOUTUBE
Malinconia verso il tempo che fugge, paure singole e collettive, sentimenti non corrisposti e desideri inappagati ma anche tanta leggerezza e divertimento per il primo week end della tanto attesa fase 2 con la tournée digitale dei Teatri del Nordest.
Da venerdì 8 a domenica 10 maggio i Teatri Stabili del Veneto, di Bolzano e del Friuli Venezia Giulia e il Teatro Sloveno di Trieste propongono al pubblico a casa in streaming sui rispettivi canali YouTube, una selezione dei loro maggiori allestimenti come I vicini di Fausto Paravidino, Le baruffe chiozzottediretto da Paolo Valerio, Lo zio Vanjanellalettura inedita e cinematografica di Ivica Buljan e I Turcs tal Friuldi Pasolini per la regia di Elio de Capitani.

I vicini © TUTTI I DIRITTI RISERVATI ©

La maratona di spettacoli in streaming prende il via venerdì 8 maggio, alle ore 20.00, con I vicini del Teatro Stabile di Bolzano. Lo spettacolo, scritto da Fausto Paravidino che, ancora una volta, è stato presentato in scena in prima mondiale a Bolzano, in una produzione dello Stabile di Bolzano nella stagione 2013/2014, diretto e interpretato dallo stesso autore, affiancato in scena da Iris Fusetti, Davide Lorino, Monica Samassa e Sara Putignano, è incentrato sulle paure, immaginarie e reali, di tutti gli uomini. In un’atmosfera rarefatta e sospesa, due giovani coppie si incontrano e si scontrano tra le mura domestiche. Casa, famiglia, coppia, intrecciate nelle tensioni della realtà quotidiana, sono i temi attorno ai quali si dipana la commedia umana firmata dal giovane e allo stesso tempo straordinariamente maturo Paravidino. Il regista, con la sua vena inesauribile di autore raffinato e interprete sensibile, riesce a far ridere e piangere di noi stessi in un rito liberatorio che riporta al senso originario del teatro stesso.

Le baruffe chiozzotte

La tournée digitale dei teatri del Nordest prosegue sabato 9 maggio ore 20 conLe baruffe chiozzotte, produzione del Teatro Stabile del Veneto per la regia di Paolo Valerio che lo scorso dicembre ha calcato le scene del Mossovet di Mosca.L’ultimo capolavoro di Carlo Goldoni che racconta le schermaglie amorose di un gruppo di pescatori di Chioggia e delle loro donne, è uno spettacolo corale, popolato da personaggi irresistibili: uomini e donne innocenti e rudi, esemplari imperfetti di un’umanità straordinaria. Un affresco di grande leggerezza e irresistibile divertimento, anche se in filigrana si intravede la malinconia per il tempo che fugge. Le donne hanno una sola urgenza: quella di maritarsi. I loro uomini sono pescatori, e presto o tardi il mare li chiamerà a sé. Nelle sue Baruffe, Goldoni riesce in ciò che sa fare meglio: scavare nell’essenza dell’essere umano, portando alla luce ogni sua imperfezione, per poterla esaminare, comprendere e, forse, superare.

Lo zio Vanja

Per domenica 10 maggio staffetta di spettacoli. Si parte alle ore 18con una lettura inedita e cinematografica de Lo zio Vanja,un grande classico della letteratura russa proposto dal Teatro Stabile Sloveno di Trieste, per proseguire, alle ore 20, con “I Turcs tal Friul”di Pier Paolo Pasolini presentato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.Lo zio Vanja, trasmesso in streaming dalle ore 18.00 e disponibile per le successive 48 ore con sottotitoli in italiano, prodotto dal Teatro Stabile Sloveno di Trieste e tratto da Čehov, è firmato da una stella del panorama drammaturgico e registico sloveno come il giovane Nejc Gazvoda e diretto da Ivica Buljan, regista di riferimento nel panorama teatrale dell’est Europa. Il dramma psicologico che in un turbine di sentimenti non corrisposti e desideri inappagati travolge gli abitanti di una tenuta della campagna russa viene riletto alla luce di ritmi, rapporti e modalità del XXI secolo, con in più la particolarità di una scenografia che invita gli spettatori a entrare nell’arena insieme agli attori per vivere lo spettacolo a brevissima distanza e da prospettive diverse.

I Turcs tal Friul

In prima serata alle ore 20 invece spazio aiI Turcs tal Friuldi Pier Paolo Pasolini in uno degli allestimenti storici de Il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia coprodotto con Teatridithalia e la Biennale di Venezia, dove ha debuttato nel 1996, per la regia di Elio de Capitani con Lucilla Morlacchi e le musiche di Giovanna Marini. L’opera ritrovata nel 1976 dopo la morte dello scrittore e composta a Casarsa, nella casa materna, probabilmente nel 1944, s’ispira a un reale evento storico, la devastante invasione dei Turchi in Friuli nel 1499 e ad una leggenda che vuole che Casarsa fosse sfiorata dai turchi e risparmiata, nascosta da una nube di polvere alzatasi per intervento miracoloso. L’atto unico è connotato dall’attesa e dalla paura, le emozioni archetipiche permeano il testo in cui riecheggia sul piano simbolico, l’inquietudine per la seconda guerra mondiale, con le sue minacce.

“Una stagione sul sofà” prosegue sui social
La stagione continua nel weekend e durante la settimana sui canali social del Teatro Stabile del Veneto con la rassegna di fiabe e racconti “Famiglie connesse”, il laboratorio teatrale di cittadinanza online condotto da Mattia Berto “L’ora d’aria”, con le letture in podcast di romanzi a cura degli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza e l’immancabile appuntamento con la fiaba della buonanotte “Sogni d’oro”.

L’intrattenimento continua anche sul sito del Teatro Stabile di Bolzano www.teatro-bolzano.it/podcast che ogni martedì e ogni sabato fino al 30 maggio, mette a disposizione un podcast per ascoltare alcuni degli spettacoli di maggior successo creati a Bolzano e presentati in tour nei principali teatri d’Italia. I titoli di questa settimana sono due testi appartenenti al panorama della drammaturgia contemporea: La fine di Shavouth di Stefano Massini, regia Cristina Pezzoli con Alvise Battain, Jacopo-Maria Bicocchi, Mattia Fabris ( Stagione 2008/2009) e  Lo strano caso della notte di San Lorenzo scritto e diretto da Roberto Cavosi e interpretato da (in o.a.) Giovanni Battaglia, Arianna Battilana, Fabio Bussotti, Edoardo Chiabolotti, Cristian Giammarini, Fulvio Falzarano, Manuela Festuccia, Michele Nani, Mario Sala, Francesco Scimemi, Stefano Trizzino e Nicolas Zappa (stagione 2016/2017).

«Procede con successo e molti “like” e condivisioni l’iniziativa social del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia #cerianchetu? tesa a creare una “galleria” di emozioni da ricordare assieme agli spettatori che le hanno vissute. Ecco allora le standing ovation, i bis, gli omaggi che gli artisti hanno dedicato alla platea dopo serate indimenticabili fissati nei video che il Teatro diffonde sui propri profili Facebook e Instagram. Intanto, quotidianamente anche gli attori dalle loro case – sempre sui social dello Stabile – continuano a dedicare al pubblico deliziosi momenti di teatro: scene, poesie, creazioni. L’appuntamento dunque è doppio: ogni giorno dopo le 15 la partecipazione di #ce-rianchetu? (anche il pubblico può mandare video da pubblicare, alla mail info@ilrossetti.it) e alle 19 gli attori dello Stabile protagonisti di #TeatrodaCasa».

IL TEATRO CERCA GIULLARI, SULLE ORME DI DARIO FO E FRANCA RAME
In un contesto di emergenza, come quello che stiamo vivendo, che impone cambiamenti radicali nella vita sociale, la riflessione sul futuro della professione dell’attore è più che mai importante. Quando i fatti urgono è necessario che lo strumento teatro per essere realmente politico e quindi presente, si faccia interprete di questi fatti per porli in discussione, per trasformarli in elemento di conoscenza critica e di coscienza.

Da questa consapevolezza nasce il progetto Emergenza giullari – Incursioni spericolate nel teatro di Dario Fo e Franca Rame, un percorso di specializzazione per giovani artisti interessati alle tecniche di affabulazione della coppia del Mistero Buffo. Il corso, fruibile interamente online, rientra nelle attività del progetto Te.S.eO., Teatro Scuola e Occupazione – il ciclo di formazione professionale per attori frutto dell’Accordo di Programma tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto in partnership con Accademia Teatrale Veneta – ed è sviluppato in collaborazione con il MusaLab, l’Archivio Franca Rame Dario Fo con sede a Verona.

Dal 1969, anno in cui Dario Fo e Franca Rame misero in scena per la prima volta Mistero Buffo sono passati 50 anni. Lo spettacolo si componeva di monologhi di tradizione popolare, tratti da giullarate e fabliaux del medioevo, reinventate e attualizzate dalla genialità della coppia Fo-Rame. Da allora è stato replicato migliaia di volte, in forme diverse, in teatri e luoghi insoliti come piazze, chiese sconsacrate, fabbriche occupate affermando con suo indiscutibile successo un’inedita figura d’attore: quella di un ‘giullare’ contemporaneo capace di rintracciare antiche storie, calarle nell’attualità, e raccontarle come se fossero nuove.

“Emergenza giullari è l’inizio di un’avventura entusiasmante e spericolata – commenta Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto – I giovani artisti dovranno ‘correre il rischio’ di confrontarsi in piena libertà con le storie di Dario e Franca, diventando i protagonisti di un passaggio di testimone tra le generazioni. Grazie ai loro talenti e alla loro immaginazione, l’idea del teatro come arte popolare, radice della nostra cultura e del nostro modo di essere attori, potrà continuare a rinnovarsi per far riflettere e divertire il pubblico di domani”.

Al gruppo verrà, infatti, proposto un particolare percorso di studio e di riflessione sulla figura dell’attore-autore e sul suo ruolo culturale e politico nella società. La parte teorica, condotta da Mariateresa Pizza docente universitaria, responsabile per il MiBACT del progetto “Conoscenza e Valorizzazione dell’Archivio Rame Fo” e direttrice di MusALab Archivio Rame Fo, permetterà di entrare in contatto diretto con i materiali dell’archivio, allo scopo di approfondire i temi che emergeranno dalla ricerca. In parallelo Massimo Navone regista e drammaturgo, già collaboratore di Dario Fo per progetti didattico/spettacolari, guiderà un percorso di elaborazione drammaturgica attraverso esercizi pratici. Sono previsti, inoltre, collegamenti con artisti di fama nazionale, che daranno un apporto d’esperienza come stimolo alla progettualità dei partecipanti.

Il laboratorio si svolgerà on-line e sarà sia teorico che pratico, per un totale di 40 ore di lezione in modalità “Formazione a Distanza” sulla piattaforma Hangouts Meet di Google Suite for Education. In considerazione della difficile situazione in cui si trovano i professionisti del teatro e della cultura, per la partecipazione al corso si è scelto di fissare una quota simbolica di 25,00 €.
Le candidature, dovranno pervenire entro e non oltre le ore 13.00 di mercoledì 27 Maggio 2020 all’indirizzo e-mail teseo@accademiateatraleveneta.it.
Il bando è consultabile al sito www.teatrostabileveneto.it

IL CAFFÈ SENZA PORTE
Padova. Dopo il sold out della prima puntata e due settimane di laboratorio in cui drammaturghi e attori si sono cimentati online tra scrittura condivisa e prove, martedì 12 maggio alle ore 19.00 debutta su Zoom Meeting il secondo episodio di “Universerìe. Live da casa” (in replica martedì 19 maggio su YouTube), la fortunata serie teatrale ideata dalla compagnia Amor Vacui per il Teatro Stabile del Veneto, scritta e interpretata dagli studenti dell’Università di Padova, che per questa quinta edizione nata al tempo del Covid 19 si trasferisce dal palcoscenico del Teatro Verdi a quello virtuale di “Una stagione sul sofà”.

Il 2°episodio: Il caffè senza porte
Dopo Il prato senza erba il nuovo episodio trae ispirazione da un altro dei grandi “senza” della città di Padova: il Caffè Pedrocchi. Il caffè senza porte è, infattiil titolo della puntata perché come per il Pedrocchi che era aperto continuamente, notte e giorno, il problema delle cose che si possono fare sempre, è che si finisce per non farle mai. In questi mesi, oltre a seguire le lezioni, studiare e preparare gli esami, gli studenti universitari, un po’ come tutto il resto del mondo, hanno deciso che era proprio il momento di fare tutte quelle cose rimandate da sempre per uscire dall’isolamento come persone migliori. Ecco che si sono dati al workout, alla cucina, al finire quel libro rimasto a prendere polvere sul comodino, a imparare a suonare la ghironda svedese, e naturalmente seguire quel maledetto corso di acquerello botanico online. E adesso, nonostante quello che siamo o non siamo riusciti a fare, si avvicina di nuovo il momento di uscire, sentiamo che qualcosa è veramente cambiato? Che cos’è quella strana sensazione che ci trattiene sulla porta di casa?

La piattaforma Zoom Meeting, dove oltre alle prove andranno in scena le 4 puntate, è stata scelta perché è la cosa che più somiglia all’ingresso del pubblico in sala, ovvero la diretta. Gli episodi verranno trasmessi live, alle 19.00, perciò bisognerà presentarsi, essere lì in quel momento per vivere quella compresenza tra attori e spettatori, necessaria affinché la magia del teatro possa avvenire. L’host accetta i partecipanti al meeting, si spengono le luci delle cucine, delle camere da letto, dei salotti o dei bagni e comincia Universerìe. Nella quinta stagione prosegue il percorso cominciato lo scorso anno con Universerìe – new generation per indagare scelte di vita e vite personali degli studenti che frequentano l’Università degli Studi di Padova attraverso un format rinnovato: un inedito esperimento di “autobiografia generazionale” che mescola finzione e realtà e che produrrà una mini-serie teatrale capace di raccontare la vita universitaria della città di Padova, rendere protagoniste le vite degli universitari, le loro scelte, le loro indecisioni e le loro storie.
Martedì 12 maggio. Ore 19.00 Link Zoom —> https://zoom.us/j/92077159972
Replica: martedì 19 maggio su YouTube dalle 21.00 alle 23.00

Mattia Berto

UNA STAGIONE SUL SOFÀ
Venezia. Da Moliére al Pojana in un viaggio alle origini dell’umorismo e della satira. Da domani 13 maggio e per tutta la settimana Una stagione sul Sofà del Teatro Stabile del Veneto rinnova l’appuntamento con L’ora d’aria. Laboratorio teatrale di cittadinanza online di Mattia Berto che ruoterà intorno all’opera del francese Jean Batiste Poquellin in arte Moliére. L’attore e regista veneziano dialoga, in diretta facebook, con Andrea Pennacchi, l’attore padovano noto al grande pubblico soprattutto per i monologhi del suo Pojana, per spiegare al pubblico come nascono i personaggi “eroi contemporanei”.

Il palinsesto del 13 maggio si apre alle ore 11.00 con un grande classico: Famiglie connesse e la replica della fiaba danese di Hans Christian Andersen Il brutto anatroccolo proposta da Theama Teatro.
Alle ore 18.00 tutti sintonizzati sulla pagina facebook dello Stabile del Veneto per L’ora d’aria. Il consueto appuntamento firmato da Mattia Berto diventa l’occasione per ripercorrere la storia dell’umorismo e della satira dal ‘600 ad oggi. Si parte dall’opera di Molière, ricordata per la critica feroce dei personaggi della sua epoca, per parlare del rapporto tra teatro divertimento, amarezza e attualità. Ospite del laboratorio, l’attore padovano Andrea Penacchi, pronto a svelare al pubblico connesso tutte le curiosità sull’origine dei suoi personaggi, sulle ispirazioni da cui nascono gli eroi contemporanei che racconta o porta in tv e sulla scena. Non mancheranno le call per giocare insieme al pubblico.
Alle ore 19.00 appuntamento con Aperitivi letterari e la lettura dell’episodio 25 di L’Amore ai tempi del colera realizzata dai ragazzi della Scuola Teatrale di Eccellenza.
Un’altra fiaba di Andersen per continuare a stimolare la fantasia dei più piccoli. Alle ore 21.00 la rubrica Sogni d’oro presenta La pastorella e lo spazzacamino di letta da Ivana Lando.

MATURITORIAL, COME PREPARARSI ALL’ESAME DI MATURITÀ AI TEMPI DEL COVID-19
Molto è cambiato nella scuola adesso che professore e studente sono separati dallo schermo di un computer, soprattutto per coloro che nelle prossime settimane si troveranno a fare l’esame di maturità restando a casa oppure in un’aula semi deserta.
Per affrontare questa prova nella prova, prepararsi nelle materie e allenarsi all’esposizione orale davanti a uno schermo, il Teatro Stabile del Veneto e la compagnia Matricola Zero, hanno ideato per i ragazzi la serie web Maturitorial, disponibile in 6 puntate a partire da venerdì 15 maggio, alle 14.00 nel palinsesto digitale della “Stagione sul sofà”. Un ciclo di pratici e simpatici tutorial fatti dagli attori della compagnia, allo scopo di aiutare i maturandi a vincere anche questa sfida.

I protagonisti della web serie sono Luca e Ginevra, due studenti di quinta superiore alle prese con l’esame di maturità ai tempi della pandemia. Per diverse settimane viene detto loro che l’esame si svolgerà online e che questo comporterà una serie di nuovi ostacoli da superare. Perciò, qual è il modo giusto di respirare e di parlare ai fini di una buona esposizione? Come ci si può muovere davanti alla web cam per trasmettere sicurezza? Come si sceglie lo sfondo più appropriato, e qual è il modo giusto per riprendersi? Queste sono alcune delle domande a cui Maturitorial, cercherà di rispondere con l’obiettivo di dare dei consigli utili anche per il futuro quando gli esami, si spera, ritorneranno a farsi alla cattedra di un’aula universitaria o scolastica.
Matricola Zero è una compagnia teatrale professionale di Padova formata da dieci attori diplomati presso l’Accademia del Teatro Stabile del Veneto. Si occupa di produzione di spettacoli dal vivo e formazione teatrale.

DAL PALCO ALLA TV, GLI ALLIEVI DEL TEATRO STABILE DEL VENETO RAPPRESENTATI DA GASPARE DEL VECCHIO TRA I PROTAGONISTI DE “IL VOLO DEL CALABRONE” IL PROGRAMMA RAI IDEATO E CONDOTTO DA DAMIANO MICHIELETTO
Venezia. Dal palco alla tv per parlare di teatro ai propri coetanei. Gli allievi del Teatro Stabile del Veneto, e in particolare Gaspare Del Vecchio, sono tra gli ospiti protagonisti della puntata di giovedì 14 maggio alle ore 19  de “Il volo del calabrone”, il programma di Rai Cultura, in onda su Rai5, ideato e condotto dal regista Damiano Michieletto per raccontare la cultura in tutte le sue sfumature iniziando dall’opera lirica in questo periodo di distanziamento sociale.
Gli alunni dello Stabile Veneto, insieme a importanti personaggi del mondo della cultura italiana come Emma Dante, Giovanni Allevi, Eleonora Abbagnato e Tindaro Granata, propongono un contributo ispirato a La Cenerentola, melodramma di Gioacchino Rossini e fulcro della puntata.

Durante la puntata, Gaspare Del Vecchio, tra gli allievi dello Stabile Veneto, interpreta il finale di “Cenerentola” dei fratelli Grimm.
Come suggerisce il nome tratto dal celebre brano dell’opera La favola dello zar Saltan di Nikolaj Rimskij-Korsakov, il programma prende spunto da un mito o da un archetipo letterario della nostra cultura. E proprio questo nucleo tematico offre la possibilità di coglierne le implicazioni e le declinazioni che ne hanno dato le altre arti e le altre branche del sapere. Non solo musica quindi, ma letteratura, arti figurative, cinema, teatro, psicanalisi, riflessione filosofica, fino ad arrivare alle implicazioni socio-antropologiche che ancora oggi ci coinvolgono.

Il format è agile, non c’è uno studio televisivo, non ci sono telecamere. Il volo del calabrone è realizzato interamente online, attraverso una piattaforma di social network, con Michieletto che dialoga connesso da casa sua sui vari temi, con gli ospiti.
“Il volo del calabrone”, prodotto da Rai Cultura e trasmesso da Rai5, è scritto e condotto da Damiano Michieletto con la collaborazione di Francesco D’Arma e Marta Teodoro, con il coordinamento editoriale di Anna Lisa Guglielmi e la regia di Stefania Grimaldi. Produttore esecutivo Elena Beccalli.

Bottacin

IL PUBBLICO TREVIGIANO PROTAGONISTA DEGLI INCONTRI VIRTUALI DI OLTRE LA SCENA COMMUNITY
La fase 2 arriva anche per gli appuntamenti di Oltre la scena del Teatro Mario del Monaco. I dialoghi con gli artisti condotti da Elena Filini, che nelle ultime settimane ci hanno portato nelle case di attori, registi e musicisti attraverso le dirette social da home edition si trasformano in community, con il pubblico come protagonista.
Ogni venerdì, a partire dal 15 maggio (ore 18.00) per quattro puntate, in diretta sulle pagine Facebook del Teatro Stabile del Veneto e del Teatro Mario Del Monaco, prenderanno parte agli incontri gli abbonati, le scuole e gli insegnanti, il mondo musicale trevigiano e le istituzioni. Una vera e propria community che insieme dialogherà su come sarà il teatro del futuro e come si dovranno riscrivere le regole per rinascere dopo il Covid-19.

Nel primo appuntamento di venerdì 15 maggio, Elena Filini dialogherà con 3 abbonati del Teatro Mario Del Monaco, nonché rappresentanti di associazioni e realtà riconosciute in città:  Giuseppe Aiello, avvocato e direttore dell’Associazione Lirica Trevigiana di cui è direttore artistico e con cui ha organizzato applauditi galà al Teatro Comunale di Treviso e anche un’intera stagione dedicata a Rossini nel 2018; Edoardo Bottacin, giovane direttore dell’Associazione Musincantus, realtà impostasi nel panorama regionale nel 2018 con l’organizzazione delle celebrazioni ufficiali della città di Treviso per il 150° anniversario dalla scomparsa di G. Rossini; Nadia Pignatto, abbonata da più di trent’anni al Comunale, proprietaria dello storico negozio di ottica punto di riferimento in città, è appassionata di musica classica e membro del Lions Club Eleonora Duse, ha per anni organizzato in città una rassegna di giovani talenti musicali.

Oltre la scena è una stagione nella stagione. Storie, dialoghi, incontri intorno al cartellone del Teatro Comunale Mario Del Monaco ideati e coordinati da Elena Filini in un’inedita partnership che vede insieme Comune di Treviso (Assessorato alla Cultura) Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Conservatorio Agostino Steffani e Soroptimist International Club di Treviso. L’obiettivo è quello di raccontare il Teatro che non si vede, arrivare a chi non avrebbe immaginato di mettervi piede e dare voce ai protagonisti quando il sipario è calato.

In nome del padre Perrotta ©Luigi Burroni

LE MIGLIORI PRODUZIONI IN STREAMING SU YOUTUBE PER LA TOURNÉE DIGITALE DEI TEATRI DEL NORDEST
Una lettura profonda e disincantata della figura del padre, una grande commedia goldoniana con la maschera simbolo del teatro italiano, una rivisitazione horror di un classico della letteratura slovena e la rappresentazione teatrale della vita di una piazza osservata dall’occhio del premio Nobel Peter Handke. È quanto mai varia la proposta dei Teatri del Nordest che, per l’ottavo weekend, portano nella tournée digitale di “Una Stagione sul sofà” alcune delle migliori produzioni: In nome del padre, Arlecchino. Il servitore di due padroni, Il Re di Betajnova e L’ora in cui non sapevamo niente l’uno dell’altro sono gli spettacoli a cui il pubblico a casa potrà assistere in streaming sui canali YouTube dei teatri stabili del Veneto, di Bolzano, de Il Rossetti e del Teatro Sloveno di Trieste da venerdì 15 a domenica 17 maggio.

Come di consueto ad inaugurare il weekend è il Teatro Stabile di Bolzano che venerdì 15 maggio, a partire dalle ore 20.00, presenta in streaming lo spettacolo In nome del padre. Scritto, diretto e interpretato da Mariano Perrotta, questo testo nasce da un intenso confronto con lo psicanalista Massimo Recalcati, che alle relazioni familiari ha dedicato gran parte del suo lavoro. Un padre. Uno e trino. Niente di trascendentale: nel corpo di un solo attore tre padri diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. Sulla scena li sorprendiamo ridicoli, in piena crisi di fronte al “mestiere più difficile del mondo”. I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di altrettanti dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, si ritrovano nudi, con le labbra rotte, circondati dal silenzio. E forse proprio nel silenzio potranno trovare cittadinanza le ragioni dei figli.

Arlecchino ph.Pea

In una strana soffitta ingombra di vecchi bauli una vivace compagnia di attori rimette in moto la perfetta macchina teatrale goldoniana, la polvere vola via a suon di canti e musica, i personaggi e le maschere riprendono vita e trascinano il pubblico in una girandola di colori, emozioni e divertimento anche attraverso la rete. Arlecchino. Il servitore di due padroni per la regia di Giorgio Sangati con una compagnia di 9 attori (Anna De Franceschi, Francesco Folena Comini, Eleonora Fuser, Irene Lamponi, Marta Meneghetti, Michele Mori, Stefano Rota, Laura Serena e Marco Zoppello) è la produzione che il Teatro Stabile del Veneto presenta sabato 16 maggio a partire dalle ore 20.00 per la tournée digitale di questo weekend. Travestimenti e riconoscimenti, servitori e padroni, padri e figli, morti e risorti, duelli e passioni, gioie e pianti: nello spettacolo tutto è doppio, come Arlecchino che, a sua volta, si sdoppia (anzi si triplica) nell’impresa impossibile di servire due padroni e forse anche sé stesso. Goldoni scrive Il servitore di due padroni lontano dalla sua Venezia e in ogni battuta della commedia si legge l’amore e la nostalgia per una città magica, un luogo unico, fantastico, intriso di vita, in cui tutto è (ancora) possibile. In scena un cast di altissimo livello che fa incontrare interpreti di comprovata esperienza con giovani talenti. Un classico che non può invecchiare perché affonda le sue radici nella storia stessa del teatro.

Kralj na Betajnovi

Solito doppio appuntamento per domenica 17 maggio: alle ore 18.00 (e per le 48 ore successive) il Teatro Stabile Sloveno trasmetterà in lingua originale con sottotitoli in italiano un classico della letteratura teatrale slovena in versione horror, Il Re di Betajnova, mentre a partire dalle ore 20.00 il Rossetti offrirà al pubblico L’ora in cui non sapevamo niente l’uno dell’altro.
Il Re di Betajnova, testo di denuncia sulla corruzione del potere, scritto da Ivan Cankar nel 1902, è stato infatti affidato al giovane regista cinematografico Tomaž Gorkič, capofila della filmografia horror slovena. La storia dell’ascesa dell’amorale Jožef Kantor, arricchitosi con l’usura e lo sfruttamento del proletariato rurale, è un dramma noir su diritti e ideali negati di una società in preda a sfruttamento, violenza e avidità della casta capitalista. Viene messo in scena in un contesto che si riferisce alle immagini dei quadri di Bosch, dove l’immagine emotiva supera l’importanza della visione descrittiva. Lo spettacolo verrà corredato da sottotitoli in italiano e sarà l’occasione per far conoscere un testo iconico per la storia del teatro sloveno.

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Testo teatrale che il Premio Nobel Peter Handke scrive nel 1992, L’ora in cui non sapevamo niente l’uno dell’altro viene presentato in prima italiana due anni più tardi sul palcoscenico del Mittelfest e nella produzione congiunta del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con il Teatro Stabile Sloveno di Trieste. La messinscena è firmata da Giorgio Pressburger: la proposta in streaming dello spettacolo vuole essere anche un omaggio all’intellettuale, scrittore e regista, nato in Ungheria ma vissuto a Trieste, e scomparso nel 2017. Con la sua sensibilità mitteleuropea, la sua cultura e ed il suo linguaggio registico lirico e immaginifico Pressburger si addentra alla perfezione nelle suggestioni create dall’autore austriaco in questo particolarissimo lavoro. L’ora in cui non sapevamo niente l’uno dell’altro è infatti concepito come una didascalia-racconto, in cui Handke descrive la vita di una piazza: e proprio questo luogo-cornice diviene il vero protagonista dello spettacolo, animato – lungo un’intera giornata – da un flusso continuo di movimenti, personaggi, storie che la attraversano e si intersecano fra loro. Una voce – nel nostro caso, quella del bravissimo Mariano Rigillo – conduce per mano il pubblico lungo tutte queste vicende, questi profili, che pur senza parlare, sanno incuriosire, farsi conoscere, attrarre… Sono flash, episodi di vite, frammenti di una società: particolari che magari – quando anche i nostri occhi sono parte di quel flusso agitato e ininterrotto – non sappiamo cogliere.

UNA STAGIONE SUL SOFÀ CONTINUA SUI SOCIAL
La stagione continua nel weekend e durante la settimana sui canali social del Teatro Stabile del Veneto con la rassegna di fiabe e racconti “Famiglie connesse”, Maturitorial, una web serie di tutorial in soccorso ai maturandi alla perese con il maxi orale, il laboratorio teatrale di cittadinanza online condotto da Mattia Berto “L’ora d’aria”, con le letture in podcast di romanzi a cura degli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza e l’immancabile appuntamento con la fiaba della buonanotte “Sogni d’oro”.

L’intrattenimento continua anche sul sito del Teatro Stabile di Bolzano www.teatro-bolzano.it/podcast che ogni martedì e ogni sabato fino al 30 maggio, mette a disposizione un podcast per ascoltare alcuni degli spettacoli di maggior successo creati a Bolzano e presentati in tour nei principali teatri d’Italia. I titoli di questa settimana saranno La brigata dei cacciatori  di Thomas Bernhard, traduzione Umberto Gandini per la regia Marco Bernardi con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni, Paolo Berretta, Ottavia Casagrande,  Alberto Mancioppi, Stefania Pepe, Giovanni Sorenti, Riccardo Zini (Stagione 2002/2003) e Sogno d’amore di Giampiero Rappa, regia Filippo Dini e Giampiero Rappa con Silvia Ajelli, Andrea Di Casa, Filippo Dini, Massimiliano Graziuso, Ilaria Pardini, Mauro Pescio in collaborazione con Gloriababbi Teatro (stagione 2010/2011).

Proseguono anche nella prossima settimana gli appuntamenti che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia diffonde sui propri profili Facebook e Instagram: molte le sorprese in arrivo per il ciclo #cerianchetu? teso a creare una “galleria” di emozioni e ricordi teatrali da condividere con gli spettatori. Per il ciclo #TeatroDaCasa sono in programma alcuni interessantissimi contributi: Slava Polunin l’acclamato e poetico clown russo, sarà protagonista venerdì, mentre nel corso della settimana gli attori della compagnia Stabile Andrea Germani e Romina Colbasso si confronteranno rispettivamente con la prosa di Luis Sepulveda e con la scrittura di Paolo Rumiz, e sarà assolutamente da non perdere il frammento della Compagnia di danza Käfig.

Jenna

LO SPETTACOLO PIÙ BELLO DEL MONDO DEBUTTA IN PRIMA ASSOLUTA SUL PALCOSCENICO VIRTUALE DI “UNA STAGIONE SUL SOFÀ”
Sono in molti gli artisti che in queste settimane di quarantena hanno espresso la loro creatività dal salotto, dalla cucina o dai balconi di casa, condividendola dallo schermo di uno smartphone. Così è stato anche per i 19 aspiranti performer che dal 6 maggio scorso hanno preso parte al workshop gratuito di creazione coreografica e video-performance promosso dal Teatro Stabile del Veneto, ideato e condotto da Marco D’Agostin e Jacopo Jenna a cura di Susanne Franco. Sette giorni di full immersion virtuale nel mondo dell’arte coreutica che hanno dato vita a Lo spettacolo più bello del mondo, una coreografia a distanza che ha unito performer da diverse città italiane (Udine, Cosenza, Brescia, Roma, Padova, Venezia, Bari) e di tutte le età, dai 16 ai 50 anni, pronti a debuttare in prima assoluta sabato 16 maggio, ore 16.00  sui canali social del Teatro Stabile del Veneto per “Una stagione sul sofà”.

Ogni giorno, dopo un breve riscaldamento, in mattinata, i partecipanti convocati online in un gruppo chiuso su Whatsapp hanno ricevuto uno score coreografico e una serie di istruzioni e consegne in formati differenti (testi, video, immagini, disegni), che ciascuno ha liberamente interpretato in modo originale. Gli artisti D’Agostin e Jenna a ogni score hanno abbinato un dono (suggerimenti per visioni, letture, ascolti e sorprese) utile a sviluppare tutte le tappe di questa creazione coreografica. Gli esiti del lavoro svolto dai performer durante il workshop costituiscono il materiale con cui ciascuno dei due artisti ha potuto creare la propria versione della video-performance Lo spettacolo più bello del mondo, applicando le tecniche dell’editing cinematografico ai principi coreografici.

#YuriLibero DIARIO DI UN ETERNO POSITIVO
Venezia. Comunista irriducibile, operaio in pensione ormai dedito alla cura dell’orto di casa, residente in provincia di Padova e costretto alla reclusione domiciliare forzata a causa della sua recidiva e ripetuta positività asintomatica al Covid19, #YuriLibero è il protagonista dell’omonima webserie teatrale ideata e scritta da Matteo Righetto per il Teatro Stabile del Veneto, interpretata da Valerio Mazzuccato e diretta dal regista Giorgio Sangati, che giovedì 21 maggio alle ore 19.00 debutta in prima assoluta sui canali social del teatro, Facebook, Instagram e YouTube, all’interno del palinsesto di “Una stagione sul sofà”. Composta da otto episodi, che saranno pubblicati con cadenza settimanale e resteranno sempre disponibili on demand sui canali del Teatro Stabile del Veneto, #YuriLibero. Diario di un eterno positivo nasce durante la quarantena andando incontro alle difficoltà di produzione del momento come proposta di intrattenimento in forma one man show realizzata, senza uscire di casa, dalla videomaker Raffaella Rivi. Il risultato è uno spettacolo principalmente autoironico e satirico, capace tuttavia di offrire dissacranti spunti di riflessione sulla nostra società, il nostro modello di sviluppo e le loro profonde contraddizioni.

Chi è #YuriLibero
Contagiato già da metà febbraio (paziente “-1”), #YuriLibero è affetto da una positività incredibilmente restìa a negativizzarsi anche dopo mesi di isolamento del soggetto e decine di tamponi effettuati, al punto che la narrazione gioca sul filo dell’equivoco tra isolamento sanitario e prigionia politica. “No compromessi, no astensione, mi vojo la rivolussione!” è il motto di #YuriLibero: ideologicamente irremovibile, nostalgico del partito comunista e simpatizzante sovietico, anticapitalista, anticlericale, internazionalista e filopartigiano fino all’ultimo globulo rosso, Yuri è anche fierissimamente veneto, vive da single dopo essere stato lasciato anni prima dalla compagna e nella sua parlata alterna la lingua italiana al vernacolo euganeo. È autoironico ma anche fumantino e complottista. Ha un gran bell’orto, qualche vigna, animali da corte e da stalla. Non gli manca nulla tranne il vecchio comunismo e, ovviamente, la libertà di uscire di casa.
Il protagonista è settimanalmente destinatario di una video-chiamata di monitoraggio sanitario da parte di un volontario dell’Asl che si offre anche di fornirgli supporto psicologico. Partendo dalla comunicazione dell’esito dell’ultimo tampone effettuato (esito scontato, poiché Yuri non si negativizzerà mai), e muovendo dalla sana e divertente quotidianità di Yuri, il quale fisicamente non è mai stato meglio in vita sua, i monologhi e dialoghi fra i due si sviluppano comicamente di volta in volta su vari temi dai quali emerge chiaramente la visione che Yuri ha del mondo nel quale viviamo.

All’inizio dell’emergenza abbiamo pensato al palinsesto di “Una Stagione sul Sofà” per mantenere vivo il contatto con il nostro pubblico, offrendo contenuti adatti a spettatori di tutte le età, e continuare a coinvolgere numerosi artisti e compagnie del territorio e non solo. Un’idea che ci ha dato la possibilità di accogliere e produrre le migliori proposte nate in questo periodo di quarantena, come #YuriLibero, un progetto che dalla situazione contingente trae ispirazione offrendo insieme un’occasione di distrazione e divertimento e una riflessione sulla società presente – commenta Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto –. Questo diario di un eterno positivo ideato da Matteo Righetto e presentato in forma di web serie teatrale si incontra con la linea editoriale del Teatro Stabile del Veneto, sensibile alle narrazioni d’autore che partano dal territorio locale ma in grado di parlare a un pubblico vasto.

Yuri Libero è un personaggio quanto mai attuale – commenta l’autore Matteo Righetto -, costretto all’isolamento domiciliare a causa della positività al coronavirus ma che in realtà sta benissimo. Veneto di 63 anni, è un compagno irriducibile, un ex operaio esposto all’amianto che dopo la pensione si dedica alla cura dell’orto e di animali domestici. E’ proprio questa sua identità di compagno irriducibile che lo rende paradossalmente fuori ma anche dentro il nostro tempo. Al di là dell’ironia e della satira, forze portanti del soggetto e del personaggio sono anche le sue riflessioni sul nostro modello di sviluppo e sulle contraddizioni della nostra società. Tutti ci siamo posti domande come: cosa cambierà dopo il covid19? Diventeremo più buoni? Ecco, Yuri ha delle idee chiare in merito e le mostrerà nello sviluppo di questa serie web perché è un personaggio scorretto ma non è un populista, ha dei valori chiari. Inoltre La narrazione gioca intorno al sottile confine tra isolamento sanitario e prigionia politica pur non essendo Yuri un complottista. Si parla giustamente dopo la grande tragedia, di riaprire le attività commerciali e  produttive ma è urgente “riaprire” anche lo spirito attraverso lo spettacolo. Yuri diventa quindi anche la metafora dell’attore che è costretto a non lavorare, che è a casa e che attende.”

 C.S.
Fonte: Comunicazione Teatro Stabile del Veneto

 www.teatrostabileveneto.it