“Sennò continua a dire che l’è un büs, e ciao”. Seguendo il filo conduttore dell’intervista di Carla Lonzi, cinquanta opere alla Fondazione Magnani-Rocca.

La mostra “Lucio Fontana. Autoritratto” ha origine nel rapporto tra il maestro assoluto dello Spazialismo e dell’arte del XX secolo, e la storica dell’arte Carla Lonzi, allieva di Roberto Longhi, fondatrice del gruppo Rivolta Femminile, la quale rivoluzionò l’idea della critica militante. Una peculiarità dell’esposizione è l’aver recuperato il file audio della conversazione originale e integrale, dove si può ascoltare la voce di Fontana che parla del suo lavoro, della sua vita d’artista, dell’attività di collezionista e di esperienze quotidiane.

Lucio Fontana, Concetto spaziale, La fine di Dio, 1963, Milano, Fondazione Lucio Fontana. © Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022

La scoperta del cosmo è una dimensione nuova, è l’infinito, allora buco questa tela, che era alla base di tutte le arti e ho creato una dimensione infinita, una X che, per me, è la base di tutta l’arte contemporanea. Sennò continua a dire che l’è un büs, e ciao (Dall’intervista a Lucio Fontana di Carla Lonzi in Autoritratto, 1969)

Carla Lonzi (Firenze 1931 – Milano 1982) iniziò il proprio percorso collaborando con gallerie e periodici e raccogliendo interviste ad artisti con l’ausilio di un registratore (strumento innovativo per la critica d’arte dell’epoca) poi trascritte, riassemblate e infine edite nel volume Autoritratto del 1969. Ogni artista parla in prima persona: discorsi colloquiali senza filtri e quasi senza vincoli, esponendo articolate riflessioni sulle proprie ricerche, sul sistema dell’arte e sulla vita privata. Emergono le idee di partecipazione e di complicità tra il critico e l’artista, che scardinano la visione della critica ufficiale del tempo, con giudizi molto schietti da parte di Fontana su grandi artisti come Jackson Pollock e Robert Rauschenberg.

Lucio Fontana, Concetto spaziale, New York 10, 1962, Milano, Fondazione Lucio Fontana. © Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022

L’esposizione – alla Villa dei Capolavori, a Mamiano di Traversetolo presso Parma, dal 12 marzo al 3 luglio 2022 – segue, narrativamente, la conversazione tra Fontana e Lonzi, permettendo ai curatori Walter Guadagnini, Gaspare Luigi Marcone, Stefano Roffi la realizzazione di un percorso antologico, ma non dogmatico.

Sono esposte opere di Lucio Fontana (Rosario di Santa Fe 1899 – Comabbio 1968) di vari periodi, dalle sculture degli anni Trenta ai “Concetti spaziali” (“Buchi” e “Tagli”) dagli anni Quaranta ai Sessanta, oltre ai “Teatrini” e alle “Nature” bronzee. Il percorso si chiude con opere di Enrico Baj, Alberto Burri, Enrico Castellani, Luciano Fabro, Piero Manzoni, Giulio Paolini, Paolo Scheggi, provenienti dalla collezione personale di Fontana. Suggestive sono le serie fotografiche scattate a Fontana da Ugo Mulas: è esposta la documentazione fotografica dell’intera genesi di un’opera, dal primo “buco” al lavoro compiuto. Catalogo Silvana Editoriale.

C.S.M.
Fonte: Ufficio Stampa, marzo 2022
Immagine di copertina: Lucio Fontana: Concetto spaziale, 1951,
Milano, Fondazione Lucio Fontana. © Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022

LUCIO FONTANA. AUTORITRATTO
12 marzo – 3 luglio 2022

Fondazione Magnani-Rocca
via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma)
Info: tel. 0521 848327 / 848148
info@magnanirocca.it
www.magnanirocca.it