Il Macerata Opera Festival 2020 #biancocoraggio, che conclude la triade #verdesperanza (2018) e #rossodesiderio (2019), presenterà dal 17 luglio al 9 agosto 2020 Tosca, Don Giovanni e Il trovatore, tre titoli pensati per evocare e approfondire i temi dell’emancipazione, dell’illuminismo e del destino e che, nelle intenzioni del sovrintendente Luciano Messi, della direttrice artistica Barbara Minghetti e del direttore musicale Francesco Lanzillotta, presentano attraverso i libretti e i caratteri dei personaggi tre diverse epifanie del “coraggio”: leale, beffardo, valoroso.

La 56a edizione del festival maceratese si aprirà quindi con una nuova produzione del capolavoro di Giacomo Puccini Tosca (17 e 26 luglio, 1 e 7 agosto) affidata alla regista argentina Valentina Carrasco, cresciuta collaborando con la Fura dels Baus e autrice di numerosi spettacoli (fra cui Carmen a Caracalla e Les vêpres siciliennes), prossima attesa inaugurazione del Teatro dell’Opera di Roma.

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Nel ruolo della protagonista ci sarà il soprano sloveno Rebeka Lokar che ha già conquistato l’attenzione del pubblico italiano al Regio di Torino e all’Arena di Verona; Cavaradossi sarà invece uno fra i tenori più in evidenza di oggi, al debutto nel ruolo, Piero Pretti; mentre Roberto Frontali (che ritorna a Macerata dopo la grande prova di Macbeth) vestirà i panni di Scarpia. Per Tosca, il podio dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, come sempre impegnata in tutte le produzione, sarà per il direttore musicale del festival, Francesco Lanzillotta.

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Secondo titolo in programma Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart (18 e 24 luglio, 2 e 8 agosto) con la direzione di Diego Fasolis, specialista del repertorio pre-ottocentesco e con la regia di Davide Livermore (che a dicembre firmerà, per il secondo anno consecutivo, lo spettacolo inaugurale del Teatro alla Scala). Questo debutto a Macerata di Livermore avviene con una coproduzione con il festival francese delle Chorégies d’Organge, dove il capolavoro mozartiano è andato in scena nell’estate del 2019 e che sarà ripensato e riorganizzato per gli spazi insoliti dello Sferisterio. Nel ruolo del protagonista Mattia Olivieri, Leporello sarà Adrian Sâmpetrean, mentre Donna Anna e Don Ottavio saranno rispettivamente Valentina Mastrangelo e Giovanni Sala, i due giovani cantanti “adottati” artisticamente dal festival maceratese e presenti in ogni edizione del triennio.

Per Il trovatore di Giuseppe Verdi (19, 25 e 31 luglio, 9 agosto) si tratta della ripresa dello spettacolo gotico e fiammeggiante del pluripremiato regista spagnolo Francisco Negrin. Per questa terza edizione a Macerata, dopo il 2013 e il 2016, sul podio ci sarà Jordi Bernàcer, anch’egli spagnolo, direttore in residence della San Francisco Opera. Protagonisti vocali alcuni fra i più interessanti interpreti del panorama internazionale: Luciano Ganci, Manrico; Roberta Mantegna, Leonora (al debutto dopo aver interpretato la versione in francese al festival Verdi di Parma); Sonia Ganassi, Azucena; Massimo Cavalletti, Conte di Luna.
In ogni produzione, come sempre, il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” diretto da Martino Faggiani.

Nella Tosca – con la quale Puccini e i suoi due librettisti di fiducia Illica e Giacosa si “affacciarono” al Ventesimo secolo – agisce un triangolo tragico di amore, potere e libertà nel quale tutti i protagonisti, sia positivi sia negativi, finiscono annientati dal fato poco dopo che il tenore ha cantato la celeberrima “E lucevan le stelle”; sotto il cielo dello Sferisterio, dove l’opera torna dopo il 2014, quelle note assumeranno un’espressività ancor più peculiare.
Nel Don Giovanni – che nel 1787 portò il binomio Mozart-Da Ponte a un esito epocale per le sorti del teatro d’opera – amore, cinismo, razionalità e determinazione si mescolano in una trama densa di metafore e costellata d’immortali melodie come “Madamina, il catalogo è questo” o “Là ci darem la mano”, che a Macerata si ascoltarono nel 1991 allo Sferisterio e poi al Teatro Lauro Rossi nel 2014.
Il trovatore – titolo del 1853 su libretto di Cammarano appartenente alla cosiddetta “trilogia popolare” – è la quintessenza del Romanticismo operistico (l’ultima volta allo Sferisterio nel 2016), con la sua trama frammista di amore, mistero, oscurità, dispiegati in una partitura che dal raccoglimento della cavatina “Tacea la notte placida” alla frenesia della cabaletta “Di quella pira l’orrendo foco”.

C.S.
Fonte: Skill & Music

Contributi fotografici: Manuela Giusto, Brescia e Amisano

Macerata Opera Festival 2020 #biancocoraggio
17 luglio al 9 agosto 2020

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